Il reddito di cittadinanza è cumulabile con il cosiddetto bonus Draghi? Sì, è possibile riceverlo. E non comporta l'abbassamento del sussidio mensile. Sono molte le voci che possono determinare l'abbassamento dell'importo che viene erogato mensilmente sulla carta RdC, e sicuramente il bonus Draghi non rientra tra questi. In altra sede abbiamo definito in questo modo (clicca su questo link per leggere l'articolo) l'eventuale rimborso che potrebbe spettare al contribuente a seguito della presentazione della dichiarazione dei redditi. Ricordiamo che presentare il Modello 730, in alcuni casi, è obbligario, indipendentemente dal fatto che si stia ricevendo il sussidio. Questo obbligo potrebbe comportare il rimborso delle tasse pagate in eccesso.

La domanda che molti nostri lettori si stanno ponendo è la seguente: l'eventuale rimborso - o bonus Draghi come piace chiamarlo a noi - comporta l'abbassamento del reddito di cittadinanza? I beneficiari del sussidio non sono nuovi ad improvvise variazioni dell'importo che ricevono mensilmente: i soldi possono aumentare o diminuire nel caso in cui il reddito familiare sia cambiato nel tempo. L'Inps, pochi giorni prima di effettuare la ricarica, provvede a verificare la situazione reddituale della famiglia e si accerta se sussistano dei validi motivi per una riduzione od un aumento dell'importo da erogare.

Reddito di cittadinanza, l'importo non si abbassa!

Quando non si naviga nell'oro ci si aggrappa anche ai centesimi. Non è un vecchio adagio, ma una cruda realtà. Per dare un po' di sollievo ai nostri lettori rispondiamo immediatamente che l'eventuale rimborso dal 730/2021 o bonus Draghi, che dir si voglia, non comporta l'abbassamento del reddito di cittadinanza. E qui forse è necessario entrare un po' più nel dettaglio delle spiegazioni: nel momento in cui si parla del rimborso Irpef ci si riferisce ad una porzione di tasse pagate in sovrappiù dai contribuenti. L'Erario, per questo motivo, dopo la presentazione del Modello 730 provvede a restituire le somme versate in eccesso.

La buona notizia, però, è che questa sorta di bonus Draghi, che dovrebbe arrivare in questo periodo, non fa reddito. Ma soprattutto non è tassato: d'altra parte stiamo parlando di un rimborso che l'Agenzia delle Entrate ci sta facendo. Lo scorso anno abbiamo pagato più di quanto fosse necessario e ci viene rimborsato l'eccesso dei nostri pagamenti. Questo significa, molto semplicemente, che quanto ci arriverà con il rimborso del 730 sarà completamente esentasse e non andrà ad abbassare l'importo che viene versato mensilmente per il reddito di cittadinanza.

Gli importi che le famiglie riceveranno come rimborso Irpef non andranno a modificare il loro reddito. Questo, in estrema sintesi, è il motivo per il quale non sarà necessario procedere a ricalcolare l'ammontare del beneficio. Ma soprattutto la famiglia non è tenuta a dare alcuna comunicazione all'Inps rispetto a quanto ha ricevuto. E' importante, inoltre, sottolineare una cosa: quanto abbiamo spiegato vale sia se il rimborso Irpef che arriva attraverso un sostituto d'imposta (un datore di lavoro), sia per quanti dovessero ricevere le cifre direttamente dall'Agenzia delle Entrate.

Reddito di cittadinanza: dichiarazione dei redditi non necessaria!

Ma i beneficiari del reddito di cittadinanza sono tenuti ad effettuare la dichiarazione dei redditi? Dipende. Nel caso in cui stiano percependo unicamente il sussidio, non sono tenuti a farla, in quanto il sostegno economico che ricevono è esente dalla tassazione Irpef.

Esentati da questo obbligo lo sono anche quanti stiano lavorando e stiano percependo il reddito di cittadinanza (che in questo caso viene erogato come integrazione del reddito da lavoro). Allo stato attuale non vige alcun obbligo, è consigliabile presentare la dichirazione dei redditi nel caso in cui ci sia la possibilità di beneficiare di alcune detrazioni che sono normalmente riconosciute e quindi si ha la prospettiva di ottenere un rimborso Irpef.

Tutti gli errori da non commettere!

Uno degli errori più comuni, che si commettono nel momento in cui si presenta la domanda per una terza persona per il reddito di cittadinanza, è credere che, per calcolare l'importo che spetta mensilmente, l'Inps prenda in considerazione unicamente la situazione reddituale, così come viene messa in evidenza dall'Isee. La normativa a riguardo è molto chiara: la persona che sta procedendo a presentare la domanda per ottenere il reddito di cittadinanza dovrà comunicare - o immediatamente o in un momento successivo - anche i redditi da lavoro che non sono stati indicati nell'Isee

Su questo punto il decreto 4/2019 precisa chiaramente che il reddito familiare è determinato: 

ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 159/2013 (normativa Isee, ndr) al netto però dei trattamenti assistenziali eventualmente inclusi nell’Isee e inclusivo del valore annuo dei trattamenti assistenziali in corso di godimento da parte dei componenti del nucleo familiare.

Questo significa che tutti i redditi che non siano inseriti all'interno dell'Isee e che siano riferiti al periodo successico a quello del riconoscimento del reddito di cittadinanza debbano essere comunicati. Sarà necessario indicare se si ottiene un maggior reddito od uno minore, in modo che il sussidio ricevuto mensilmente venga correttamente modulato.