Il Reddito di Cittadinanza è una misura importante per le famiglie italiane, in particolare a fronte di ciò che è successo con la pandemia. Il Governo ha sempre avuto un atteggiamento ambiguo, ma ora finalmente arrivano rassicurazioni sulla riforma pronta per il 2022: chi ci guadagna e chi ci perde?

Una domanda a cui non è così semplice rispondere, ma che sicuramente si è posta anche il Governo attuale ed il suo premier, Mario Draghi. Se da un lato, infatti, la misura è ritenuta troppo assistenzialista in quanto attualmente il reinserimento lavorativo non funziona, dall'altro non aiuta abbastanza le famiglie più numerose.

I due lati della medaglia sono quindi oggetto di analisi da parte del Governo stesso ed anche dei cittadini, assolutamente consapevoli dell'importanza di questa misura ma in parte intimoriti dalla riforma in arrivo. Riforma che, per altro, è stata promessa molto tempo fa...

Praticamente da quando il Reddito di Cittadinanza esiste si parla di una possibile riforma per migliorarlo, in quanto ci sono alcuni aspetti che tutt'ora sono ritenuti non all'altezza degli obiettivi del sussidio. Il problema è stato però che non si è mai veramente considerata l'ipotesi di ristrutturarlo, dando sempre priorità ad altro.

In effetti, la pandemia non ha certo aiutato in tal senso ed anzi ha creato esigenze molto più urgenti che il Governo non ha certo potuto accantonare solo per riformare il Reddito di Cittadinanza. Come sempre la politica funziona a priorità e rimanda ciò che non è urgente.

Ora sembra però essere finalmente arrivata l'ora della famosa riforma, con tanti cittadini che tremano ed anche tanti trasgressori (che ricevono indebitamente il RdC) che temono che i bei tempi siano finiti. Effettivamente, se il Governo riesce nel suo intento sarà ben più complesso percepire il sussidio senza possedere tutti i requisiti.

Una buona notizia che però ha anche altri aspetti da considerare, come per esempio il meccanismo per le offerte lavorative ed anche il cosiddetto "decalage" che potrebbe modificare in maniera importante la misura e la cifra percepita dalle famiglie.

In poche parole, tante novità che non riguardano solo i furbetti, ma riguardano proprio tutti. Vediamole in questo articolo in cui andiamo anche a toccare l'aspetto delle date di pagamento, ormai prossime, del mese di novembre (per chi già non ha ricevuto il RdC).

Se fossi interessato o interessata ad approfondire questo genere di tematiche, ti suggeriamo il canale YouTube "Redazione The Wam" che pubblica ogni giorno un nuovo video in cui approfondisce tutto ciò che riguarda bonus, sussidi e lavoro. In questo video in particolare si parla di Reddito di Cittadinanza e date di pagamento imminenti:

Reddito di Cittadinanza: cos'è e come si richiede

Il Reddito di Cittadinanza è una misura nata nel 2019 per mano principalmente del Movimento 5 Stelle, vero fautore di questo sussidio che avrebbe dovuto contribuire a diminuire la povertà nel nostro paese, dando un sostegno di base a quelle famiglie in cui il soggetto richiedente è disoccupato.

Un modo per aiutare quindi molte famiglie italiane a vivere al di sopra della soglia di povertà, ma con anche l'obiettivo di aiutare il soggetto disoccupato a ritrovare lavoro. Se il primo obiettivo ha funzionato e funziona ancora, il secondo è certamente deficitario.

Proprio dal 2019, quando con il Governo Conte fu approvato il RdC, si parla di modificarne alcuni aspetti, ma una vera e propria riforma non è mai arrivata. Tante modifiche, ma poco efficaci rispetto agli obiettivi prefissati.

Inoltre, in questi mesi si sente sempre più spesso di soggetti che percepiscono l'aiuto pur non avendone bisogno, perché l'altro grossissimo difetto della misura è che i controlli non sono sufficientemente stretti e costanti da stanare i cosiddetti "furbetti del Reddito di Cittadinanza". 

Far tornare questo sussidio ad essere esclusivamente per chi ne ha bisogno veramente è una priorità assoluta ed il Governo Draghi lo sa, visto il miliardo stanziato in sede di Legge di Bilancio per migliorare il meccanismo dei controlli e la tracciabilità di quanto accade anche in termini di offerte di lavoro.

Nel corso dell'articolo vedremo quali sono i veri miglioramenti che nel 2022 potrebbero interessare questa fondamentale misura, così come il pagamento relativo al mese di novembre, in arrivo nei prossimi giorni.

Per quanto riguarda la domanda, invece, essa va compilata interamente online e per farlo ci si può anche avvalere di enti di patronato o Caf, in modo da essere certi che il processo vada a buon fine. Per i requisiti, invece, rimandiamo al paragrafo successivo.

Reddito di Cittadinanza: requisiti e funzionamento

Il RdC può essere percepito solo da chi rispetta determinati requisiti ed ha una situazione economica e patrimoniale di un certo tipo. Lo strumento principale per determinare ciò è ancora una volta la Dichiarazione ISEE, ma non è l'unico parametro.

