È in arrivo il pagamento della mensilità di maggio per quanto riguarda il Reddito di cittadinanza che arriverà in due finestre. Sulla carta resta tutto uguale (solo sulla carta visto che ci sono dei beneficiari che attendono il pagamento di febbraio) così come accaduto nei mesi scorsi da quando la misura è stata introdotta e così come il decreto n. 4/2019 convertito nella legge n.26/2019 prevede, il pagamento del reddito di cittadinanza si articolerà in due date.  Nel mese di maggio 2021 le date che i beneficiari del reddito di cittadinanza dovranno segnare sono due: 

  • 14 maggio per chi riceverà la prima ricarica  o il primo accredito dopo il rinnovo;
  • 27 maggio per tutti gli altri beneficiari, quando in pratica partirà il secondo flusso d ricariche.

Ma vediamo in dettaglio chi saranno i fortunati a ricevere il pagamento prima e chi entro fine mese.

Reddito di cittadinanza: a chi spetta il pagamento il 14 maggio 

È in arrivo il pagamento della mensilità di maggio per quanto riguarda il reddito di cittadinanza che arriverà in due finestre. La prima è proprio quella di domani, quindi dal 14 maggio 2021 partiranno i pagamenti del sussidio, vediamo per chi.

Il pagamento al 14 maggio spetta a:

  • coloro che hanno presentato una nuova domanda ad aprile;
  • coloro che devono ricevere la prima ricarica del reddito di cittadinanza oppure il primo accredito dopo il rinnovo;
  • i beneficiari che attendono gli arretrati da febbraio.

Reddito di cittadinanza: a chi spetta il pagamento al 27 aprile

Vediamo in dettaglio quale sarà la seconda finestra di pagamento del sussidio nel mese di maggio. 
La seconda scadenza, come nei mesi precedenti, partirà dal 27 maggio, come di consueto. Quindi nessuna novità per i pagamenti in via ordinaria, che come al solito verranno erogati entro la fine del mese.  

Da quel giorno ci saranno gli accrediti della rata del Reddito di cittadinanza, per tutti quelli che devono ricevere appunto il loro pagamento mensile.
Per quanto riguarda l’importo sarà uguale a quello del mese di aprile.

Occorre sottolineare che il 14 maggio parte la disposizione di pagamento da parte dellInps. Per quanto riguarda concretamente i pagamenti c’è il passaggio del testimone a Poste Italiane che eroga per flussi. In poche parole quindi c'è prenderà la ricarica prima e chi dopo, l’importante è aver ricevuto l'esito positivo.

E’ importante ricordare che il Reddito di cittadinanza scade dopo 18 mesi. Al termine di questo periodo subentra una pausa temporale di 30 giorni durante la quale non si riceve nessun accredito, ma è possibile  inoltrare domanda di rinnovo in presenza di tutti i requisiti. 

Nonostante siano bene note le regole da seguire per usufruire del Reddito di cittadinanza, introdotto dal Dl 28 gennaio 2019, n. 4,  pare che in molti siano caduti in errore e l’Inps ha prontamente messo in atto una serie di provvedimenti di blocco, gettando nel panico molti percettori del Rdc. 

Reddito di cittadinanza perchè è stato bloccato?

Il messaggio dell’Inps che molti percettori di Rdc hanno visualizzato è il seguente:

Domanda presentata prima dello spirare del termine di 18 (o 6) mesi di cui all’articolo 7, comma 11, della legge n. 26 del 2019”.

In pratica l’Inps ha messo in atto la sanzione secondo cui: chi a seguito di una sanzione non ha atteso i 18 mesi o i sei mesi per ripresentare domanda, decade dal sussidio. 

Per capire bene cosa è successo è fondamentale ricordare che ci sono circostanze che fanno scattare l'immediata decadenza dal sussidio. Per un periodo di tempo (18 o 6 mesi) l’intero nucleo familiare non può presentare nuova domanda.

Ed è proprio questo il motivo per il quale a molte persone l'INPS è stato bloccato il sussidio. Il reddito di cittadinanza decaduto può essere richiesto nuovamente dopo 18 mesi dalla data del provvedimento di revoca o di decadenza o dopo sei mesi se in famiglia ci sono minorenni o disabili.

Reddito di cittadinanza: quando si decade

Come bene evidenziato sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sono determinate circostanze in cui il Reddito di cittadinanza può essere perso o ridotto.

