E' finalmente arrivata la versione definitiva di quello che sarà il nuovo reddito di cittadinanza a partire dal 2022.

Le aspre polemiche che hanno accompagnato il dibattito negli ultimi mesi tra chi voleva la cancellazione immediata del sussidio ( Forza Italia e Italia viva ) e chi lo sosteneva a spada tratta (5stelle) e PD a fronte però di una profonda modifica si sono finalmente placate, con l'approvazione della nuova manovra di Bilancio nel quale sono state introdotte importanti modifiche al RdC.

Gli aspetti oggetto delle polemiche sono stati fondamentalmente il fallimento del meccanismo che aveva lo scopo di reintrodurre nel mondo del lavoro i beneficiari del sussidio insieme alle numerose frodi ai danni dello Stato con parecchi soggetti che mensilmente percepivano la ricarica prevista dal sussidio senza però averne diritto, le stesse persone che in alcuni casi vantavano patrimoni milionari, andavano in giro con delle Ferrari o addirittura non erano neanche residenti in Italia.

Tutto questo ha alzato un grande polverone mediatico che ha creato sdegno anche tra l'opinione pubblica, in parecchi casi la polemica sul reddito di cittadianza è stata oggetto di strumentalizzazione facendolo come apparire come il grande problema dell'Italia.

Nonostante tutto questo Draghi ha deciso di portare avanti e dare fiducia al Reddito di Cittadinanza, visto il ruolo chiave che ha rappresentato come misura di sostegno al reddito soprattutto in un biennio, quello caratterizzato dalla pandemia in cui ha tenuto fuori molti nuclei familiari dalla soglia di povertà.

Certo, Draghi ha confermato il RdC anche per il 2022, ma lo ha fatto applicando una serie di modifiche che lo cambia totalmente rispetto a come lo abbiamo imparato a conoscere fino ad oggi.

Nuove misure che riducono la platea di beneficiari, misure anti frode, e modifiche decisamente più rigide sul meccanismo che regola le politiche sul lavoro.

Andiamo dunque a vedere le principali novità per quanto riguarda la riforma del reddito di cittadinanza che entreranno in vigore già a partire da gennaio.

Per chi fosse interessato al tema di seguito un video You tube tratto dal canale Speedy news Italia in cui si parla dei nuovi obblighi da sostenere per gli occupabili del reddito di cittadianza, il mancato rispetto di tali obblighi porterà a perdere il diritto di ricevere il sussidio.

Reddito di cittadinanza: stretta sulle politiche sul lavoro

Con l'approvazione al Senato della Legge di Bilancio 2022 arriva anche l'ufficialità sulle modifiche introdotte al reddito di cittadinanza da parte del governo Draghi.

Arriva dunque una vera e propria stretta sul sussidio, si cambia marcia, previsti tagli degli assegni e sanzioni per coloro che rifiuteranno le offerte di lavoro.

Entriamo nello specifico.

Chi si troverà a rifiutare un'offerta di lavoro-a partire dal primo-si vedrà decurtato l'assegno di 5 euro al mese fin quando il RdC non raggiungerà i 300 euro al mese o nel caso il beneficiario deciderà di rimboccarsi le maniche, alzarsi dal divano ed accettare l'impiego.

Cambiano i requisiti anche relative alla definizione di "offerta congrua", al beneficiario infatti potrà essere recapitata un'offerta di lavoro anche dalla durata di un mese, rispetto ai tre previsti nella versione attuale. 

Inoltre scende da tre a due la possibilità di rifiutare da parte del beneficiario del reddito di cittadinanza le offerte di lavoro inoltrate dal centro per l'impiego prima di perdere il diritto al sussidio.

Al vaglio anche la possibilità di attuare una modifica della scala di equivalenza, utilizzata per determianre gli importi ed erogare ai benficiari dell'aiuto e che finora ha avantaggiato i single e penalizzato le famiglie.

Infine improbabile la modifica del quale si era discusso nelle settiamne precedenti, di portare da 10 a 5 anni il periodo di residenza in Italia necessario per gli stranieri al fine di ottenere il reddito di cittadianza.

Queste sono le principali novità principali messe in piedi dal ministro del Lavoro Andrea Orlando insieme alla sociologa Chiara Saraceno, presidente del comitato Tecnico Scientifico. 

Reddito di cittadinanza: nuove obblighi per gli occupabili

Combattere il fenomeno dei furbetti del reddito di cittadinanza, nel testo della manovra di bilancio 2022 sono state inserite anche nuovi obblighi per gli occupabili e nuove regole anti frode.

Dei circa 3 milioni di beneficiari solo un terzo è realmente occupabile e che hanno quindi firmato il Patto per il Lavoro con il centro per l’impiego.

