Continuando a leggere questo articolo, avrai il modo di andare a conoscere e di andare a scoprire tutto quello che riguarda la guerra, attualmente in atto tra Russia ed Ucraina, ed, in particolare, andremo a parlare della tematica che riguarda il prezzo del petrolio.

In particolare, ci andremo a concentrare su quest'ultimo argomento, andando a vedere le motivazioni che ci sono dietro questi aumenti e le conseguenze che scaturiranno nell'immediato futuro per quanto riguarda noi italiani e le nostre spese a livello economico, soprattutto per quanto concerne il costo della benzina.

Nello specifico, andremo a parlare, inizialmente, degli aumenti del prezzo del petrolio che risalgono ad una settimana fa, circa, ma anche a ieri, e che prevedono dei numeri che non si erano mai visti dagli anni 2013/2014, e che hanno fatto salire il prezzo del petrolio, rispettivamente, prima a 105 e poi a 119 dollari al barile.

Dopodiché, andremo ad approfondire questo specifico argomento, andando a parlare dell'aumento del prezzo del petrolio anche per quanto riguarda gli Stati Uniti, dove il costo del greggio è salito fino a superare i 116 dollari al barile.

Successivamente, andremo a parlare, invece, della decisione di aumentare la produzione per tentare di abbassare il prezzo del petrolio ed andremo a vedere, anche, quali sono i motivi che ci sono dietro a questi aumenti.

Sempre rimanendo all'interno dell'ambito di quest'ultimo argomento, andremo a parlare, poi, delle conseguenze e, dunque, di che cosa comporta l'aumento del prezzo del petrolio ed andremo a vedere, inizialmente, che cosa succederebbe nel momento in cui la crisi tra Russia ed Ucraina dovesse migliorare e, successivamente, che cosa succederebbe se la crisi tra questi due Paesi dovesse, invece, peggiorare.

Prima di andare a terminare questa mini guida, andremo a parlare, invece, della questione inerente la "coperta corta" tra le sanzioni inflitte alla Russia e la fornitura di materie prime proprio da quest'ultima.

Ed infine, per andare a concludere questo breve articolo, andremo a mostrare quali sono le stime sui prezzi della benzina che avremo nell'immediato futuro in Italia ed andremo a vedere, anche, quali sono le alternative che abbiamo per evitare che il prezzo del petrolio salga alle stelle.

Qua sotto potrete trovare un breve video di "Adnkronos", dove viene spiegato, in una maniera estremamente chiara e precisa, tutto quello che riguarda la guerra, attualmente in atto tra Russia ed Ucraina, ed, in particolare, della tematica che riguarda il prezzo del petrolio ed il notevole aumento che ha avuto a causa di questa crisi.

Una settimana fa il prezzo del petrolio era aumentato fino a 105 dollari al barile: numeri mai visti dal 2014!

Il primo passo che ci appresteremo ad effettuare all'interno di questa breve guida, sarà quello di andare a parlare, inizialmente, dell'aumento del prezzo del petrolio, risalente a circa una settimana fa, e che ha portato a dei numeri che non si erano mai visti dal 2014.

Nello specifico, il costo è arrivato a superare i 105 dollari al barile, aumentando il prezzo a cui erano arrivati nella scorsa settimana di una percentuale pari al 13%.

Oggi il prezzo del petrolio ha superato i 119 dollari al barile: è la prima volta dal 2013!

Dopo aver parlato degli aumenti del prezzo del petrolio, che risalgono ad una settimana fa, circa, e che hanno portato a dei numeri che non si erano mai visti dal 2014, ossia 105 dollari al barile, passiamo adesso ad approfondire questo specifico argomento, andando a vedere, invece, gli aumenti del greggio, che riportano al 2013, e che prevedono ora un prezzo di 119 dollari al barile.

Nello specifico, l'incremento della scorsa settimana, come era logico pensare, non è stato un trend isolato, ma il prezzo del petrolio è continuato a salire anche durante questa settimana, sempre a causa delle tensioni e delle questioni geopolitiche che coinvolgono la Russia, uno dei maggiori produttori di petrolio a livello mondiale.

Il prezzo del petrolio aumenta anche negli Stati Uniti: 116 dollari al barile!

Dopo aver parlato degli aumenti del prezzo del petrolio che risalgono ad una settimana fa, circa, ma anche a ieri, e che prevedono dei numeri che non si erano mai visti dagli anni 2013/2014, e che hanno fatto salire il prezzo del petrolio, rispettivamente, prima a 105 e poi a 119 dollari al barile, passiamo adesso a vedere, invece la situazione degli Stati Uniti.

Nello specifico, andremo a trattare il tema legato all'aumento del prezzo del petrolio, anche per quanto riguarda gli Stati Uniti, dove il costo del greggio è salito fino a superare i 116 dollari al barile.

Questo incremento del prezzo del petrolio negli Stati Uniti risulta pari al 6%, rispetto a ieri, e pari al 51% rispetto all'inizio di quest'anno.

La decisione di aumentare la produzione per tentare di abbassare il prezzo del petrolio!

Dopo aver parlato della questione legata all'aumento del prezzo del petrolio negli Stati Uniti, dove il costo del greggio è arrivato a superare i 116 dollari al barile, passiamo adesso a vedere, invece, la tematica che riguarda il tentativo di aumentare la produzione, per provare ad abbassare il prezzo del petrolio.

