I dati macroeconomici più recenti delle principali economie indicano un rallentamento generalizzato. Ciò che preoccupa non è solo una moderazione nel percorso di crescita, ma l'accelerazione dell'indebolimento di quelle economie che dovrebbero essere più forti e più sane. Ancor di più preoccupa che questo aggressivo peggioramento dei principali indicatori guida in Cina, nell'UE e nella maggior parte delle economie emergenti si verifichi al picco del più grande stimolo monetario e fiscale degli ultimi decenni.

È facile dare la colpa ai titoli di giornale, alle guerre commerciali e ovviamente a Trump, ma sarebbe ingenuo credere che questi siano i veri fattori alla base della negatività economica.

Dal 1975 il ritmo delle riprese economiche mondiali è stato più lento e più debole, secondo l'OCSE. Suddette riprese hanno richiesto più tempo e sono avanzate più lentamente. Allo stesso tempo, i periodi di crisi sono stati meno aggressivi, anche se più frequenti, e quasi tutte le economie hanno chiuso i periodi di recessione con più debiti di prima.

Questi fattori sono tutti preoccupanti, ma le prove dimostrano anche che il progresso economico è continuato nonostante tutto ed i principali fattori di benessere sono migliorati notevolmente. Ho avuto l'opportunità di incontrare Johan Norberg, autore di "Progress", e abbiamo discusso di tutti gli elementi positivi che abbiamo visto negli ultimi decenni. Nello stesso periodo, dal 1975 al 2018, l'estrema povertà è stata ridotta ai minimi storici. Fame, povertà, analfabetismo, mortalità infantile... tutti questi terribili problemi sono stati ridotti ai livelli più bassi della storia.