Il Reddito di Cittadinanza ora è ancora più a rischio, specie per chi è in cerca di lavoro.

L'ultima decisione voluta dal Governo Draghi è quella di modificare i requisiti per l'accesso e il mantenimento delle prestazioni economiche dell'RDC. Non poteva fare altrimenti, dato che molti all'interno della maggioranza di governo volevano addirittura la sua cancellazione.

Addirittura, ricordiamo, il segretario di Italia Viva ha voluto puntare su un referendum popolare per farlo abolire una volta per tutte. Col risultato che solo 5.000 persone hanno firmato entro la data di scadenza per la raccolta delle firme, non raggiungendo la soglia minima di 500.000 firme.

Però tra le opzioni il governo ha deciso per la via più "morbida": verrà modificato il requisito del rifiuto lavorativo, cioè quanti lavori puoi rifiutare e mantenere ancora la prestazione economica del Reddito di cittadinanza.

Era una soluzione che si sentiva nell'aria da mesi, constatando che ancora oggi molti settori sono sotto organico, cioè non hanno sufficiente personale per poter adempiere al meglio alle ondate di turisti e clienti che, dopo 18 mesi tra lockdown e ridotta mobilità, tornano a visitare e comprare in loco.

A questo però si aggiunge una maggiore possibilità di poter avere ulteriori extra nel pagamento mensile, come già accade in merito all'assegno unico transitorio, compatibile coll'RDC fino ad un certo punto.

Se volete in merito ulteriori approfondimenti, vi suggerisco questo video, a cura di RDC Channel

In questo articolo faremo il punto della situazione riguardo alle ultime novità in merito al reddito di cittadinanza, e quali requisiti Draghi ha deciso di modificare. Perché non è solo quello citato sopra sul rifiuto lavorativo.

Reddito di cittadinanza: ecco a chi spetta da oggi!

Il Reddito di cittadinanza, anche col suo rinnovo con la Manovra di Bilancio 2022, sarà garantito sempre a coloro che:

  • sottoscrivono un Patto per il lavoro;
  • sottoscrivono un Patto per l'inclusione sociale.

Perché, ricordiamo, l'RDC è una misura che garantisce a chi si trova senza lavoro o con un lavoro precario o sotto pagato, 

Ma ovviamente non riguarderà solo i firmatari del Patto del Lavoro, ma anche quelli che dimostrano, con tanto di attestazione ISEE, una condizione reddituale inferiore alla soglia massima di accettazione.

Questa soglia generalmente è sui 9.360 euro, come potrai notare nella simulazione ISEE disponibile sul sito dell'INPS.

Ma in realtà questa soglia si "allarga" a seconda della composizione del nucleo familiare, in particolare secondo una scala di equivalenza, che riguarda:

  • soggetti maggiorenni (aumento dello 0.2),
  • soggetti minorenni (aumento dello 0.4).

Semmai il problema si pone nel caso di patrimonio mobiliare. Se possiedi più di 6.000 euro (massimo 10.000 se nucleo familiare numeroso) non puoi accedere all'RDC, così come se possiedi auto immatricolate da poco o, peggio, imbarcazioni da diporto. Se volete maggior informazioni, vi suggerisco questo approfondimento.

E questo è solo per accedere al sussidio da un punto di vista economico. Il grosso della modifica però non è tanto della questione reddituale, quanto in quella lavorativa.

Perché la firma del Patto per il lavoro (o per l'inclusione sociale) riguarda infatti l'obbligo di cercare un lavoro. Fino a poco fa potevi rifiutarlo, ma adesso è tutto più complicato.

Reddito di cittadinanza: ecco i nuovi requisiti per il lavoro

Il Reddito di cittadinanza non poteva non essere modificato, altrimenti il Governo Draghi avrebbe dovuto dar ragione a tutti coloro che volevano abolirlo, come il segretario di Italia Viva, Matteo Renzi, e quello della Lega, nonché ex vicepresidente del Governo Conte I, Matteo Salvini.

La modifica principale è stata quella di eliminare il limite di rifiuti lavorativi da tre a uno.

Facciamo un breve riassunto. Secondo quanto disposto dal Decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, si poteva rifiutare alcune proposte di lavoro e al tempo stesso mantenere il sussidio dell'RDC

Davanti al fatto che questa possibilità stava diventando la norma per molti "furbetti", più interessati al sussidio che al lavoro, già durante questa estate molti imprenditori e politici hanno richiesto di modificare almeno questo parametro, almeno per rendere la vita più difficile ai furbetti.

Di conseguenza, se rifiuti d'ora in poi una seconda opportunità di lavoro, rischi di perdere il reddito di cittadinanza. 

Il punto però è se davvero si può parlare di furbetti, almeno in questo caso. 

Per furbetto si intende, generalmente, quello che percepisce l'RDC e non vuole lavorare affatto. O peggio che lavora al nero, sapendo che, in caso di accertamento, rischia una sanzione salatissima e anche la reclusione.

Ma si può parlare di furbetti con l'attuale mercato del lavoro?

Reddito di cittadinanza: chi prende l'RDC non è (sempre) un furbetto

Il Reddito di cittadinanza è una misura che serve ad aiutare le persone che hanno perso un lavoro o ne hanno uno che non è sufficiente per sopravvivere.

