All’indomani dalla proroga 110, ecco che il premier Draghi non lascia più spazio a dubbi e fraintendimenti e dichiara che ormai il maxi bonus ha le ore contate.

D’altronde, sin dal suo insediamento, non è che scorresse buon sangue tra il presidente del Consiglio e il Movimento 5 Stelle. 

Per il premier ha rappresentato fin dall’inizio un enorme spreco di denaro pubblico, convinzione tra l’altro avallata dagli (ormai) innumerevoli tentativi di truffa intentati ai danni dello Stato.

Il presidente è chiaro, nelle sue dichiarazioni

il bonus toglie l'incentivo alla trattativa sul prezzo. Per questo "il costo di efficientamento" e i costi degli investimenti necessari per le ristrutturazioni sono più che triplicati. Tra gli altri nodi i meccanismi di cessione del credito e il problema dei controlli sulle truffe.

In sostanza, costi che ormai hanno raggiunto il triplo del prezzo di quanto preventivato in fase di lancio. In parole povere, il gioco non vale più la candela.

E chi ci rimette?

Proroga 110, le ultimissime novità del Decreto Aiuti del 2 maggio 2022

Solo poche ore fa, il Dl Aiuti ufficializzava la proroga 110 per le villette unifamiliari, prevedendo lo slittamento dei termini di scadenza dal 30 giugno al 30 settembre 2022.

Ma si tratta dell’ultimo limite temporale possibile, per una serie di motivi, tra cui ora sopraggiunge anche il fatto che il premier Draghi ha imposto le ore contate al Superbonus 110.

Già la proroga villette unifamiliari di per sé è arrivata dopo diverse peripezie, dal momento che appunto, la tendenza era quella di chiudere in fretta la partita.

Ma i fattori in gioco, che hanno rallentato il prosieguo dei lavori, erano davvero troppi. Da una parte, la fine dello stato di emergenza, al 31 marzo 2022. Nessun impedimento dunque nel far avanzare i lavori, nei quali invece era facile incorrere nei mesi precedenti.

Il rincaro dei prezzi delle materie prime, anche a seguito dello scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, il 24 febbraio scorso, ha sicuramente imposto anche un ulteriore rallentamento non previsto nel procedere con l’avanzamento dello stato degli interventi edili.

Dulcis in fundo, la ciliegina sulla torta, sono arrivati i numerosi tentativi di frode perpetrati ai danni dello Stato, favoriti da una falla nel meccanismo delle cessioni multiple del credito, non regolate a monte né controllate a valle.

Insomma, una serie di contingenze che ha convinto, forzandolo, il Governo a concedere un’ulteriore proroga per la realizzazione dei lavori previsti dal Superbonus, perlomeno per ciò che concerne le villette unifamiliari.

È evidente infatti che lo stop improvviso dei lavori ricadesse solo e unicamente sulle tasche dei proprietari, vittime dei ritardi causati dai soliti noti truffatori del sistema nonché del procedere dei lavori dovuti ai rincari dei prezzi.

Proroga 110 unifamiliari: la posizione irremovibile di Draghi che vuole dire addio al maxi bonus

A sole 24 ore di distanza dalla concessione della proroga dunque, arriva lo stop da parte del premier Draghi, che si mostra palesemente in disaccordo con il ministro alla Transizione Ecologica Roberto Cingolani, per ciò che concerne la validità di questo provvedimento.

Insomma, il presidente del Consiglio proprio non vede di buon occhio questa misura. E questa proroga è l'ultima.

Cito un esempio: il costo di efficientamento è più che triplicato grazie ai provvedimenti del 110%, i prezzi degli investimenti necessari per le ristrutturazioni sono più che triplicati, perché il 110% di per sé toglie l'incentivo alla trattativa sul prezzo”.

E allora, incalzano le domande nei confronti dell’ex-governatore della Banca d’Italia, per quale motivo è appena passata la proroga, in favore dei proprietari di villette unifamiliari?

perché le cose vanno avanti in Parlamento, il governo ha fatto quel che poteva e il nostro ministro è molto bravo.

Questo atteggiamento è in linea con gli obiettivi di questo Governo che, come ribadisce il premier, è un Governo ecologico, pertanto ha da sempre messo la questione relativa al “clima” tra le sue priorità. 

