Reddito di cittadinanza: l'Inps ha intensificato i controlli per scoprire i furbetti che ne usufruiscono senza averne diritto. Grazie anche al consenso del garante della privacy, che ora permetterà i controlli incrociati dei dati da parte di diversi enti pubblici e forze dell'ordine. Ora quindi sarà più facile colpire con sanzioni e revoche quelli che hanno dichiarato il falso nella domanda di reddito di cittadinanza.

Ma non solo: i nuovi controlli a raffica si ripercuoteranno anche sui beneficiari che in buona fede per dimenticanza o per altri motivi hanno omesso alcune informazioni o non hanno presentato documenti obbligatori che riguardano le variazioni relative ai dati sul reddito, residenza, famiglia e lavoro

Se è vero che negli scorsi mesi c'è stato un boom di nuove richieste e di potenziali nuovi beneficiari anche a causa della crisi economica che ha colpito le famiglie, contemporaneamente sono stati revocati altrettanti sussidi, e per molti la perdita del beneficio ha comportato anche pesantissime sanzioni come la restituzione delle mensilità non spettanti, e in qualche caso anche una vera e propria denuncia penale punita anche con la detenzione in carcere

Reddito di cittadinanza: i nuovi controlli 

Dopo il via libera da parte del garante privacy per effettuare i controlli ed intensificare le ricerche su banche dati da parte di diversi organi, i controlli sono scattati per molti ed hanno già provocato una serie di denunce, revoche e perdita del sussidio che è costata cara a molte famiglie anche per quelle colpevoli semplicemente di non aver aggiornato le informazioni per i requisiti previsti

Come si sa “la legge non ammette ignoranza” e quindi tutti coloro che beneficiano del reddito di cittadinanza devono obbligatoriamente aggiornarsi ed informarsi su quali siano gli obblighi previsti, per il mantenimento dei requisiti utili a continuare a ricevere gli accrediti della ricarica mensile.

I nuovi controlli verranno effettuati in collaborazione con i comuni di residenza, con le regioni, con gli uffici dei centri per l'impiego, e con gli organi ministeriali della giustizia e la guardia di finanza. In particolare riguarderanno verifiche incrociate su banche dati comuni allo stesso codice fiscale del richiedente e dei componenti del nucleo familiare.  In questo modo sarà più semplice individuare informazioni false o omissioni. 

Reddito di cittadinanza: su quali dati verranno effettuate le verifiche

Le verifiche per il mantenimento o l'approvazione della domanda di reddito di cittadinanza verranno effettuate tramite diversi enti presso i quali verrà consultata la banca dati al fine di confermare le informazioni dichiarate dal richiedente o dal beneficiario. In particolare da parte di Agenzia delle entrate verranno comunicati tutti i dati relativi al patrimonio immobiliare, con conferme dei dati catastali per accertarsi del numero di immobili autodichiarati da tutti i componenti della famiglia e della relativa rendita. 

Per quanto riguarda l'accertamento sui veicoli in possesso, si effettueranno controlli presso il PRA pubblico registro automobilistico, e Aci in ricerca di tutte le informazioni relative ad automobili e motocicli intestati, con relativa comunicazione sulla targa, la cilindrata e l'anno di immatricolazione.

Verranno inoltre intensificati i controlli che riguardano i dati del nucleo familiare e della residenza, controllando presso gli uffici anagrafe dei comuni, insieme al registro relativo ad eventuali componenti che si trovino in stato di degenza presso istituti di cura e case di riposo.

Un'altra novità riguarda un problema che si è intensificato proprio nei mesi scorsi circa l'individuazione di componenti della famiglia beneficiaria di reddito di cittadinanza, che abbiano avuto nei dieci anni precedenti problemi con la giustizia. In particolar modo una nuova convenzione tra Inps e Ministero dovrà fare in modo di scovare principalmente coloro che abbiano avuto denunce proprio relative alla fruizione di sussidi pubblici non spettanti.

Quindi verranno verificate anche eventuali condanne penali e provvedimenti cautelari pregressi. Grazie a quest'ultimo tipo di controlli, che dovrebbe partire a breve con la collaborazione del Ministero della Giustizia si dovrebbe semplificare la scoperta di individui, già noti alle forze dell'ordine che continuano a percepire il reddito di cittadinanza dedicandosi contemporaneamente ad attività illecite, e che in molti casi risultano appartenere a vere e proprie organizzazioni criminali di stampo mafioso. Come l'esempio dei molti casi arrivati su tutte le pagine delle cronache nazionali proprio nei giorni scorsi. 

Altro controllo intensivo verrà portato avanti con l'Ispettorato del lavoro in collaborazione con i centri per l'impiego locali.

