Tra tutti i sussidi economici e le prestazioni sociali che vengono puntualmente erogate e corrisposte nei confronti di specifici nuclei familiari e cittadini che risultano essere residenti effettivamente sul territorio nazionale, quello approvato ed introdotto pochi anni fa del reddito di cittadinanza, rappresenta di fatto uno dei benefici più importanti attualmente in vigore.

In effetti, il reddito di cittadinanza consente alle famiglie italiane in difficoltà, che vivono delle condizioni economiche, sociali e lavorative particolarmente disagiate, segnate da un livello elevato di disoccupazione e di povertà.

Si tratta, dunque, di un sostegno economico molto richiesto da parte dell’intera popolazione italiana, la quale effettivamente ha conseguito un reddito basso, con l’obiettivo di riuscire ad ottenere una maggiore integrazione dal punto di vista non soltanto lavorativo ma anche sociale.

Tuttavia, già negli ultimi mesi, sono sempre più insistenti le voci e le indiscrezioni che vedono il sostegno del reddito di cittadinanza al centro del dibattito pubblico e politico, che potrebbe così portare alla conclusione di una eliminazione definitiva del sostegno economico nei confronti delle famiglie italiane che risultano essere beneficiarie.

A questo proposito, tra i principali sostenitori di una imminente abolizione del reddito di cittadinanza, vi è il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, il quale più volte si è fatto portavoce delle sue opinioni fortemente contrarie all’utilità del sostegno del reddito di cittadinanza, considerato ormai come una misura che non è in grado di incentivare effettivamente la ricerca di un lavoro da parte degli stessi cittadini. 

Proprio per questo motivo, durante le ultime settimane, Matteo Renzi si è espresso favorevole all’introduzione di un referendum abrogativo, mediante la presentazione del quesito al Governo, al fine di ottenere l’abolizione definitiva del sostegno del reddito di cittadinanza. 

Appare chiaro e comprensibile, quindi, che la popolazione italiana, in particolare i beneficiari del sostegno economico del reddito di cittadinanza, siano attualmente in una fase di grande ansia e preoccupazione, segnata dall’incertezza di una possibile eliminazione definitiva del beneficio a sostegno del reddito.  

Dunque, in questo senso, all’interno dell’articolo, saranno approfondite tutte le informazioni necessarie al fine di comprendere la portata e i rischi legati ad un possibile referendum abrogativo legato al sostegno economico del reddito di cittadinanza, che di fatto potrebbe così portare a centinaia di migliaia di nuclei familiari residenti in Italia, la perdita di un enorme sostegno. 

Inoltre, saranno anche affrontate tutte le caratteristiche ed i requisiti considerati obbligatori per l’accesso al reddito di cittadinanza, oltre che tutte le novità che hanno interessato tale sostegno economico nel corso degli ultimi mesi segnati dalla formazione del nuovo Governo Draghi.

Reddito di cittadinanza: arriva un referendum abrogativo

Soltanto una settimana fa è arrivata l’effettiva proposta ufficiale, messa in atto da Matteo Renzi, il leader del partito Italia Viva, in merito ad una possibile introduzione del cosiddetto referendum abrogativo che possa andare a determinare l’effettiva abolizione e cancellazione definitiva del beneficio relativo al reddito di cittadinanza. 

A questo proposito, infatti, il giorno primo settembre, Matteo Renzi ha espresso le sue dichiarazione in merito alla possibilità di un referendum abrogativo davanti alle telecamere della rete di Tg4, così da esporre all’intera popolazione il suo quesito referendario, già precedentemente annunciato nel corso degli ultimi mesi, che ha di fatto così dato il via ad una raccolta firme indirizzata all’intera popolazione italiana che risulta essere d’accordo alla cancellazione del beneficio legato al reddito di cittadinanza. 

In questo senso, il quesito referendario che è stato proposto da parte del leader del partito Italia Viva, ha un obiettivo unico e fondamentale, ovvero quello di avviare l'abrogazione definitiva delle disposizioni presentate all’interno del testo del decreto-legge, numero 4, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 gennaio 2019, in riferimento alle “Disposizioni urgenti in materia al beneficio del reddito di cittadinanza e delle pensioni di cittadinanza”; poi successivamente convertito con modificazioni nella legge, numero 26 del giorno 28 marzo 2019, in particolare  al capo I, articoli da 1 a 13.

Lo scopo del referendum abrogativo per il reddito di cittadinanza

Dunque, in seguito alle tante dichiarazioni espresse sia al Governo che durante diverse trasmissioni televisive, da parte del leader del partito di Italia Viva, Matteo Renzi ha quindi proposto la necessità di avviare un quesito abrogativo in riferimento all’opinione della popolazione in merito alla necessità del reddito di cittadinanza.

Il quesito abrogativo, in effetti, è ormai diventata una tappa obbligatoria per Renzi affinché il reddito di cittadinanza possa essere coinvolto effettivamente dalla sua abolizione. Questo perché all’interno del Parlamento sembrerebbe non esserci una maggioranza assoluta per poter avviare autonomamente direttamente all’interno del gruppo governativo la piena e definitiva eliminazione definitiva del sostegno del reddito di cittadinanza.

