Pellet, sequestrato un carico di 81.000 kg contaminato da piombo: ecco cosa sta succedendo

Finalmente dopo tanto penare il prezzo del pellet torna ai livelli del 2021. Ma attenzione perché le truffe sono dietro l’angolo. Sequestrato recentemente un carico contaminato da piombo: ecco cosa sta succedendo.

pellet-sequestrato-che-succede

Il prezzo del Pellet ormai si sa, sono torna ai livelli del 2021 e anche per i primi due mesi del 2024 è stata riconfermata l’Iva ridotta sulla biomassa.

Le notizie relative all’utilizzo del pellet e ai suoi continui ribassi di prezzo sembrano non lasciare indifferenti le famiglie italiane sempre più convinte ad integrare i sistemi di riscaldamento con le moderne stufe a pellet.

Se lo scorso inverno è stato difficile gestire i budget familiari oggi la situazione sembra essere abbastanza migliorata.

A dirlo i dati diffusi dal gruppo Pellet ENplusdi Aiel che ha registrato negli scorsi mesi un prezzo medio per sacco di 6,19 euro.

Un prezzo notevolmente inferiore rispetto al 2022 ma anche rispetto ai primi mesi del 2023, quando a gennaio dello scorso anno servivano circa  9,31 euro.

A favorire l’abbassamento anche l’applicazione dell'Iva ridotta per le biomasse, facendola passare dal 22% al 10%. Misura riconfermata anche per il 2024 ma soltanto per il primo bimestre.

Ecco che oggi non è raro trovarsi difronte a offerte ancora più convenienti. Ma attenzione perché prezzi bassi non sono solo frutto di sconti: molte volte si tratta di truffe.

L’ultima in ordine cronologico ha interessati un carico di 81.000 kg di pellet contraffatto e contaminato dal piombo nel porto di Venezia.

Scattato per il carico l’immediato sequestro da parte dell'Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza.

Ecco cosa sta succedendo e come tutelarsi da eventuali contraffazioni. 

Pellet, sequestrato un carico di 81.000 kg contaminato da piombo: ecco cosa succede

Lo abbiamo detto all’inizio, per il pellet continua la corsa alla riduzione dei prezzi. Dopo anni di rincari il prezzo del biocombustibile è notevolmente calato.

Lo dicono i dati diffusi ma anche le offerte dei rivenditori privati. Attenzione però perché prezzi troppo bassi possono essere sinonimo di truffa.

Negli ultimi mesi tante sono state le segnalazioni e i sequestri di pellet contraffatto pronto ad essere immesso sul mercato.

L’ultimo in ordine cronologico è stato fatto dall'Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza di Venezia che hanno sequestrato circa 81.000 kg di pellet legnoso contraffatto.

Il sequestro è avvenuto al porto di Marghera. La merce ha destato sospetti sia per la provenienza ( Egitto) sia dell'etichettatura che attestava una classe di qualità più elevata a garanzia del consumatore.
   

A seguito di un’analisi specifica gli ispettori hanno verificato che l’etichettatura era falsa come falso era il marchio apposto.

O meglio era stato apposto in maniera fraudolenta il marchio registrato di un famoso ente certificatore.

Come se non bastasse il pellet risultava contaminato da una quantità di piombo ben oltre i limiti consentiti rendendo il combustibile sequestrato molto nocivo per la salute e l'ambiente.  

Per il legale rappresentante della società importatrice è scattata l’immediata denuncia per contraffazione di marchi, frode ed immissione in commercio di prodotti pericolosi.

Il pellet sequestrato avrebbe generato proventi per circa 40 mila euro circa.

Pellet, ecco come evitare le truffe e riconoscere i veri fornitori

Ma come evitare di incappare in truffe sul pellet?  La prima cosa da fare è prestare attenzione ai prezzi.

Diffidate da prezzi bassissimi perché sicuramente si  tratta di pellet di scarsa qualità e scadente.

Meglio spendere qualche euro in più ma avere la certezza di una migliore qualità in termini di resa e di potere calorifico.

Altro consiglio è controllare attentamente le etichette verificando la presenza delle certificazioni che garantiscono provenienza e rispetto delle norme europee.

Per evitare truffe sul pellet inoltre è sempre opportuno verificare:

  • le caratteristiche del pellet;

  • l’identità del venditore e eventuali recapiti;

  • l’esistenza di un servizio clienti e l’esistenza della partita iva;

  • le modalità di pagamento, di consegna evitando contrattazione su Whatsapp.

Arrivano i consigli della Polizia postale per evitare truffe

Anche la polizia postale ha comunicato alcuni consigli su come evitare le truffe del pellet soprattutto online.

La stessa ha messo a disposizione degli utenti l’elenco di falsi fornitori di pellet che grazie a queste pagine fittizie appositamente create richiedevano pagamento anticipato della fornitura che in realtà non veniva mai consegnata.

Al fine di evitare questa tipologia di truffa la polizia consiglia di controllare sul sito dell’agenzia delle Entrate il numero di partita Iva del venditore assicurandosi che faccia capo ad un’azienda realmente esistente.