Mentre i cittadini italiani sono ancora in trepida attesa per quanto riguarda la nuova riforma pensioni che dovrebbe andare a rivoluzionare definitivamente l’attualmente sistema pensionistico in vigore, milioni di lavoratori avranno la possibilità di accedere prima all’assegno di pensionamento INPS in maniera anticipata, prima del compimento dell’età pensionabile fissata ai 67 anni.

In questo senso, è stato il Governo italiano con alla guida l’ormai precedente Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ad avere intrapreso l’importante decisione di prorogare quelle che negli ultimi anni erano state le formule di pensionamento che hanno consentito a milioni di cittadini italiani di accedere prima alla propria pensione.

A questo proposito, grazie all’approvazione e quindi alla relativa entrata in vigore in merito alla Legge di Bilancio 2021, a partire dal primo gennaio dell’anno 2021, sono state prorogate le tre formule di pensionamento anticipato INPS, attraverso cui i cittadini italiani potranno andare in pensione prima, anche all’età di 62 anni, purché risultano essere in possesso di specifici requisiti anagrafici e contributivi.

Nello specifico, si tratta delle formule di pensionamento relative alla famosa Quota 100, ma anche legate all’Opzione Donna e all’ APE Sociale, ognuna delle quali risulta essere destinata a specifiche categorie di cittadini lavoratori.

Così, anche in seguito agli scorsi mesi in cui si è verificata la formazione del nuovo Governo italiano, con a capo Mario Draghi, l’esperto economista nonché ex banchiere relativo alla Banca Centrale Europea, queste tre formule di pensionamento anticipato continuano ad avere i propri effetti, fino almeno al giorno 31 dicembre 2021.  

Tuttavia, oltre a queste tre formule di pensionamento se ne aggiungono altre quattro che offrono la possibilità ad alcune categorie di cittadini di accedere prima alla pensione.

Ecco, quindi, una breve guida in cui saranno specificati tutti i dettagli in relazione alle principali caratteristiche, peculiarità e meccanismi di funzionamento che caratterizzano ciascuna formula INPS di pensionamento anticipato, sottolineando quali sono le condizioni ed i requisiti considerati obbligatori per l’accesso alla pensione in anticipo rispetto all’età pensionabile di 67 anni. 

Quali sono le 3 formule per andare prima in pensione

In seguito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2021 e la sua relativa entrata in vigore a partire dal primo gennaio 2021, la squadra governativa che era stata precedentemente guidata dall’ormai ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è stata approvata la proroga in merito alle tre formule INPS di pensionamento anticipato.

Nello specifico, si tratta delle famose formule attraverso cui milioni di cittadini italiani hanno avuto la possibilità di andare in pensione prima del compimento dell’età pensionabile, che attualmente è stata fissata a 67 anni.

Infatti, le formule di pensionamento della Quota 100, dell’Opzione Donna così come anche dell’APE Sociale, prevedono diverse condizioni e requisiti obbligatori legati non solo all’età anagrafica del cittadino lavoratore, ma anche alla sua età contributiva, ovvero agli anni in cui egli ha effettivamente svolto un’attività lavorativa. 

Quando termineranno le 3 formule di pensionamento 

Nonostante l’enorme importanza che hanno assunto nel corso degli anni queste tre formule di pensionamento anticipato, ovvero Quota 100, APE Sociale e Opzione Donna, è molto probabile che a partire dal primo gennaio dell’anno prossimo, dovremo purtroppo dirvi definitivamente addio. 

In particolare, sono sempre più insistenti e diffuse le voci in merito ad una eliminazione definitiva della formula della Quota 100, finita più volte al centro del dibattito politico e che ha ottenuto numerose critiche da parte di organizzazione ed enti sia relativi all’ambito nazionale che dell’Unione Europea. 

Dunque, molto probabilmente questo del 2021 sarà l’ultimo anno in cui i cittadini lavoratori che desiderano accedere prima all’assegno pensionistico INPS, rispetto all’età prevista per la pensione tradizionale di vecchiaia, potranno accedere alla possibilità offerta dalla Quota 100 per coloro che durante l’anno avranno conseguito un’età anagrafica pari a 62 anni ed una contributiva di 38 anni.

Per questo motivo, si fa sempre più strada l’ipotesi di una nuova riforma dell’attuale struttura pensionistica, che dovrebbe andare a definire delle nuove formule di pensionamento, rivoluzionando di fatto l’intero sistema attualmente in vigore. 

Pensione di vecchiaia INPS: come funziona oggi

Per consentire a tutti di comprendere al meglio la portata di queste tre formule di pensionamento anticipato rappresentate dalla Quota 100, dall’Opzione Donna e dall’APE Sociale, è bene anche ripercorrere ed evidenziare le principali caratteristiche e peculiarità che contraddistinguono l’attuale pensione di vecchiaia INPS.

In questo scenario, occorre precisare che l’assegno pensionistico relativo alla pensione di vecchiaia si costituisce come una prestazione erogata mensilmente da parte dell’Istituto INPS, esclusivamente nei confronti di quei cittadini italiani che hanno presentato la domanda e che rispondono effettivamente a tutti i requisiti previsti. 

Dunque, la normativa stabilisce che potranno accedere all’assegno della pensione di vecchiaia quei cittadini che risultano aver conseguito almeno 67 anni di età anagrafica e 20 di età contributiva. 

Per quanto riguarda quei cittadini lavoratori che risultano essere addetta a mansioni considerate gravose o usuranti, è stata prevista la possibilità di ottenere il riconoscimento dell’assegno pensionistico di vecchiaia senza la necessità di raggiungere i 20 anni di età contributiva, ma anche dopo aver conseguito i 66 anni e 7 mesi di età anagrafica. 

