La pandemia da Covid-19 continua a colpire e ora più che mai, contro le mutazioni del virus, è diventata imperativa la necessità di un fronte unito tra popolo e Stato italiano. E' fondamentale, dunque, che sparisca progressivamente tutto ciò che potrebbe costituire un "ostacolo barriera", per ridare un pizzico di fiducia in più ai Bonus, come categoria di instancabili pionieri degli aiuti statali al cittadino in difficoltà.  

Il valoroso contributo di tutto il personale sanitario e della Protezione in questo frangente, tramite la brillante iniziativa di creare quantità sempre maggiori di poli vaccinali di riferimento a livello locale e regionale e grossi centri in cui è possibile vaccinarsi al momento della partenza o del rientro in aeroporto, hanno dimostrato che non ci si deve più solamente risollevare, ma bisogna combattere;

non solo per tornare alla normalità, ma anche e soprattutto per non permettere ad altre gravi patologie, come tumori e problemi cardiovascolari, di tornare alla carica, avendo la strada priva dei dovuti controlli, grazie al Coronavirus. Si devono assolutamente tutelare i più deboli, come gli immunodepressi e tutti i malati gravi: la nostra grande responsabilità, verso di essi, deriva dal fatto che le loro condizioni non permettono loro di scegliere liberamente come per tutti noi.

La proroga del Superbonus 110% al 2023 può diventare la spinta decisiva per combattere

Così deve succedere anche in ambito economico, dove la logica del sostegno, deve lasciare spazio ad una spinta propulsiva, stimolante una vera scossa di ripresa a lungo termine.

Una significativa riduzione dei requisiti e della documentazione richiesta per l'attuazione dei vari procedimenti amministrativi sarebbe solo il primo tentativo di un cambio di rotta che non deve sussistere più nei tanto proclamati quanto scontati moniti televisivi da parte dei più variegati personaggi pubblici, ma in una vera riconversione o evoluzione dell'intero sistema economico e produttivo dell'Italia.

Il Superbonus e la sua proroga in particolare rimangono il vero centro nevralgico da cui può iniziare l'effettiva realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza o PNRR. Trattandosi di un'agevolazione già prevista con il Decreto Rilancio ad opera dell'ex premier Giuseppe Conte, il Superbonus ha ricevuto ulteriore nuova linfa con l'approvazione del Decreto Semplificazioni-bis, introdotto recentemente dall’esecutivo ora guidato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi.

Secondo il Decreto Legge 34/2020, infatti, è stata elevata al 110% la percentuale di detrazione per le spese sostenute tra il 1° luglio 2020  ed il 30 giugno 2022, destinate ad interventi incisivi nell’ambito dell’efficienza energetica, comprendendo l’installazione di impianti fotovoltaici, interventi antisismici o l’elaborazione di infrastrutture volte alla ricarica di veicoli di tipo elettrico in edifici o condomini.

La grande importanza del Superbonus al 110% e della sua proroga fino al 2023

Esso, però, è stato nel corso del tempo interessato da successive integrazioni ad opera del Decreto 77/2021 improntato al rafforzamento delle strutture amministrative, avendo in aggiunta accelerato il necessario snellimento delle procedure per ottenere una riconversione ecologica ormai vitale per la sopravvivenza del pianeta e dell'uomo.

E' stato deciso, in particolare, che le violazioni puramente formali rilevate in fase di controllo, non hanno effetto sul suo continuato utilizzo volto al compimento degli interventi in corso d'opera, mantenendo come presupposto principale solamente la CILA o Comunicazione di Inizio Lavori.

Gli edifici su cui intervenire grazie al Superbonus 110% alla sua proroga fino al 2023

Gli interventi previsti, inoltre, possono venire effettuati da parte di singole persone, purché al di fuori della propria attività di impresa, professioni e arti, che risultano essere possessori o detentori di un immobile; condomini; cooperative di abitazione a proprietà indivisa; associazioni di volontariato, Onlus oppure associazioni di promozione sociale; associazioni e società sportive dilettantistiche, esclusivamente per quegli interventi che sono destinati a immobili o parti di essi che risultano essere adibiti a spogliatoi.

