Buone notizie per i bonus casa e per i milioni di contribuenti che ancora vorranno usufruirne.

Da quanto stabilito nel testo programmatico approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri, quasi tutte le agevolazioni fiscali per la casa, il suo acquisto e la sua ristrutturazione verranno prorogate al 2022.

Questo primo passo verso la manovra fiscale che il governo Draghi si appresterà a varare già dalla settimana prossima, rappresenta un punto di svolta anche per il Superbonus 110% e il bonus facciate, la cui sorte è ancora avvolta nel mistero.

Poroga bonus casa 2022: la manovra di Draghi

Nel testo del Documento Programmatico di Bilancio (DPB) approvato dal Consiglio dei Ministri e inviato successivamente a Bruxelles per disegnare la nuova Legge di Bilancio, si legge della proroga per quasi tutte le agevolazioni fiscali inerenti alla casa.

Dal suo acquisto alla sua ristrutturazione, dal suo arredo all’ammodernamento degli spazi verdi, sembra proprio che si potrà ancora godere di interessanti detrazioni, addirittura fino a fine 2022.

La manovra fiscale che il governo dovrebbe varare per i primi di novembre mobiliterà ben 23,4 miliardi di risorse che andranno a sostenere il peso delle misure sulla finanza pubblica.

In questo modo si potrà consentire la fruizione delle agevolazioni senza pesare troppo sulle casse dello Stato e contribuire al risollevamento del settore edilizio, spesso vittima di lungaggini burocratiche e criticità strutturali.

Secondo quanto ci anticipano le recenti indiscrezioni, oltre all’edilizia anche la riforma fiscale avrà il suo posto nel piedistallo.

Spiega pmi.it:

“Il Governo ha già presentato il disegno di legge delega che fissa paletti molto generali ma non si esclude che ci siano già in Manovra i primi interventi sulla riforma IRPEF [..] così come il taglio del cuneo fiscale per quanto concerne i costi del lavoro a carico delle imprese”

Circa 8 miliardi dovrebbero essere stanziati per il taglio delle tasse che andrà a coinvolgere soprattutto i contribuenti cui redditi rientrano tra i 28.000 euro e i 55.000 euro.

L’obiettivo sarà quello di ridurre il peso fiscale sul ceto medio andando a far risultare più soldi in busta paga dei lavoratori e meno tasse sia per le famiglie, sia per le imprese.

Il video di Carlo Alberto Micheli spiega come potrà cambiare la riforma fiscale dal regime forfettario al Capital Gain:

Proroga bonus prima casa: mutui al 100% per gli under 36

Tra i bonus casa, il primo ad essere prorogato al 2022 è quello inerente all’acquisto prima casa per gli under 36 che non solo verrà rafforzato, ma godrà di una garanzia statale capace di coprire il valore dell’immobile fino al 100%.

Tale agevolazione consiste, come spiega investireoggi.it:

“ in uno speciale regime di esenzione dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale per gli atti di compravendita di ‘prime case’, stipulato a favore di soggetti che non hanno ancora compiuto trentasei anni di età e che hanno un ISEE non superiore a 40 mila euro annui

Non potrà essere applicata ai contratti preliminari di compravendita ma solo agli atti traslativi o costitutivi a titolo oneroso e agli immobili acquistati tramite asta giudiziaria.

Per quanto riguarda i beneficiari, è utile ricordare che l’Isee che si andra ad utilizzare dovrà essere in corso di validità all’atto del rogito, pertanto, dovrà essere richiesto con largo anticipo.

Il bonus prima casa under 36 verrà esteso fino a fine dell’anno prossimo e prevederà anche la concessione di un credito d’imposta, qualora l’acquisto dell’immobile sia soggetto ad IVA.

L'articolo di Sara Bellanza per Trend-online vi fornisce ulteriori approfondimenti sull'argomento. 

Ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus 2022: cosa cambierà?

Oltre al bonus acquisito prima casa under 36, anche il bonus ristrutturazione ci terrà compagnia nel 2022.

La detrazione Irpef del 50% da ripartire in 10 quote annuali di pari importo, interesserà solo gli interventi di recupero edilizio tra i quali rientrano:

  • i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, effettuati su parti comuni di edifici residenziali
  • i lavori di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo effettuati su singole unità residenziali di qualsiasi categoria catastale

Il tutto, per un importo di spesa massimo di 96.000 euro, cui possono far parte anche gli interventi di rifacimento dei bagni, degli impianti e l’eliminazione delle barriere architettoniche ( in caso di presenza di disabili gravi nel nucleo familiare).

Per quanto riguarda l’ecobonus e il sismabonus (che sarebbero dovuti scadere a fine 2021), continueremo a vederli anche l’anno prossimo.

L’agevolazione dell'ecobonus, che comprende i lavori che consentono di migliorare la casa dal punto di vista energetico, offrirà agli avrei diritto uno sconto del 65%.

Per quanto concerne il sismabonus, invece, la detrazione potrà arrivare fino all’85% della spesa totale ( ripetibile in 5 quote annuali di pari importo) in relazione alla tipologia interventi antisismici da realizzare e alla zona sismica in cui si trova l’immobile.

Bonus mobili e bonus verde: ok proroga, ma niente sconto in fattura!

Se pensavate che la proroga potesse interessare solo la parte esterna e interna della struttura degli edifici, anche quella relativa all’arredamento vuole la sua parte.

