Recentemente una nuova circolare dell’INPS ha comunicato i dettagli sulla nuova aggiunta al reddito di cittadinanza per i lavoratori autonomi. Il reddito di cittadinanza è la misura erogata dall’INPS a favore di chi si trova in una situazione di difficoltà economica, e senza lavoro.

Tuttavia secondo la recente comunicazione, sono previste nuove erogazioni del reddito di cittadinanza per i cittadini che scelgono di avviare una attività autonoma, come spiega la circolare numero 175 del 22 novembre 2021 dell’ente previdenziale INPS:

“Beneficio addizionale del Reddito di cittadinanza per l’autoimprenditorialità di cui all’articolo 8, comma 4, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26. Istruzioni contabili. Variazioni al piano dei conti.”

Si tratta di una possibilità in più di sostegno per chi decide di avviare una propria attività, come lavoratore autonomo, oppure un’impresa individuale, oppure ancora con partecipazione in una società. Il reddito di cittadinanza per questi cittadini può arrivare anche fino a 4.680 euro.

Era da diverso tempo che si attendeva la misura, diretta a chi percepisce il reddito di cittadinanza e intende avviare un lavoro di tipo autonomo. Vediamo quali sono le caratteristiche della nuova erogazione a favore dei lavoratori autonomi del reddito di cittadinanza, a chi è rivolto e come è possibile chiedere l’accesso alla misura.

Reddito di cittadinanza: bonus autonomi

Il reddito di cittadinanza negli ultimi anni ha sostenuto moltissime famiglie in difficoltà economica, specialmente con l’arrivo dell’emergenza sanitaria. E continuerà a sostenere i cittadini che ne hanno bisogno anche per il prossimo anno. 

Con l’arrivo del 2022 ci saranno importanti novità a modificare in parte la misura: da un lato vengono rafforzati i controlli sugli accessi alla misura stessa, dall’altro lato verranno garantite nuove politiche attive per l’inserimento lavorativo dei cittadini che percepiscono questa forma di sostegno.

Tuttavia la novità comunicata con la circolare 175 del 22 novembre riguarda i cittadini beneficiari del reddito di cittadinanza che intendono avviare un lavoro di tipo autonomo. Si tratta di una possibilità garantita entro i primi 12 mesi di fruizione dell’RdC. La misura quindi è rivolta a chi in prima persona percepisce il reddito di cittadinanza e decide di avviare un’attività autonoma, ma non solo.

Risulta anche possibile accedere all’aggiunta di una certa somma al reddito di cittadinanza se il soggetto che intende svolgere un lavoro di tipo autonomo non è il diretto percettore dell’RdC, ma se lo è un componente che fa parte dello stesso nucleo famigliare.

Il bonus dedicato in questo caso a chi decide di lavorare in autonomia non preclude l’accesso al reddito di cittadinanza, ma consiste in una cifra aggiuntiva, che può arrivare al massimo a 4.680 euro. Il beneficio aggiuntivo viene erogato solamente se il cittadino si appresta ad avviare una professione autonoma, o di impresa, oppure in società, entro 12 mesi dall’inizio della percezione del reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza e lavoratori autonomi: come funziona

Il presupposto per cui viene garantita un’aggiunta economica alle mensilità è quello che il soggetto, o un parente stretto convivente con il soggetto, recepisca il reddito di cittadinanza da non più di 12 mesi, e che intenda avviare un’attività autonoma.

Rispettati questi requisiti, possono accedervi tutti i cittadini che si trovano a recepire RdC e che si apprestano ad una di queste condizioni lavorative:

  • Inizio di un’attività autonoma professionale, anche con iscrizione a casse autonome;

  • Iniziano un’attività di impresa, che può essere commerciale, artigiana o agricola;

  • Provvedono a sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa con prestazione di attività lavorativa;

  • Decidono di costituire una società con un unico socio;

  • Decidono di costituire o entrare in una società di persone o società di capitali.

In tutti i casi è indispensabile che il soggetto sia iscritto alle gestioni previdenziali obbligatorie, in base alle normative delle gestioni di riferimento.

Reddito di cittadinanza: le cifre per gli autonomi

Per chi inizia un’attività di tipo autonomo come quelle viste sopra, è possibile accedere ad un’erogazione aggiuntiva al reddito di cittadinanza sulla base di alcune cifre specifiche, che vengono spiegate da Fiscoetasse.com:

“L'importo del beneficio addizionale e' pari a sei mensilita' del Rdc, nei limiti di 780 euro mensili. L'importo spettante e' calcolato , con le consuete modalità, con riferimento al mese in cui e' avviata l'attivita'.  L'importo massimo è quindi pari a 4680 euro.”

L’erogazione aggiuntiva, che si può definire come un bonus che incentiva l’autoimprenditorialità, viene garantita sulla base di sei mensilità, e la cifra massima è di 780 euro al mese. Si tratta di un supporto ulteriore a chi inizia a lavorare in autonomia partendo da una situazione svantaggiata, e percepisce il reddito di cittadinanza.