Sul sito del Reddito di Cittadinanza si può infatti verificare che i requisiti richiesti sono i seguenti:

  • un valore ISEE inferiore a 9.360 euro (in presenza di minorenni, si considera l’ISEE per prestazioni rivolte ai minorenni);
  • un valore del patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;
  • un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per il single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia;
  • un valore del reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza.

Inoltre, è anche necessario essere: cittadini italiani maggiorenni italiani o dell’Unione Europea; cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno; cittadino di Paesi terzi familiare di cittadino italiano o comunitario; titolare di protezione internazionale;

Se si rispettano tutti i requisiti elencati, insieme alla residenza in Italia per dieci anni (di cui gli ultimi due continuativi), si può ricevere il sussidio che consiste in diciotto mensilità di pari importo, calcolato sulla base della composizione del nucleo familiare.

Reddito di Cittadinanza: quando arriva il pagamento di novembre?

Passiamo ora alle novità concrete relative al pagamento del Reddito di Cittadinanza, in particolare per quanto riguarda la mensilità di novembre.

Il RdC è una misura strutturale, cioè definitiva, e per questo motivo ha delle date di pagamento precise che vengono rispettate tutti i mesi. Si tratta del 15 del mese e del 27 del mese, salvo che siano festivi o che ci siano altre questioni particolari.

In questo caso, i pagamenti arriveranno al 26 novembre, in quanto il 27 è un sabato ed il mese è di soli trenta giorni, quindi partendo il 27 l'istituto di pagamento rischiava di non garantire tutti i pagamenti entro fine mese, come la legge prevede.

I pagamenti previsti al 15 sono invece già stati erogati ed hanno riguardato: i beneficiari che dovevano ricevere la prima mensilità in assoluto, i beneficiari che dovevano ricevere la prima mensilità dopo il rinnovo o quelli che ricevono la prima mensilità dopo aver aggiornato la Dichiarazione ISEE altrimenti scaduta.

Al 26 novembre verranno quindi erogati tutti gli altri pagamenti e ciò significa che ci si può aspettare la disposizione di pagamento già in questi giorni. Essa è visibile sul portale INPS nella propria area personale e compare in genere 4/5 giorni prima dell'effettivo pagamento.

L'integrazione al Reddito di Cittadinanza a titolo di Assegno Unico ha invece una data di pagamento ben più variabile. In teoria negli scorsi giorni INPS ha smaltito gli arretrati ed entro fine mese dovrebbe riuscire ad erogare per tutti quanto spetta per la mensilità di ottobre.

Non è però ancora noto se ciò accadrà effettivamente o, ancora una volta, le promesse dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale saranno disattese.

Reddito di Cittadinanza: cosa cambia nel 2022?

Come anticipato, ci sono diverse novità in arrivo nel 2022 per quanto concerne il Reddito di Cittadinanza e riguardano fondamentalmente due aree: le offerte di lavoro e gli importi.

Prima di analizzare nello specifico tali aree, va detto che l'intervento in arrivo riguarda anche i controlli, perché come detto è stato stanziato in sede di redazione della bozza di Legge di Bilancio ben un miliardo di euro per fare ciò, ma c'è anche una novità riguardante un requisito.

Pare infatti che sempre il Movimento 5 Stelle stia combattendo per ottenere un requisito meno restrittivo: sarebbe la residenza per dieci anni in Italia, di cui gli ultimi due continuativi.

Da indiscrezioni, questo criterio potrebbe diventare molto meno stringente, prevedendo solo cinque anni di residenza o, secondo i più ottimisti, addirittura due. Vedremo come si concluderà tale battaglia e quali altri cambiamenti arriveranno per il Reddito di Cittadinanza.

Reddito di Cittadinanza: solo due offerte!

Il Reddito di Cittadinanza viene finalmente riformato, ma cosa succede esattamente? Delle offerte di lavoro che pervengono ai beneficiari della misura, ad oggi non c'è modo di tenere traccia.

Dal 2022, invece, non si potranno più rifiutare due offerte di lavoro, pena il decadimento del sussidio.

Ricordiamo che la prima offerta congrua deve essere nel raggio di 80km rispetto alla residenza del soggetto, mentre la seconda può essere sostanzialmente ovunque in Italia, o almeno così vorrebbe il Governo.

Novità veramente rilevanti che cambiano completamente la modalità di fruizione da parte delle famiglie di questa misura. Resta una sola domanda: le offerte di lavoro arriveranno?

Reddito di Cittadinanza: tagli e aumenti... chi ci perde?

In arrivo anche tagli ed aumenti: chi infatti rifiuterà la prima offerta, andrà incontro ad un taglio in percentuale rispetto alla cifra ricevuta, tenendo sempre come unità di misure il coefficiente del nucleo familiare.

Un ulteriore incentivo ad usufruire della prima offerta lavorativa per non far diminuire (e decadere se si rifiuta anche la seconda) il sussidio. 

Un aumento dovrebbe invece arrivare per le famiglie numerose: non è ancora nota la forma, ma pare che sia in discussione una variazione della modalità di calcolo del coefficiente, che attualmennte va a penalizzare le famiglie più numerose.