Il Reddito di Cittadinanza cambia, ma come?

Questa domanda insegue le cronache da mesi ormai, perché il Reddito di Cittadinanza è sempre al centro dell'attenzione e la riforma che lo riguarda è molto chiacchierata, come praticamente tutto ciò che riguarda questo sussidio.

In effetti, da quando si è insediato Mario Draghi, si sono susseguite molte notizie e voci differenti: da ipotesi di cancellazione del sussidio ad ipotesi di riforma talmente sostanziosa che il sussidio avrebbe addirittura cambiato nome.

Voci, solo voci. Almeno fino a poco tempo fa, quando si è entrati nel periodo delle riforme.

Infatti, come anche gli osservatori sottolineano, il Governo deve ora entrare in un periodo di riforme davvero importante, tanto che potrebbero essere le azioni per cui questo Governo verrà ricordato, nel bene o nel male.

In sostanza, la credibilità del Governo si gioca proprio in questo periodo, perché fino ad ora la priorità è stata la pandemia, con tutte le sue conseguenze ed i problemi che ha comportato. Adesso che la situazione sembra più tranquilla (e si spera che duri), l'Esecutivo ha il tempo di affrontare le tematiche che ha rimandato fino ad ora.

Si parla di riforma del sistema pensionistico, ma anche di riforma del Reddito di Cittadinanza e dell'intero apparato burocratico, con l'obiettivo naturalmente di snellirlo e renderlo più veloce ed efficiente.

Aspetti importantissimi che non possono essere trascurati e che costringeranno le forze di maggioranza a trovare un punto d'incontro, impresa non semplice vista l'eterogeneità delle forze che sostengono l'ex Governatore della Banca Centrale Europea.

Una vera e propria impresa che forse comincia proprio con la riforma del Reddito di Cittadinanza: vediamo come funziona questo sussidio, cosa potrebbe succedere e cosa cambia per i percettori della misura.

Se fossi interessato o interessata ad approfondire questo genere di tematiche, suggeriamo di seguire un canale YouTube molto valido che pubblica ogni giorno nuovi video a riguardo: Redazione The Wam. I video sono semplici e chiari, vanno ad approfondire le tematiche più attuali e forniscono indicazioni concrete. In questo video, per esempio, si parla proprio di Reddito di Cittadinanza e della riforma che lo riguarda:

Reddito di Cittadinanza: perché la riforma?

Partiamo innanzitutto dal perchè di questa scelta di riformare il Reddito di Cittadinanza. 

I motivi sono molteplici, perché è praticamente da quando è nato questo sussidio, ormai due anni fa, che si parla di riformarlo per renderlo più efficace. L'obiettivo non è quello di offrire un aiuto ai soggetti che rispettano determinati requisiti, ma è quello di aiutare tali soggetti a rientrare nel mondo del lavoro.

Impresa purtroppo ardua in Italia, dove la mobilità nel mondo del lavoro è un problema da ben prima della pandemia e da ben prima che il Reddito di Cittadinanza nascesse. Il sistema, in ogni caso, prevede che ai titolari di RdC arrivino delle offerte di lavoro congrue.

Cosa che non accade e, quando accade, non viene "tracciata". In sostanza, se l'offerta viene poi rifiutata, nessuno lo sa e registra questa informazione.

In teoria, si arriva al punto in cui il Reddito di Cittadinanza non spetta più.

Questo sistema non funziona, non è efficace e fa perdere al sussidio tutta la sua ratio.

Ma c'è un'altra motivazione forse anche più importante: l'Europa richiede che il Reddito di Cittadinanza cambi.

Sì, l'obiettivo è proprio quello di intervenire su questa inefficacia del RdC, ma la questione è più urgente ancora perché l'Unione Europea è pronta a mandare i soldi "promessi" con il piano di aiuti a seguito della pandemia.

Denaro molto consistente che arriverà nelle casse dello stato nei prossimi mesi, dato che per ora sono arrivati "solo" i primi 25 miliardi. Ovviamente, ci sono anche delle condizioni per poter usufruire di questo denaro e tra queste sono richieste delle riforme strutturali e dei cambiamenti per rendere più efficaci alcune misure già esistenti... come appunto il Reddito di Cittadinanza.

Ragionevole, insomma, modificarlo proprio ora.

Reddito di Cittadinanza: cos'è e come funziona

Il Reddito di Cittadinanza è un sussidio promosso in prima battuta dal Movimento 5 Stelle ed approvato nel 2019, quando al Governo c'era Giuseppe Conte nella sua prima esperienza da premier. 

La misura è stata pensata per "combattere la povertà", cioè per aiutare quelle famiglie economicamente in difficoltà ed in particolare con il soggetto richiedente disoccupato. La misura ha avuto successo, nel senso che in molti l'hanno richiesta e ne beneficiano tutt'ora.

Il sussidio è potenzialmente infinito, nel senso che finché sussistono i requisiti lo si può ricevere. Il sussidio ha però durata pari a diciotto mesi, dopo i quali bisogna attendere un mese di stop e poi rifare domanda per ottenere diciotto nuove mensilità (e così via).

