Il Reddito di Cittadinanza, come ormai sappiamo, è un sussidio che tiene sempre attivo il dibattito pubblico: tra difetti e necessità, è infatti attualmente il sussidio principale per le famiglie in difficoltà economica in cui il soggetto richiedente è disoccupato.

Un sussidio importante, approvato ormai oltre due anni e mezzo fa, che però non è mai stato completamente "digerito" non solo dall'opinione pubblica, ma anche e soprattutto dalle forze politiche che sistematicamente alimentano il dibattito su come il sussidio andrebbe modificato, migliorato o addirittura cancellato.

Il sussidio è nato durante il Governo Conte I, sostenuto da Movimento 5 Stelle e Lega, con il primo che si è fatto letteralmente in quattro per far approvare questa misura con l'obiettivo di "sconfiggere la povertà". Ora, dire che questo obiettivo possa essere stato raggiunto è decisamente presuntuoso, ma è oggettivo che siano molte le famiglie che attualmente percepiscono la misura.

Nonostante ciò, la principale problematica risiede nella mancata efficacia di questa misura, incapace di reinserire nel mondo del lavoro i soggetti titolari.

Nel mese di settembre, quindi ora, è in corso tra le tante priorità quella di modificare il Reddito di Cittadinanza, con Mario Draghi che farà tutto il possibile per renderla una misura efficace.

Nel frattempo, però, arrivano delle buone notizie per i titolari di RdC: a settembre, insieme al solito pagamento, arriva anche l'integrazione dell'Assegno Unico con tanto di arretrati. Sarà quindi forse una delle mensilità più ricche in assoluto per i percettori di Reddito di Cittadinanza, seconda probabilmente solo alle integrazioni dei bonus stagionali.

Vediamo dunque come funziona questa misura e come funziona l'integrazione, come si calcola l'importo spettante, quali sono le tempistiche (anche future) e cosa aspettarsi nei prossimi giorni.

Se fossi interessato o interessata ad approfondire queste tematiche, ti suggeriamo di visitare il canale YouTube "Redazione The Wam" che ogni giorno pubblica un nuovo video in cui spiega tutte le novità relative a bonus e sussidi. In questo video in particolare si parla proprio di Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico:

Reddito di Cittadinanza: ecco i pagamenti!

Partiamo dal principio ed andiamo in ordine, in modo da non mischiare la natura di due misure distinte che, per qualche mese, andranno di pari passo in termini di giorni di pagamento.

Innanzitutto, il Reddito di Cittadinanza è un sussidio che si basa sulla Dichiarazione Isee, grazie alla quale si calcola l'esatto importo che spetta e fa riferimento all'intero nucleo familiare.

Esso viene pagato da INPS alla fine del mese, precisamente tra il 27 ed il 31 (o 30, se il mese è corto come settembre). Non tutti i percettori vengono pagati nel medesimo momento, naturalmente, ma nella maggior parte dei casi gli accrediti avvengono proprio nel 27 stesso.

Ci sono soggetti che però lo ricevono in anticipo, precisamente al 15 del mese: si tratta di chi deve ricevere la prima mensilità in assoluto, la prima dopo il rinnovo allo scadere dei diciotto mesi o la prima dopo aver presentato la nuova Dichiarazione Isee aggiornata all'anno in corso.

Nel mese di settembre 2021, però, i pagamenti che dovrebbero arrivare al 15 pare che possano essere anticipati: alcuni soggetti hanno ricevuto già al 10 i pagamenti del RdC straordinario, frutto di un anticipo che l'INPS ha deciso di giocarsi probabilmente proprio perché ci sono da erogare anche gli importi relativi all'Assegno Unico.

In sostanza, quindi, le date del Reddito di Cittadinanza sono certamente confermate, con la possibilità che chi rientra nei pagamenti al 15 li riceva addirittura in anticipo.

Successivamente vedremo il perché di tale situazione e, soprattutto, vedremo che è strettamente correlata proprio ai pagamenti dell'Assegno Unico che, va detto, hanno creato non pochi problemi all'INPS, tanto che sono in arrivo solo adesso pagamenti relativi a luglio, ormai due mesi fa.

Assegno Unico temporaneo: di cosa si tratta?

Eccoci ora all'Assegno temporaneo per i figli minori: partiamo dal capire cos'è e come funziona.

Si tratta di una misura approvata a giugno e diventata effettiva a luglio e per cui bisogna fare domanda regolarmente in via telematica sul portale INPS nella sezione dedicata.

Come qualsiasi altro bonus, insomma. Esso è pensato per le famiglie che non ricevono gli Assegni per il Nucleo Familiare e che hanno figli a carico.

Come tutte le misure di questo genere, si basa anch'essa sulla Dichiarazione Isee, dove ad Isee più elevato corrisponde importo più basso e viceversa.

In realtà, però, questa è solo la misura temporanea, che ufficialmente si chiama infatti "Assegno temporaneo per i figli minori" e che durerà solo fino al 31 dicembre 2021. Essa è stata approvata in questa via temporanea al posto di quello che sarà il definitivo Assegno Unico per garantire una certa gradualità e per far sì che, di conseguenza, anche INPS erogasse i pagamenti senza ritardi o rallentamenti.

Rallentamenti che nei fatti ci sono stati, purtroppo.

