Ancora una volta il Reddito di Cittadinanza è al centro del dibattito, i motivi sono diversi e come sempre fanno discutere.

Parliamo soprattutto dell'imminente revisione attraverso la nuova riforma che partirà dal 2022, e le date dei pagamenti del mese di ottobre, che non saranno i canonici ma saranno ben tre.

La riforma sarà molto importante poiché il Governo avrà finalmente la possibilità di mettere mano al RdC, senza eliminarlo ma rendendolo più utile ai fini che la manovra propone.

L'obiettivo primario è assolutamente scoraggiare l'immobilismo di chi riceve il sussidio, incoraggiando invece un suo reinserimento nel mondo del lavoro favorendone una futura autonomia.

Le difficoltà su questo tema sono molteplici, bisogna anche ricordare il periodo storico difficile in cui stiamo vivendo, con l'emergenza epidemiologica che non favorisce di certo la creazione di posti di lavoro.

Qualcosa però si può ancora fare, e Draghi e la sua squadra sembra intenzionata a provarle tutte prima di lasciare la manovra così com'è.

L'obiettivo sarà quello di scoraggiare il reiterato rifiuto di un posto di lavoro, in linea con le caratteristiche del lavoratore stesso, in favore di un continuo percepire dei soldi del sussidio.

Oltre agli obiettivi del Governo bisogna aggiungere le pretese dell'Unione Europea, la quale vuole caldamente che i tanti fondi investiti per la misura siano utili alla crescita economica del paese.

Insomma, il RdC deve diventare un investimento e non una spesa a fondo perduto a carattere puramente assistenzialistico.

Il percorso è difficile ma è necessario riuscire a giustificare la grande quantità di fondi investiti, e per farlo è doveroso rendere il Reddito di Cittadinanza una misura più fruttuosa per il mondo del lavoro.

Dopo questa prima analisi andiamo ora a vedere la situazione dei pagamenti, infatti oltre a quello canonico che arriva al 15 o al 27 del mese, a ottobre ne sono presenti altri due.

Stiamo parlando di quelli relativi all'Assegno Unico di cui ormai si conosce la situazione, con ritardi reiterati che hanno infastidito e non poco i cittadini.

Da una parte c'è l'INPS che ha dichiarato che riuscirà a pagare quel che manca proprio in questi giorni, dall'altra i beneficiari che non sanno se crederci o meno.

Staremo a vedere se l'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale questa volta manterrà fede alla parola data.

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Il video che vi proponiamo oggi parla proprio dei pagamenti del Reddito di Cittadinanza.

Reddito di Cittadinanza: quando arriva il pagamento di ottobre

Innanzitutto iniziamo subito parlando del pagamento canonico del Reddito di Cittadinanza, anch'esso rimasto al centro dei dibattiti nelle ultime settimane.

Infatti circolava la voce che potesse venire pagato in anticipo come è successo nel mese di settembre, ma questo non succederà.

Di norma, i pagamenti arrivano al 15 del mese per chi è un nuovo percettore, per chi effettua il rinnovo e si trova alla prima mensilità o per chi ha dovuto rinnovare la certificazione ISEE.

Per tutti gli altri soggetti beneficiari invece il pagamento arriva al giorno 27 di ogni mese.

A settembre però, per favorire il pagamento degli arretrati dell'Assegno Unico temporaneo, i pagamenti sono arrivati in anticipo, precisamente il 13 e il 20 settembre 2021.

Dunque stava circolando la voce che questo potesse succedere anche per il mese di ottobre, questo però non accadrà e la data ordinaria del pagamento sarà il 27 ottobre 2021.

In realtà, a fomentare i dubbi sulle date è stata una circolare assolutamente falsa a nome dell'INPS, che dichiarava che il pagamento avvenisse al 20 ottobre.

L'INPS però, come è giusto ricordare, non specifica mai la data esatta nelle circolari che pubblica, anche perché è ben conscia dei possibili ritardi nelle erogazioni, con le conseguenti polemiche.

Il consiglio dunque è quello di prestare attenzione alle fonti che si consultano, fermo restando che il fascicolo previdenziale è l'unico strumento in grado di dire con assoluta certezza il proprio stato di pagamenti e accrediti.

Dunque per il mese di ottobre non preoccupatevi se non avete ancora ricevuto il pagamento, arriverà come di consueto il 27 ottobre.

Reddito di Cittadinanza: integrazione Assegno Unico

Abbiamo parlato in precedenza dell'Assegno Unico e di come abbia influito nei pagamenti di settembre del Reddito di Cittadinanza.

Ora è doveroso farlo anche per il mese di ottobre, un mese importante poiché l'INPS vuole riuscire a pagare gli arretrati dei mesi di agosto e settembre.

L'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale è molto in ritardo con i pagamenti, e gli arretrati si stanno accumulando mese dopo mese.

Bisogna però ricordare che presto arriverà il 2022 e con esso arriveranno nuove misure e nuove manovre di cui l'INPS si dovrà occupare.

Dunque ha la necessità di mettersi in pari con i pagamenti riferiti all'anno in corso, il 2021, anche se non sarà facile.

È giusto anche ricordare che questo non è stato un anno come gli altri, e i compiti dell'Istituto si sono moltiplicati e non sono stati per nulla semplici.

