Quale stufa consuma meno? Quelle elettriche non sono da escludere: quale conviene di più

La legna resta la materia prima più economica per riscaldare casa, insieme al pellet. Ma anche tra quelle elettriche, qualche vantaggio c'è. Ecco quale

radiatore elettrico in salotto

Primi freddi in arrivo e tutte le famiglie, a ben vedere, cercano il modo migliore per riscaldarsi, spendendo poco. Ma quale stufa consuma meno?

Molto dipende anche dall’annata. Basti pensare infatti che lo scorso anno 2022 è risultato davvero deleterio, per quanto riguarda i costi del pellet. Praticamente inavvicinabile, con sacchi da 15 kg arrivati a costare anche 15 euro l’uno.

Ora invece questa materia prima è decisamente più abbordabile: non si è di certo tornati ai prezzi pre-Covid ma siamo vicini ai costi del 2021, con il sacco standard a circa 6 euro.

La legna comunque resta la materia prima più economica per riscaldare casa ma non tutti hanno la possibilità di installarla. E per quanto riguarda le elettriche invece?

Quale fa risparmiare di più?

Quale tipo di stufa consuma di meno: la più conveniente

Da un mero punto di vista economico, è la stufa a legna quella che in assoluto consuma di meno. Senza dubbio, si tratta di un sistema di riscaldamento che sporca e che richiede non poca manutenzione.

Inoltre, decidere di realizzare un impianto da zero non è facile, perché richiede un discreto investimento economico e anche interventi alquanto invasivi.

Ma poniamo il caso di acquistare una villetta in cui è già presente una canna fumaria: ecco allora che la scelta migliore è quella di sfruttarla al meglio, lasciando il camino funzionante oppure installando un sistema a termocamino, quindi collegato a tutto l’impianto di riscaldamento.

Infatti, in circostanze come queste, i lavori di muratura non sono necessari e comunque bisogna tenere conto del fatto che la legna è un combustibile sempre facilmente reperibile.

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Quali sono i riscaldamenti a basso consumo

Altra tipologia di stufa a basso consumo, da valutare per il riscaldamento di casa, è senza dubbio quella a pellet.

Si può installare all’esterno, in prossimità della caldaia, anche su un balcone o un terrazzo per intenderci. Oppure può posizionarsi in casa e, ovviamente, i modelli da interno sono anche più belli, da un punto di vista estetico, dal momento che è possibile anche vedere il fuoco che arde.

La stufa rappresenta la soluzione di riscaldamento ottimale in piccoli ambienti, dal momento che è una fonte diretta di calore, che dunque si propaga in tutta la stanza e negli ambienti limitrofi.

Ma è anche la soluzione ottimale per le case con maggiore metratura, magari dislocate su due livelli: in questo caso, il consiglio è di collegarla all’impianto di riscaldamento (termocamino o idrostufa a pellet).

Come scegliere una stufa elettrica a basso consumo

Entriamo nell’ambito del riscaldamento elettrico. Uno dei sistemi più economici a oggi disponibili sul mercato è rappresentato dal radiatore svedese.

Si tratta di termosifoni elettrici che funzionano a 80°C, tra l’altro senza seccare l’aria né bruciare la polvere.

I bassi consumi di questo tipo di radiatore sono evidenti. Infatti, un radiatore svedese con una potenza di 0,8 kW consuma 1,6 euro al giorno, se consideriamo un costo dell'energia elettrica di circa 0,20 euro/kWh.

Ovviamente oggigiorno ci sono svariate tipologie di stufe elettriche a disposizione ma, prima di optare per l’acquisto di una o dell’altra, è necessario avere un’idea chiara di quelli che sono i consumi legati al loro utilizzo.

Una precisazione è d’obbligo: tutte le stufe elettriche consumano tanto, in termini di energia. La stufa elettrica è adatta ad ambienti piccoli e si presta solo a un utilizzo non prolungato.

Ad esempio, è perfetta in bagno, prima di fare la doccia, per riscaldare l’ambiente. Oppure in cucina, se si tratta di un locale piccolo in cui si prepara la cena e ci si attarda un po’ sul divano, prima di andare a dormire. O ancora, se nella zona giorno si dispone di una stufa a pellet o a legna, ecco allora che una stufetta elettrica in camera da letto, accesa per qualche minuto, è di grande aiuto, prima di coricarsi.

Questo precisato, il costo di una stufa elettrica dipende sia dalla sua tipologia che dalla potenza e dimensione: insomma, più è grande e potente, più consuma.

Non resta allora, a parità di costi in bolletta, che scegliere in base alle proprie esigenze e preferenze di tipo estetico tra:

  • stufa elettrica a parete

  • radiatore elettrico a olio

  • infrarossi o stufa elettrica alogena

  • termoventilatore.

A parità di dimensione e potenza, quelle che consumano di meno sono le stufe al quarzo o alogene. Per acquistarle però è necessario mettere in conto un budget superiore rispetto alle altre tipologie.

Le stufe che invece costano nettamente di più, rispetto a tutte le altre tipologie elettriche, sono quelle a infrarossi.

Ben evidentemente, la stufa elettrica ha il vantaggio numero uno della rapidità: tornando a casa, si può subito riscaldare il bagno per fare la doccia o la cucina per trascorrere la serata.

Tra l’altro, la stufetta elettrica si può agevolmente trasportare da un ambiente all’altro.

Il problema però è che il loro utilizzo è costoso. Quelle alogene inoltre creano calore solo in prossimità, mentre il resto della stanza non viene irradiato; i termoventilatori consumano molto e tra l’altro sono rumorosi per via della presenza delle ventole.

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