La proroga Naspi cambia di nuovo. La prima modifica ai requisiti Naspi risale al primo Decreto Sostegni che ne aveva facilitato l’accesso abolendo il requisito dei 30 giorni di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti il periodo di disoccupazione. 

Stando all’ultima bozza del Decreto Sostegni bis, approvato in Consiglio dei Ministri il 20 maggio, un’importante novità è in arrivo: i percettori di Indennità di disoccupazione avranno accesso all’intero importo, senza subire la riduzione mensile dell’assegno a partire dal quarto mese di fruizione. 

 Il Decreto Sostegni bis porta però anche una brutta notizia. Sparisce, dall’ultima bozza, la proroga del Reddito di emergenza per ex percettori di Naspi e Dis-Coll (proroga Naspi Rem), introdotta dal primo Decreto Sostegni.  

Proroga Naspi, il Dl Sostegni bis cambia tutto: no alla riduzione mensile 

Il 20 maggio il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Sostegni bis, il decreto da 40 miliardi, ripartiti, secondo quanto affermato dal Premier Draghi in conferenza stampa

sono circa 40 miliardi, di cui 17 vanno ai sostegni alle imprese e alle professioni, 9 di nuovo alle imprese per aiuti sul credito e sulla liquidità, 4 vanno ai lavoratori e alle fasce difficoltà, in parte per supplire alla continua situazione di emergenza in cui si trovano le fasce più deboli, in parte per accompagnare i lavoratori in un processo che nei prossimi mesi sarà complicato.

Ed è proprio durante la conferenza stampa che il Ministro del Lavoro Andrea Orlando ha annunciato una prima novità sulla proroga Naspi, affermando che “c’è il prolungamento della Naspi, o meglio, fino alla fine dell’anno la Naspi non avrà il dècalage”. 

Insomma, dopo l’ultima modifica ai requisiti Naspi con il primo Decreto Sostegni che aveva facilitato l’accesso all’indennità di disoccupazione abolendo il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti il periodo di disoccupazione, il Decreto Sostegni bis presenta una novità per i percettori di Naspi. 

Il nuovo decreto sospende infatti l’applicazione dell’articolo 4, comma 3 del decreto legislativo 4 marzo 2015. Tale è il comma che stabilisce che la Naspi si riduca del 3% ogni mese, a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione.

I percettori di Naspi, dunque, a partire dalla data di entrata in vigore del Decreto Sostegni bis fino alla fine del 2021, non dovranno subire la riduzione dell’assegno, percependo dunque l’importo pieno. 

Si tratta quindi di una sospensione e non di un’abolizione della norma: a partire dal 1° gennaio 2022 l’importo della prestazione verrà calcolato applicando le riduzioni corrispondenti ai mesi di sospensione trascorsi. 

Questa non è la sola novità che il Decreto Sostegni bis porterà in tema di indennità di disoccupazione. C’è infatti una seconda novità, stavolta meno piacevole, che riguarda la proroga Naspi Rem

All’argomento, la Redazione the Wam ha dedicato una live: oltre all’addio alla proroga Naspi Rem, anche novità sulle 4 nuove rate del reddito di emergenza, sui bonus stagionali e agricoli: 

Proroga Naspi Rem: la grande assente nella bozza del Dl Sostegni bis

Il primo Decreto Sostegni pure aveva spiazzato tutti con l’assenza della proroga Naspi, almeno così come l’avevamo conosciuta in quel periodo. La soluzione trovata dal governo fu estendere la platea dei beneficiari del Reddito di emergenza anche agli ex percettori di Naspi e Dis-Coll che avessero terminato le prestazioni in un periodo compreso tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021

Lo stesso meccanismo era stato ipotizzato anche per il Decreto Sostegni bis che avrebbe dunque dovuto contenere una proroga Naspi Rem, aprendo la possibilità di richiedere il reddito di emergenza con requisiti diversi dal Rem ordinario. 

Nonostante le attese, la proroga Naspi Rem non è affatto presente nella bozza del nuovo decreto. Non si fa più infatti riferimento al reddito di emergenza per percettori di indennità di disoccupazione. 

Ricordiamo comunque che l’assenza di una proroga Naspi Rem riguarda solo la bozza del nuovo decreto, la cui pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è slittata a causa della proroga “a sorpresa” del blocco dei licenziamenti. Pur essendo improbabile, non è detto che le cose rimangano invariate e che la proroga Naspi Rem non spunti di nuovo fuori

Proroga Naspi Rem: per gli ex percettori di Naspi niente reddito di emergenza?

