E’ nata una nuova opportunità per i giovani imprenditori del settore agricolo, si chiama “Più Impresa”, è il nuovo portale istituito da Ismea: Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare.

Il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli riferisce così il progetto sul sito dell’Ansa

"E' uno strumento che offre un'opportunità professionale a tutte le nuove generazioni che intendono ridare valore alla nostra terra”.

Ribadendo, come sia importante più di ogni altra cosa oggi, per una buona ripresa dell’economia messa a dura prova dal Covid-19, far ripartire l’imprenditoria giovanile:

“I giovani devono rientrare a pieno titolo negli strumenti a sostegno dello sviluppo agricolo, un ulteriore passo verso l'Agricoltura 5.0 che il ministero ha intenzione di agevolare attraverso l'innovazione digitale e le pratiche agroindustriali ecocompatibili".

Ma vediamo più nel dettaglio in che cosa consiste il portale “Più Impresa” e la misura a sostegno dei giovani.

“Più impresa” come investire nell’imprenditoria giovanile

Come da lancio di Adnkronos:

“La visita del ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, all'Ismea … è stata l'occasione per conoscere da vicino la struttura e le attività dell'Istituto ma anche per lanciare il nuovo strumento agevolativo per i giovani agricoltori.”

Dunque di cosa si tratta precisamente?

ISMEA è un Istituto che realizza servizi informativi, assicurativi e finanziari e offre forme di garanzia creditizia e finanziaria alle imprese agricole o alle loro forme associate.

Il fine di questa attività in collaborazione con le Regioni è di favorire l'informazione, la trasparenza dei mercati e agevolare il rapporto con il sistema bancario e assicurativo.

Nel progetto “Più Impresa” grazie al Decreto Semplificazioni si estende all’intero territorio nazionale, il contributo a fondo perduto dedicato all’imprenditoria giovanile fino al 35% della spesa ammissibile.  Al contributo resta abbinato il mutuo a tasso zero di importo fino al 60% dell'investimento.

Contributo a fondo perduto per i giovani fino a 41 anni

A chi è riservata la misura?

La misura è riservata a tutti i giovani sino ai 41 anni non compiuti che vogliano subentrare nella conduzione di un'azienda agricola o che sono già attivi in agricoltura da almeno 2 anni e che intendano migliorare la competitività della propria impresa.

Le due novità maggiori del decreto attuativo di cui all’art.43-qater del Decreto Semplificazioni, sono l’innalzamento dell’età dei possibili richiedenti, sino a 41 anni non compiuti, e in secondo luogo la riduzione della percentuale di garanzia dal 120 per cento al 100 per cento dell'importo del mutuo agevolato.

Si tratta di agevolazioni con mutui a tasso zero e contributi a fondo perduto che servono ad aiutare le aziende già in essere nel loro consolidamento e a spingere alla creazione di nuove start up agricole.

Cosa offre:

  • Offre un mutuo agevolato, a tasso zero, per un importo non superiore al 60 per cento delle spese ammissibili;
  • Offre un contributo a fondo perduto, per un importo non superiore al 35 per cento delle spese ammissibili.

Si tratta di uno strumento che lo stesso Ministro Stefano Patuanelli definisce utile a offrire “un’opportunità professionale a tutte le nuove generazioni che intendono ridare valore alla nostra terra”.

La misura intende finanziare con 1,5 milioni di euro lo sviluppo e il consolidamento di settori legati alla produzione, trasformazione e al commercio dei prodotti agricoli del nostro territorio, facendo ripartire un Made in Italy di qualità nella nostra filiera produttiva a km zero, ma non solo.

I tempi e i requisiti della proposta legata all’imprenditoria

La misura pensata per i giovani, che proprio giovanissimi non sono in realtà, prevede una durata minima di 5 anni e una massima di 15 anni con un periodo di preammortamento di 30 mesi al massimo.

I destinatari dell’intervento economico sono identificabili tra le micro, piccole e medie imprese agricole organizzate sia come forma di ditta individuale o di società, e che siano amministrate e condotte da giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti. 

Nello specifico vengono identificati i seguenti requisiti:

Subentro: 

  • Nel caso del subentro ad imprese agricole esistenti, è possibile il subentro da parte di imprese agricole costituite da non più di 6 mesi che abbiano una sede operativa sul territorio nazionale, e la cui azienda cedente sia attiva da almeno 2 anni;
  • L’azienda cedente deve essere economicamente e finanziariamente sana
  • La maggioranza numerica dei soci e delle quote di partecipazione in capo ai giovani, ove non presente al momento della presentazione della domanda, deve sussistere alla data di ammissione alle agevolazioni.

Ampliamento:

  • Nel caso di ampliamento di un’azienda esistente, l’impresa agricola deve essere attiva da almeno due anni;
  • Avere una sede operativa sul territorio nazionale;
  • Essere economicamente e finanziariamente sana.

La scelta di riservare la misura alle giovani generazioni ha come risvolto quello di favorire il ricambio generazionale e migliorare la competitività delle imprese attraverso principalmente lo sviluppo tecnologico e innovativo.

Questo è anche il pensiero sostanziale di Maria Chiara Zaganelli direttore generale di Ismea, che rileva come queste misure siano un’importante intervento in stretto allineamento al Piano generale di ripresa del paese e che offrirà al settore dell’agroalimentare nuove possibilità verso un ammodernamento e verso un migliore sviluppo sostenibile.

Cosa viene finanziato nel progetto

Il progetto abbiamo visto che intende finanziare lo sviluppo delle aziende agricole giovanili sino a 1,5 milioni di euro, ma vediamo esattamente cosa si intente come “Sviluppo e consolidamento dei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione dei prodotti”.

Sono ammissibili e sostenibile le seguenti spese:

  • Spese per lo studio di fattibilità: sono ammissibili nella misura del 2% del valore complessivo dell'investimento da realizzare; 
  • La somma delle spese relative allo studio di fattibilità, ai servizi di progettazione: sono ammissibili complessivamente entro il limite del 12% dell'investimento;
  • Spese relative alle opere agronomiche: sono ammissibili per i soli progetti nel settore della produzione agricola primaria
  • Spese relative alle opere edilizie e oneri per il rilascio della concessione
  • Spese per l’acquisto dei terreni (per la della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione dei prodotti): è ammissibile solo in misura non superiore al 10% dei costi ammissibili totali dell'intervento;
  • Spese per i nuovi impianti di trasformazione: ammissibili se la potenzialità non è superiore al 100% della capacità produttiva stimata a regime dell’azienda.

Nel dettaglio:

Nel caso di attività di agriturismo e per le altre attività di diversificazione del reddito agricolo, saranno concesse agevolazioni in regime de minimis nel limite massimo di euro 200.000.

Tutte le spese effettuate dovranno essere rendicontate per Stato Avanzamento Lavori (nel numero massimo di 5) al fine di ottenere l'erogazione delle corrispondenti quote di agevolazioni.

Infine facciamo attenzione a che cosa non può essere finanziato.

Non vengono finanziati:

  • diritti di produzione
  • animali e piante annuali
  • lavori di drenaggio
  • impianti per la produzione di biocarburanti e per la produzione di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili 
  • investimenti di sostituzione di beni preesistenti 
  • lavori in economia 
  • impianti e macchinari usati
  • capitale circolante.

E’ possibile presentare le domande di ammissione alle agevolazioni esclusivamente attraverso il portale. Qui il link per iniziare l’iter.