Il Reddito di Cittadinanza è al centro di una serie di indiscrezioni che lo vedono cambiare molto nel 2022. Non cambierà la logica della misura e neanche i requisiti di accesso, ma cambierà il meccanismo delle offerte di lavoro ed anche qualche aspetto riguardante gli importi, sotto due punti di vista differenti.

Nel complesso la conferma di questa misura è già una buona notizia, perché inizialmente il Governo Draghi era sembrato piuttosto scettico nei confronti del sussidio, mentre poi ha ammorbidito la sua posizione anche sulla base dell'opinione delle forze di maggioranza, scettiche verso il RdC ma non al punto di volerlo eliminare.

In particolare, la misura è utile in un periodo come quello che stiamo vivendo: toglierlo proprio ora che stiamo uscendo dalla pandemia sarebbe praticamente imperdonabile per l'opinione pubblica ed in particolare per i cittadini che percepiscono questo sussidio.

Anche perché la fine della pandemia (come ci si augura che sia) significherebbe la fine di una serie di misure straordinarie, come ad esempio il Reddito di Emergenza ed i contributi a fondo perduto per le imprese, quindi andare anche a rimuovere il RdC sarebbe decisamente eccessivo.

Nel frattempo la Legge di Bilancio, anche se solo nella sua prima bozza, ha confermato che ci sono delle nuove risorse destinate proprio al Reddito di Cittadinanza, nello specifico circa un miliardo di euro (su 23 totali della Legge di Bilancio 2022), che però sarebbero legati proprio alle novità di cui andremo a parlare.

In questo articolo facciamo infatti chiarezza sulla misura e sul suo funzionamento, ma soprattutto su ciò che riguarda le due principali novità che vedremo a partire dall'anno prossimo. Si tratta al momento solo di indiscrezioni, ma comunque piuttosto affidabili e basate su intenzioni che il Governo stesso ha dichiarato esplicitamente. Infine, vedremo in breve anche la questione dei pagamenti nel prossimo futuro.

Ovviamente da qui alla fine dell'anno, però, potrebbero esserci altre novità ed in particolare potrebbero arrivare maggiori dettagli e con essi l'ufficialità di queste modifiche.

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Reddito di Cittadinanza: il punto sulla misura

Il Reddito di Cittadinanza è una misura nata nel 2019 per mano del primo Governo Conte, quello in cui la maggioranza era composta principalmente da Movimento 5 Stelle e Lega. Un Governo che ha puntato fortemente su questa misura, in particolare nel M5S che infatti ancora oggi ne rivendica l'importanza.

L'idea era quella di promuovere un sussidio che permettesse ai cittadini di avere un sostegno: parliamo di quei cittadini che ne hanno effettivamente bisogno e tale aspetto è garantito dal rispetto di una serie di requisiti chiari e piuttosto stringenti.

Tra questi c'è naturalmente la Dichiarazione ISEE, ma anche altri aspetti riguardanti il patrimonio mobiliare ed immobiliare e, infine, la composizione del nucleo familiare. In generale, più numeroso il nucleo e più generoso l'importo mensile spettante a titolo di RdC.

La misura non ha però semplice misura assistenzialista, ma è piuttosto pensata per aiutare i cittadini ad essere reinseriti nel mondo del lavoro, in modo da non aver più la necessità di un sussidio del genere. Obiettivo sicuramente importante da perseguire, ma reso difficile da una serie di problematiche.

In primis, il reinserimento nel mondo del lavoro non funziona: ad oggi chi riceve un'offerta lavorativa può rinunciarla e non avere alcuna ripercussione sulla misura, che continua ad essere erogata esattamente come prima. Inoltre, funziona con molta fatica il meccanismo delle offerte stesse, spesso inadatte ai profili e comunque non abbastanza numerose rispetto alla platea di beneficiari.

L'altro aspetto particolarmente controverso riguarda i controlli: da diversi studi è stato confermato che tanti cittadini ricevono il RdC pur senza averne i requisiti e ciò accade perché i controlli non sono abbastanza stringenti e tempestivi.

Infine, la combinazione tra questi due aspetti diventa anche un pericoloso incentivo al lavoro"nero", ovvero non regolamentato. Un altro problema è infatti che tanti cittadini lavorano in nero (rimanendo disoccupati solo agli occhi dello stato) e continuano a percepire il Reddito di Cittadinanza.

Reddito di Cittadinanza: ecco la rivoluzione

Una rivoluzione sul tema RdC è stata preannunciata tante volte da quando è nata la misura... ma non ha mai visto la luce. Pioggia di critiche per questo sussidio ma, nei fatti, la politica non è praticamente mai riuscita a far valere tali critiche formalmente, migliorando e sistemando la misura laddove necessario.

Ora sembra invece essere arrivato un momento di svolta, finalmente, una una rivoluzione che tocca due degli ambiti più delicati ed in ogni caso interconnessi tra loro: importo delle mensilità e rifiuto delle offerte di lavoro.