Infine, l’assegno della pensione di vecchiaia è riconosciuto anche per tutti coloro che rientrano interamente nel regime contributivo, che risultano aver raggiunto 5 anni di contributi e 71 di età anagrafica

Inoltre, per tutti coloro che rientrano nel sistema misto, è stato stabilito come requisito ulteriore per l'accesso alla pensione di vecchiaia 2021, quello di aver raggiunto alla data di richiesta di pensionamento, un assegno previdenziale che risulti essere pari almeno a 1,5 volte dell’assegno sociale. 

Come funziona l’età pensionabile legata alla speranza di vita

Per quanto riguarda l’età pensionabile disposta per accedere all’assegno pensionistico di vecchiaia, la normativa legata alle pensioni stabilisce che tale età potrebbe subire delle modifiche sulla base dell’aspettativa di vita.

In questo senso, per quanto riguarda il biennio 2021-2022, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha disposto che non venga effettuato alcun tipo di adeguamento dell’età pensionabile rispetto alle speranze di vita, così da non modificare ulteriormente i requisiti necessari per poter andare in pensione.

Dunque, in seguito all’approvazione del decreto del 5 novembre 2019, l’età pensionabile prevista per poter accedere alla pensione è stata fissata ai 67 anni, almeno fino al 2022.

A partire dal 2023, dovrebbe verificarsi un innalzamento relativo alle rilevazioni effettuate dall’ISTAT.

Come funziona la pensione anticipata senza formule

Almeno per quest’anno, in attesa di una nuova riforma legata al sistema pensionistico italiano, resta in vigore la possibilità di poter accedere alla pensione in maniera anticipata, per alcuni cittadini lavoratori che avranno conseguito alcuni requisiti anagrafici e contributivi.

Nello specifico, per le donne lavoratrici è richiesto il conseguimento di almeno 41 anni e 10 mesi di età contributiva; mentre, per i lavoratori uomini, il requisito è stato fissato a 42 anni e 10 mesi di età. 

Con il decreto numero 4 del 2019 è stato bloccato l’adeguamento degli anni contributivi rispetto alle speranze di vita, introducendo anche una finestra mobile di tre mesi che permetterebbe così di accedere alla pensione anticipata

Il meccanismo della pensione anticipata contributiva 

Per quei cittadini italiani che rientrano nel sistema interamente contributivo avranno la possibilità di accedere alla pensione anticipata nei casi in cui avranno conseguito i 64 anni di età anagrafica e 20 anni di età contributiva, a condizione che questi abbia effettivamente maturato un assegno previdenziale che risulti essere caratterizzato da un importo pari oppure superiore a 2,8 volte dell’assegno sociale. 

A tal proposito, rientrano nel sistema contributivo tutti quei lavoratori appartenenti ad una delle seguenti categorie: con un’anzianità contributiva inferiore ai 18 anni al 31 dicembre 1995 e che abbiano almeno 15 anni di contributi versati, di cui almeno 5 successivi al 1995; oppure quei cittadini che risultano essere privi di anzianità contributiva al 1° gennaio 1996.

Pensione anticipata per i lavori precoci e usuranti

Sono state inoltre previste altre due categorie di lavoratori per poter accedere alla pensione anticipata INPS, relative ai lavoratori precoci e a quelli addetti a mansioni considerate gravose

Dunque per quanto riguarda la pensione anticipata per i precoci, sono inclusi tutti coloro che prima dell’età di 19 anni risultano aver già maturato almeno 12 mesi di contributi.

In questo contesto, viene offerta la possibilità di accedere alla pensione anticipata con solo 41 anni di contributi, a quattro categorie di lavoratori, ovvero: disoccupati, caregiver, invalidi civili, e addetti a mansioni usuranti o gravose svolte per almeno sette anni durante gli ultimi 10 anni. 

Per queste categorie di cittadini, l’assegno previdenziale sarà calcolato sulla base di un sistema misto e con la decorrenza del trattamento che scatta appena trascorsi i tre mesi. 

Per quanto riguarda invece la pensione anticipata prevista per quei cittadini che svolgono un’attività lavorativa considerata usurante, questi avranno la possibilità di accedere alla pensione anticipata attraverso la Quota 97,6, ovvero: 61 anni e 7 mesi di età anagrafica e 35 anni di età contributiva. 

Opzione Donna, Quota 100 e APE Sociale

Oltre alle varie modalità previste per accedere alla pensione INPS in anticipo, riconosciute nei confronti di quei cittadini lavoratori precoci o che svolgono delle attività considerate gravose, fino alla fine dell’anno saranno previste altre tre modalità di pensionamento anticipato, ovvero: Opzione Donna, Quota 100 e APE sociale.

Nello specifico, attraverso l’Opzione Donna potranno accedere all’assegno le donne lavoratrici che avranno conseguito almeno 35 anni di contributi ed un’età anagrafica pari a 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) e 59 anni (per le lavoratrici autonome).

Per quanto riguarda la formula della Quota 100, il decreto legge numero 4 del 28 gennaio 2019 stabilisce che potranno accedere all’assegno INPS della pensione in anticipo quei cittadini italiani che avranno conseguito almeno 62 anni di età e 38 anni contributivi.

Per quanto riguarda invece la formula dell’APE Sociale, questa consiste nella possibilità di ottenere un aiuto economico che sarà erogato regolarmente da parte dell’INPS verso quei cittadini che hanno compiuto un’età di almeno 63 anni e che rientrano in una delle categorie di caregiver, cittadini con invalidità di almeno il 74%, disoccupati e addetti a mansioni gravose