Va ricordato tuttavia che le cifre vengono decurtate dall’importo eventualmente già erogato a favore del cittadino che percepisce l’RdC, quindi bisogna fare caso alla situazione specifica del soggetto, da quanti mesi si trova a percepire la misura di sostegno al reddito e quali sono le soglie specifiche.

Tuttavia non tutti i soggetti che intendono avviare attività autonoma potranno beneficiare di questo particolare bonus in termini economici, perché la circolare INPS chiarisce anche quali sono le situazioni in cui la possibilità di accesso decade, oppure l’erogazione non viene programmata.

Questo beneficio può essere usufruito per un’unica volta, quindi non è possibile riceverlo se nello stesso nucleo familiare è stata già erogata la somma spettante. Inoltre, viene negata la possibilità di questa somma aggiuntiva a chi ha cessato un’attività nei 12 mesi precedenti, oppure non è possibile ricevere l’aiuto nei casi in cui non venga effettivamente recepito il reddito di cittadinanza.

Come chiedere il reddito di cittadinanza autonomi

La circolare INPS fornisce anche alcune indicazioni su come chiedere il reddito di cittadinanza aggiuntivo in caso di apertura di un’attività autonoma. Si dovrà procedere comunicando l’inizio delle attività tramite il modello “RdC-Com Esteso” con un limite temporale di 30 giorni dall’apertura dell’attività. 

Per le attività avviate con RdC ancora in corso di ricezione, si utilizza il modello “Com Esteso”, sempre disponibile in modalità telematica, come accade anche per altri servizi forniti dall’ente previdenziale. Non è possibile ricevere il sostegno aggiuntivo se non si procede con la comunicazione dell’avvio dell’attività autonoma, in quanto non si tratta di un’erogazione automatica.

Nella pratica, per presentare la domanda di accesso a questa particolare forma di sostegno ci si può rivolgere all’ente previdenziale telematicamente, oppure procedere con l’aiuto di un istituto di patronato, oppure ad un centro di assistenza fiscale.

Il pagamento dell’importo aggiuntivo avverrà entro il secondo mese dal momento della presentazione della domanda di accesso, e in ogni caso l’ente previdenziale effettuerà dei controlli sulle richieste prima di accettare la domanda e procedere con l’erogazione.

Controlli che tuttavia verranno effettuati anche su tutti i richiedenti l’accesso al reddito di cittadinanza, con le nuove direttive della Legge di Bilancio 2022. Il sostegno ai cittadini viene garantito con le nuove misure, tuttavia a partire dal 2022 sarà più complesso accedere all’erogazione, e bisognerà dimostrare tutta una serie di requisiti iniziali. 

Reddito di cittadinanza: chi ne ha diritto?

Ricapitoliamo quali sono i criteri con cui è possibile accedere al reddito di cittadinanza. Si tratta di una misura dedicata a chi è in difficoltà economica, ed è possibile accedervi per un periodo di tempo piuttosto lungo, fino a 18 mesi. Va anche ricordato però, che con le nuove misure introdotte dalla Legge di Bilancio, saranno più stretti i controlli effettuati su questo particolare tipo di sostegno, controlli mirati a evitare che si ripetano situazioni di accesso illecito alla misura da parte di persone che in realtà percepiscono altri redditi.

Per poter ricevere il reddito di cittadinanza, è necessario essere cittadini italiani da almeno 10 anni, essere maggiorenni, e trovarsi nella condizione di disoccupazione, con attestazione ISEE inferiore a 9.360 euro annui. Per individuare chi può accedere al reddito, si fa affidamento anche alla proprietà immobiliare: il patrimonio immobiliare deve essere inferiore a 30.000 euro.

Ci sono particolari soglie anche per quanto riguarda il patrimonio mobiliare, e il reddito complessivo percepito dall'intero nucleo famigliare. Ma queste non sono le uniche caratteristiche si cui tenere presente quando ci si appresta a richiedere l'accesso all'RdC. Risulta altrettanto importante non essere in possesso di nuovi veicoli, o di navi e imbarcazioni.

Non tutti sanno che non è possibile richiedere l'accesso al reddito di cittadinanza se sono state presentate dimissioni di tipo volontario, entro i 12 mesi precedenti alla domanda del reddito di cittadinanza. Risulta quindi importante che la situazione di disoccupazione sia causata da una perdita di lavoro di tipo involontario.

Con l'arrivo del 2022 arriveranno anche importanti misure aggiuntive per le famiglie, come ad esempio l'assegno unico universale. Per l'RdC si prospettano limiti più stringenti per l'accesso, e nuove politiche per l'inserimento lavorativo. Tuttavia per chi potrà ricevere l'assegno unico per i figli a cairico, non sarà preclusa la possibilità di accesso al reddito di cittadinanza. Si tratta di due misure che possono andare in parallelo, anche perché l'assegno unico è rivolto a tutti i cittadini con figli di età inferiore a 21 anni, anche disoccupati.

Infine, per chi percepisce l'RdC, le agenzie per il lavoro garantiranno nuove proposte lavorative, che dovranno essere tempestivamente accettate. Al secondo rifiuto può essere sospesa l'erogazione dell'RdC.