Il Reddito di Cittadinanza è una misura importante che sostiene molte famiglie italiane.

Si stima che siano circa un milione i nuclei familiari che accedono a tale misura, giusto per dare un ordine di grandezza a questo sussidio. 

Ovviamente, il periodo del lockdown e la crisi economica conseguente alla pandemia da Covid-19 hanno accentuato alcuni problemi, rendendo anche le famiglie italiane più povere. Inevitabilmente, sono aumentati i soggetti che hanno richiesto il Reddito di Cittadinanza.

Inoltre, nel mese di giugno 2021 è stata approvata una nuova misura, detta Assegno Unico temporaneo, che dovrebbe essere il predecessore di quello che sarà l'Assegno Unico universale, che arriverà ufficialmente nel 2022.

In generale i pagamenti del Reddito di Cittadinanza arriveranno come al solito, cioè praticamente al 27 del mese, mentre hanno già ricevuto gli accrediti coloro che facevano riferimento al 15 del mese.

Il doppio pagamento è comunque una grande notizia per i percettori, anche perché INPS ha impiegato del tempo per rendere la misura usufruibile e circolavano parecchi dubbi sugli arretrati e sulle tempistiche.

INPS per la famiglia, la pagina Facebook ufficiale dell'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, ha confermato che invece i pagamenti arriveranno con tanto di arretrati, motivo per cui questo settembre sarà certamente più ricco per alcuni soggetti.

Vediamo allora nel dettaglio tutte le novità sul Reddito di Cittadinanza, compresa la possibile riforma su cui il Governo Draghi sta meditando da mesi.

Vedremo però anche il funzionamento dell'Assegno Unico, il calcolo dell'importo spettante e naturalmente le date cui fare riferimento per la ricezione del pagamento vero e proprio.

Proprio per chi volesse fare un approfondimento sul Reddito di Cittadinanza, suggeriamo di seguire il video del canale YouTube "Redazione The Wam", in cui si risponde a 12 domande principali sul sussidio più discusso di tutti: funzionamento, domanda, tempi e pagamenti.

Reddito di Cittadinanza: come funziona?

Il Reddito di Cittadinanza è il principale sussidio per le famiglie il cui richiedente è disoccupato e il nucleo rispetta una serie di requisiti che ne determinano lo stato di necessità.

In sostanza, è un aiuto per le famiglie più bisognose del nostro Paese. Da questo punto di vista, il sussidio funziona, perché come anticipato è stato richiesto in questi anni da moltissime famiglie.

Parliamo di una misura nata ormai due anni fa, durante il Governo Conte I e portata avanti dal Movimento 5 Stelle (che era nella maggioranza di Governo) come una vera e propria priorità. Ancora oggi, nonostante si parli di riforma di questa misura, il Movimento la sostiene in maniera incondizionata.

In effetti, però, se da un lato l'aspetto di aiuto alle famiglie funziona, dall'altro non funziona il meccanismo di reinserimento nel mondo del lavoro.

Uno degli scopi della misura, infatti, è quello di aiutare il soggetto richiedente (disoccupato) a ritornare in stato di occupazione, sulla base della sua situazione e delle sue competenze.

Per molti soggetti, questa debolezza trasforma il sussidio in un incentivo alla disoccupazione, in quanto le offerte di lavoro difficilmente arrivano e volendo possono essere rifiutate.

Rifiutare un'offerta di lavoro praticamente pari (dal punto di vista economico) al sussidio "gratuito", che costa molta meno fatica. Effettivamente questo è un problema, ma vedremo in seguito quali sono i progetti del Governo per risolvere tale situazione.

Nel complesso, comunque, Mario Draghi sa che non si può pensare di cancellare il RdC, perché la situazione pandemica è ancora fresca nella memoria e le sue conseguenze sono ancora ben visibili, sempre che come ci si augura siano alle spalle i periodi di chiusure e restrizioni.

Ci sono a dir la verità anche proposte per modificare radicalmente questo aiuto e renderlo più simile a quelli degli altri paesi europei, ma sono solo progetti astratti per ora. Vedremo naturalmente cosa deciderà di fare il premier ed in che direzione andrà la riforma.

Reddito di Cittadinanza: ecco i pagamenti

Per quanto riguarda i pagamenti, funziona tutto "come al solito".

Semplicemente, il 15 del mese sono già stati pagati coloro che aspettavano la prima mensilità in assoluto, la prima dopo il rinnovo o la prima dopo aver presentato il nuovo Isee.

Anzi, alcuni soggetti hanno addirittura ricevuto la misura in anticipo, a partire dal 10 del mese.

Gli altri soggetti che non rientrano nelle tre categorie sopra citate riceveranno la misura in forma ordinaria, cioè al 27 del mese. Ricordiamo però che INPS non eroga tutti i pagamenti nel medesimo momento e, per legge, ha tempo fino all'ultimo giorno del mese per completare tutta la platea di beneficiari.

L'accredito avviene direttamente sulla carta del Reddito di Cittadinanza e ricordiamo che i soldi ricevuti vanno spesi entro la fine del mese successivo a quello di ricezione, pena il taglio degli importi fino ad un massimo del 20% del totale.

Reddito di Cittadinanza: la riforma in arrivo

Riforma del Reddito di Cittadinanza in arrivo, anche se manca una data ufficiale.

