Gli ultimi numeri pubblicati dall'ufficio statistico cinese hanno alimentato timori riguardo le prospettive dell'economia mondiale, dal momento che la superpotenza asiatica ha fatto registrare il tasso di crescita più lento sin dal 1990. I dati mostrano una crescita del 6,6% per il 2018, confermando l'opinione diffusa che il motore della crescita economica mondiale sta perdendo energia.

Le vulnerabilità vanno al di là della guerra commerciale

L'indebolimento della crescita della Cina è stato ampiamente attribuito alle frizioni commerciali con gli Stati Uniti. In una certa misura questo è vero, in quanto la controversia commerciale pesa su entrambi i Paesi con miliardi di dollari di dazi da una parte e dall'altra. Il "cessate il fuoco" di 3 mesi concordato durante l'ultima conferenza del G20 a Buenos Aires si è concluso tre giorni fa e se non si raggiungerà un nuovo accordo, le ostilità sono destinate a riprendere. Donald Trump ha minacciato un dazio del 25% su $200 miliardi di importazioni cinesi, un passo che alimenterà forti pressioni sulla già vulnerabile economia cinese e ne peggiorerà le prospettive.

Tuttavia la guerra commerciale è solo uno dei tanti problemi della Cina. Anche se sarà siglato un nuovo accordo commerciale, sarà probabilmente solo temporaneo. Le ragioni del rallentamento della crescita sono molto più profonde e dipingono un'immagine davvero preoccupante del futuro. E mentre le crepe stanno appena iniziando ad uscire fuori, le loro origini risalgono addirittura al 2008.