L'Assegno Unico ad esempio è stato bersaglio di numerosi cambiamenti nel corso della pandemia, inizialmente doveva entrare in vigore già per tutto l'anno 2021 con il Governo Conte Bis, ma il Governo è caduto, la pandemia si è riacutizzata e dunque non si è riusciti a renderlo protagonista.

Dunque è nata una misura temporanea di passaggio fino alla sua entrata in vigore nel 2022, dunque l'INPS sta erogando fondi solo per la misura temporanea, dal 2022 dovrà occuparsi di quella definitiva.

Per quanto riguarda la situazione dei pagamenti dell Assegno Unico nel mese di ottobre, compresa l'integrazione al RdC, non c'è una data certa.

Quello però che possiamo affermare con certezza è che l'obiettivo è quello di liquidare agosto e settembre il prima possibile, così da togliersi un pensiero.

Si può ipotizzare anche che ogni beneficiario riceva i pagamenti in giorni diversi, e dunque che non ci sia una data unitaria.

Anche questa volta il consiglio è quello di visionare il fascicolo previdenziale, tramite cui si potrà avere le risposte a tutti le domande.

Il tempo scorre e la fine di ottobre si avvicina, per questo motivo in molti credono poco al fatto che l'INPS paghi gli arretrati già questo mese.

Però il mese non è ancora finito, vedremo se l'Istituto sarà in grado di stupirci oppure se deluderà le aspettativa dei beneficiari.

Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico: saranno compatibili?

Preso atto in questi mesi che il Reddito di Cittadinanza e l'Assegno Unico temporaneo sono compatibili durante questo periodo finestra, ci si chiede se sarà così anche nel 2022.

Per quello che possiamo dire con gli elementi che conosciamo in questo momento la risposta è sì, le due misure dovrebbero continuare a essere compatibili.

Bisogna però anche dire che potrebbero cambiare i requisiti di entrambe le misure, e che dunque si perda la possibilità di ricevere l'una o l'altra.

Anche i controlli potrebbero diventare più serrati e continui, e inoltre bisogna aggiungere che il RdC è in fase di revisione.

Invece per quanto riguarda gli importi potrebbe esserci una piacevole sorpresa, dato che potrebbe accadere che non si debba più calcolare la detrazione della quota minori e che quindi l'Assegno Unico potrebbe arrivare per intero.

Il risultato dell'importo sarebbe una somma tra Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico, rendendo la cifra ben più alta di quella che si sta ricevendo.

Bisogna però attendere la conferma ufficiale da parte degli organi competenti prima di darlo come un dato di fatto, ma la speranza c'è.

Reddito di Cittadinanza: le novità con il 2022

Da quando è nato il Reddito di Cittadinanza è sempre stato al centro di numerosi dibattiti e una sua riforma è sempre stata nell'aria.

Fino ad ora però, complice anche il periodo difficile che stiamo vivendo e dunque il cambio di priorità, non ha mai subito una vera e propria rivoluzione.

Questa però potrebbe avvenire con la nuova Legge di Bilancio 2022 e con il Governo Draghi, che il 19 ottobre 2021 ha finalmente rilasciato la bozza proprio della Legge di Bilancio 2022.

In questa è contenuto anche quel che riguarda le modifiche del RdC, dato che per esso è stato stanziato circa un miliardo di euro.

Le novità sono consistenti e sono volte a rendere la misura il più vicino possibile agli obiettivi che propone, anche se questo comporta scontentare diverse famiglie.

L'obiettivo ricordiamo essere quello del reinserimento nel mondo del lavoro del soggetto beneficiario che si trova in stato di disoccupazione, offrendogli opportunità lavorative.

Reddito di Cittadinanza: la Legge di Bilancio 2022

Abbiamo visto che sta arrivando la Legge di Bilancio 2022, di cui per ora è stata rilasciata la bozza.

Come cambierà il Reddito di Cittadinanza in seguito alla sua entrata in vigore? Ci saranno grosse novità?

Partiamo dando alcune cifre, il RdC avrà lo stesso costo degli scorsi anni, a cui sarà aggiunto però un ulteriore miliardo di euro. Il costo totale della manovra quindi sarà di 8,8 miliardi di euro.

Capiamo bene che i fondi stanziati sono molti, e che quindi necessitano di portare alcuni risultati importanti, come intende farlo?

Il primo passo sarà quello di eliminare ogni possibilità di eludere i controlli aggirando i requisiti, quindi bisogna bloccare i furbetti.

Per farlo aumenteranno i controlli e cambieranno anche le modalità per poter fare domanda, per tutelarsi da ipotetiche frodi.

Inoltre, e forse è anche la novità più importante, il Governo vuole riuscire a tenere sotto controllo i rifiuti alle offerte di lavoro dei beneficiari.

In questo momento infatti non c'è la possibilità di tracciare tutti i rifiuti, con qualcuno che quindi continua a percepire il RdC nonostante possa lavorare.

Per cambiare le cose il Governo terrà traccia dei rifiuti, e a partire dal terzo rifiuto l'importo del beneficio andrà a scalare partendo dal quinto mese.

Vedremo se questo sistema riuscirà a rendere il Reddito di Cittadinanza una misura più vicina all'ideale con cui è nata, o se i cambiamenti saranno vani.