Confermata per il 2022 anche la detrazione IRPEF del 50% sull’acquisto di elettrodomestici appartenenti alla classe A+ o superiore e i mobili destinati ad un edificio in ristrutturazione, purché i lavori non siano iniziati prima del 1° gennaio 2022.

Come potete vedere, il requisito della ristrutturazione rimane fondamentale al fine di poter ottenere l’accesso al bonus mobili che consente di beneficiare di un dimezzamento del prezzo finale fino ad un tetto di spesa massimo di 16.000 euro.

Su quest’ultimo punto si ha ancora qualche incertezza poiché non si sa ancora se il decreto legge bilancio manterrà questo tetto di spesa o tornerà a quello precedente, decisamente più ridotto.

Anche il bonus verde verrà prorogato al 2022 e i beneficiari potranno continuare ad ammodernare il proprio giardino o gli spazi verdi di casa godendo di una detrazione del 36% su una spesa massima di 5000 euro.

Quest’agevolazione vale, come ricorda filodiritto.com:

“ per gli interventi sulle spese sostenute per la sistemazione a vede di aree scoperte private di edifici esistenti, di unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi, realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili”

e la detrazione dovrà essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Come per il bonus mobili, anche il bonus verde non prevede lo sconto diretto in fattura e pertanto, sarà il richiedente a tirare fuori di tasca propria la somma di denaro per acquistare tutti gli strumenti che serviranno a realizzare i lavori di giardinaggio.

Soltanto in sede di dichiarazione dei redditi potrà vedersi riconoscere uno sconto sulle tasse in rate annuali dello stesso importo.

Ciò che è importante è che ogni pagamento sia tacciabile, in modo da accertare la natura e la destinazione degli interventi realizzati.

Proroga bonus casa 2022: che fine farà il Superbonus 110%?

Nel testo del DPB non compare affatto il Superbonus 110%, la misura che più di tutte ha fatto discutere e smuovere l’esecutivo.

Sebbene dopo la presentazione della NaDEF i senatori si siano mostrati propensi a mantenere l’impegno e a prorogarlo fino al 2023, al momento non si è palesato alcun interesse nel portarlo al tavolo delle decisioni.

Una cosa molto strana visto che, non molto tempo fa, si era pensato di tenerlo in auge ed eliminare tutti i bonus minori.

In questo modo si sarebbe migliorato il rapporto costo-beneficio di tutte quelle agevolazioni per la casa introdotte finora dal Governo.

Grazie al meccanismo del Superbonus 110% e all’immissione di maggiori risorse, si sarebbe impattato positivamente sull’economia reale dell’Italia, incrementando il numero di cantieri avviati e dando una spinta all’occupazione.

Di conseguenza, il valore immobiliare sarebbe salito alle stelle e i richiedenti della misura non avrebbero fatto altro che aumentare.

E allora, vi chiederete, perché non parlarne?

Perché evitare di portarlo in superficie?

Secondo quanto dichiarato dal ministero dell’economia Daniele Franco, questa scelta di lasciarlo in disparte non dipenderebbe in alcun modo da una seconda strategia.

Al momento si è più interessati a ridimensionare i bonus più piccoli in modo da affrontare i costi di gestioni che derivano da un loro mantenimento futuro.

Qualora fosse necessario riparlarne, si terrebbe buona la proroga al 2023 ma apportando alcune modifiche per diminuirne il peso sulla finanza pubblica. 

Una prima limitazione potrebbe influenzare l’ampiezza della misura, riservando i lavori di ristrutturazione solo ai nuovi condomini e alle case popolari, eliminando le villette unifamiliari.

Un’altra limitazione verrebbe poi applicata alla detrazione, che non sarebbe più al 110% ma scenderebbe al 70% nel 2024 e probabilmente anche al 65% nel 2025.

Questo meccanismo di “decalage” dovrebbe facilitare il Superbonus 110% anche se, l’ANCE propone già un limite di reddito ai beneficiari per  portarvi accedere.

Draghi e bonus facciate: nessuna proroga al 2022

Se per il Superbonus 110% la proroga potrebbe arrivare fino al 2024, per il bonus facciate non ci sarebbe alcuna proroga al 2022.

Nemmeno l’ultima riedizione dell’Agenzia delle Entrate ha potuto salvarlo dalla fine, prevista per fine dicembre 2021.

Tutti coloro che vi hanno aderito per ristrutturare o riqualificare la parte esterna del proprio edificio dovranno portare a termine i lavori con una certa fretta.

La detrazione massima al 90% non verrà più riconosciuta per effettuare interventi di pittura, tinteggiatura e riqualificazione energetica dell’involucro del proprio immobile ma non per questo, secondo idealista.it non si potrà smettere di usufruirne anche l’anno prossimo.

Spiega:

“La richiesta riguardava la possibilità di usufruire del bonus facciate nel caso in cui si scelga di optare per lo sconto in fattura, pagando entro il 31 dicembre 2021 il corrispettivo dovuto pari al 10%, in conformità al criterio di cassa. Anche indipendentemente dallo stato di avanzamento dei lavori, potranno essere eseguiti anche in un momento successivo, quindi nel corso del 2022.” 

Un ottimo modo per riuscire a godere del bonus facciate ancora un pò. 

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