Dopo giorni di contrasti, rimbalzi, proposte "elettoralistiche" come le aveva definito il presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, nella serata del 28 ottobre, dopo diverse ore di consiglio, è stata varata la prima legge di bilancio dell'era Draghi. 

In totale, nella manovra di bilancio sono stati messi sul tavolo 30 miliardi di euro di cui 1 miliardo destinato a finanziarie il reddito di cittadinanza. Un incremento di 200 milioni di euro rispetto ai numeri circolati prima nella NADEF e poi DPB. Questo aumento è stato dovuto all'incremento della platea di chi ha chiesto il reddito di cittadinanza negli ultimi mesi e sulla stima di chi potrebbe richiederlo entro fine anno. La causa è ancora la pandemia da coronavirus, le cui conseguenze economiche si stanno palesando in tutti gli aspetti. Uno di questi è l'aumento dei poveri o di chi ha perso il lavoro o di lavoratori il cui stipendio si è ridotto notevolmente.  Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, ad agosto 2021 il numero dei beneficiari del reddito di cittadinanza è cresciuto del 5.7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Il reddito di cittadinanza, bandiera del Movimento Cinque Stelle, è riuscito a dare un supporto economico a tutte queste famiglie. Si contano circa 3,8 milioni di beneficiari, di cui due terzi non occupabili. Quindi il reddito di cittadinanza effettivamente aiuta molti cittadini a poter sopravvivere. Ma il reddito di cittadinanza è nato prioritariamente come misura di politica attiva, e poi come sostegno per contrastare la povertà.

Nel tempo però il reddito di cittadinanza è diventato uno strumento di assistenza, su cui si è alzata la discussione in seno ai partiti. La sintesi è stata trovata nella legge di bilancio con il rinnovo per il 2022 del reddito di cittadinanza, ma con l'inasprimento dei controlli a priori e l'introduzione di un meccanismo di riduzione simile a quello della NASpI. Invece non sono state previste modifiche in merito alle scale di equivalenza oppure sulla componente affitto, al fine di rendere più equilibrati gli importi del reddito di cittadinanza tra nuclei familiari numerosi e single e tra beneficiari appartenenti a zone geografiche d'Italia con un costo della vita differente.

Reddito di cittadinanza: cosa cambia con la legge di bilancio

Mario Draghi, presidente del consiglio dei ministri, da quando è alla guida del Governo ha sempre ribadito che questo è il momento di dare e non di chiedere agli italiani. E la legge di bilancio 2022 è una manovra espansiva da 30 miliardi che punta tutto sulla domanda. Taglio del cuneo fiscale, revisione degli ammortizzatori sociali, rinnovo del reddito di cittadinanza, rinnovo di una serie di bonus. Si tratta quindi di una manovra che ha come obiettivo quello di sostenere la crescita dell'economia che per il 2021 dovrebbe chiudere ben oltre il +6% di crescita del PIL, rispetto al 2020. 

Favorire i consumi, mediante un aumento della dotazione finanziaria alle famiglie ed il supporto economico. Il reddito di cittadinanza è una di quelle misure che ancora svolgerà un ruolo di contenimento del disagio economico in capo a milioni di famiglie. Ma diventa anche uno strumento per la ricollocazione nel mondo del lavoro.

Al fianco di un miliardo di risorse destinate al reddito di cittadinanza, ci sono anche risorse per il potenziamento dei centri per l'impiego, fulcro per far funzionare il nuovo reddito di cittadinanza.

Scende da tre a due il numero dell'offerte rifiutate per perdere il reddito di cittadinanza. 

Inoltre a partire dal sesto mese di percezione del reddito di cittadinanza, senza avere trovato un'occupazione, l'importo è ridotto di 5 euro al mese.

Reddito di cittadinanza: confermati i requisiti per il 2022

Il meccanismo di fondo del reddito di cittadinanza non cambia, sia nei requisiti per accedere che nelle regole di mantenimento.

Per accedere al reddito di cittadinanza si deve fare domanda e rispettare una serie di requisiti.

Bisogna essere cittadini italiani o dell'Unione Europea, oppure appartenenti a paesi terzi in possesso di permesso di soggiorno UE, o ancora cittadino di paese terzo famigliare di un cittadino italiano o dell'Unione Europea. In ogni caso si deve dimostrare di essere residenti in Italia da almeno dieci anni.

Alla condizione anagrafica si deve aggiungere quella economica.

Il requisito da rispettare è quello di non superare il tetto ISEE fissato a 9.360 euro. Se nel nucleo famigliare ci sono figli minorenni, si considera l'ISEE minorenni.

Non si devono possedere somme sul conto corrente o altri deposito oltre 6.000 euro per i single aumentati fino a 10.000 euro in presenza di altre persone adulte. In presenza di figli minori la soglia aumenta di 1.000 euro ed in presenza di componenti disabili invece il tetto è aumentato di 5.000 euro che si porta a 7.500 euro in presenza di disabilità grave.

Per il patrimonio immobiliare, ad esclusione della prima casa, il valore non deve superare 30.000 euro.