Per questi soggetti da gennaio 2022 entreranno in vigore nuovi obblighi di seguito riporto quanto scritto su uno dei punti del testo della Legge di Bilancio 2022:

“la ricerca attiva del lavoro è verificata presso il centro per l’impiego in presenza con frequenza almeno mensile; in caso di mancata presentazione senza comprovato giustificato motivo si applica la decadenza dal benefici”.

In sintesi aumentano i controlli da parte dei centri dell'impiego che mensilmente dovranno convocare i beneficiari del RdC e verificare se si stanno attenendo a quanto previsto dal patto firmato.

Nel caso di mancata presentazione non giustificata il beneficiario perderà il diritto al sussidio.

Rimangono fuori da gli obblighi sopra elencati tutte quelle persone che percepiscono il reddito di cittadinanza, ma che non sono occupabili, rientrano in questa categoria:

  • invalidi con una percentuale di almeno il 46%
  • persone con più di 65 anni;
  • caregiver occupati nell’assistenza a un minore di età inferiore ai 3 anni;
  • caregiver occupati nell’assistenza a un invalido al 100%.

Questa nuova misura a creato non pochi dubbi alle Regioni, sia sull'utilità, ma soprattutto sulla fattibilità reale vista la situazione di sotto organico in cui si trovano a dover lavorare i centri dell'impiego di Italia.

Assolvere l'ennesimo compito prendendo in carica tutti mesi gli occupabili del RdC per effettuare un controllo del quale non è chiarissima l'utilità da parte di strutture note per l'inefficienza ed in capaci di assolvere i compiti quotidiani per i quali sono stati concepiti lascia effettivamente più di un dubbio.

Reddito di cittadinanza: il fallimento dei navigator

Una delle figure ritenute chiave per far funzionare al meglio il meccanismo delle politiche sul lavoro e cioè i navigator non sono presenti e quindi non sono stati confermati per il 2022.

Il 31 dicembre prossimo non verrà rinnovato il contratto ai 2.500 navigator del reddito di cittadinanza, erano stati assunti per fare da trait d'union tra il mercato del lavoro ed i beneficiari ritenuti occupabili, ma hanno fallito, di certo aggiungerei non per colpa loro.

Il governo con la decisione presa li ha ritenuti responsabili, da gennaio ci saranno dunque 2.500 disoccupati in più, per i navigatori infatti non sono previste ne proroghe e tanto meno ricollocazioni all'interno dei centri per l'impiego regionali , come si era giustamente parlato dopo la proroga dello scorso aprile.

Nel commentare la decisione del Governo c’è chi fa notare che potrebbe essere difficile soddisfare le richieste dei cittadini. Secondo la nuova struttura del Reddito di Cittadinanza gli occupabili dovranno presentarsi ogni mese in un Centro per l’impiego per cercare lavoro. Si riuscirà a convocare 600 mila persone al mese con 2.500 operatori in meno?

Navigator a casa in 2.500, dentro le agenzie di lavoro private                        

Bocciatura severa per i 2.500 Navigator, il contratto in scadenza il 31 dicembre prossimo dunque non sarà confermato.

Il governo ha deciso in questo senso di cambiare rotta affidando il compito della ricerca del lavoro ad agenzie private che avranno il compito di prendere a carico i beneficiari del reddito di cittadinanza che hanno firmato il Patto per il lavoro ed impegnarsi nel trovar loro un impiego. 

Nel testo della Legge di Bilancio viene riportato che le agenzie per il lavoro iscritte all’albo e autorizzate dall’Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro) potranno “svolgere attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro” accanto ai Centri per l’impiego.

alle agenzie private verrà riconosciuto il 20% dell'incentivo previsto per il datore di lavoro che assume il beneficiario del RdC.

E' chiaro che tale meccanismo si fonda sul fare profitto, piu contratti fai firmare più io agenzia privata guadagno.

Durissime le critiche da parte dei 5stelle che condannano il fatto che

le agenzie pur di portare a casa la provvigione proporranno ai beneficiari contratti a chiamata, o di somministrazione caratterizzati da paghe bassissime.

Al contrario c'è chi come il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta ritiene che affidare alle agenzie private il compito della ricerca del lavoro sia un'ottima misura considerando che 

"avranno tutto l’interesse di trovare lavoro ai beneficiari per la soddisfazione delle imprese clienti”.

Nel botta e risposta è intervenuto anche  Antonio Lenzi cofondatore di A.N.N.A (Associazione nazionale navigator) che fa notare come circa il 70% dei percettori del reddito di cittadinanza ha titoli di studio che in molti casi non arrivano neanche alla terza media oltre che ad essere disoccupati e quindi lontani dalle nuove tendenze del lavoro da più di 5 anni.

Da segnale anche il basso livello di informatizzazione, in molti non conoscono neanche come accedere ed utilizzare una E-mail.

Per gli amanti dei numeri, la misura è costata fin ad oggi quasi 18 miliardi di eruo, di cui 730 milioni a settembre.

L'importo medio dell'assegno ricevuto dai beneficiari del reddito di cittadianza ammonta a 578 euro.