Nello specifico, l'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio con i suoi alleati (Opec+) ha deciso di incrementare la produzione del greggio in maniera graduale e costante, per tentare di contrastare questa tendenza al rialzo del prezzo del petrolio.

Ma questa strategia non porterà, quasi sicuramente, dei buoni frutti, in quanto i motivi che portano l'incremento dei costi del greggio sono ben altri.

I motivi dietro l'aumento del prezzo del petrolio!

Dopo aver parlato della tematica che riguarda il tentativo di aumentare la produzione, per provare ad abbassare il prezzo del petrolio, passiamo adesso a vedere, invece, quali sono i motivi che ci sono dietro a questi aumenti.

Nello specifico, le motivazioni che sono legate all'enorme incremento dei prezzi del greggio non sono dovuti né a problemi nel mercato e né alla scarsa produzione, ma tutto ciò avviene a causa delle tensione e della crisi che si sta manifestano a livello geopolitico.

Le conseguenze dell'attuale guerra tra Russia ed Ucraina fanno sì che i prezzi del petrolio subiscano una maggiore volatilità e, dunque, un conseguente aumento dei costi per l'approvvigionamento.

Cosa comporta l'aumento del prezzo del petrolio?

Dopo aver parlato di quali sono i motivi che ci sono dietro a questo aumento del prezzo del petrolio, passiamo adesso ad approfondire questo specifico argomento, andando a vedere, invece, quali sono le conseguenze e, dunque, che cosa comportano questi aumenti del costo del greggio.

Nello specifico, l'aumento del prezzo del petrolio porta, tra le altre, una conseguenza già particolarmente evidente in Italia: ossia, quella di un costo della benzina sempre più elevato.

La settimana scorsa, nel nostro paese, il costo del carburante era già salito mediamente, attestandosi attorno ad una cifra pari a 1,8 euro al litro. Ad oggi, invece, troviamo anche alcune zone d'Italia dove la benzina costa anche più di 2 euro al litro!

Cosa succederebbe se la crisi tra Russia ed Ucraina dovesse migliorare?

Dopo aver parlato di quali sono le conseguenze e, dunque, che cosa comporta l'aumento del prezzo del petrolio, passiamo adesso a vedere, invece, che cosa succederebbe nel momento in cui la crisi tra Russia ed Ucraina dovesse migliorare.

Nello specifico, se la guerra cessasse allora ci troveremmo davanti ad una stabilizzazione dei prezzi, con un conseguente lieve calo nel tempo, in maniera costante.

Cosa succederebbe se la crisi tra Russia ed Ucraina dovesse peggiorare?

Dopo aver parlato di che cosa succederebbe nel momento in cui la crisi tra Russia ed Ucraina dovesse migliorare, passiamo adesso ad approfondire questo specifico argomento, andando a vedere che cosa succederebbe se la crisi tra questi due Paesi dovesse, invece, peggiorare.

Nello specifico, i rischi in questo caso sono due:

  • Ulteriore aumento dei prezzi;
  • Interruzione della fornitura di petrolio da parte della Russia.

La coperta corta tra sanzioni e fornitura di materie prime dalla Russia!

Dopo aver parlato di che cosa succederebbe nel momento in cui la crisi tra Russia ed Ucraina dovesse peggiorare, passiamo adesso a vedere, invece, la tematica che riguarda la "coperta corta" tra le sanzioni, che vengono inflitte alla Russia, e la fornitura di materie prime proprio da quest'ultima.

Nello specifico, gli Stati Uniti, così come l'Europa e, quindi, anche l'Italia, sono, in un certo senso, dipendenti dalla Russia sotto l'aspetto legato alla fornitura e all'approvvigionamento del petrolio nei propri Paesi.

Inoltre, oltre al petrolio, la Russia produce anche molte altre materie prime, tra cui il gas, che vengono esportate nei nostri Paesi.

Questa nostra dipendenza nei confronti della Russia, gioca a vantaggio di Putin, e le sanzioni che sono state inflitte al suo Stato potrebbe portare solo conseguenze negative, come:

  • L'aumento dei prezzi nel breve periodo, a causa delle sanzioni e del blocco navale verso l'Ucraina;
  • La possibilità di uno stop alle forniture di petrolio, relativamente nel lungo periodo.

Quali sono le stime sui prezzi della benzina che avremo nell'immediato futuro in Italia?

Prima di andare a terminare questo breve articolo e dopo aver parlato della tematica che riguarda la "coperta corta" tra le sanzioni inflitte alla Russia e la fornitura di materie prime proprio da quest'ultima, passiamo adesso a mostrare, invece, quali sono le stime sui prezzi della benzina che avremo nell'immediato futuro in Italia.

Nello specifico, si stima un prezzo della benzina che sarà pari a 2,1 euro al litro.

Le alternative che abbiamo per evitare il prezzo del petrolio alle stelle!

Ed infine, per andare a concludere questa breve guida, dopo aver parlato di quali sono le stime sui prezzi della benzina che avremo nell'immediato futuro in Italia, passiamo adesso a vedere, invece, quali sono le alternative che abbiamo per evitare che il prezzo del petrolio salga alle stelle.

Nello specifico, il nostro Paese sta lavorando, in maniera diplomatica e tramite nuovi accordi con altri Paesi, per diversificare la fornitura del petrolio, in modo da diminuire il prezzo di quest'ultimo.