Reddito di cittadinanza arriva il bonus 4 mila euro: per chi

Il decreto attuativo del Mef ha chiarito il funzionamento del bonus 4 mila euro associato al Reddito di cittadinanza: a chi spetta, come si richiede e come si calcolano gli importi. Coloro che avviano un'attività di lavoro autonomo o Partita Iva possono richiedere questa integrazione al sussidio economico. Qui le informazioni utili.

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Il Reddito di cittadinanza sta per cambiare per coloro che decideranno di aprire una Partita Iva o di avviare un’attività lavorativa in proprio o autonoma. Infatti, come previsto dal decreto legge n.4 del 28 gennaio 2019, è in arrivo un bonus di oltre 4 mila euro (per la precisione si tratta di 4.680 euro) in favore dei percettori del Reddito di cittadinanza che avvieranno un’attività "di lavoro autonomo, di impresa individuale o di società cooperativa" entro "i primi dodici mesi di fruizione del Reddito di cittadinanza (Rdc)".

La novità ha trovato piena attuazione grazie al decreto del Ministero per le Politiche sociali che reca “Modalità di richiesta e di erogazione ai beneficiari del reddito di cittadinanza del beneficio addizionale”. Il provvedimento – pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 maggio 2021 – ha definito gli importi e i beneficiari di questo bonus associato al Reddito di cittadinanza.

Andiamo a vedere come cambia il Reddito di cittadinanza e a chi spetta il bonus 4 mila euro: basta solo avere la Partita Iva? Non è proprio così… Come fare richiesta e come calcolare gli importi del bonus RdC.

Reddito di cittadinanza, spunta il bonus Partite Iva

I percettori del Reddito di cittadinanza che soddisfano alcuni requisiti possono richiedere il bonus Partita Iva pari a oltre 4 mila euro. Questo bonus viene erogato soltanto in seguito all’apertura di un’attività in proprio o autonoma. Questo bonus, infatti, è disciplinato dall’articolo 8 (titolato “Incentivi per l’impresa e per il lavoratore”) del decreto numero 4 del 2019.

Per poter beneficiare di un importo aggiuntivo di 4.680 euro (in aggiunta all’importo del reddito di cittadinanza), occorre avviare una delle seguenti attività:

  • attività da lavoro autonomo;
  • impresa individuale;
  • società cooperativa.

Uno dei requisiti fondamentali per poter ottenere il bonus, però, è legata all’arco temporale di apertura dell’attività. Vediamo nel dettaglio cosa occorre fare per ottenere il bonus sul Reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza, bonus 4 mila euro: a chi spetta

Per poter ottenere il bonus è necessario soddisfare alcune condizioni:

  • essere uno dei componenti del nucleo familiare che beneficia del reddito di cittadinanza in corso di erogazione;
  • aver avviato, nei primi 12 mesi di fruizione del Reddito di cittadinanza, un’attività autonoma tra quelle elencate nel paragrafo precedente (lavoro autonomo, impresa individuale, società cooperativa); oppure aver sottoscritto “una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico abbia ad oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio”;
  • non aver cessato attività simili nei 12 mesi precedenti la richiesta del beneficio, o non aver sottoscritto nello stesso periodo una quota in cooperativa.

Casi di incompatibilità

Il bonus sul Reddito di cittadinanza per le Partite Iva non può essere richiesto nel caso in cui anche un altro componente del nucleo familiare ne abbia già fruito in precedenza. 

Inoltre, ricordiamo che il bonus per l’avvio di attività autonoma non è compatibile con il bonus, già attivo, delle due mensilità aggiuntive per coloro che si mettono in proprio. In tal caso, in presenza di una situazione simile, il “nuovo bonus” andrebbe svuotato della somma che è già stata percepita dal precedente incentivo.

Bonus lavoro autonomo reddito di cittadinanza: gli importi

Arriviamo, quindi, alla definizione degli importi di questo bonus Partita Iva o attività autonoma legato al Reddito di cittadinanza. Stando al testo del decreto legge n.4 del 28 gennaio 2019, questo bonus è riconosciuto in misura addizionale al Reddito di cittadinanza e viene erogato un’unica soluzione.

Il bonus per l’apertura di attività autonoma è pari a sei mensilità del Reddito di cittadinanza, nei limiti di 780 euro al mese. In altre parole, è concesso l’ottenimento di un bonus pari al massimo a 4.680 euro.

L’importo, chiaramente, varia al variare dei sussidi spettanti al nucleo familiare: per esempio, una famiglia che percepisce un Reddito di cittadinanza di 500 euro, potrà ottenere 3.000 euro. Per effettuare il calcolo è sufficiente moltiplicare per sei l'importo spettante a titolo di Reddito di cittadinanza (nel nostro esempio sono 500 euro) nel mese in cui è avviata l'attività oggetto di incentivazione. 

Bonus 4 mila euro RdC: modalità di richiesta ed erogazione

Il decreto attuativo del bonus 4 mila euro aggiuntivo al Reddito di cittadinanza reca disposizioni anche sulle modalità di richiesta e sulle successive erogazioni. In particolare, è possibile richiedere il beneficio previa comunicazione di alcune informazioni all’INPS.

