Tutto pronto per trasformare il Reddito di Cittadinanza in una misura migliore, capace di trasformare un sussidio in uno strumento capace di valorizzare le risorse, a partire naturalmente dalle risorse umane. Da quando la misura esiste le critiche sono certamente state tante, ma ora ci sono importanti novità in vista.

In effetti, tanti degli aspetti che vengono criticati del Reddito di Cittadinanza sono oggettivamente discutibili e contradditori, ma anche trovare una soluzione non è chiaramente semplice, soprattutto nel periodo storico che stiamo vivendo.

Infatti, per lungo tempo si è parlato di abolizione del Reddito di Cittadinanza, anche e soprattutto quando si è insediato Mario Draghi, lo scorso febbraio. Sembrava che l'ex Governatore della BCE non gradisse questa misura e la ritenesse inutilmente assistenzialista.

Nel tempo, però, è emersa da parte del Governo Draghi una volontà chiara nei confronti del RdC: cambiarlo, migliorarlo, ma non cancellarlo per alcun motivo.

Anche perché i beneficiari sono tanti, davvero tanti, e pensare di togliere di colpo un sussidio del genere sarebbe un durissimo lavoro per tantissime famiglie italiane. Migliorarlo è probabilmente la strada migliore, a questo punto, con la volontà di renderlo una misura più equa, più controllata e soprattutto più efficace.

Come vedremo nel corso dell'articolo, infatti, la misura è attualmente piuttosto costosa per le casse dello Stato, ma soprattutto non è abbastanza efficace rispetto agli obiettivi che si prefissa. Inoltre, togliere il sussidio ai famosi "furbetti del Reddito di Cittadinanza" è una assoluta priorità.

Settimana scorsa, ancora una volta, sono emersi tra le cronache i casi di diversi cittadini che percepivano il Reddito di Cittadinanza pur senza averne diritto e che poi però possedevano auto sportive molto costose e non avevano alcuna esigenza di ritrovare immediatamente il lavoro.

In generale, rimarranno invariati i requisiti di accesso alla misura, mentre potrebbe cambiare qualcosa in termini di opportunità lavorative ed anche di importo, dato che è in discussione il cosiddetto "decalage", già noto per un'altra misura importantissima che è la NASpI.

Se fossi interessato o interessata ad approfondire questo genere di tematiche, ti suggeriamo il canale YouTube "Redazione The Wam" che pubblica ogni giorno un nuovo video in cui approfondisce tutto ciò che riguarda bonus, sussidi e lavoro. In questo video in particolare si parla di Reddito di Cittadinanza e di pagamenti in generale relativi al mese corrente:

Reddito di Cittadinanza: come funziona

Partiamo innanzitutto dal definire il Reddito di Cittadinanza, una misura nata ormai oltre due anni fa che si prefissa l'importante obiettivo di sostenere le famiglie italiane più bisognose.

In particolare, a farne richiesta è un soggetto disoccupato che, in base proprio alla situazione familiare, può ricevere un importo più o meno elevato per far fronte alle spese legate alla famiglia ed al proprio sostentamento. Una misura che, in generale, è sempre stata al centro dell'attenzione per vari motivi.

Ovviamente la sua importanza è da riconoscere, perché si tratta di un aiuto senza il quale molte famiglie sarebbero sotto la soglia di povertà che, a onor del vero, esiste anche in tantissimi altri Stati europei, seppur con modalità di funzionamento talvolta differenti.

In generale, parliamo di un sussidio importante che, come tale, è "goloso" anche agli occhi di chi i requisiti non li ha, ma prova comunque ad aggirare il sistema percependo questa misura nonostante non ne abbia bisogno.

Oppure, sono noti alle cronache anche molti casi di soggetti beneficiari del RdC che, in realtà, non sono disoccupati ma semplicemente lavorano "in nero", modalità con cui sono invisibili agli occhi dello Stato.

Insomma, le casistiche sono numerose ed in generale quando si tocca questa misura lo si deve fare con ben chiaro il suo obiettivo: sostenere i disoccupati e le loro famiglie, ma soprattutto permettere loro di rientrare il più velocemente possibile nel mondo del lavoro.

Oltre a ciò, è ovviamente questione importantissima riuscire a destinare la misura solo a chi effettivamente ne ha necessità, stringendo i controlli laddove necessario.

Reddito di Cittadinanza: i pagamenti di novembre

Nel momento in cui si fa domanda per il Reddito di Cittadinanza, si ottiene un aiuto economico che dura ben diciotto mensilità, naturalmente solo se si rispettano i requisiti.

Tale aiuto decade nel momento in cui il soggetto beneficiario dovesse, come ci si augura, trovare il lavoro e quindi tornare a poter sostenere le spese famigliari in maniera autonoma. Purtroppo, questo generalmente non accade e la stragrande maggioranza dei beneficiari arriva ad ottenere almeno tutte le prime diciotto mensilità, spesso richiedendo nuovamente la misura.

Al netto di ciò, il pagamento di ogni mensilità avviene in una data ben precisa, che per legge è il 27 del mese. Ci sono però due eccezioni:

  • Riceve pagamento anticipato (precisamente il 15 del mese) chi attende la prima mensilità in assoluto, la prima dopo il rinnovo della misura o la prima dopo aver aggiornato la Dichiarazione ISEE;
  • Si riceve pagamento anticipato in caso il 27 cada in un giorno festivo, come per esempio di domenica.

