Il Reddito di Cittadinanza è una misura molto importante per numerosissime famiglie italiane e stiamo per assistere, finalmente, ad una sua riforma.

Infatti, da quando è nato non si fa altro che parlare di riforma ed in alcuni casi addirittura di cancellazione, ma a parte alcune novità sui discussi navigator il RdC ha mantenuto la sua forma originaria ed infatti le polemiche hanno continuato ad accompagnarlo giorno dopo giorno.

Polemiche che sono andate a toccare anche gli aspetti più "fragili" di questa misura, in particolare quando sono uscite notizie circa cittadini che ne usufruivano pur senza averne diritto, i famosi percettori con la Ferrari in garage. Le novità in arrivo dovrebbero andare a prevenire anche situazioni del genere.

Il vero problema della misura risiede nella sua incapacità di raggiungere lo scopo principale per cui è stata creata: aiutare i soggetti disoccupati a rientrare nel mondo del lavoro. Ovviamente c'è anche l'obiettivo di sostenere le famiglie dal punto di vista economico, ma quello è raggiunto con la semplice erogazione di ogni mensilità.

L'obiettivo lavorativo è ben più difficile da raggiungere ed infatti le difficoltà sono state numerose, ma la riforma dovrebbe aiutare in tal senso ed il Governo guidato da Mario Draghi è ottimista a tal riguardo.

Per altro, il Governo è nato solo pochi mesi fa ed inizialmente sembrava essere scettico nei confronti di questo sussidio nato nel 2019 durante il Governo Conte I, quello sostenuto da Movimento 5 Stelle e Lega, in cui il primo ha certamente avuto un ruolo più decisivo nel concepire il RdC.

Invece nei mesi il Governo si è mostrato molto più incline a mantenere la misura e semplicemente a volerla migliorare, in quanto come detto nella sua forma attuale è utile, ma non efficace.

Per il 2022 sono stati stanziati dei fondi per continuare a finanziare il Reddito di Cittadinanza e lo si è fatto fin dalla prima bozza della Legge di Bilancio, ma ora bisogna capire quali saranno le novità della tanto chiacchierata riforma e chi andranno ad interessare maggiormente.

I due ambiti d'azione principali riguardano l'importo e il meccanismo delle offerte di lavoro, ma questo lo vedremo meglio all'interno dell'articolo.

Se fossi interessato o interessata ad approfondire questo genere di tematiche, ti suggeriamo il canale YouTube "Redazione The Wam" che pubblica ogni giorno un nuovo video in cui approfondisce tutto ciò che riguarda bonus, sussidi e lavoro. In questo video in particolare si parla di Reddito di Cittadinanza e della riforma che lo riguarda in vista del 2022:

Reddito di Cittadinanza: come funziona

Il Reddito di Cittadinanza è come detto una misura nata nel 2019 per "abolire la libertà", o almeno così era stato presentato dal Movimento 5 Stelle. L'obiettivo, slogan a parte, era naturalmente quello di sostenere le famiglie bisognose, in particolare quelle più numerose.

Da allora è nata questa misura che ha durata pari a diciotto mesi, con un pagamento uguale per ogni mensilità calcolato in base proprio alla composizione del nucleo familiare. La misura è anche rinnovabile, dunque alla scadenza dei diciotto mesi si può rifare domanda e ri-ottenere il sussidio.

Le famiglie che ne usufruiscono ad oggi sono davvero numerose, nonostante i requisiti siano ritenuti da alcuni troppo restrittivi e difficili da rispettare. In vista del 2022, anche questo aspetto potrebbe essere modificato, ma questo lo vedremo in seguito.

In generale, tutti i componenti del Governo (che sta discutendo la Legge di Bilancio 2022) sono concordi nel ritenere il Reddito di Cittadinanza una misura estremamente utile ed ancora necessaria in questo periodo successivo alla pandemia in cui i danni economici sono stati incalcolabili.

Infatti, nonostante Reddito di Cittadinanza e Reddito di Emergenza, molte famiglie italiane si sono ritrovate in condizioni economiche molto instabili ed in particolare la ricerca del lavoro è diventata una vera e propria missione.

Come cambiare questa situazione in vista del 2022? Il tutto naturalmente sperando che la situazione pandemica resti sotto controllo, dato che osservando le notizie che giungono dal resto d'Europa non è assolutamente cosa scontata.

Reddito di Cittadinanza: requisiti e funzionamento

La domanda per il Reddito di Cittadinanza va fatta online sul portale dedicato ed in generale richiede di rispettare una serie di requisiti piuttosto stringenti. Oltre a ciò, va tenuto presente anche il funzionamento di questa misura rispetto alle altre in termini di compatibilità.

Anche questo aspetto verrà approfondito in seguito, ma per ora è sufficiente chiarire che questa misura non è compatibile con il Reddito di Emergenza, per cui ormai non si può più far domanda, ma è compatibile con l'Assegno Unico temporaneo.