Andranno specificati la variazione della condizione lavorativa e reddituale della famiglia attraverso la compilazione dell’apposito modello COM Esteso (che potete scaricare da qui) entro il limite massimo di 30 giorni. 

Il bonus per l’attività autonoma viene erogato dall’INPS in un’unica soluzione, entro il secondo mese successivo a quello in cui è stata effettuata la domanda, con accredito secondo le seguenti modalità:

  • sul conto corrente (previa presentazione del codice IBAN) indicato in sede di presentazione della domanda, 
  • oppure tramite bonifico domiciliato, nel rispetto della soglia massima prevista dalla legge per il pagamento in contanti.

Bonus 4 mila euro RdC: i casi di revoca

Esiste anche la possibilità di revoca del bonus sul Reddito di cittadinanza che diviene operativa nei seguenti casi:

  • qualora l’attività lavorativa autonoma, l’impresa individuale o la società cooperativa cessi la sua esistenza prima dei dodici mesi dall’avvio della stessa, o nel caso in cui il beneficiario decida di cedere la propria quota a terzi entro i dodici mesi dalla sottoscrizione della quota stessa;
  • qualora il Reddito di cittadinanza, in corso di erogazione, sia oggetto di revoca ai sensi del decreto attuativo;
  • nel caso in cui il beneficiario cada in almeno una delle ipotesi di decadenza dal Reddito di cittadinanza previste dall’art. 7 del decreto-legge n. 4 del 2019, oppure sia destinatario di un provvedimento dell’autorità giudiziaria emanato ai sensi del successivo art. 7-ter.

Reddito di cittadinanza: cos’è e come funziona

Il Reddito di cittadinanza è una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all'esclusione sociale che i cittadini possono richiedere a partire dal 6 marzo 2019. 

Voluto dal Movimento 5 stelle, questo sostegno economico va a beneficio delle famiglie maggiormente in difficoltà e associa al sussidio economico un percorso di reinserimento nel mondo del lavoro.

Il beneficio ha un importo variabile al variare del reddito familiare e si compone di due parti:

  • la prima integra il reddito familiare fino alla soglia di 6.000 euro moltiplicati per la scala di equivalenza;
  • la seconda, destinata solo a chi è in affitto, incrementa il beneficio di un ammontare annuo pari al canone di locazione fino ad un massimo di 3.360 euro.

È prevista anche una integrazione per famiglie proprietarie della casa di abitazione, qualora sia stato acceso un mutuo per il pagamento della stessa. In questo caso, l’integrazione (pari al massimo alla rata del mutuo) non può superare i 1.800 euro.

La scala di equivalenza – come si evince dal Portale del Reddito di Cittadinanza – è pari a 1 per il primo componente del nucleo familiare e viene incrementata:

  • di 0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di anni 18;
  • di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1, elevato a 2,2 in presenza di componenti in condizione di disabilità grave o non autosufficienza.

Reddito di cittadinanza: a chi spetta e requisiti

Per richiedere il Reddito di cittadinanza è necessario soddisfare alcuni requisiti – in ottemperanza al decreto attuativo n.26 del 28 marzo 2019:

  • essere cittadino italiano o europeo (oppure possedere un permesso di soggiorno di lungo periodo e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa);
  • possedere un ISEE inferiore a 9.360 euro all’anno;
  • possedere un patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 euro;
  • disporre di un patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro.

Ulteriori requisiti prevedono che nessun componente del nucleo familiare possieda:

  • autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta, o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc oppure motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 2 anni antecedenti (sono esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità);
  • navi e imbarcazioni da diporto (art. 3, c.1, D.lgs. 171/2005).

Il Reddito di cittadinanza è compatibile con la Naspi, DIS-COLL (indennità di disoccupazione) e di altri strumenti di sostegno al reddito per la disoccupazione involontaria. Per tutte le informazioni è utile consultare il Portale del Reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza: come si richiede

Per richiedere il Reddito di cittadinanza occorre essere in possesso delle credenziali SPID, oltre ad avere a disposizione un modello ISEE familiare aggiornato. La domanda si può effettuare in qualsiasi momento sfruttando uno dei seguenti canali:

  • in via telematica sul portale dedicato;
  • presso qualsiasi ufficio CAF sul territorio;
  • oppure tramite gli uffici postali.

Dopo la presentazione della domanda, spetta all’INPS la verifica dei requisiti e la successiva spedizione della Carta del Reddito di cittadinanza, che si può ritirare direttamente presso l’ufficio postale più vicino alla propria abitazione.

In funzione dei requisiti presentati, ogni beneficiario del reddito verrà contattato dai centri per l’impiego per sottoscrivere un Patto per il Lavoro, oppure dai Comuni per sottoscrivere un Patto per l’inclusione sociale.

Le erogazioni del sussidio economico decorrono dal mese successivo alla richiesta: è possibile beneficiare del Reddito di cittadinanza per un periodo continuativo massimo di 18 mesi. Previa sospensione di una mensilità, è possibili richiedere il rinnovo.