In sostanza, Governo Draghi ha da mesi preso atto dei punti deboli del sussidio ed ha intenzione di riformarlo per renderlo efficace.

L'efficacia ricercata è proprio legata all'aspetto del reinserimento nel mondo del lavoro: è assolutamente necessario tenere traccia delle offerte pervenute ad ogni beneficiario di RdC, con revoca del sussidio nel momento in cui si arriva ad un massimo di offerte congrue rifiutate.

In questo modo, continua a ricevere la misura chi non riceve offerte congrue, mentre lo vede svanire chi preferisce non lavorare in favore della ricezione del sussidio.

Non è l'unico aspetto, ma è sicuramente quello su cui il Governo si sta soffermando di più.

Secondo gli esperti, entro la fine dell'anno avremo in attività il nuovo RdC, ma è anche vero che il Governo deve coordinare le forze di maggioranza che su questa tematica sono molto divise.

Sarà una vera e propria impresa che però l'Esecutivo è chiamato a fare, insieme ad una serie di scelte difficili (come la riforma del sistema pensionistico) che saranno un domani la misura dell'operato del Governo stesso.

Assegno Unico temporaneo: di cosa si tratta?

Prima di vedere i pagamenti anche di questa misura, vediamo cos'è e come funziona. 

L'Assegno Unico temporaneo è sostanzialmente l'Assegno Unico in versione "Beta". Il Governo, fin dal suo insediamento, ha manifestato la volontà di istituire questa misura che potesse aiutare le famiglie che non ricevono gli ANF, gli Assegni per il Nucleo Familiare.

La misura è arrivata, ma in versione temporanea per questioni di tempistiche. In sostanza, non c'era tempo per approvare fin da subito l'Assegno Unico universale e il Governo ha optato per questa versione temporanea.

In più, questa aiuterebbe a rendere più graduale questo inserimento della nuova misura, rendendo anche i tempi dell'INPS più consoni rispetto ai frequenti ritardi accumulati.

I ritardi ci sono stati comunque, soprattutto per le integrazioni al Reddito di Cittadinanza. Infatti, le due misure sono compatibili e addirittura automatiche, in caso si sia già percettori di RdC, come vedremo in seguito.

Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico: integrazione retroattiva

L'integrazione dell'Assegno Unico funziona in maniera piuttosto semplice: chi già riceve RdC non deve fare altro che attendere l'integrazione, perché sarà l'INPS a verificare l'eventuale sussistenza dei requisiti, dato che è già in possesso di tutti i documenti necessari per capirlo.

L'integrazione, però, doveva partire da luglio e si è da subito capito che ci sarebbe voluto del tempo. Questa verifica automatica di INPS ha infatti richiesto oltre due mesi e solo ora, a settembre, è in arrivo l'integrazione.

Parliamo però di una misura retroattiva, motivo per cui arriverà l'integrazione relativa a luglio ed agosto, oltre che ovviamente quella di settembre.

Un tris di accrediti in un colpo solo, dunque decisamente un mese ricco per alcuni beneficiari di RdC.

Ricordiamo inoltre che l'Assegno Unico è retroattivo anche per i percettori ordinari che hanno fatto domanda: facendo cioè domanda oggi (o comunque entro il 30 settembre) con esito per ipotesi positivo, si riceverà anche quanto spetta per luglio e agosto.

Chi invece dovesse fare domanda dopo il 30 settembre, riceverà la misura solo a partire dal mese in cui ha fatto domanda, come per tutte le domande.

Ricordiamo che la natura temporanea della misura consiste nel fatto che sarà attiva solo fino al 31 dicembre 2021, dopo il quale dovrebbe arrivare l'Assegno Unico Universale, i cui dettagli non sono ancora noti.

RdC e Assegno Unico: quanto spetta di integrazione?

Capiamo ora come funziona il calcolo dell'Assegno Unico ed in particolare come viene calcolata l'integrazione.

Il calcolo si basa sulla Dichiarazione Isee e sul numero di figli a carico della famiglia: si differenzia per uno o due figli rispetto a tre o più.

Naturalmente, chi è già percettore di RdC riceverà un importo minore in integrazione rispetto a chi riceve solo Assegno Unico temporaneo.

La cifra, comunque, è diminuita di 100 euro per figlio, come vedremo in questo esempio:

in caso di Isee pari a 6.000 euro (fascia più bassa) e due figli a carico, la cifra spettante sarebbe di 167,5 euro per figlio. Per chi invece già riceve il Reddito di Cittadinanza, la cifra è diminuita di 100 euro: si riceveranno quindi 67,5 euro per figlio.

Questo calcolo piuttosto semplice è comunque verificabile in queste tabelle che è possibile trovare anche sul sito ufficiale INPS.

Naturalmente le integrazioni non risponderanno del criterio di spendibilità del RdC ordinario: non sarà necessario spendere la cifra dell'integrazione entro la fine del mese successivo.

Anche questo aspetto facilita la fruizione di questo aiuto, tenendo comunque presente che non è ancora noto se l'Assegno Unico nella sua forma definitiva, che sarà attivo dal gennaio 2022, sarà compatibile con il Reddito di Cittadinanza (anche se si suppone che lo sia).

Forniremo naturalmente questo e tutti gli altri aggiornamenti necessari qui sul portale di Trend-Online.com, come di consueto.