Si prevede la decadenza dal Reddito di cittadinanza quando uno dei componenti il nucleo familiare:

  • non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro;
  • non sottoscrive il Patto per il lavoro ovvero il Patto per l’inclusione sociale;
  • non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  • non aderisce ai progetti utili alla collettività, nel caso in cui il comune di residenza li abbia istituiti;
  • non accetta almeno una di tre offerte di lavoro congrue oppure, in caso di rinnovo, non accetta la prima offerta di lavoro congrua;
  • non comunica l’eventuale variazione della condizione occupazionale oppure effettua comunicazioni mendaci producendo un beneficio economico del Reddito di cittadinanza maggiore;
  • non presenta una DSU aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare;
  • venga trovato, nel corso delle attività ispettive svolte dalle competenti autorità, intento a svolgere attività di lavoro dipendente, ovvero attività di lavoro autonomo o di impresa, senza averlo comunicato.

Chiunque presenti dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere oppure ometta informazioni dovute è punito con la reclusione da due a sei anni. È prevista, invece, la reclusione da uno a tre anni nei casi in cui si ometta la comunicazione all’ente erogatore delle variazioni di reddito o patrimonio, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio. In entrambi i casi, è prevista la decadenza dal beneficio con efficacia retroattiva e la restituzione di quanto indebitamente percepito.

Se l’interruzione del Reddito di cittadinanza è avvenuta per motivi diversi  dall’applicazione delle sanzioni, il beneficio può essere richiesto nuovamente per una durata complessiva non superiore al periodo residuo non goduto. Nell’ipotesi di interruzione causata da un aumento del reddito dovuto ad un cambiamento della condizione occupazionale (da almeno un anno), l’eventuale successiva richiesta del beneficio equivale a una prima richiesta.

Per chi rientra in una delle situazioni viste, scatta l'immediata decadenza dal sussidio. Ad eccezioni dei casi più gravi, il Reddito di cittadinanza decaduto può essere richiesto nuovamente dopo 18 mesi dalla data del provvedimento di revoca o di decadenza o dopo sei mesi se in famiglia ci sono minorenni o disabili.

Reddito di cittadinanza: requisiti

Il reddito di cittadinanza va inteso come una misura di politica attiva del lavoro e di lotta alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale. In pratica  è un sostegno economico volto a integrare i redditi familiari.

E’ una forma di sussidio finalizzato ad un percorso di reinserimento lavorativo e sociale da parte del beneficiario che non si possono limitare ad incassare i soldi del RdC, ma devono essere parte attiva del loro inserimento nel mondo del lavoro attraverso la sottoscrizione di un Patto per il lavoro o un Patto per l’inclusione sociale. 

Il Reddito di cittadinanza non è per tutti infatti la legge ha fissato requisiti economici e di cittadinanza, di residenza e di soggiorno che vanno soddisfatti al fine di poter usufruire del reddito di cittadinanza 2021. 

Quali sono in sintesi:

  • requisito imprescindibile è essere maggiorenni;
  • cittadino italiano o di un paese membro dell’Unione Europea;
  • cittadino di Paesi terzi con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (oppure apolide con identico permesso);
  • titolare della cd. protezione internazionale;
  • familiare di un cittadino italiano o di uno stato membro UE, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente.

Per maturare il diritto al Reddito di cittadinanza, è necessario aver risieduto in Italia per un periodo totale di almeno 10 anni. Gli ultimi due anni devono essere ininterrotti.

Rinnovare l’ISEE è molto importante per continuare a percepire diversi sussidi, non solo il reddito di cittadinanza

Ulteriori limiti alla concessione del reddito di cittadinanza riguardano i requisiti economici da rispettare. Infatti il nucleo familiare, a cui andrebbe il reddito di cittadinanza 2021, deve rispettare i seguenti parametri:

  • valore ISEE al di sotto dei 9.360 euro;
  • valore del patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, differente dalla casa di abitazione, non al di sopra dei 30 mila euro;
  • valore del patrimonio mobiliare non al di sopra dei 6 mila euro;
  • valore del reddito familiare al di sotto dei 6 mila euro annui.

Reddito di cittadinanza: Isee ordinario o corrente, quale conviene?

L’Isee può essere richiesto sia ordinario che corrente. L’Isee ordinario si riferisce al 2019 come anni di riferimento per i requisiti di patrimoni, quindi 2 anni prima rispetto al 2021 quando viene fatto il rinnovo. 

Invece l’Isee corrente si riferisce agli ultimi 12 mesi. L’ Isee corrente però ha una validità ridotta, va rinnovato ogni 6 mesi a differenza dell’Isee ordinario che ha la durata di un anno. 

Reddito di cittadinanza 2021: come verificare il pagamento

Controllare l’avvenuto accredito o il saldo del Reddito di cittadinanza è piuttosto semplice e ci sono diverse modalità:

  • accedere con SPID sul sito ufficiale del Reddito di Cittadinanza, selezionare la "carta Rdc" e visionare la "lista dei movimenti";
  • Sito Inps, accedere all’area privata con Spid, CIE, CNS.
  • chiamare il numero di Poste 800.666.888;
  • utilizzare uno sportello Postmat, inserendo la "Carta Rdc", digitando il "Pin" e selezionando la voce "Saldo".