Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2022, il reddito di cittadinanza, come siamo sempre stati abituati a conoscere, ha subito alcune modifiche. Non certo il totale cambiamento che ci si aspettava, ma i beneficiari della misura hanno sicuramente dovuto fare i conti con regole più stringenti e l’introduzione di nuovi obblighi per continuare a ricevere la ricarica mensile sulla carta RdC

Non solo, perché a complicare ulteriormente le cose c’è stata l’introduzione dell’obbligo di possesso del green pass, almeno nella sua forma base, per accedere agli uffici pubblici. 

Una notizia che aveva allarmato non poco alcuni beneficiari, tenendo in considerazione proprio una delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio, cioè l’obbligo di presentarsi, almeno una volta al mese, al centro per l’impiego per dare prova di ricerca attiva di un impiego. 

Insomma, dal 1° febbraio in poi, per poter accedere ai centri per l’impiego occorre esibire il green pass, anche quello ottenuto in seguito a test antigenico o molecolare con esito negativo, pena la decadenza del sussidio. 

Eppure, pur essendo trascorso un mese e mezzo dalla pubblicazione della Legge di Bilancio, non sembrano esserci state novità rilevanti. Anzi, come dimostrato da Tuttolavoro24.it, non sembra che i centri per l’impiego abbiano ancora ricevuto direttive in merito al nuovo obbligo per beneficiari di RdC. 

Come è cambiato il reddito di cittadinanza con la Legge di Bilancio 2022 

Dopo le numerose critiche al reddito di cittadinanza, la sensazione era stata quella di vedere un totale stravolgimento della misura con la pubblicazione delle Legge di Bilancio 2022. Stravolgimento che si è dimostrato poi essere un ritocco con l’obiettivo di correggere in minima parte la misura, grazie all’introduzione di regole un po’ più severe e una maggiore attenzione verso la capacità del RdC di reinserire i beneficiari nel mondo del lavoro. 

Intenti che sono stati chiari con interventi come la riduzione di 5 euro al mese della ricarica mensile in caso di rifiuto di un’offerta congrua di lavoro o, ancor più, la decadenza del beneficio dopo due offerte di lavoro rifiutate (prima della Legge di Bilancio se ne potevano rifiutare tre). 

Nuove regole che, benché cerchino di migliorare la misura in vigore dal 2019, non sembrano riformare il beneficio alla fonte, ma solo applicare dei piccoli correttivi che hanno l’obiettivo di diminuire il rischio di abusi e di offrire meno possibilità ai cosiddetti “furbetti del RdC”. 

Tra le modifiche apportate dalla Legge di Bilancio, poi, un nuovo obbligo che va ad aggiungersi agli obblighi di lavoro da parte dei beneficiari (Patto per il lavoro, Patto per l’inclusione sociale) e cioè: 

l’obbligo, da parte del beneficiario RdC, di recarsi almeno una volta al mese al centro per l’impiego per la verifica degli obblighi di lavoro. 

Reddito di cittadinanza e obbligo di recarsi presso il centro per l’impiego: come funziona

L’introduzione del nuovo obbligo aveva portato a immaginare una sorta di “assalto” ai centri per l’impiego da parte dei beneficiari di RdC intenzionati a non perdere il sussidio (ricordiamo, infatti, che tale disposizione è in vigore dal 1° gennaio 2022). 

Un assalto che, comunque, non c’è stato, benché la nuova regola faccia sorgere non poche domande, legate, appunto, al meccanismo secondo cui un beneficiario di reddito di cittadinanza debba comunicare con i centri per l’impiego e non solo. 

In linea di massima, sono i centri per l’impiego a doversi mettere in contatto con il percettore RdC (e solo con quei componenti del nucleo familiare che, come abbiamo già accennato, si trovano nella condizione di dover rispettare gli obblighi di lavoro). 

