Calo – ma non crisi - della raccolta e maggiore attività da parte di fondi sovrani e fondi pensione. Sono due degli sviluppi che, secondo PitchBook caratterizzeranno il 2020 nel settore del private equity. La raccolta nel settore private equity a metà novembre 2019 in Usa e in Europa aveva già toccato il record di 342,9 miliardi di dollari”, spiega Dylan Cox, lead analyst di PitchBook. “Se la raccolta nel 2020 dovesse essere sotto questa soglia non significherebbe necessariamente che l’attività si stia raffreddando. Sappiamo che analizzare questo tipo di dati è piuttosto complesso. Molti fondi potrebbero essere al lavoro e i risultati di questa attività si vedranno solo nel 2021”.

Raccolta delle società di private equity per regione (in miliardi di dollari)

Un altro elemento che potrebbe rallentare il ritmo è legato a un eventuale rallentamento del mercato equity pubblico. “In quel caso, gli investitori più abbienti potrebbero rallentare l’attività nel private equity per difendere la parte di portafoglio esposta al mercato azionario”, dice Cox.

Il modello canadese

Un altro elemento da tenere in considerazione è il maggior coinvolgimento da parte di fondi sovrani e fondi pensione nel mercato private. A fare da apripista in questo senso è stato il Canada dove i prodotti pensionistici hanno iniziato a mettere soldi nei mercati privati. “I loro sforzi sono stati ricompensati con performance migliori rispetto a quelle di strumenti simili e stanno spingendo i concorrenti a fare lo stesso”, dice Cox. Calpers, uno dei fondi pensione più grande degli Usa, sta pensando a come costruire una struttura che si occupi di investire in questo segmento. Le alternative sono: avere un team interno o affidarsi a una squadra che non sia collegata con il fondo di investimento.