Grandi novità per la proroga Naspi. Con il Dl Sostegno, tanto atteso e finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 marzo, il Governo Draghi spazza via la proroga dell’indennità di disoccupazione di ulteriori due mesi così come era stata annunciata. 

La soluzione trovata dal nuovo esecutivo? Il reddito di emergenza, che invece vede la proroga per altri tre mesi (marzo, aprile e maggio), estende la sua platea anche a coloro a cui è scaduta la Naspi (anche Dis-Coll) tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021.

Il decreto Sostegno porta però anche un’altra novità per i nuovi percettori di Naspi, ovvero per coloro che vogliono farne domanda a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto e fino al 31 dicembre 2021.

La proroga Naspi che non c’è e la soluzione nel Dl Sostegno

Il decreto Sostegno, approvato in Consiglio dei Ministri il 19 marzo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 marzo 2021, ha introdotto un’importante novità per tutti quei cittadini che aspettavano da tempo una proroga Naspi

Nel 2020, per fronteggiare le conseguenze economiche derivanti dalla pandemia da Covid-19, l’indennità di disoccupazione (così come la Dis-Coll) era stata soggetta a una prima proroga di due mesi con il decreto Rilancio e un’ulteriore proroga Naspi con il decreto Agosto.

Una nuova proroga Naspi era attesa anche con il Dl Sostegno, dal momento che, prima della crisi di governo, questa era stata annunciata in diverse dichiarazioni. 

Ma il nuovo decreto ha cambiato le carte in regola e nell’articolo 16 (Disposizioni in materia di nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego- Naspi) non viene indicata alcuna proroga, benché si faccia invece riferimento a un’importante novità per quanto riguarda i nuovi beneficiari (ci arriveremo tra poco).

Per capire che fine ha fatto la “promessa” di una proroga Naspi è infatti necessario tornare all’articolo 12 del decreto, quello relativo a un’altra proroga, quella del reddito di emergenza (REM) che invece segue tutto sommato le stesse linee che eravamo abituati a conoscere. Qui si leggerà, infatti:

Le quote di Rem di cui al comma 1 sono altresì riconosciute, indipendentemente dal possesso dei requisiti  di  cui  al  medesimo comma,  ferma  restando  in  ogni caso  l’incompatibilità  di   cui all'articolo 82, comma 3, lettera c)  del  decreto-legge  n.  34 del 2020 e nella misura  prevista  per  nuclei  composti  da  un  unico componente, ai soggetti con ISEE in corso di validità,  ordinario  o corrente, ai sensi dell'articolo 9 del  decreto  del  Presidente  del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159, non superiore ad euro 30.000, che hanno terminato tra il 1° luglio 2020 e  il  28  febbraio 2021 le prestazioni previste  dagli  articoli  1  e  15  del  decreto legislativo 4 marzo 2015

Semplificando, le quote di proroga REM vengono estese a tutti coloro cui Naspi e Dis-Coll sono scadute tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021

Proroga Naspi e REM: come funziona adesso

Dunque, il reddito di emergenza estende la platea dei beneficiari anche ai percettori di Naspi e Dis-Coll che abbiano terminato il periodo di fruizione dell’indennità. 

Come sappiamo, però, per poter usufruire del Reddito di emergenza, misura introdotta a sostegno di tutti coloro che non possono usufruire di altri sussidi, è indispensabile possedere alcuni requisiti. 

Il primo riguarda il reddito familiare che deve essere inferiore all’importo spettante del REM che può andare dai 400 euro agli 800 o fino agli 840 euro se tra i componenti il nucleo familiare vi è un disabile grave. Il secondo requisito riguarda l’ISEE che non può superare i 15.000 euro. Infine non devono essere presenti nel nucleo persone che beneficino delle nuove indennità previste dall’art. 10 del decreto

La novità che porta il Dl Sostegni per gli ex percettori di Naspi e Dis-Coll è proprio la possibilità di accedere al REM, senza dover possedere questi requisiti, nella misura del solo importo relativo a un componente del nucleo familiare. 

Non trattandosi di una proroga Naspi, bensì dell’accesso a un’altra misura assistenziale, l’importo non sarà più quello calcolato sulla base dell’ultimo stipendio: gli ex percettori di Naspi e Dis-Coll avranno diritto a tre mesi di assegno minimo (400 euro per un totale di 1.200 euro).

