Reddito di cittadinanza: la riforma è arrivata. Ecco tutte le modifiche che sono state apportate dalla legge di Bilancio, e che entreranno in vigore a breve. Le prime novità riguardano il lavoro, ma soprattutto scattano controlli preventivi necessari all'ottenimento del beneficio.

Sinteticamente possiamo dire che ora sarà più difficile ottenerlo e sarà più facile perderlo.

Le nuove regole andranno infatti ad intaccare la vecchia legge, cambiando anche gli importi che per molti potrebbero essere ridotti ma soprattutto una maggiore facilità che il beneficio venga revocato definitivamente grazie a nuovi stringenti regole che riguardano obblighi e comunicazioni.

Inoltre un aggancio maggiore con le politiche attive del lavoro per fare in modo che tutti i beneficiari con requisiti di occupabilità possano essere inseriti in un programma di riqualificazione che funzioni meglio di quello precedente. Cosa cambia di fatto per chi oggi percepisce già il reddito di cittadinanza e cosa cambierà per chi si troverà a richiederlo o rinnovarlo in un prossimo futuro? Vediamo tutte le novità.

Nuovi controlli sulle domande RdC

Il tema dei controlli sull'accesso alle domande per il reddito di cittadinanza è argomento che nell'ultimo anno è stato in evidenza sul tavolo del Ministero del lavoro e non solo. Da tempo infatti si era sottolineata la necessità di ostacolare in partenza le domande effettuate da soggetti che già hanno condanne penali, ma soprattutto evitare il lento meccanismo dei controlli successivi all'accoglimento.

Soprattutto per chi ha falsificato i dati e omesso beni e proprietà nell'ISEE o in altre comunicazioni inviate all'INPS.

Cosa cambia? In pratica, non potrà più essere richiesto il reddito di cittadinanza in modo illecito e con false dichiarazioni, per poi essere successivamente tolto in seguito a controlli. Questo perchè la verifica avverrà in maniera preventiva e contestuale alla domanda.

Prima dell'esito infatti, si attiverà l'iter del controllo che prevede un incrocio banche dati tra Inps ed altri enti per certificare eventuali ostacoli o falsi requisiti.

Ad esempio verrà interrogata la banca dati del catasto per controllare eventuali proprietà immobiliari, o anche il pubblico registro automobilistico ACI per confrontare l'autodichiarazione nella quale si attesta di non possedere automezzi immatricolati negli ultimi 6 mesi. Scatteranno i controlli anche presso gli uffici anagrafe comunali dai quali si accerterà l'effettiva composizione del nucleo famigliare ed i requisiti di residenza. Infine, ma non meno importante per quanto riguarda il blocco della domanda, è tutto ciò che potrà essere derivato da condanne penali e denunce per appropriazione di fondi pubblici, rendendo possibile la consultazione della banca dati del Ministero della Giustizia.

Sarà più difficile per i furbetti dunque accedere al beneficio e ricevere somme indebite.

Ricordiamo che ad essere messo sotto inchiesta proprio recentemente alla luce degli ultimi fatti di cronaca era stato proprio il grande spreco di denaro pubblico per i controlli a campione dai quali ne derivano quotidianamente numerose revoche con effetto retroattivo. Infatti, a causa dei lunghi tempi dei provvedimenti di giustizia il problema è, nella maggior parte dei casi, che le somme già erogate ottenute in maniera illecita sono molto difficili da recuperare.

Reddito di cittadinanza e lavoro: nuovi obblighi

La "Rivoluzione per il mondo del lavoro", lo slogan che accompagna il reddito di cittadinanza, sembrava essere l'obiettivo primario della riforma con la quale è stato introdotto il sussidio di base, che ha sostituito la vecchia carta REI o Reddito di Inclusione. Purtroppo questo sistema ha fallito, ma come ha ammesso anche il Ministro, non è stata solo colpa dei beneficiari che non si sono presentati ai colloqui o hanno rifiutato effettivamente le offerte. La gestione Anpal non è stata delle migliori in merito all'incrocio domanda offerta del mercato, tanto che dopo il commissariamento dell'ente, nella Legge di Bilancio non è stato previsto neanche il rinnovo del contratto per i navigator.

Ora a gestire i nominativi saranno tutte le agenzie, anche quelle private ex interinali. Novità da non sottovalutare, visto che solo il 30% degli annunci attualmente è gestito dagli uffici pubblici territoriali.

Con l'ingresso di tutte le altre realtà accreditate per l'incrocio domanda offerta, le possibilità di un concreto colloquio di lavoro potrebbero aumentare del 70% per ogni percettore.

Per arginare il fenomeno dei rifiuti o della mancata presentazione, ora chiunque percepisce il reddito di cittadinanza non solo sarà chiamato mensilmente per partecipare alle politiche attive, ma non potrà rifiutare più di due offerte per non perdere il beneficio. Superati anche i limiti entro i quali si può giudicare "congrua" l'offerta. Non più 80 km di distanza dalla residenza, ma dopo la prima scatterà la ricerca entro tutto il territorio nazionale.