I difetti di questa misura sono già stati analizzati nel precedente paragrafo, ma critiche a parte è evidente che la sua funzione sia stata essenziale nei periodi di restrizioni a causa dei contagi da Covid-19. Durante il primo lockdown, ma anche nei mesi successivi, sono aumentati moltissimo i soggetti che hanno richiesto il sussidio e toglierlo o riformarlo in un periodo così difficile era impensabile.

Infatti, sia Giuseppe Conte che Mario Draghi hanno evitato il più possibile di fare riforme del genere nei periodi più delicati.

Dall'altro lato, però, è ormai evidente che una riforma serve e anche in fretta.

Reddito di Cittadinanza: requisiti

Prima di analizzare le possibili novità del Reddito di Cittadinanza, vediamo in breve i requisiti richiesti per accedere a questa misura ed i criteri con cui viene erogata.

I requisiti, come riportato nel portale dedicato al RdC, sono i seguenti:

  • un valore ISEE inferiore a 9.360 euro (in presenza di minorenni, si considera l’ISEE per prestazioni rivolte ai minorenni);
  • un valore del patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;
  • un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per il single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia (fino a 10.000 euro), alla presenza di più figli (1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo) o di componenti con disabilità (5.000 euro in più per ogni componente con disabilità e euro 7.500 per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza).
  • un valore del reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza.

Ricordiamo che chi è beneficiario di Reddito di Cittadinanza non può richiedere il Reddito di Emergenza.

Un aspetto importante riguarda la scala di equivalenza. Essa si calcola in maniera piuttosto semplice sulla base della composizione del nucleo familiare: si parte dal valore 1 (associato a colui che richiede il sussidio), aumentato di 0,4 per ogni soggetto maggiorenne che fa parte del nucleo familiare e ulteriore 0,2 per ogni soggetto minorenne a carico che fa parte del nucleo familiare.

In ogni caso, il massimo della scala di equivalenza è pari a due, ma può arrivare a 2,1 in caso di componente diversamente abile all'interno del nucleo familiare.

Reddito di Cittadinanza: cosa cambierà?

Eccoci ora alle novità che probabilmente stanno per arrivare: ovviamente l'obiettivo è intervenire su quelli che ad ora sono i "punti deboli" del sussidio, in modo da rispettare le indicazioni che l'Europa ha dato a riguardo.

Per permettere alla misura di diventare più capace nel reinserire i titolari nel mondo del lavoro, la soluzione potrebbe essere quella di non appoggiarsi più ai centri per l'impiego che, purtroppo, non sono stati all'altezza di questo ruolo.

Bisogna ancora capire concretamente come, ma l'intenzione è quella di tenere traccia dei lavori offerti ai soggetti che ricevono il Reddito di Cittadinanza, in modo da poterlo revocare nel momento in cui vengono rifiutate offerte di lavoro congrue.

Inoltre, chi perde il RdC non potrà più richiederlo per un certo lasso di tempo. Questa formula dovrebbe consentire alla misura di non essere più un incentivo alla disoccupazione, cosa che attualmente in parte rischia di essere.

Inoltre, bisogna anche inasprire i controlli, perché da diversi studi è emerso che diversi soggetti che percepiscono il Reddito di Cittadinanza non sono in realtà in linea con i requisiti o, addirittura, lavorano in nero percependo una doppia entrata.

Un ultimo aspetto riguarda la residenza: l'Europa ha segnalato che dieci anni di residenza continuativa sono decisamente troppi, in criterio troppo stringente che danneggia molti soggetti potenzialmente in linea con gli altri requisiti. Vedremo dunque sotto questo punto di vista quale sarà la soluzione, ma è probabile che la critica venga accolta ed il periodo scenda a 5 anni di residenza continuativa.

Reddito di Cittadinanza e non solo: settembre più ricco!

Ecco infine una novità che riguarda il Reddito di Cittadinanza per il mese di settembre: i soggetti che rispettano i requisiti per accedere all'Assegno Unico, riceveranno l'integrazione sul RdC proprio nel mese di settembre, con anche gli arretrati.

Sappiamo infatti che da luglio è attivo l'Assegno Unico (ufficialmente Assegno temporaneo per i figli minori), per cui si può ancora fare domanda fino al 30 settembre.

Chi però percepisce il Reddito di Cittadinanza non deve fare domanda, sarà l'INPS in automatico a verificare l'eventuale sussistenza di tutti i requisiti, disponendo poi il pagamento a fine mese (al 27 come sempre) con appunto un importo maggiore.

La bella notizia è che però saranno considerati anche gli arretrati, corrispondenti a luglio ed agosto, in cui la misura era già operativa ma INPS non ha fatto in tempo ad erogare l'integrazione.

In ultimo, consigliamo di tenere sempre controllata nella propria area personale il fascicolo previdenziale, in modo da sapere quando avvengono i pagamenti e per che importo.

Per qualsiasi altra novità o aggiornamento suggeriamo di visitare quotidianamente il portale Trend-Online.com, su cui vengono fornite tutte le informazioni più importanti.