È quindi per tale motivazione che i renziani si sono fatti avanti per poter avviare una vera e propria raccolta firme, considerata attualmente l’unica strada per poter proporre un referendum alla popolazione, in maniera tale da poter dire in maniera definitiva addio al beneficio del reddito di cittadinanza.

A proposito, del referendum abrogativo proposto da Matteo Renzi, può essere utile la visione del video di Mr LUL lepaghediale:

 

Tutti i partiti contro il reddito di cittadinanza?

Gli esponenti principali del partito Italia Viva, così come il loro leader, Matteo Renzi, hanno in più occasioni sottolineato le loro intenzioni ad eliminare in maniera definitiva il reddito di cittadinanza.

Tra le critiche maggiormente mosse da parte di Italia Viva, così come da altri partiti politici e da una grande fetta della popolazione residente sul territorio nazionale, vi è quello di considerare il beneficio del reddito di cittadinanza come non in grado di riuscire effettivamente a raggiungere gli obiettivi per cui era stato configurato da parte del partito del Movimento 5 Stelle, quelli legati all’integrazione sociale e all’ottenimento di una nuova attività lavorativa. 

In questo senso, occorre però sottolineare che non tutti i partiti e i parlamentari sembrano essere della stessa opinione espressa da parte del leader Matteo Renzi e i suoi. Dunque, da un lato vi è il partito di Forza Italia, il quale sembra essere in parte favorevole a quanto dichiarato da Matteo Renzi. Tuttavia, la capogruppo al Senato, Annamaria Bernini, ha sottolineato che piuttosto che andare ad effettuare delle modifiche al beneficio e all’intera struttura del reddito di cittadinanza, il sostegno  dovrebbe essere rifare completamente da capo.

Allo stesso tempo, anche alcuni partiti dell’opposizione sembrano schierarsi contro l’attuale beneficio del reddito di cittadinanza, affermando più volte il bisogno di provvedere ad una definitiva abolizione di tale sostegno.

Anche per quanto riguarda Giorgia Meloni, la presidente del partito Fratelli d’Italia si è più volte espressa in merito all’utilità del reddito di cittadinanza. A questo proposito, la Meloni ha sostenuto in diverse occasioni che il suo partito si è schierato fin da subito contro il sostegno del RdC al fine di sostenere maggiormente i cittadini che effettivamente hanno bisogno di un aiuto concreto e non i “furbetti” che intendono approfittare del contributo.

Al contrario, dall’altro lato, sembrano esserci partiti come quelli del Pd e del Movimento 5 Stelle che continuano a battersi in merito ai vantaggi e i benefici di cui è possibile usufruire quando si ottiene il reddito di cittadinanza.

A questo proposito, il segretario del Pd, Enrico Letta, ha sostenuto più volte la necessità di modifiche e di cambiamenti così da intervenire sulla struttura del reddito di cittadinanza e migliorare gli aspetti ritenuti più problematici. 

Così come anche il capo del partito Movimento 5 Stelle, l’ex premier italiano, Giuseppe Conte, che durante diversi dibattiti ha più volte spiegato quanto il reddito di cittadinanza sia necessario e debba continuare a poter essere usufruito dai cittadini italiani in difficoltà.

Le novità per il reddito di cittadinanza dal Governo Draghi 

Occorre sottolineare che, nonostante le prime incertezze in merito al destino del reddito di cittadinanza, in seguito alla formazione del nuovo Governo italiano, alla cui guida attualmente vi è l’ex banchiere di Banca Centrale Europea, Mario Draghi, oggi la squadra dell’esecutivo pare abbia deciso almeno per il momento di investire sul prolungamento del reddito di cittadinanza.

È per questo motivo, che anche al fine di rimediare agli effetti disastrosi conseguenti all’ondata epidemiologica causata dal Coronavirus, la squadra governativa di Draghi ha avviato una serie di modifiche e di cambiamenti al beneficio del reddito di cittadinanza, andandone così di fatto ad apportare importanti novità non soltanto in merito agli importi complessivi di cui è possibile usufruire ma anche delle stesso modalità di erogazione.

A questo proposito, da un lato è stato introdotto un bonus aggiuntivo dal valore complessivo massimo di 4.680 euro che sarà distribuito in riferimento alle ultime sei mensilità del beneficio del sostegno economico.

Tale contributo aggiuntivo potrà essere beneficiato da parte dei cittadini che percepiscono il RdC per la prima volta e che decideranno di avviare un’attività di lavoro autonoma, inclusa anche la partecipazione ad una società cooperativa, oltre che alla creazione di un’impresa individuale.

Un’altra novità, invece, è quella che è stata avviata pochi mesi fa e si riferisce al meccanismo di erogazione del reddito di cittadinanza nei confronti dei suoi beneficiari. A questo proposito, da qualche mese i nuclei familiari potranno fare richiesta ed ottenere una carta reddito di cittadinanza per ciascun componente del nucleo familiare.