Per quanto riguarda i requisiti, facendo sempre riferimento al portale ufficiale del Reddito di Cittadinanza, il cittadino che fa richiesta deve essere:

  • italiano o dell’Unione Europea;
  • cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, o apolide in possesso di analogo permesso;
  • cittadino di Paesi terzi familiare di cittadino italiano o comunitario;
  • titolare di protezione internazionale;

Per usufruire del Reddito di Cittadinanza è necessario essere residente in Italia per dieci anni, di cui gli ultimi due devono essere continuativi. Come vedremo, anche questo aspetto è oggetto di riforma.

I requisiti economici, invece, sono i seguenti:

  • un valore ISEE inferiore a 9.360 euro (in presenza di minorenni, si considera l’ISEE per prestazioni rivolte ai minorenni);
  • un valore del patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;
  • un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per il single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia (fino a 10.000 euro);
  • un valore del reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza.

Reddito di Cittadinanza: cosa prevede la riforma?

La riforma del Reddito di Cittadinanza prevede interventi su due ambiti principali: la modalità di ricezione e tracciabilità delle offerte di lavoro ed il calcolo dell'importo, con il famoso decalage che è ancora in discussione ma, come vedremo, non nella forma di cui si parlava fino a poco tempo fa.

Il Reddito di Cittadinanza richiede infatti interventi principalmente su questi ambiti, ma c'è anche aperta sul tavolo delle trattative una discussione circa i requisiti di residenza.

Dieci anni di residenza sono infatti ritenuti un requisito difficile da rispettare e che va ad escludere quelle famiglie che non raggiungono ad oggi tale periodo, magari per pochi mesi. Ha senso rispetto alla ratio generale del Reddito di Cittadinanza? Probabilmente no.

Per questo motivo, tale periodo potrebbe scendere a cinque o addirittura a due anni di residenza continuativa, ma su questa tema si continua a trattare e nei prossimi mesi arriveranno novità.

Andiamo ora a vedere in due specifici paragrafi le questioni circa le offerte di lavoro e l'importo del Reddito di Cittadinanza, andando così a capire quali famiglie potrebbero trarre vantaggio da queste novità e quali invece potrebbero essere penalizzate.

Reddito di Cittadinanza: le offerte lavorative

Le questioni sul Reddito di Cittadinanza, in questi mesi, sono state numerose, ma il nocciolo del discorso è sempre girato intorno alla situazione lavorativa: l'occupazione è un problema nel nostro paese ed una misura che aiuta chi rimane disoccupato è certamente da valorizzare.

Il Reddito di Cittadinanza non è però mai stato efficace da questo punto di vista e si tratta di un punto debole che, prima o poi, va risolto e sistemato. Ora il Governo Draghi sembra determinato nel farlo ma è impossibile prevedere se la riforma possa avere successo oppure no.

In sostanza, l'idea del Governo è di "costringere" i percettori di RdC ad accettare le offerte di lavoro, investendo sul sistema di tracciabilità di tali offerte (ad oggi inesistente) per intervenire in maniera precisa e puntuale.

Si potrà rifiutare la prima offerta di lavoro, che deve tassativamente essere nel raggio di 80km dall'abitazione del beneficiario, mentre non si potrà più rifiutare la seconda.

Così pare ad oggi e, anche se non è ancora ufficiale, è una versione verosimile. In questo modo il Governo spinge i soggetti ad accettare almeno la seconda offerta, ma potenzialmente già la prima. Infatti, la seconda offerta sarà in qualsiasi luogo d'Italia e già questo è un forte incentivo ad accettare la prima.

Una mosa che potrebbe sembrare cinica, ma che è potenzialmente efficace. Vedremo cosa diranno i fatti.

Reddito di Cittadinanza: e l'importo?

Partiamo dal presupposto che il Reddito di Cittadinanza si calcola considerando il coefficiente del nucleo familiare del beneficiario che è così calcolato: si parte da 1 (il soggetto richiedente) e si aggiunge 0,4 per ogni altro membro maggiorenne e 0,2 per ogni altro membro minorenne della famiglia, fino ad un massimo pari a 2.

Ciò significa che in pratica l'importo è fisso per le diciotto mensilità, ma questo potrebbe presto cambiare con la riforma in arrivo. L'idea è quella di applicare un taglio che si baserà proprio sul coefficiente famigliare (non sono noti altri dettagli) in caso di rifiuto della prima offerta di lavoro.

In generale il taglio di cui si parlava era pari a 5 euro al mese a partire dal settimo mese, arrivando quindi all'ultima mensilità con ben 60 euro in meno.

Una cifra assoluta e non correlata al sussidio di ognuno e per questo motivo irrilevante (si fa per dire) per alcuni ed invece pesantissima per altri.

Arrivano però anche buone notizie, perché pare che il Governo stia anche studiando un aumento per le famiglie numerose, che ad ora si ritrovano a ricevere un importo troppo basso (dato che il coefficiente massimo è comunque 2). In questo modo, si vuole dare un importo maggiore con un criterio più proporzionale alle famiglie più numerose che, ovviamente, devono sostenere maggiori spese.

Nulla è ancora ufficiale e tanti piccoli aspetti potrebbero ancora cambiare, ma questi sono ad oggi i piani del Governo Draghi.