Entrambi gli aspetti paiono ragionevoli, ma va detto ancora una volta che non si tratta ancora di informazioni ufficiali, ma di indiscrezioni attendibili che potrebbero subire variazioni nelle prossime settimane o anche nei prossimi giorni.

La Legge di Bilancio è infatti un tema caldissimo, ma quella presentata fino ad ora è solo una bozza. Il punto principale del famoso miliardo destinato proprio al RdC, sarebbe l'inasprimento dei controlli che permetterebbe di mettere in pratica le due novità che andremo a raccontare nei prossimi paragrafi.

Insomma, il Reddito di Cittadinanza è finalmente arrivato al bivio a cui tutti lo attendevano: aiuto alle famiglie sì, ma con criteri ben definiti e soprattutto con un controllo serio su requisiti ed importi. Le risorse destinate a questa misura sono tante e costituiscono una spesa importante per lo Stato, dunque a maggior ragione la misura deve raggiungere gli obiettivi che si prefissa.

Reddito di Cittadinanza: cambia l'importo!

Partiamo da una questione che va a toccare direttamente il portafoglio delle famiglie italiane, in particolare delle famiglie che percepiscono il RdC o che lo percepiranno in futuro. 

L'importo del Reddito di Cittadinanza tiene conto della composizione del nucleo familiare, in base alla presenza di soggetti minorenni o maggiorenni oltre al soggetto che richiede direttamente la misura. Questo calcolo porta ad un coefficiente, utilizzato come moltiplicatore per ottenere l'importo esatto.

Dal 2022, però, potrebbe radicalmente cambiare l'importo, soprattutto come principio. Non più il medesimo importo per tutte le mensilità, ricordiamo che il RdC prevede diciotto mensilità dopo le quali bisogna rifare domanda, ma un meccanismo a scendere che somiglia a quello della NASpI.

La NASpI è un'indennità di disoccupazione che diminuisce di importo a partire dal quarto mese. Si tratta di una diminuzione del 3% ad ogni mese, arrivando quindi alla fine a diminuire in maniera sostanziosa.

Questo meccanismo è pensato per renderle graduale la diminuzione d'importo, incentivando il beneficiario a valutare la propria situazione lavorativa prima della fine della misura.

Il Reddito di Cittadinanza diminuirebbe d'importo in maniera leggermente diversa: si parla di una diminuzione di 5 euro al mese per ogni mese successivo al sesto. In sostanza, al diciottesimo ed ultimo mese la diminuzione arriverebbe a 60 euro.

Non è ancora ufficiale ma presto lo sarà, manca da capire se il taglio riguarderà tutti o solo chi ha il RdC al di sopra di una certa soglia.

Reddito di Cittadinanza: occhio alle offerte di lavoro

Un altro aspetto importantissimo riguarderebbe le offerte di lavoro: non si potrà più rifiutare la seconda offerta di lavoro legata al beneficio. Chi riceve una offerta di lavoro potrà così decidere di rifiutarla solo la prima volta, mentre la successiva sarà "costretto" ad accettarla.

Nasce però un interrogativo molto interessante: lo Stato sarà in grado di provvedere a recapitare offerte di lavoro ai beneficiari della misura? Offerte economicamente soddisfacenti (altrimenti conviene il sussidio...) e congrue alla figura che le riceve.

Una missione piuttosto complessa che, fino ad ora, ha praticamente sempre fallito. Il periodo di crisi economica conseguente alla pandemia non ha certamente aiutato, ma va detto che la misura non funzionava neanche prima da questo punto di vista.

Il Governo Draghi sembra molto determinato a voler invertire questa tendenza, rendendo il Reddito di Cittadinanza un vero strumento per il reinserimento dei disoccupati nel mondo del lavoro. Ci riuscirà?

Solo il tempo saprà dircelo, mentre manca da capire cosa possa succedere a chi rifiuterà anche la seconda offerta: si parla di sospensione del sussidio o di ulteriore taglio.

La pressione di M5S in particolare potrebbe portare ad una scelta meno drastica, ma l'intenzione sembra essere quella di sospendere il sussidio per chi rifiuta anche la seconda offerta. Una scelta ragionevole rispetto alla logica del sussidio, ma che può portare ad importanti conseguenze per le famiglie che non ne saranno certo contente.

Reddito di Cittadinanza: e i pagamenti?

Il pagamento del RdC potrebbe rimanere lo stesso: 15 del mese o 27 del mese. Non è però scontato, perché nelle ultime settimane ci sono state diverse novità sotto questo punto di vista. 

Infatti, a causa dell'integrazione sul RdC a titolo di Assegno Unico, i pagamenti erano stati anticipati nel mese di settembre, rispettivamente al 10 ed al 20. Questo ha fatto pensare ad una scelta permanente, mentre invece ad ottobre si è tornati alle consuete date del 15 e del 27.

Anche a novembre sarà probabilmente così, con chi riceve la prima mensilità in assoluto che può aspettarsela al 15, mentre tutti gli altri la riceveranno con ogni probabilità al 27 novembre.

L'integrazione potrebbe invece arrivare più tardi, appena dopo il pagamento del 27 e si spera entro la fine del mese.