Il mese di novembre, però, sarà piuttosto atipico in tal senso. Le date ufficiali di pagamento sono infatti il 15, come da prassi, ed il 26, nonostante il 27 sia un sabato.

Questo perché in questo modo INPS sa di poter erogare i pagamenti in tempo entro la fine del mese, cosa che per legge deve garantire. Essendo il mese di novembre di soli 30 giorni ed essendoci domenica 28 in cui non vengono erogati pagamenti, si è deciso di anticipare al 26. 

I pagamenti saranno quindi erogati il 26, 27, 29 o 30 novembre per tutti i beneficiari.

Per quanto riguarda altre situazioni particolari di pagamento suggeriamo di consultare direttamente i servizi appositi, ma in generale lo strumento più utile è il fascicolo previdenziale, in cui compaiono con qualche giorno d'anticipo tutte le date di pagamento con tanto di importi.

Reddito di Cittadinanza: dal 2022 cambia l'importo

Dopo aver parlato delle notizie positive, cioè in particolare del pagamento anticipato di un giorno del mese di novembre, eccoci a parlare di un aspetto molto più discusso, che però non è ancora ufficiale.

Sia dunque chiaro che stiamo parlando di indiscrezioni che, seppur affidabili e molto probabili, non sono ancora certe. Esse riguardano proprio le novità in vista del 2022 riguardanti il RdC e la sistemazione di quelli che sono i suoi "difetti", già accennati nelle precedenti righe di questo paragrafo.

In sostanza, le novità del 2022 dovrebbero riguardare due ambiti, di cui il primo è proprio l'importo: ci sarà un taglio degli importi a partire da una certa mensilità, che pare possa essere la settima.

Le prime sei mensilità su diciotto saranno quindi invariate rispetto al passato, mentre dalla settima ci sarà un taglio che secondo le indiscrezioni dovrebbe essere di 5 euro al mese per i dodici mesi rimanenti.

Questo significa che il taglio totale all'ultima mensilità arriverebbe ad essere di 60 euro, una cifra non indifferente. In particolare, potrebbe non essere gradita la notizia soprattutto per chi riceve un importo piuttosto basso di RdC e per cui quindi 60 euro di taglio sarebbero in percentuale una grossa rinuncia.

Si sta riflettendo sulla possibilità di confermare tale taglio solo per coloro che hanno un RdC al di sopra di una certa soglia, mentre non pare che sia considerata l'ipotesi di tagliare l'importo in percentuale, come accade prorprio per la già citata NASpI, il cui "decalage" è del 3% al mese a partire dal quarto mese in poi.

Reddito di Cittadinanza: ecco il nuovo meccanismo delle offerte

Un'altra importante novità riguarderebbe le offerte di lavoro: come funzioneranno a partire dal 2022? In sostanza, il problema da risolvere sarebbe molto importante, perchè ad oggi non c'è modo di tracciare le offerte di lavoro ricevute dai beneficiari di RdC e questo costitutisce un grosso ostacolo alla ri-occupazione.

Dal 2022, però, il problema potrebbe essere risolto in questo semplice modo: non si potranno più rifiutare due offerte di lavoro congrue rispetto al soggetto beneficiario di RdC.

Semplice nelle parole, ma non nei fatti. Significa implementare un sistema di offerte in grado di tracciare quali lavori vengono proposti a quali beneficiari, andando poi a comportare delle conseguenze per coloro che dovessero comunque decidere di rifiutare offerte lavorative successive alla prima.

Per chi dovesse rientrare in tale situazione, l'idea sarebbe quella di sospendere il Reddito di Cittadinanza: una scelta forte, forse impraticabile nel breve periodo, ma che darebbe un segnale molto chiaro delle intenzioni del Governo su questa misura.

Implementare questo nuovo sistema richiederà tempo, per cui gennaio 2022 è più che altro una data in cui idealmente cominciare a vedere messe in pratica queste due grandi novità, ma sarà difficile vederle immediatamente a pieno regime, soprattutto per questioni tecniche e burocratiche che richiedono tempo.

Reddito di Cittadinanza: nuove risorse in Legge di Bilancio

Un'ultima novità del Reddito di Cittadinanza riguarda la Legge di Bilancio 2022. Per ora è stata approvata solo la prima bozza, ma c'è già un'indicazione importante delle intenzioni del Governo.

L'intera Legge di Bilancio ammonta ad una cifra vicina ai 23 miliardi, destinati principalmente a riforma pensioni e taglio del cuneo fiscale, ma con anche un miliardo destinato al Reddito di Cittadinanza.

Non si tratta però solo delle due novità già annunciate, ma anche di una volontà da parte del Governo di rendere più stringenti ed inflessibili i controlli sui famosi "furbetti del RdC". Controlli più costanti e precisi, che possano far sì che il sussidio sia destinato veramente solo a chi ne ha necessità.

Queste le importanti novità in vista del 2022, con la chiara intenzione del Governo di mettere in campo finalmente le migliorie del RdC di cui si andava parlando ormai da anni. Vedremo se con successo.