Tra queste ultime rientra ad esempio il fatto di incentivare in maniera concreta l’efficientamento degli immobili presenti sul nostro territorio, così da renderli più sostenibili e soprattutto

spingendo l’avanzamento di classi energetiche attraverso gli interventi che rientrano nel campo della misura

ma non a condizione di arrivare a pagare fino al triplo di quanto preventivato, pur di rimanere in linea con tali finalità a lungo termine fissate dal Governo!

Proroga 110 e l’addio da parte del premier Draghi: ecco la reazione del Movimento 5 Stelle

Ovviamente non si è lasciata attendere troppo la replica da parte del Movimento 5 Stelle, capitanato da Giuseppe Conte.

Queste le parole riportate in una nota firmata da più senatori appartenenti al partito

È stata gettata una volta per tutte la maschera: forse alla base dei continui paletti normativi e della ossessiva smania dell'esecutivo di voler limitare la circolazione dei crediti fiscali, c'è proprio questa insofferenza del presidente del Consiglio nei confronti del provvedimento.

In parole semplici e chiare, secondo i pentastellati ci sarebbe alla base una ferma intenzione a eliminare il Superbonus 110, motivo per cui, nel corso di questi mesi, il Governo avrebbe creato mille difficoltà (dalla prospettiva di concedere più proroghe ai bastoni tra le ruote per la cessione del credito), al solo scopo di eliminarlo una volta per tutte dal panorama dei bonus 2022 al momento a disposizione.

Vero è che comunque, soprattutto il tema della cessione multipla del credito, sta preoccupando diverse voci politiche, dal momento che la flessibilità a concedere la quarta cessione in realtà si è già scontrata con il divieto da parte delle banche.

Queste ultime non ci stanno ad accettare nuovi crediti, dal momento che il limite temporale ai lavori appare ormai deciso e definitivo. E come un cane che si morde la coda, senza flusso di credito da parte degli istituti bancari, il Superbonus verrà abbandonato al suo destino e sparirà.

La fine del maxi bonus, all’indomani della proroga 110: la conta delle truffe edilizie è da record

Le parole che riportiamo sono del ministro dell'Economia Daniele Franco, che parlando appunto del Superbonus ha affermato senza giri di parole

che si tratta di una tra le più grandi truffe che la Repubblica abbia mai visto.

Altre forze politiche entrano in campo e ad esempio, il portavoce dell’Udc si mostra d’accordo per ciò che riguarda un più attento monitoraggio della situazione ma purché ciò avvenga senza assolutamente eliminare un maxi bonus che mai come prima ha ridato vita a un intero settore lavorativo, come quello dell’edilizia per l’appunto.

È evidente infatti che, nel momento in cui si verificano episodi di tipo criminale, è normale che le maglie del sistema giustizia diventino più fitte. Pertanto è indispensabile prevedere più pene e più controlli. Ma senza per forza di cose, dover pensare a una sua cancellazione in via definitiva.

Si quantificano i danni economici allo Stato: ecco quanto costa la proroga 110 e tutti i lavori fino a oggi realizzati

Il nodo cruciale della questione ha sempre riguardato, in primo luogo, le villette unifamiliari, dal momento che prevedono migliaia di euro di lavori, per l’efficientamento di una singola abitazione.

Senza contare che, il proprietario della singola unità abitativa, può godere di uno sconto a vita sulle bollette da pagare, relativamente a luce e gas, ma non solo.

Anche il valore immobiliare della villetta unifamiliare aumenta, e così di conseguenza il valore del patrimonio del singolo proprietario.

E a quanto pare, la produzione di energia, proveniente dalla villetta e immessa nella rete pubblica, non è sufficiente a compensare l’investimento da parte dello Stato.

Ecco qualche cifra per entrare nell’ordine delle idee dei costi che una misura come quella del Superbonus 110 comporta sulle casse dello Stato.

A fine aprile il totale degli investimenti ammessi alla detrazione del Superbonus al 110% ammontava a 27,4 miliardi di euro, con detrazioni a carico dello Stato previste a fine lavori per oltre 30 miliardi.

Insomma, la proroga resta ma sarà l'ultima. E l'uscita di scena del Superbonus, per quanto graduale, appare ormai definitiva.