Verranno però anche incrementati i diritti dei percettori che accettano un lavoro, una sorta di meccanismo premiante per evitare la rinuncia a firmare un contratto magari temporaneo o part time per paura che poi il reddito di cittadinanza venga ridotto o revocato. Infatti si sta lavorando ad una più equa distribuzione del sussidio per i nuclei familiari nei quali è presente un soggetto lavoratore.

L'integrazione potrebbe essere aumentata anche in base al tipo di contratto in essere, dal 60 all'80%,  e soprattutto sono previsti nuovi incentivi alle assunzioni per i datori di lavoro, garantendo i benefici fiscali dell'esenzione contributiva INPS anche per i contratti a tempo determinato o part time.

Reddito di cittadinanza: importi ricarica ridotti

Altra novità in arrivo, la riduzione della ricarica mensile, ma solo per chi è stato giudicato in grado di lavorare e rifiuta anche una prima offerta congrua.

Cosa cambia? Sarà una penalizzazione, che va ad intaccare la ricarica riducendola.

Il taglio dell'importo avrà un funzionamento simile a quello che era stato previsto per l'indennità di disoccupazione Naspi, che non decresce in percentuale ma di un importo fisso. Stabilito in 5 euro al mese. Anche questa limitazione non sarà per tutti, ma solo per i nuclei familiari nei quali è presente almeno un nominativo tra quelli in condizioni di lavorare.

Questo non intaccherà i soggetti con disabilità o impossibilitati al lavoro, e ovviamente neanche le pensioni di cittadinanza. Non saranno interessate dal taglio, proprio perchè destinate a soggetti con più di 65 anni, che non rientrano nell'elenco dei nominativi occupabili.

Decreto RdC: revoca più facile

Con la nuova legge, sarà più facile che un titolare di reddito di cittadinanza possa incorrere nella revoca o lo stato di decadimento che sospende il beneficio.

La prima ed importante novità, come abbiamo visto, è che chi rifiuta due offerte di lavoro perderà il reddito di cittadinanza.

Ma oltre a questo si imporranno più limiti severi per chi omette le comunicazioni obbligatorie. Ricordiamo che alcuni casi la revoca prevede anche un provvedimento sanzionatorio retroattivo, cioè che sono sottoposti a sequestro i soldi eventualmente ancora rimasti nella carta, ed è prevista la restituzione con interessi di tutti gli importi già ricevuti. Ad esempio se cambia la composizione del nucleo familiare, così come se uno dei componenti viene assunto con contratto lavorativo e non se ne dà tempestiva comunicazione.

Per questo si è deciso anche di restringere i tempi entro i quali va firmata la dichiarazione di immediata disponibilità. Che andrà fatta appena la domanda di RdC viene accolta e non più entro 30 giorni.

Allo stesso modo l'obbligo di presentazione del modello RdC.com che attesta la variazione reddituale o la condizione lavorativo andrà inviata subito e non più entro 30 giorni. Oltre a questi provvedimenti, si renderanno anche necessari i controlli su tutti i titolari ogni mese prima della disposizione di ricarica per verificare che ci siano ancora i requisiti economici previsti dalla legge.

Per evitare l'erogazione di soldi non dovuti infatti, con questo nuovo meccanismo sarà più facile che il sussidio venga bloccato in attesa di documenti integrativi prima del giorno di pagamento ordinario. Ed in mancanza dei presupposti, si procederà alla revoca definitiva.

Il futuro del reddito di cittadinanza

Al momento quello che è certo è che il reddito di cittadinanza non verrà eliminato. Ma alla luce delle ultime modifiche, prima di verificarne l'effettiva funzionalità del miglioramento, sorgono diversi dubbi su altri punti ancora da correggere.

Ci sono infatti altre norme che probabilmente in futuro saranno riviste e modificate. Perchè l'analisi pubblicata dal comitato tecnico scientifico, su alcuni punti è in contrasto con le novità introdotte dal governo.

Come ad esempio la definizione di offerta "congrua" di lavoro, e l'aumento della distanza minima del posto di lavoro da non poter rifiutare, che comporta ovviamente costi di trasferimento che in molti casi possono superare i benefici. Giudicata quindi poco attuabile.

Poi la scala di equivalenza attuale che penalizza i nuclei familiari con presenza di più figli minorenni e soprattutto il requisito dei 10 anni di residenza che attualmente impedisce ad una gran parte della platea dei meno abbienti, rappresentata dagli immigrati stranieri regolari, di accedere al reddito e quindi di iniziare il percorso di inclusione sociale.

Secondo il comitato di valutazione poi, andrebbe rivisto anche il funzionamento degli importi che devono essere spesi tutti interamente entro il mese successivo.

Questo meccanismo, è controproducente per le famiglie perchè premia chi spende tutto, a volte in acquisti inutili, pur di evitare la decurtazione il mese successivo.

Mentre per aiutare davvero chi è in stato di bisogno bisognerebbe anche tenere conto delle spese programmate da inserire nel bilancio familiare e dare la possibilità ai titolari di RdC di poter anche risparmiare delle somme, in vista di importanti uscite extra.