Però è ovvio che qualcuno faccia il furbetto, è improbabile che siano tutti onesti. Ma c'è da dire che non sono mancate le lamentele da parte delle varie organizzazioni di tutela per ristoratori e alberghieri (Federalberghi) per la mancanza di organico relativo alla stagione estiva.

Ma nemmeno sono mancate le lamentele da parte dei diversi lavoratori o di coloro che sono in cerca di lavoro, i quali si ritrovano con contratti capestro basati su orari per nulla flessibili e paghe molto esigue.

Infatti, non pochi rifiuti lavorativi derivano dal fatto di avere proposte lavorative con buste paga di gran lunga inferiori al corrispettivo dell'RDC.

E' a tutti gli effetti un cane che si mangia la coda, da un punto di vista delle politiche lavorative.

Però è abbastanza sciocco interpretare questo cambiamento dei requisiti lavorativi da parte del Governo Draghi ad un'antipatia per i sottopagati. Semmai bisognerebbe vederlo nel fatto che il governo sta cercando di ridurre quanto più possibile la curva, oltre che quella epidemiologica del Covid, anche quella della disoccupazione.

Curva che ha raggiunto nel 2020 la percentuale dell'oltre 9%, dato che quasi un milione di persone hanno perso il lavoro. E che attualmente oltre 5,6 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta.

E' una prospettiva che per certi versi è severa ma al tempo stesso morbida, rispetto alle proposte di abolirla.

Reddito di cittadinanza: ecco perché (non) verrà tolto!

Il Reddito di cittadinanza fin dal 2019 è stato malvisto dalle opposizioni governative, e anche dalle parti interne alla maggioranza. E al terzo governo della XVIII legislatura si può vedere come la situazione non sia cambiata.

Anzi, è diventata ancora più grave, visto che il segretario di Italia Viva, nonché ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, aveva rilanciato a settembre una raccolta firme per un referendum abrogativo, con tema l'abolizione del Reddito di cittadinanza.

Motivo di questo referendum? Un po' il fatto che durante l'estate sono stati promossi due raccolte firme, uno per la depenalizzazione dell'eutanasia dall'articolo 579 del Codice Penale, e uno per la depenalizzazione del consumo della cannabis. 

Va detto però che questi ultimi referendum hanno raggiunto, anche grazie alla proroga concessa entro fine ottobre, dei risultati straordinari.

Lo stesso non si può dire della raccolta firme per l'abolizione dell'RDC, fermo a poco più di 5.000 firme.

Ricordiamo che per il deposito delle firme sono necessarie almeno 500.000 firme, anche in formato digitale.

Altrimenti non può partire l'iter consultativo presso la Consulta Costituzionale, e successivamente il calendario per la votazione referendaria.

Motivo di questo flop? Il fatto che come misura non è sbagliata, ma che, in fin dei conti, andrebbe riformata, però avendo sempre un occhio di riguardo sulle reali condizioni dei lavoratori, e anche del mercato del lavoro stesso.

Sempre a favore dell'RDC lo stesso Mario Draghi s'è espresso a favore della misura, ma anche a favore di una modifica strutturale. Come ad esempio per favorire di più le famiglie italiane, a cominciare da quelle che hanno anche figli minorenni a carico.

Esatto, sto parlando dell'assegno unico per i figli.

Reddito cittadinanza e Assegno unico per figli: ecco come funziona per il 2022

Il Reddito di Cittadinanza va a braccetto coll'Assegno unico per i figli, cioè la misura assistenziale messa in atto grazie al Family Act di giugno 2021.

Questo assegno ponte permette la compatibilità coll'RDC, al netto però del reddito cumulativo.

Cioè, se entrambi i supporti economici ti fanno alzare troppo il reddito, toccherà tagliare uno dei due.

Va detto però che dal 2022 questi strumenti avranno il vantaggio di avere un ISEE diverso, in particolare per le famiglie che percepiranno l'Assegno unico Universale.

Però sul piano delle riforme assistenziali il Governo Draghi vuole a tutti i costi puntare ad un accorpamento totale dei vari sgravi fiscali e dei bonus governativi.

L'obiettivo sarebbe quello di creare un Reddito universale, cioè una misura unica che vada bene per qualsiasi configurazione sociale (famiglie, single, disoccupati, cassaintegrati...).

Questo snellirebbe l'iter burocratico dei vari istituti previdenziali e assistenziali, e garantirebbe al tempo stesso maggior controllo dei fondi. Anche perché lo stesso finanziamento non è così facile.

Reddito di cittadinanza: le ultime novità per il 2022

Se per il Reddito di cittadinanza sappiamo dei nuovi requisiti lavorativi, una delle principali novità sull'assegno unico è che il Governo Draghi vorrebbe puntare ad un maxi finanziamento di 20 miliardi per l'Assegno unico Universale.

Si parla di una cifra mostruosa, constatando che per il solo RDC ha solo rifinanziato con un miliardo.

Questo fa intendere anche quale potrebbe essere, nella realtà dei fatti, il vero indirizzo governativo: la famiglia. Cioè indirizzare la maggior parte degli aiuti nei confronti dei nuclei familiari numerosi, mettendo in secondo piano single o le coppie senza figli.

Però è abbastanza presto per fare certe congetture. Anche perché la stessa decisione sull'RDC non è stata proprio apprezzata da tutti. Potrebbe anche esserci un'inversione a U sulla decisione. O potrebbe anche cambiare idea e annullare il maxi finanziamento. Purtroppo il 2022 sarà un anno pieno di molti cambiamenti.