Blockchain, intelligenza artificiale, trasformazioni demografiche, lotta ai cambiamenti climatici. Sono solo alcune delle tendenze secolari che stanno trasformando il modo in cui viviamo. Questi fattori cosiddetti disruptive possono essere seguiti con le small cap? E le valutazioni di questo segmento di investimento sono interessanti?

“Il mondo sta cambiando rapidamente”, dice Matthew Dobbs, Head of Global small cap di Schroders. “Con l’innovazione e gli sviluppi tecnologici che avanzano a un ritmo mai visto in precedenza, i vecchi settori sono molto sotto pressione. I nuovi competitor con tecnologie più avanzate possono rapidamente destituire le società consolidate che hanno dominato all’interno del loro settore per decenni. L’inarrestabile crescita di Amazon e il declino dei centri commerciali Usa sono una chiara dimostrazione di questa tendenza. Sebbene non ne siano immuni, le small-cap possono beneficiare di questa disruption. Queste società infatti subiscono meno il peso della struttura di management e i timori di perdere i volumi di vendite o fette di mercato introducendo nuovi prodotti: un problema importante per i colossi ben consolidati”.

Occhio ai prezzi

Dal punto di vista delle valutazioni, tuttavia, bisogna fare attenzione a dove si guarda. Come per i mercati emergenti, infatti, quello delle piccole aziende non è un asset di investimento omogeneo e, a differenza delle società a grande capitalizzazione, può essere condizionato dalle vicende domestiche.

L’andamento dell’indice Morningstar Global Large Cap, messo a confronto con il paniere relativo alle Small cap mostra che fra i due universi, da inizio anno, non c’è una grande differenza di performance: il primo da gennaio (fino al 10 settembre e calcolato in euro) ha guadagnato il 19,85% mentre il secondo ha segnato +19,6%.