Reddito di cittadinanza, incentivo fino a 4.680 euro per chi intraprende un’attività di lavoro autonomo. 

È un periodo ricco di novità per i percettori di RdC. Dopo l’introduzione del nuovo assegno temporaneo per i figli minori, aperto anche ai beneficiari del sussidio, e che ha portato ricariche mensili più ricche sulla carta RdC, le ultime news sul reddito di cittadinanza avevano amareggiato alcuni dei percettori. 

Il sussidio sta infatti cambiando, a poco a poco. Le ultime novità sono arrivate con la Legge di Bilancio che ha introdotto nuove limitazioni e obblighi per i beneficiari. L’obiettivo è sempre lo stesso: cercare di rafforzare la costruzione di percorsi di inserimento nel mondo del lavoro per i beneficiari. 

E a incentivare verso l’attività lavorativa coloro che percepiscono l’accredito mensile di RdC è anche il bonus rivolto a coloro che, entro un anno di percezione del sussidio, intraprendono un’attività di lavoro autonomo. 

Un incentivo all’imprenditorialità che era stato già stabilito nel 2019, ma la cui partenza si è protratta almeno fino a settembre 2021, quando la procedura per inviare richiesta all’INPS è stata messa a disposizione. 

L’incentivo permette di ottenere fino a 6 mensilità aggiuntive, di un massimo di 780 euro mensili, in un’unica soluzione, quindi fino a un massimo di 4.680 euro complessivi. 

Ma chi può beneficiare dell’incentivo e quali sono le condizioni che ne permettono la fruizione? Tutte le informazioni vengono comunicate dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale con la più recente comunicazione datata 22 novembre 2021: requisiti, modalità di presentazione della domanda e importi spettanti. 

Reddito di cittadinanza e lavoro autonomo: le informazioni dell’INPS sul bonus

Il 22 novembre 2021, l’INPS pubblica il messaggio n. 175 in cui chiarisce il beneficio addizionale rivolto ai percettori di reddito di cittadinanza che, nei primi 12 mesi di fruizione del sussidio, abbiano avviato un’attività di lavoro autonomo o d’impresa, ma non solo. 

Innanzitutto, c’è da dire che tale bonus aggiuntivo per i beneficiari RdC era stato annunciato da tempo (si parla, infatti, del 2019, lo stesso anno in cui è stata introdotta la misura). L’attivazione di tale incentivo è stata, però, tirata per le lunghe, trovando finalmente il via solo in seguito al decreto del Ministro del Lavoro, del Ministro del Lavoro e del Ministro delle finanze del 12 febbraio 2021.

Adesso è possibile presentare domanda per ottenere l’incentivo, fino a 4.680 euro, che spetta in particolare ai beneficiari di RdC che durante il primo anno di fruizione della misura abbiano: 

intrapreso un’attività di lavoro autonomo; avviato un’attività di impresa individuale; sottoscritto una quota di capitale sociale di una cooperativa. 

Si tratta delle medesime condizioni che danno diritto anche a un altro tipo di agevolazione per disoccupati, cioè l’anticipazione Naspi rivolta, appunto, a coloro che beneficiano dell’indennità di disoccupazione.  

Queste condizioni non rappresentano, però, gli unici requisiti per avere effettivamente diritto all’incentivo. Vediamo, quindi, più nel dettaglio quali sono le azioni da compiere e le condizioni da rispettare per ottenere il bonus da lavoro autonomo per i percettori di reddito di cittadinanza. 

Reddito di cittadinanza e lavoro autonomo requisiti: a chi spetta il bonus

Innanzitutto, una buona notizia. Il diritto al bonus addizionale per lavoro autonomo spettante a chi percepisce il reddito di cittadinanza non è richiedibile esclusivamente dal richiedente del RdC. La richiesta è valida anche se l’inizio di attività di lavoro autonomo o impresa riguarda un componente del nucleo familiare che percepisce l’accredito mensile su carta RdC, pur essendo semplice componente della famiglia beneficiaria. 

È, però, fondamentale che: 

l’attività di lavoro autonomo, di impresa o la sottoscrizione di una quota di capitale sociale sia stata avviata entro il primo anno di fruizione del RdC, né prima né dopo. 

In sostanza, se l’attività lavorativa è iniziata prima di fare domanda di RdC, non è possibile richiedere l’incentivo. Allo stesso modo, se l’attività lavorativa è stata avviata in un periodo in cui il nucleo familiare non stava effettivamente ricevendo l’accredito mensile, la richiesta del bonus non può essere avanzata. Così anche nei casi in cui il nucleo familiare abbia subito la decadenza o la revoca del RdC, oppure abbia terminato i 18 mesi di fruizione e si trovi nel periodo di sospensione della misura. 

Infine, non è possibile richiedere l’incentivo da lavoro autonomo qualora lo stesso nucleo familiare abbia già beneficiato dello stesso bonus oppure se il richiedente dell’incentivo abbia cessato un’attività di lavoro autonomo o di impresa un anno prima di richiedere il bonus addizionale. 

Altro punto fondamentale, che dà diritto alla richiesta del beneficio addizionale di RdC, è inviare le necessarie comunicazioni all’INPS. In questo caso, dovrà essere utilizzato il modello con il quale vengono comunicate le variazioni dell’attività lavorativa. Stiamo parlando del modello RdC-com esteso.