Insomma, il beneficiario della misura non deve far altro che attendere di essere convocato dai Cpi. Di conseguenza, se durante l’intero mese non si riceve alcuna chiamata, il rischio di vedere il RdC decadere, con annessa impossibilità di presentare una nuova domanda durante i 18 mesi successivi, dovrebbe allontanarsi automaticamente. 

Il punto è che, sia per il mese di gennaio che per quello di febbraio (almeno fino a questo momento) non sembrano esserci beneficiari che hanno ricevuto chiamate da parte dei centri per l’impiego. Perché?

Reddito di cittadinanza e obbligo di recarsi ai Cpi: tutte le criticità dell’obbligo

Ancor prima di lasciar trascorrere i mesi, l’idea di un obbligo che coinvolgesse i centri per l’impiego non era stata particolarmente elogiata, a causa dell’impraticabilità di tale proposta, tenendo anche in considerazione il recente addio ai navigator che dopo una prima proroga dei contratti hanno poi subito l’arresto definitivo.

Ma perché è possibile definire la nuova regola in Legge di Bilancio impraticabile? Le motivazioni sono essenzialmente due: 

la prima è che i centri per l’impiego devono sostenere già impegni pressanti da più fronti, soprattutto i piccoli centri per l’impiego; la seconda è legata, invece, alla numerosità dei beneficiari RdC tenuti agli obblighi di lavoro.

Insomma, pensare che i centri per l’impiego possano convocare uno ad uno ogni beneficiario RdC, per giunta per un incontro di pochi minuti, non sembra essere la soluzione più efficiente. 

Ed è probabilmente questo il motivo per cui, almeno fino ad ora, le nuove disposizioni non hanno ancora visto applicazione. Cerchiamo di capire meglio la situazione.

Reddito di cittadinanza e obbligo di presentarsi ai centri per l’impiego: cosa aspettarsi nel mese di febbraio

Come evidenzia l’indagine di tuttolavoro24.it, che ha contattato diversi centri per l’impiego dislocati in diverse città italiane, in merito al nuovo obbligo, i Cpi non hanno mai ricevuto disposizioni per applicare le nuove regole. 

Regole che, per altro, sarebbero dovute partire dal 1° gennaio 2022. Non solo, perché dopo questa prima indagine, svoltasi proprio a gennaio, ce ne è stata una seconda, qualche giorno fa. 

La risposta? I centri per l’impiego non hanno ancora ricevuto disposizioni operative per contattare i beneficiari di reddito di cittadinanza e convocarli per la verifica degli obblighi di lavoro. 

L’impressione generale è, quindi, di dover continuare ad attendere. Un’attesa che, però, non si sa quanto possa giungere a una conclusione soddisfacente. Di certo c’è che i percettori di RdC non abbiano alcun obbligo, almeno per il momento, né di recarsi spontaneamente presso i centri per l’impiego, né di dover permettere la verifica degli obblighi. 

Tutto ciò che può essere richiesto al beneficiario RdC è mantenersi aggiornato, sebbene, come da disposizioni, debbano essere comunque i centri per l’impiego a contattare i cittadini. 

C’è ora solo da capire se e quando l’obbligo introdotto dalla Legge di Bilancio 2022 potrà essere applicato, nonostante le diverse criticità alla base della disposizione che viene davvero difficile credere non fossero state valutate dagli addetti ai lavori. 

Chi perde il reddito di cittadinanza a febbraio

Se, dunque, ci si chiede chi, tra i beneficiari RdC, rischia di perdere il beneficio nel mese di febbraio, ciò che è certo è che non rischiano di incorrere nella decadenza coloro che non hanno il green pass, dal momento che questo ostacolo si presenterà solo qualora ai centri per l’impiego vengano date disposizioni su come agire. 

Si ricorda, inoltre, che le date consuete per gli accrediti del RdC sono il 15 febbraio, per coloro che hanno presentato per la prima volta domanda o hanno presentato domanda di rinnovo dopo il mese di sospensione, e il 27 febbraio per coloro che aspettano le rate ordinarie.