È possibile evitare il prelievo forzoso sui conti correnti in modo legale? Come difendersi dal rischio di vedere prelevati forzatamente i propri risparmi? Risparmio e rischio default? Ecco 5 mosse per evitare il peggio? In piena crisi economica cagionata dalla pandemia Covid-19 girano voci negli ultimi giorni di un possibile prelievo forzoso dai conti correnti degli italiani.

Se il Governo arrivasse ad un prelevamento forzoso dai risparmi degli italiani l’Italia cadrebbe sull’orlo del default finanziario. La situazione economica dell’Italia risente di un momento di crisi economico che politico. Il Governo Conte si sta apprestando ad affrontare la più grande crisi dal Secondo Dopoguerra e sta cercando di trovare soluzioni ad una grave crisi economica.

Incertezza, crisi di Governo, emergenza sanitaria e recessione economica hanno cagionato un netto incremento dello spread BTP-BUND, che è salito a 215,90. Il lockdown e la chiusura delle attività economiche stanno mettendo in ginocchio le imprese e tutte le realtà professionali del paese. In questo scenario, quindi, tutti i consumi non essenziali sono stati sospesi e le famiglie cercano di ridurre le proprie uscite di denaro, per la paura sul futuro.

Scenario di incertezza economica e rischio di una patrimoniale

Nell’attuale contesto economico di incertezza e di crisi cagionata dalla pandemia Covid-19 la domanda posta dai risparmiatori è legata alla percezione sul rischio di introduzione di una patrimoniale. Si parla di una c.d. “Virus Tax” in arrivo avente l’obiettivo di minacciare i risparmi dei contribuenti. Introdurre una imposta patrimoniale, ovvero effettuare un prelievo forzoso sui risparmi degli italiani non aiuterebbe di certo l’economia a ripartire e finirebbe soltanto per spaventare i risparmiatori ed i correntisti italiani.

Patrimoniale in arrivo: cos’è il prelievo forzoso sui conti correnti?

Dopo aver analizzato il contesto e la situazione economica dell’Italia in piena emergenza economica e sanitaria indotta dalla pandemia Covid-19, analizziamo cos’è il prelievo forzoso sui conti correnti. Il prelievo forzoso è una tassa sul patrimonio depositato dai risparmiatori/correntisti nelle banche che lo Stato applica senza consenso o autorizzazione dei correntisti. La tassa sul patrimonio dei correntisti viene utilizzata dagli Stati come fonte di liquidità per affrontare una crisi economico-finanziaria grave e imminente. Lo Stato, per evitare il rischio default, preleva dai conti correnti dei propri cittadini una somma calcolata su base percentuale rispetto al totale.

I risparmiatori per proteggersi e difendersi dal prelievo forzoso sui conti correnti è ritirare il denaro depositato in banca prima che lo Stato avvii il prelievo. Si rischia la c.d. «corsa agli sportelli», che il Governo cerca di evitare attuando il prelievo forzoso sui conti correnti quasi contemporaneamente all’annuncio pubblicato. Viene stabilito anche una soglia sotto la quale non applicare il prelievo forzoso sui conti correnti, ma può anche essere preso in considerazione qualsiasi deposito con saldo attivo.

Il prelievo forzoso sui conti correnti non è di certo una novità: nel 1992 il Presidente del Consiglio Giuliano Amato approvò un decreto legge da 30mila miliardi di lire in cui si stabiliva il prelievo forzoso del 6 per mille dai conti correnti bancari di tutti i cittadini italiani. La decisione era giustificata dalla necessità di risanare «una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica». All’epoca l’Italia aveva già un debito pubblico troppo elevato e un ulteriore indebolimento della lira avrebbe creato ancora maggiori problemi alle finanze pubbliche. Il Decreto fu attuato nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1992.

Prelievo forzoso in arrivo? Ecco 5 mosse per preservare il risparmio

Ecco 5 mosse strategiche per preservare il risparmio:

- evitare di tenere il denaro depositato sui conti correnti, che hanno un rendimento zero o negativo e comportano spese di tenuta,

-i conti deposito vincolati sono una buona scelta se non si ha la reale necessità di ritirare i soldi prima della scadenza stabilità contrattualmente con la banca,

-investire in oro e altri beni rifugio, che stanno beneficiando di un trend rialzista,

-investire in titoli di Stato o bond ci consentono di proteggere il capitale nel caso in cui i tassi risalgano,

-investire in titoli azionari e costruire il portafoglio investimenti in modo assolutamente diversificato.

Prelievo forzoso sui conti correnti: come difendersi? Ecco la strategia efficace

Patrimoniale in arrivo? Come difendersi legalmente dal prelievo forzoso sui conti correnti? Con opportuni accorgimenti è possibile difendersi legalmente o ridurre il prelievo forzoso suoi tuoi conti correnti. Ecco di seguito la strategia efficace da approntare per autodifendersi legalmente dal prelievo forzoso sui conti correnti. È necessario disinvestire nel risparmio ovvero diminuire nel tempo il valore dei tuoi risparmi. Questa strategia comporta la necessità di ridurre nel tempo il valore di quanto detenuto patrimonialmente in banca. È possibile, ad esempio, destinare i risparmi bancari in un altro tipo di investimento (real estate, gioielli, auto, oro, criptovalute, polizze assicurative, etc.).

Prelievo forzoso sui conti correnti: cosa non devi fare?

Se hai capito qual è la strategia più efficace e legale per difendersi dal prelievo forzoso sui conti correnti, è necessario non mettere in atto queste azioni strategiche. Evita di evadere le tasse e ricorda che tutte le attività finanziarie detenute all’estero (conti correnti, titoli, etc.) sono monitorate dal Fisco italiano. Ad esempio, se vuoi investire in prodotti finanziari al di fuori dell’Europa puoi farlo, ma è bene optare per società che non hanno sede nella UE, e che non possono essere soggette a un intervento di prelievo forzoso da parte dello Stato. Inoltre, devi sapere che la normativa italiana prevede che ci sia una tutela per quanto riguarda i conti correnti al di sotto della soglia di 100.000 euro ad intestatario. Questa soglia, garantita in caso di default dell’istituto bancario, non ha alcuna rilevanza in caso di prelievo forzoso sui conti correnti.