Oppure ancora proprietari o comproprietari di edifici che sono costituiti da due fino a quattro unità immobiliari accatastate in maniera distinta. Infine, potranno richiedere l’accesso al superbonus anche gli Istituti autonomi case popolari, o IACP, che rispondono a tutti i requisiti relativi alla normativa europea in riferimento al tema del “in house providing”:

quest'ultimo denota quelle ipotesi nelle quali la Pubblica Amministrazione decide di ricorrere all'autoproduzione di beni, servizi e lavori, anziché rivolgersi al mercato, affidando l'appalto o la titolarità del servizio ad altra entità giuridica senza gara.

Il Superbonus al 110% e le nuove date della sua proroga fino al 2023 con lo sconto in fattura o la cessione del credito

Per chi appartiene a questa categoria, dunque, l’agevolazione economica del superbonus 110% riguarderà tutte le spese che saranno sostenute entro il giorno 30 giugno 2023, nei casi in cui alla data del 31 dicembre 2022, risulterà essere stato effettuato almeno il 60% del lavoro complessivo. La novità più importante però è costituita dalle diverse modalità in cui il cittadino può usufruire di questa agevolazione per tutto il 2022:

non solo attraverso la detrazione IRPEF, ma anche tramite l'applicazione di uno sconto sulla fattura e la cessione del credito, ovvero l'accordo con cui un creditore o cedente trasferisce a titolo oneroso o gratuito il suo debito, anche senza il consenso del debitore o ceduto, ad un terzo soggetto che, a sua volta, viene chiamato cessionario.

Tutto ciò per arrivare ad un miglioramento dell'efficienza energetica di almeno il 50% per gli edifici pubblici e privati presenti sul territorio. Tuttavia si dovrà aspettare la prossima manovra di bilancio perchè gli effetti del Superbonus si concretizzino anche verso le abitazioni destinate ad unico nucleo famigliare.

Per l'esattezza, gli istituti case popolari (IACP) potranno far slittare il termine previsto dal 30 gigno 2023 al 31 dicembre 2023 per l'utilizzo del Superbonus se sono stati effettuati almeno il 60% dei lavori di ammodernamento energetico; il 31 dicembre 2022, per gli edifici condominiali, ai quali non è più richiesta la dimostrazione dello stato di avanzamento dei lavori del 60%; il 30 giugno 2022, per gli edifici unifamiliari;

mentre per quelli condominiali che hanno un unico proprietario e sono composti massimo da quattro unità immobiliari, la scadenza temporale può essere spostata al 31 dicembre 2022, se entro fine giugno sia stato realizzato il 60% dei lavori. La fine vera del Superbonus 110% diviene, quindi, il 2023

La natura omnicomprensiva del Superbonus 110% con la conferma della sua proroga fino al 2023

In particolare sarebbero previsti aumenti per il bonus casa e diminuzioni dell'importo per il Superbonus 110% e per il bonus facciate.Inoltre, come l'attuale assegno unico ha riunito in sè tutte le misure a sostegno della famiglia, così accadrebbe anche per gli aiuti all'edilizia:

si dovrebbe compiere, cioè, la semplificazione dei meccanismi organizzativi di erogazione da parte dell'Agenzia Delle Entrate: questi si trasformerebbero, così, in eventuali incentivi, caratterizzati, però, da importi ridotti. Un esempio potrebbe essere costituito da un probabil bonus ristrutturazione 75%

Ma al momento, indipendentemente dalle scelte del governo Draghi, il Superbonus per le ristrutturazioni resta in vigore fino al 2023 ed è così chiamato perchè garantisce una "plus-copertura" dei costi per i lavori edilizi del 10% in aggiunta a quella già totale del 100%. Tale vantaggio non è passato inosservato ed è stato il presupposto cardine per la sua diffusione tra i cittadini italiani. 

Le nuove modalità con cui si può usufruire del Superbonus 110% anche grazie alla sua proroga fino al 2023

Dopodiché, scendendo ulteriormente nei dettagli delle modalità di utilizzo del Superbonus, oltre alla cessione del credito e allo sconto in fattura, la detrazione IRPEF resta valida per cinque anni. Il concetto di detrazione però è insito nella natura stessa del Superbonus come spiega, in modo chiaro e sintetico, il fondatore della rete "DetrazioniFacili.it", Fabio Vidotto, nel suo video sull'argomento

Il Superbonus, infatti, non è altro che l'unione tra il precedente, classico ecobonus e l'aumento progressivo della percentuale di detrazione. Chi sceglie di usare quest'ultima dovrà pagare il totale dei costi dell’intervento edilizio e poi riceverà indietro il 110% di quanto speso, attraverso uno sconto sulle tasse da pagare, anch'esso di durata quinquennale.