Si tratterà di incrementare gli accertamenti che riguardano la presenza di periodi di lavoro effettuato durante la fruizione del reddito di cittadinanza ma non dichiarato. In questo caso l'ispettorato comunicherà prontamente eventuali accordi tra i datori di lavoro e dipendenti che risultano beneficiari del reddito, in modo da far scattare da parte di Inps la ricerca in archivio della comunicazione obbligatoria del modello Rdc.com.

Mentre per chi dovesse avere un'attività lavorativa in nero, le verifiche continueranno ad essere condotte dalla guardia di finanza che potrà far scattare le indagini anche a seguito di denunce  e segnalazioni anonime

 

Controlli reddito di cittadinanza: ecco chi rischia di perderlo

Notizia degli ultimi giorni è che già sono quasi 50.000 i beneficiari del reddito di cittadinanza che hanno avuto la revoca del sussidio a causa di incongruenze ed irregolarità riscontrate nei requisiti che ne danno diritto.

A questi si aggiungeranno migliaia di famiglie che non hanno presentato in tempo il rinnovo dell'Isee entro lo scorso 31 gennaio. Per questi ultimi però si verificherà  solo uno stop con ritardi del pagamento, perchè se il reddito dovesse rientrare nei limiti previsti, al seguito del controllo da parte di Inps con Isee 2021 si riprenderà senza problemi all'erogazione della ricarica.

Problema invece diverso per chi per altri motivi, rischia di perdere del tutto il reddito con la conseguente revoca

I motivi possono essere vari, ma secondo le statistiche quello che si verifica con maggiore frequenza è la mancata presentazione della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.

In merito a questo occorre ricordare una importante novità per il 2021, per iscriversi e presentare online la DID  sul sito Anpal, pratica obbligatoria per tutti i percettori del sussidio reddito di cittadinanza ci si dovrà obbligatoriamente dotare delle credenziali Spid in fretta,  per accedere e compilare il moduli, perchè a partire dal 1 marzo non sarà più possibile accedere alla sezione MYanpal con i vecchi username e password.

L'altro motivo per il quale viene frequentemente sospeso il pagamento delle ricariche di reddito di cittadinanza è la mancata comunicazione di inizio attività lavorativa di uno o più componenti della famiglia. Bastano pochi giorni con un contratto di lavoro anche a tempo parziale e temporaneo o in forma autonoma non dichiarati a far scattare la sospensione dei pagamenti e l'eventuale revoca

Stessa regola anche per chi non si presenta ai colloqui con i centri per l'impiego e servizi sociali presso il comune, in seguito alla chiamata per una proposta di assegnazione di lavori socialmente utili da svolgere nell'area di residenza. 

Reddito di cittadinanza: i bonus che fanno aumentare l'Isee

Una cosa molto importante da ricordare, è che con il nuovo Isee potrebbero esserci delle difformità che riguardano la soglia di reddito e l'incompatibilità del Rdc con altri bonus e sostegni al reddito percepiti nel 2019.

Infatti nell'Isee vanno dichiarati i trattamenti assistenziali ricevuti esenti da irpef, anche quelli che non fanno reddito. Ma tra questi solo lo stesso reddito di cittadinanza o la vecchia carta REI vengono scalati ai fini di un ricalcolo del beneficio e quindi non considerati .

Come previsto dalla legge sul reddito cittadinanza n.26 del 2019 nella quale all'art. 4 è specificato che dal totale dei redditi indicati nella DSU :"E sottratto l'ammontare del Rdc percepito dal nucleo beneficiario eventualmente incluso nell'ISEE”

 Il che significa che il totale delle somme percepite a titolo di reddito di cittadinanza deve essere indicato nell'ISEE ma ai fini del rinnovo del reddito, viene sottratto dal totale.

Invece gli altri bonus e indennità ricevute a titolo familiare o personale nel 2019, come ad esempio la disoccupazione Naspi, o i bonus per le famiglie come il bonus bebè  potrebbero concorrere all'innalzamento della soglia della situazione patrimoniale e quindi creare conflitto con i requisiti previsti per richiedere o rinnovare il reddito di cittadinanza.

In tal caso, per controllare cosa cambia con il nuovo Isee se ci si accorge che è più alto del precedente,  si consiglia di verificare  quale sia la quota percepita a titolo di reddito di cittadinanza o REI e scalarlo dal totale del reddito.

In alternativa si può controllare sul simulatore presente all'interno del sito Inps e a disposizione per gli iscritti alla app mobile che permette di controllare con i dati presenti nell'archivio dell'Istituto di previdenza, se si rientra nei requisiti per beneficiare del reddito di cittadinanza e se positivi, anche ad una previsione ed anticipazione su quale potrebbe essere effettivamente l'importo spettante che verrà pagato mensilmente