Continua ad essere uno dei più caldi presenti sul tavolo del governo, la riforma del di Reddito di cittadinanza.

Da mesi ormai intorno a questa misura si sono scatenate aspre polemiche che hanno determinato scontri tra le forze politiche in parlamento e attacchi da parte di esercenti ed imprenditori, soprattutto del settore turismo, puntando il dito sull'RdC se nella stagione estiva non sono riusciti a trovare personale per le proprie attività.

C'è chi come Matteo Salvini e Giorgia Meloni sono a favore di una totale abolizione del provvedimento definito "metadone di Stato", Matteo Renzi leader di Italia viva che chiede a gran voce un referendum e chi infine come Pd e Movimento 5 stelle ne chiedono la riconferma a fronte di parziali modifiche.

Il governo Draghi dopo aver affrontato in modo efficace l'emergenza pandemica ora c'è da affrontare la fase due, quella della ripartenza economica, della ricostruzione.

Nei prossimi mesi è in gioco la credibilità del governo rispetto ad un fine 2021 in cui ci si aspetta una serie di importanti riforme e nodi da scogliere tra cui decidere sul futuro del Reddito di cittadinanza.

Ci ha pensato Mario Draghi a mettere ordine esprimendo un parere positivo verso il sussidio o meglio verso il principio di base del reddito come misura di contrasto alla povertà.

Draghi ha quindi chiaramente fatto intendere che il Reddito di cittadinanza verrà confermato e potenziato anche per gli anni successivi, subirà comunque alcuni interventi che renderanno la misura più equa e maggiormente efficace sul lato delle politiche attive del lavoro.

Nel video che segue tratto dal canale you tube della Redazione The Wam importanti approfondimenti ed indiscrezioni sulle modifiche che verranno applicate nella prossima riforma che caratterizzaerà il Reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza: quanto stà costando allo Stato

Le criticità dell'attuale Reddito di cittadinanza sono rappresentate dalla totale inefficacia dei meccanismi che regolano la parte di ricollocazione dei beneficiari  nel mondo del lavoro.

Uno studio effettuato dalla Cgia di Mestre, riportato dal quotidiano La Stampa,  ha messo chiaramente alla luce cosa non stà funzionando e quanto il Rdc stà costando allo Stato.

La Cgia illustra come del milione di beneficiari che attualmente stanno ricevendo il Reddito di cittadinanza sono solo 152 mila ad aver trovato un posto di lavoro tramite la figura dei navigator.

Alla luce di questo dato, ipotizzando che il beneficiario abbia ricevuto il sussidio per circa un anno prima di essere stato assunto, percependo circa 7 mila euro, possiamo facilmente stimare che il Rdc sia costato all'INPS circa 8 miliardi di euro per i 152 mila beneficiari ad oggi ricollocati.

Insomma ricollocare un beneficiario del Rdc ad oggi è costato circa 52 mila euro un costo in questo senso sicuramente eccessivo rispetto ad una misura che si dimostra poco efficace visto che solo poco più del 10% è riuscito a reinserirsi nel mercato del lavoro abbandonando così il sussidio.

Dall'entrata in vigore della misura (2019 approvato dall'ex governo Conte) ad oggi lo Stato ha speso complessivamente 20 miliardi di euro e più precisamente 13 miliardi nel biennio 2019-20 e 7 i miliardi stanziati per il 2022.

Reddito di cittadinanza: le criticità

La Cgia è d'accordo sull'efficacia del reddito come strumento per combattere la povertà, misura necessaria all'interno di un paese civile e avanzato come l'Italia, ma ne sancisce il fallimento come misura messa in campo per combattere la disoccupazione.

E' l'Anpal a sottolineare come la maggior parte dei percettori del Reddito di cittadinanza sia difficilmente occupabili a causa delle non buone condizioni pscico fisiche in cui versano oltre che allo scarso livello di istruzione e competenza. 

L'osservazione dell'Anpal è confermata dai numeri pubblicati dall'INPS, solo un terzo degli attuali percettori compresi tra i 18 e i 64 anni hanno uno storico contributivo relativo a lavori svolti in passato.

I percettori del Rdc sono per lo più persone disagiate a forte rischio esclusione sociale, in condizione di povertà economica, inadatte per essere inserite nel mondo del lavoro.

Reddito di cittadinanza e politiche attive del lavoro

Il governo Draghi è intenzionato a far rientrare gli interventi su quello che sarà il nuovo Reddito di cittadinanza in un disegno di riforma ben più ampio che caratterizzerà le politiche attive del lavoro oltre che tutti gli ammortizzatori sociali.

In aiuto al governo sono in arrivo gli oltre 5 miliardi di euro previsti dal Recovery destinati a favorire l'inserimento di oltre 3 milioni di persone nel mondo del lavoro.

