Fondi attivi o passivi? Una delle domande che gli investitori dovrebbero farsi quando inseriscono un fondo in portafoglio riguarda la tipologia della gestione del comparto. In questo articolo esaminiamo lo scopo della gestione attiva, quanto sia utile e quali criteri di scelta considerare al fine di prendere le decisioni migliori.

Scopo della gestione attiva

L’obiettivo dei gestori attivi è quello di battere il benchmark. Cercheranno di scegliere i migliori paesi, settori o azioni raccogliendoli in un portafoglio con l'aspettativa che il rendimento al netto delle commissioni sia superiore al loro indice di riferimento.

I gestori di fondi attivi affermano di poter battere il mercato, cioè di essere in grado di interpretare le informazioni meglio di altri partecipanti al mercato e dunque generare rendimenti superiori.

Purtroppo, la realtà è che pochissimi di quei gestori attivi possono ottenere esattamente ciò che promettono. È stato così nel 2019 e probabilmente sarà così anche quest'anno. Inoltre, gli investitori spesso pagano un prezzo elevato per una gestione attiva.

Pura fortuna

La ragione di questa sottoperformance è semplice: secondo la teoria economica dei mercati efficienti gli investitori competono per sfruttare con profitto qualsiasi informazione disponibile sugli utili di bilancio, dati macro e molti altri elementi che influenzano il valore delle società quotate in Borsa. Tuttavia, i prezzi delle azioni si adeguano così rapidamente che è quasi impossibile trovare dei titoli il cui prezzo è sbagliato e dunque generare un profitto dall’errata valutazione del mercato.

Il problema con questa teoria è che afferma che quando qualcuno riesce a battere il mercato in modo consistente si tratta di pura fortuna. Ha senso quindi pagare un manager attivo, e quando conviene farlo?

Quando essere attivi?

Ha senso se l’investitore è alla ricerca di asset manager in grado di battere il benchmark in mercati che non sono completamente efficienti o non lo sono sempre. Questo dovrebbe essere il caso di qualsiasi mercato, compreso quello statunitense che ha la reputazione di essere uno dei più difficili da battere nel lungo periodo.

La crisi del Coronavirus e altri episodi di elevata volatilità dei listini come quelli registrati nel quarto trimestre del 2018, o durante la crisi dell'euro nel 2010-2012 o seguiti alla Grande crisi finanziaria del 2008 dimostrano che ci sono momenti in cui essere attivi, e a volte contrarian, può portare a una sovraperformance.

Il modo migliore per identificare dei gestori in grado di fornire tale sovraperformance è quello considerare una serie di elementi: quali sono i fattori chiave alla base della loro sovraperformance (capacità di selezione dei titoli?), se le commissioni sono commisurate alla capacità di fornire valore, se hanno un processo disciplinato e coerente, se i loro interessi sono allineati con quelli degli investitori, se la dimensione del fondo è adeguata per fornire prestazioni ragionevoli.

La maggior parte di queste domande trova di solito risposta nei report di Morningstar. I nostri analisti hanno notato da tempo che i fundmanager più performanti sono disciplinati nel loro processo di investimento, rispettano il loro mandato, mantengono le commissioni a un livello ragionevole e di solito investono personalmente nei fondi da loro gestiti.

Alcune domande a cui rispondere

Qual è il livello delle commissioni? Una ricerca Morningstar ha dimostrato che il livello delle commissioni è indicativo della futura performance del fondo. Maggiori sono le commissioni, minore è la performance futura che ci si può aspettare dal comparto.

Quanto sono liquidi gli asset del fondo? In caso di volatilità del mercato, gli investitori vogliono assicurarsi che il gestore possa uscire da alcune posizioni se lo ritengono necessario. La recente esperienza dei fondi H2O in Francia mostra che una cattiva cultura della gestione del rischio in un'azienda può danneggiare il rendimento degli investitori.

Con quale frequenza il gestore movimenta il portafoglio? Di solito i buoni fund manager sono disciplinati sia nell'acquisto che nella vendita. A loro piace essere differenti, il che significa che la quota di asset gestita in maniera attiva può essere anche molto significativa. L'abilità, la cultura aziendale e le risorse del gestore sono altri elementi da considerare e in questo i report degli analisti di Morningstar possono essere di grande aiuto. Inoltre, bisogna ricordarsi che nel prospetto informativo del fondo ci sono molte informazioni utili che vanno lette prima di investire.

Di Jocelyn Jovene