Pellet, esiste anche quello di castagno: ecco tutti i pro e i contro della biomassa

Tra le tante tipologie di Pellet, esiste anche quello di castagno: ecco i pro e i contro della nuova frontiera della biomassa.

Il Pellet in questi primi mesi del 2024 è tornato conveniente: secondo l’Aiel si è registrato un calo dei prezzi di oltre il 40%.

Tale riduzione si deve sostanzialmente all’abbassamento dell’Iva introdotta dal governo Meloni, passata dal 22 al 10%, anche se tale agevolazione è destinata a sparire dal 1 marzo 2024.

Sembra dunque rientrata l’allerta prezzi con il biocombustibile legnoso tornato ai livelli della primavera del 2022, anche se spaventa e non poco il futuro.

Ma attenzione perché i prezzi variano anche in base alla tipologia di pellet che viene usato: dall’abete, al faggio a quello di castagno.

Scopriamo insieme i pro e i contro del pellet di castagno.

Pellet di castagno, ecco tutti i pro e i contro della biomassa

Lo abbiamo detto, nonostante i forti rincari del 2022 molte famiglie italiane hanno continuato a preferire il Pellet per riscaldare la propria casa.

Lo sappiamo l’Italia non è certamente tra i primi produttori di Pellet, ma è sicuramente tra quelli che ne importa di più da Slovacchia, Repubblica Ceca, Austria e dalla Croazia.

Bisogna sempre prestare attenzione a trovare quello migliore ossia quello che offre un ottimo rapporto qualità prezzo cercando di evitare truffe.

La prima cosa da dire è che il pellet non è tutto uguale ma l’efficienza della biomassa dipende dalla qualità della materia prima da cui sono formati i cilindretti.

La sua resa cambia a seconda della diversa essenza legnosa: lo sappiamo bene che i cilindretti sono ottenuti dalla pellettizzazione di scarti di legno, segatura e cippato non trattati chimicamente.

Molto spesso si tratta di prodotti formati da un mix di più materie prime differenti ma oggi il settore si sta incentrando sulla creazione di prodotti diversi ottenuti da singoli ingredienti.

Stiamo parlando ad esempio di pellet di mais, di sansa, di glicerolo, di paglia, di faggio e/o abete, di conifera ma anche di castagno.

Il legno di castagno è un’essenza molto pregiata, soprattutto in ambito della falegnameria con il quale si realizzano oggetti, suppellettili e mobili di incredibile bellezza e resistenza.

Inoltre si tratta di un legno molto leggero e versatile, adatto per diverse tipologie di lavorazione.

Ma tra le qualità che si sono notate per i produttori di pellet, alcune sono molto importanti.

Il pellet di castagno ha infatti:

  • un ottimo rapporto qualità/prezzo;

  • una certa resistenza all’umidità che è una qualità fondamentale per la combustione perché garantisce un’ottima resa in termine di calore e facilità di accensione.

Tra gli inconvenienti però c’è il fatto che il castagno possiede un alto quantitativo di tannino, che non è l’ideale da bruciare.

Questo può essere estratto con un procedimento detto detannizzazione che precede la lavorazione insieme alla stagionatura, ovviamente, e alla scortecciatura.

Solo dopo può avvenire la pellettizzazione del legno di castagno.

Pellet di castagno, ecco perchè è un legno dolce

Il pellet di castagno ancora non è molto prodotto perché si tratta di una soluzione molto rara e innovativa.

Si tratta di un legno dolce, come abete, pioppo, pino , ontano, salice che brucia rapidamente e per questo rilascia maggiori quantità di residuo fisso che intasa facilmente la canna fumaria.

Di solito questo pellet ha una fiamma molto alta usato per l’avviamento dei forni.

Contrariamente il legno forte produce una fiamma più corta che mantiene meglio la combustione rilasciando minori quantità di residui di cenere. 

Questo è certamente più adatto al riscaldamento domestico.

Caratteristiche dei diversi tipi di pellet

Lo abbiamo detto esistono diversi tipi di pellet con caratteristiche molto differenti tra loro.

Tra i più conosciuti e utilizzati ci sono:

  • pellet di abete, bianco o rosso, ad alta potenza calorifera e per molti è il più pregiato;

  • pellet di faggio, molto diffuso in Europa, con una combustione lenta.

  • pellet misto di faggio e abete, un giusto mix tra calore e durevolezza della combustione;

  • pellet di conifere, ovvero pigne miste a pino, abete e larice;

  • agripellet, creato da scarti agricoli come il nocciolino di sansa e i gusci di seme di girasole;

  • pellet misto di legno in proporzioni variabili.

I valori del potere calorifico del pellet devono attestarsi tra i 4.7 a 5 kWh/kg.

 

Achiropita Cicala
Achiropita Cicala
Collaboratore giornalistico, classe 1985.Ho una laurea magistrale in Economia Applicata, conseguita presso l'Università degli Studi della Calabria. A percorso universitario ultimato, ho approfondito sul campo le competenze acquisite in Finanza e Statistica presso alcuni studi commerciali. Attualmente, collaboro con diverse testate giornalistiche online per le quali scrivo, con flessibilità, di argomenti che spaziano dall'economia alla politica, dal mondo della scuola a quello dell'amministrazione pubblica. Passioni? La scrittura in primis, la grafica in secundis!
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