Riforme quelle pensate dal governo Draghi e riportate all'interno del  Pnrr che mirano a costruire competenze in linea con le attuali richieste provenienti dal mondo del lavoro attraverso programmi di formazione mirata puntando soprattutto su giovani e donne.

Per quanto riguarda invece gli ammortizzatori sociali si lavora per una distribuzione più equa, uguale per tutti a prescindere dalla categoria o dal tipo di contratto che si detiene.

L'intera riforma dovrebbe essere completata ed attuata  nel 2022, riforma che ovviamente non potrà che coinvolgere anche il Reddito di cittadinanza.

 La riforma del Reddito di cittadinanza: come cambia 

Il ministro del lavoro Andrea Orlando ha chiamato in causa il comitato tecnico scientifico che attraverso l'analisi dei dati a disposizione stà affiancando il governo in quella che sarà la riforma del Reddito di cittadinanza.

Si lavora su due fronti:

  • il potenziamento come misura di sostegno al reddito e contrasto della povertà;
  • sulla costruzione di un meccanismo che migliori rendendo più efficiente  il processo legato al reinserimento nel mondo del lavoro.

Riguardo il primo punto la volontà di Mario Draghi è chiara, estendere la platea di beneficiari includendo persone finora escluse per criteri troppo stringenti  e rendere il quanto più possibile omogeneo il reddito di cittadinanza ad oggi infatti il sussidio penalizzerebbe nuclei familiari più numerosi rispetto ai single.

In linea con la volontà del governo potrebbe per esempio essere ridotto il requisito per gli stranieri residenti in Italia che prevede un numero di anni  pari a 10 a 5 anni.

Potrebbero inoltre cambiare i requisiti nella valutazione del patrimonio e nella scala di equivalenza con l'obiettivo di estendere la platea e riequilibrare gli sbilanciamenti tra single e famiglie numerose.

Passo successivo modificare i meccanismi che regolano le  politiche attive del lavoro, da collegare alle riforme previste sul tema, non sarà facile visto che una buona parte di chi riceve il reddito di cittadinanza non è occupabile.

Reddito di Cittadinanza: i requisiti

Dopo aver analizzato le criticità e la direzione presa dal governo nel riformare l'attuale Reddito di cittadinanza andiamo a vedere in questo paragrafo quali sono i requisiti da soddisfare per poterlo richiedere.

I requisiti, previsti, riportati sul portale ufficiale del Reddito di cittadinanza sono:

  • un valore ISEE non superiore a 9.360 euro ;
  • un valore del patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;
  • un valore del patrimonio mobiliare che non vada oltre i 6.000 euro per il single, che può essere aumentato in base al numero dei componenti della famiglia (fino a 10.000 euro), alla presenza di più figli (1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo) o di componenti con disabilità (5.000 euro in più per ogni componente con disabilità e euro 7.500 per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza).
  • un valore del reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza.

Da sottolineare la non compatibilità tra il Reddito di cittadinanza ed il Reddito di emergenza.

Per poter inoltrare la domanda ed ottenere il Reddito di cittadinanza,  sarà possibile rivolgersi ai Caf o, dopo il quinto giorno di ciascun mese, agli uffici postali. 

E' possibile anche presentarla in forma telematica, collegandosi sito www.redditodicittadinanza.gov.it, dal quale è possibile scaricare anche il modello che occorre compilare. 

E' inoltre importante essere in possesso dell'Isee in corso di validità.

Di seguito un articolo scritto di recente in cui scrivo delle ultime novità sui pagamenti riguardo il Rdc, consultabile clieccando qui.

Reddito di cittadinanza: una fotografia chiara  

In quest'ultimo paragrafo useremo lo studio fatto dalla Cgia di Mestre e grazie ad alcuni numeri andremo a fare una fotografia chiara di quello che rappresenta oggi il Reddito di cittadinanza e dell'impatto che stà avendo nella società e per lo Stato.

Le persone che ad agosto 2021 ricevono regolarmente il Reddito di cittadinanza sono 3,5 milioni che significa circa 1,5 milioni di nuclei familiari, questi sono i dati emessi dall'INPS.

L'accredito medio mensile erogato dall'istituto ad oggi risulta essere di 579 euro.

Dei 3,5 milioni che ricevono il reddito di cittadinanza solo 1,5 milioni hanno sottoscritto il Patto per il lavoro ( ovvero si sono resi disponibili a trovare un’occupazione ) e solo 152 mila, secondo l'Anpal sono riusciti a ricollocarsi.

Un analisi di tipo geografico ci dice che dei circa 3 milioni di beneficiari del sussidio la maggior parte vive al sud ho nelle grandi aree metropolitane e più precisamente il 20% è concentrata in due province del sud, Napoli e Caserta ( circa 700 mila sono i soggetti che tutti i mesi ricevono l'accredito) mentre la restante parte si trova nelle aree intorno Roma (240.065), Catania, Milano (122.873), Torino e Bari (92.233).