In presenza di un reddito famigliare, il tetto parte da 6.000 euro per un nucleo famigliare single aumentato in base alla scala di equivalenza, che può arrivare fino ad un massimo di 2,2 in presenza di un componente con disabilità grave.

Altri requisiti da rispettare sono inerenti il possesso di veicoli e navi. Per i primi, non si deve aver acquistato nei sei mesi precedenti la domanda del reddito di cittadinanza un nuovo veicolo di cilindrata superiore a 1.600 cc. Non devono attenersi a quest regola gli acquisti di veicoli destinati ai disabili. Per i mezzi natanti, non si devono aver acquistati navi ed imbarcazioni.

Reddito di cittadinanza: come funzionerà nel 2022

Quando la domanda del reddito di cittadinanza è stata accettata, fino a dicembre 2021, si doveva procedere con la stipula del patto di lavoro, con la dichiarazione di immediata disponibilità.

Dal 2022 invece questo passaggio si inverte. Il controllo a priori prevede che la dichiarazione di immediata disponibilità sia resa prima della presentazione della domanda. Quindi l'Inps accetterà la domanda se rileva la presenza della DID presso il centro per l'impiego. La DID consente ai centri per l'impiego di stilare un patto per il lavoro rilevando le competenze delle persone occupabili all'interno del nucleo famigliare beneficiario del reddito di cittadinanza.

Il centro per l'impiego dovrà, nell'arco dei 18 mesi di erogazione del reddito di cittadinanza, inoltrare al soggetto occupabile le offerte di lavoro. Nella legge di bilancio non si specifica quante. Si ritiene quindi che il numero sia rimasto pari a tre offerte congrue, ossia corrispondenti alle caratteristiche professionali dei soggetti occupabili. Al rispetto di queste condizioni sono tenuti i componenti del nucleo familiare maggiorenni, non occupati e che non frequentano un regolare corso di studi.

Dal 2022 il numero di offerte massime che potranno essere rifiutate è di due, rispetto alle tre del 2021. Quindi al secondo rifiuto si perde il reddito di cittadinanza. A questa condizione si deroga solo in presenza di figli minori di tre anni o di componenti nello stesso nucleo famigliare di soggetti disabili o non autosufficienti.

A partire dal sesto mese poi scatta la riduzione di 5 euro al mese. Tale riduzione non si applica per i nuclei famigliari con minori di tre anni, in presenza di soggetti con disabilità e se il reddito di cittadinanza è inferiorea 300 euro.

Il taglio dei cinque euro è sospeso nel momento in cui uno dei soggetti del nucleo familiare che possono essere occupati accetti un lavoro, proveniente dall'offerta del centro per l'impiego.

Reddito di cittadinanza: cambia l'iter del patto per il lavoro

In base alla novità introdotta dalla legge di bilancio 2022, la dichiarazione di immediata disponibilità deve essere resa prima di fare la domanda del reddito di cittadinanza. Invece fino alla data in cui sarà pubblicata la legge, che si presume entre la fine del 2021, il richiedente il reddito di cittadinanza ha 30 giorni di tempo per recarsi presso il centro per l'impiego e rilasciare la sua DID. Questo non sarà più possibile dal 2022

Resta invece confermata l'obbligatorietà di sottoscrivere il patto per il lavoro da tutti quei componenti del nucleo famigliare che risultano occupabili. 

Una volta sottoscritto, c'è l'impegno ad accettare l'offerta di lavoro presentata dal centro per l'impiego. L'offerta di lavoro deve essere congrua e su questo aspetto sembra che non sono cambiate i requisiti per definire un'offerta congrua:

  • coerenza tra offerta di lavoro e competenze
  • distanza dalla propria residenza: ammessi 100 km per offerte presentate nei primi 12 mesi, 250 km dopo i primi dodici mesi, se si tratta di prima o seconda offerta, mentre non rileva la distanza per la terza offerta.
  • durata dello stato di disoccupazione.

Al rifiuo della seconda offerta, il reddito di cittadinanza è sospeso, riprendendo qualora alla successiva offerta di lavoro il componente occupabile del nucleo famiglaire decida di accettare.

Reddito di cittadinanza: assegno unico dal 2022

Se il reddito di cittadinanza dopo i primi sei mesi sarà ridotto di cinque euro al mese, tranne che per famiglie con minori di anni tre o con disabili, o se il reddito di cittadinanza è inferiore a 300 euro, dal 2022 sarà comunque integrato dall'assegno unico universale ai figli.

Con il decreto legge n.79 dell'8 giugno 2021, si stabilisce che i beneficiari del reddito di cittadinanza avranno di diritto accesso all'assegno unico se rispettano tutti i requisiti previsti dalla misura. Considerando che i requisiti del reddito di cittadinanza sono molto più stringenti di quelli per l'assegno unico, è inevitabile che tutti i percettori di RdC con figli minori di anni 18 avranno l'integrazione del reddito di cittadinanza con l'assegno unico. L'importo del reddito di cittadinanza aumenta della componente dell'assegno unico, che però è ridotto della componente del reddito di cittadinanza afferente al soggetto minore.