Questo varrà solo per coloro che avranno visto scadere l’indennità di disoccupazione nel periodo tra il 1° luglio e il 28 febbraio 2021

Sarà comunque necessario avere un ISEE che non superi i 30.000 euro annui.

Non più proroga Naspi: le incompatibilità per ex percettori di Naspi e Dis-Coll

Non è più il caso di parlare di una proroga dell’indennità di disoccupazione. La possibilità aperta dal nuovo decreto ha l’obiettivo di fornire comunque un sostegno in questo periodo di emergenza. In effetti, come si legge nel testo, anche questa misura ha carattere temporaneo, così come sarebbe stato anche nel caso di un prolungamento Naspi

In ogni caso, per per poter ricevere le tre mensilità di REM, nel Dl Sostegno si fa riferimento ad alcune incompatibilità. In particolare, gli ex percettori di Naspi e Dis-Coll non dovranno essere:

titolari di contratto di lavoro subordinato, fatta eccezione per il contratto di lavoro intermittente senza diritto all’indennità di disponibilità; titolari di rapporto di collaborazione coordinata e continuativa; titolari di pensione diretta o indiretta, ad esclusione dell’assegno ordinario di invalidità.

Inoltre, vale comunque l’incompatibilità che già conosciamo tra il reddito di emergenza e il reddito di cittadinanza

Allo stesso tempo, non sarà possibile beneficiare dei tre mesi di proroga REM nel caso di altre indennità presenti nel decreto, come la cassa integrazione o i bonus destinati ai lavoratori stagionali. Per i lavoratori del turismo, dello spettacolo e dello sport, infatti, il Dl Sostegno ha garantito un’indennità di 1.400 euro una tantum.

Non solo proroga Naspi: nuovi requisiti per i nuovi beneficiari

Come abbiamo accennato all’inizio dell’articolo, il Dl Sostegno non ha portato con sé solo una proroga Naspi diversa da quella che abbiamo conosciuto fino ad ora. Ci sono notizie anche per i nuovi beneficiari che potrebbero ampliare ulteriormente anche la platea dei percettori di indennità di disoccupazione. 

Come si legge nel testo: 

Per le «Nuove prestazioni di Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI)» concesse a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2021 il requisito di cui all'articolo 3, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 non trova applicazione.

I requisiti fondamentali per avere accesso alla Naspi, così come la conosciamo, sono sostanzialmente tre: aver perso il lavoro per cause che non dipendono dal lavoratore, avere tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione e trenta giorni di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti il periodo di disoccupazione. 

È proprio quest’ultimo il requisito che, come leggiamo, non trova applicazione per chi ha intenzione di fare domanda di Naspi a partire dalla data di entrata in vigore del decreto. 

In pratica, potranno fare richiesta di disoccupazione anche coloro che non hanno potuto soddisfare il requisito dei 30 giorni nei precedenti 12 mesi. L’obiettivo è stato proprio quello di facilitare l’accesso all’indennità, dal momento che, tra le varie misure restrittive, per molte persone non è stato possibile lavorare 30 giorni nell’ultimo anno. 

L’abolizione di tale requisito rimane comunque una misura temporanea, dettata dall’emergenza Covid-19. I nuovi beneficiari potranno avere accesso alla Naspi con i nuovi requisiti a partire dal 23 marzo 2021 fino al 31 dicembre 2021.

Proroga Naspi: come fare domanda 

Dal momento che non si parla più di una proroga Naspi, bensì della possibilità di accedere al reddito di emergenza, è normale chiedersi se gli accrediti avverranno in maniera automatica. 

In effetti, per tutti coloro che hanno percepito il REM nei periodi precedenti al nuovo decreto, gli accrediti sono stati automatici, ma, da questo punto di vista, i dubbi rimangono, tanto per gli ex percettori di Naspi che ora hanno la possibilità di accedere al REM, tanto ai percettori dello stesso reddito di emergenza. 

Secondo il decreto: 

La domanda per le quote di Rem di cui al comma 1  è  presentata all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS)  entro  il  30 aprile 2021 tramite  modello  di  domanda  predisposto  dal  medesimo Istituto e presentato secondo le modalità stabilite dallo stesso.

Non c’è alcun riferimento a un automatismo degli accrediti, per cui probabilmente, sia i beneficiari delle precedenti rate del REM sia gli ex percettori di Naspi e Dis-Coll, dovranno fare domanda all’INPS. Proprio dall’istituto si attendono indicazioni più dettagliate