L’assenza di una proroga Naspi Rem nella nuova bozza del decreto Sostegni bis non significa che gli ex percettori di Naspi e Dis-Coll non abbiano automaticamente diritto a presentare richiesta per il reddito di emergenza. 

Va detto, però, che l’assenza di una proroga Naspi Rem è una grave mancanza da parte del governo e che coloro che hanno terminato l’indennità di disoccupazione non possono più contare su un percorso agevolato. 

Infatti, il Dl Sostegni aveva ampliato la platea dei beneficiari del reddito di emergenza permettendo a ex percettori di Naspi e Dis-Coll di presentare domanda di proroga Naspi Rem con il dovere di rispettare solo due requisiti: 

aver terminato la prestazione nel periodo compreso tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 e un ISEE in corso di validità, ordinario o corrente, non superiore a 30.000 euro.

In pratica, gli ex percettori di Naspi e Dis-Coll avevano accesso alle rate di reddito di emergenza indipendentemente dal possesso dei requisiti fondamentali per accedere al Rem ordinario e ottenendo l’importo minimo relativo a nucleo familiare composto da un solo componente (400 euro mensili per un totale di 1.200 euro, in quanto allora si parlava di tre rate di Rem). 

Se il contenuto della bozza del decreto Sostegni bis dovesse rimanere invariato e costituisse il testo definitivo, però, la proroga Naspi Rem non ci sarebbe più, eliminando la possibilità per gli ex percettori di Naspi di fare domanda di Rem seguendo solo due requisiti. 

Ciò significa che un ex percettori di Naspi o Dis-Coll non può presentare domanda di Rem?

Proroga Naspi Rem addio: come richiedere il reddito di emergenza per ex percettori Naspi

Al di là dell’assenza di una proroga Naspi Rem, il reddito di emergenza vedrà, con il decreto Sostegni bis, un prolungamento fino al mese di settembre: il nuovo decreto porterà infatti altre quattro rate di Rem per i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre 2021

Non è quindi detto che gli ex percettori di indennità di disoccupazione, pur non potendo avvalersi della proroga Naspi Rem, non possano fare richiesta per beneficiare del reddito di emergenza. È però bene sottolineare che, per poter ottenere il beneficio, dovranno rientrare nei requisiti del “Rem ordinario”

Per le nuove quattro rate che verranno introdotte dal Dl Sostegni bis, i requisiti rimarranno pressocché invariati (fatta eccezione per il mese di riferimento) e includono: 

residenza in Italia; reddito familiare nel mese di aprile 2021 inferiore all’ammontare spettante di Rem; ISEE non superiore ai 15.000 euro; patrimonio mobiliare inferiore a 100.000 euro, soglia aumentata di 5.000 euro per persona componente il nucleo, fino a un massimo di 20.000 euro. 

È bene ricordare, inoltre, che tali requisiti interessano tutto il nucleo familiare e non il solo richiedente e che l’ammontare del Rem parte da 400 euro, importo moltiplicato per scala di equivalenza, fino a un massimo di 800 euro per nucleo familiare, 840 euro se nel nucleo è presente un componente con grave disabilità. 

Proroga Naspi Rem del primo decreto Sostegni: quando arrivano i pagamenti

Nel frattempo, per tutti gli ex percettori di Naspi che hanno presentato domanda per la proroga Naspi Rem, l’errore dell’INPS ha decretato un ritardo per i pagamenti. 

Sono stati moltissimi i richiedenti che si sono visti respingere la domanda per le tre mensilità introdotte dal primo decreto Sostegni: un errore di sistema dell’Istituto che ha fatto confusione tra i requisiti del Rem ordinario e quelli richiesti dagli ex percettori di Naspi. 

Con il comunicato stampa del 19 maggio 2021, l’INPS conferma che le domande di proroga Naspi Rem saranno definite entro il 15 giugno 2021 e che il messaggio sms con il quale veniva comunicata l’esclusione del beneficio si riferiva ai requisiti per i nuclei familiari e, pertanto, gli ex percettori di Naspi non devono allarmarsi. 

È chiaro, però, che l’errore dell’Istituto porterà dei gravi ritardi nei pagamenti, i quali presumibilmente dovranno iniziare dopo la data del 15 giugno.