Cos’è il modello RdC-com esteso e perché è fondamentale per il richiedere il beneficio addizionale

Ad alcuni percettori di reddito di cittadinanza sarà già capitato di dover presentare il modello RdC-com esteso. Questo, infatti, viene utilizzato per comunicare all’INPS eventuali variazioni nella vita lavorativa, sia essa legata all’avvio di attività da lavoro dipendente, sia al lavoro autonomo. 

Non inviare questa comunicazione nei tempi prestabiliti, significa mettere a rischio il proprio diritto di ricevere l’accredito mensile di RdC. Infatti, se non si invia la necessaria comunicazione all’Istituto entro 30 giorni dal cambiamento avvenuto, il RdC decade. 

Per quanto riguarda l’avvio dell’attività da lavoro autonomo o di impresa, il RdC-com esteso:

comunica l’inizio dell’attività, sempre entro il primo mese dall’inizio della stessa, e, successivamente, deve essere inviato a cadenza trimestrale indicando il reddito percepito nell’ultimo trimestre. 

Fatte le dovute premesse, il beneficio addizionale per i percettori di reddito di cittadinanza non può essere ceduto, anche qualora l’attività lavorativa abbia avuto inizio nei primi dodici mesi di fruizione del reddito di cittadinanza, se l’INPS non ha mai ricevuto il modello RdC-com esteso oppure le successive comunicazioni su base trimestrale richieste per coloro che hanno avviato un’attività di lavoro autonomo o di impresa, contenente le informazioni sugli ultimi redditi percepiti. 

È pertanto consigliato porre molta attenzione a questo punto.

Reddito di cittadinanza bonus per lavoro autonomo quanto spetta: importi 

Arriviamo a una delle domande più frequenti da parte di coloro che, avendo avviato la propria attività e percependo il RdC, siano interessati all’opportunità di fruire del bonus addizionale: a quanto ammonta l’incentivo?

Come già accennato, il beneficio permette di ottenere un importo pari a 6 mensilità di reddito di cittadinanza, da erogare in un’unica volta e nella misura massima di 780 euro al mese. 

L’importo, però, varia da beneficiario a beneficiario, in quanto il calcolo si basa sulla somma, relativa all’accredito RdC, ricevuta il mese di inizio dell’attività. Facciamo un esempio: 

se sul modello RdC-com esteso è stata indicata come data di inizio attività lavorativa il 20 settembre 2021, l’importo verrà calcolato sulla somma ricevuta come mensilità di settembre 2021. 

Quindi, seguendo l’esempio, se l’importo spettante di RdC al mese di settembre ammonta a 500 euro, si dovrà effettuare il calcolo 500 euro moltiplicato per 6 (mesi), ottenendo così 3.000 euro, cioè l’importo spettante relativo al bonus addizionale. 

Ciò significa anche che nel calcolo del bonus per attività di lavoro autonomo non vengono considerate le variazioni dell’importo RdC durante i mesi di fruizione. Quindi, anche se ci sono stati mesi in cui sono arrivati più soldi relativi all’accredito del reddito di cittadinanza, ma quel mese non corrisponde all’avvio dell’attività, l’importo per il bonus aggiuntivo viene comunque calcolato in base alla somma ricevuta nel mese di inizio dell’attività. 

Infine, il bonus addizionale non viene ricevuto su carta RdC. Al momento della compilazione della domanda sarà, infatti, necessario indicare un IBAN. Il bonus viene corrisposto con accredito su conto corrente oppure con bonifico domiciliato, a seconda della preferenza espressa in sede di compilazione della richiesta. 

Il pagamento avviene in una sola soluzione e arriva circa due mesi dopo la presentazione della domanda. 

Reddito di cittadinanza beneficio addizionale come richiederlo: come fare domanda

La richiesta per ottenere il bonus aggiuntivo dell’INPS per percettori di RdC che abbiano avviato un’attività di lavoro autonomo o di impresa deve essere presentata secondo i consueti canali dell’Istituto. 

Il richiedente ha quindi la possibilità di inviare la domanda tramite: 

il sito dell’INPS oppure affidandosi a CAF e patronati. 

È importante ancora una volta ricordare che la domanda non può essere inviata se non si è proceduto alla comunicazione del modello RdC-com esteso. O che, comunque, una volta inviata, se l’INPS non ha ricevuto la comunicazione di avvio di attività, né i successivi aggiornamenti trimestrali non sarà possibile procedere con la richiesta del beneficio addizionale.

Se si sceglie di inviare la richiesta utilizzando il sito INPS, si ricorda che è necessario essere in possesso delle credenziali che oggi danno accesso ai servizi telematici degli enti pubblici. Stiamo parlando di SPID (il Sistema Pubblico di Identità Digitale), la CIE (cioè la Carta di Identità Elettronica) oppure la CNS (Carta Nazionale dei Servizi attivata presso un ufficio della regione in cui si risiede). 

In ogni caso, è sempre possibile affidarsi al proprio CAF o patronato di fiducia che si occuperà di inviare la richiesta al posto dell’interessato. Sarà ovviamente necessario presentare tutti i documenti necessari per richiedere il bonus aggiuntivo.