Se invece si opterà per lo sconto in fattura, di gran lunga più comodo, il primo passo è accertarsi di scegliere un'impresa che accetti di anticipare i costi: con questa possibilità, infatti, le spese vengono appunto anticipate dalla stessa, la quale poi può chiedere la restituzione del 110% mediante un credito d’imposta. 

La cessione del credito consiste, nel caso di questo Superbonus prorogato, infine, nel cedere il proprio credito con lo Stato ad una banca, o in generale, ad un istituto finanziario o di credito. La cessione dello stesso può essere richiesta sia dal proprietario dell’immobile, cioè il beneficiario del Superbonus 110%, che dalla ditta che ha in carico i lavori, se anticipa i costi. Purtroppo però anche il Superbonus 110% è diventato noto per la sua complessità nel funzionamento e per i requisiti. 

Così si è cercato di porvi rimedio con il Decreto Semplificazioni, attraverso il quale viene eliminata la certificazione relativa allo stato legittimo dell’immobile, tra i documenti da presentare, molto presto sarà a disposizione dei contribuenti la CILA-Superbonus, cioè un modello unico da usare in tutta Italia e da utilizzare per tutti i lavori inclusi nel Superbonus 110%. Gli unici interventi esclusi da questa semplificazione sono quelli che riguardano demolizione e ricostruzione degli edifici.

Come ottenere il Superbonus 110%: con la sua proroga fino al 2023 la semplificazione è l'unica via d'uscita

Per ottenere il Superbonus, è necessario pagare gli interventi tramite bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita Iva del soggetto destinatario del bonifico. Possono essere usati anche i moduli di bonifico attualmente predisposti dalle banche per i pagamenti di ristrutturazioni edilizie ed ecobonus.

E' importante ricordare che il bonifico va fatto con data successiva a quella della fattura e che qualora il pagamento di una fattura avvenisse nell'anno successivo a quello della sua emissione, la detrazione sarà possibile in base all'anno del pagamento. Nel Modello 730, per averne diritto, si compilare in questo modo:

"la sezione IV del quadro E righi E61 ed E62. A colonna 1 si deve indicare “30” per interventi di isolamento termico che interessano l'involucro dell'edificio con un'incidenza superiore al 25% effettuati su edifici unifamiliari o su unità immobiliari facenti parte di edifici plurifamiliari. Per gli stessi interventi eseguiti a livello condominiale indica il codice “31”; “32” per interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti. Per gli stessi interventi effettuati su edifici unifamiliari o su unità facenti parte di edifici plurifamiliari indicare il codice “33”. Se opti per la cessione del credito invece, si deve comunicare la scelta all'Agenzia delle Entrate tramite la tua area personale del sito www.agenziaentrate.gov.it a cui accedere attraverso la SPID o la CIE (carta d'identità elettronica) oppure affidandosi a un intermediario abilitato. Per le spese sostenute nel 2021 si ha tempo fino al 16 marzo 2022 per inviare la comunicazione della cessione del credito. La detrazione del 110% si applica anche alle spese funzionali all’esecuzione dell’intervento, quali l’acquisto di materiali, la progettazione e le spese professionali, perizie, installazione di ponteggi, smaltimento dei materiali rimossi, Iva, imposta di bollo, diritti sui titoli abilitativi edilizi. Tuttavia, l’Agenzia ha chiarito che l’eventuale contributo pagato all’amministratore di condominio non rientra tra le spese detraibili".

Una volta date queste istruzioni, la proroga del Superbonus 110% fino al 2023 rappresenta il primo vero tentativo di accompagnamento al cambiamento da parte della politica nei confronti dell'Italia, ma sarebbe bello che, come la criminalità e il virus non hanno "categorie", anche il Superbonus possa avere un effetto "onda" non a scadenza:

si spera infatti, anche attraverso il suddetto, in uno sviluppo che possa propagarsi a beneficio dell'intera società, senza ulteriori condizioni che, paradossalmente, a lungo andare, fungono da "scorciatoie" per i furbi. La via maestra di sottofondo per un sostegno che si tramuti in crescita ecologica nazionale rimane, dunque, quella di una profonda ma strategica semplificazione a tutto campo.