Infatti, INPS ha impiegato parecchio tempo per analizzare le domande ma anche per considerare la posizione di chi è già percettore di RdC, come vedremo in seguito.

Insomma, come spesso accade INPS non è stata impeccabile ed i tempi si sono allungati, con molte famiglie italiane che hanno dovuto pazientemente attendere ma che forse finalemente intravedono la luce in fondo al tunnel, anche perchè in queste tempistiche ci si gioca la credibilità di quello che sarà il definitivo Assegno Unico a partire dal gennaio 2022.

Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico: ecco l'unione tra le due misure

Eccoci ora all'unione tra le due misure. L'Assegno Unico, innanzitutto, è stato concepito come compatibile con il Reddito di Cittadinanza, motivo per cui ci si aspettava che fosse possibile riceverli entrambi.

Non ci si aspettava però che fosse direttamente INPS a prendere in carico automaticamente l'onere di analizzare tutti i nuclei familiari ed il rispettivo Isee. L'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha preferito procedere in questo modo, essendo già in possesso di tutte le informazioni utili per valutare la sussistenza dei requisiti per la nuova misura.

Purtroppo, come anticipato in precendenza, ciò è avvenuto con tempistiche più lunghe rispetto alle attese e dunque i percettori di RdC hanno dovuto aspettare fino ad adesso per sapere se ci fosse una effettiva compatibilità o se mancasse qualche requisito.

Inoltre, l'importo per chi riceve già il Reddito di Cittadinanza è diverso rispetto a chi riceve l'Assegno Unico ordinario.

Come vedremo in seguito, anche la valutazione degli importi spettanti non è così semplice e merita un approfondimento che permetta di evitare qualsiasi tipo di sorpresa.

Ricordiamo quindi che chi percepisce Reddito di Cittadinanza NON deve fare domanda per l'Assegno Unico.

Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico: c'è la data!

La data di erogazione del Reddito di Cittadinanza abbiamo già potuto vederla in precedenza, ma ecco che ci sono informazioni anche sull'integrazione dovuta grazie alla nuova misura, l'Assegno Unico appunto.

La data designata è proprio il 15 settembre, cioè tra pochissimo.

Non c'è stata però grande chiarezza sui soggetti che riceveranno l'integrazione in questa data: tutti? Oppure solo coloro che dovevano ricevere la prima rata straordinaria (che è stata anticipata al 10)?

Non si sa, ma l'invito è quello di tenere controllata la propria area personale sul sito INPS in modo da vedere il prima possibile le disposizioni di pagamento e scoprire così se eventualmente sia in arrivo l'importo dovuto oppure no.

Ricordiamo a tutti i lettori che INPS si prende sempre qualche giorno per erogare i pagamenti, non li fa mai tutti insieme. Quindi se al 15 settembre non doveste ricevere l'integrazione non c'è da preoccuparsi, sicuramente arriveranno informazioni più precise e ci sarà modo di capire la situazione.

Infine, prima di parlare dell'importo di ogni singola mensilità, ricordiamo che i mesi in arretrato di Assegno Unico sono ben due: quindi, oltre a settembre, l'integrazione conterrà anche agosto e luglio.

Insomma, un RdC particolarmente "gonfio" nel mese di settembre che non può che far bene alle tasche dei beneficiari di entrambe le misure.

Assegno Unico: come si calcola l'integrazione?

Per quanto riguarda il calcolo dell'integrazione, conviene fare un piccolo approfondimento per rendere chiaro a tutti come funziona.

Innanzitutto, come già anticipato, ci si basa sulla Dichiarazione Isee e si perviene ad una cifra relativa ad ogni singolo figlio a carico. Dopodiché, si sottrae una cifra pari a 100 euro e si ottiene quella che sarà l'integrazione al RdC per ogni figlio a carico.

C'è però una differenza in caso di uno o due figli a carico rispetto all'eventualità di più di due figli a carico. Per rendere più semplice questo meccanismo apparentemente complicato, suggeriamo di guardare questa tabella e di considerare il seguente esempio:

In caso di due figli a carico e Dichiarazione Isee inferiore a 7.000 euro, cioè la fascia più bassa, l'Assegno Unico sarebbe di 167,50 euro per figlio, per un totale di 335 euro. In caso invece di integrazione al RdC, si sottra 100 dalla quota di ogni figlio e viene un totale di 135 euro da aggiungere al Reddito di Cittadinanza ordinario.

Naturalmente, essendoci anche agosto e luglio in arretrato, il totale di quanto dovuto dall'INPS va triplicato e nell'esempio in questione arriverebbe a 405 euro (135 moltiplicato per tre).

Assegno Unico e prospettive future

Come già detto, l'Assegno Unico in questa forma durerà fino al 31 dicembre 2021 e per chi vuole ottenerlo nella forma ordinaria (chi non percepisce RdC insomma) conviene richiederlo entro il 30 settembre.

Chi infatti rispetta questa scadenza riceverà anche gli arretrati, relativi a luglio ed agosto. Chi invece farà richiesta dal 1° ottobre in poi otterrà solamente quanto gli spetta dal mese in cui fa domanda in poi, senza possibilità di recuperare gli arretrati.

Vedremo naturalmente quale sarà il destino di questa misura e se anche nella sua forma definitiva approvata da Draghi ed il suo Governo verrà erogata in integrazione al Reddito di Cittadinanza o sarà invece incompatibile.