Dopo i primi fuochi incrociati nelle scorse settimane sul reddito di cittadinanza, complice l'avvio delle infervorate campagne elettorali in moltissime città d'Italia, per l'elezione del sindaco, tra cui Milano e Roma, la discussione sembra essersi placata. Forse perchè il Governo si è concentrato sull'estensione del Green Pass a tutti i lavoratori sia nel privato che nel pubblico (nuovo decreto Green Pass approvato in Consiglio dei Ministri il 16 settembre), o perchè è scoppiata una nuova grana, ossia come ridurre l'aumento delle bollette di luce e gas dal 1 ottobre, dopo che sono stati annunciati incrementi medi del 40%. O ancora, perchè il Governo ora è alle prese per la legge delega sulla riforma fiscale.

Sta di fatto, che in una situazione economica ancora in divenire, dove tuttavia la ripresa sembra essere sostenuta, il reddito di cittadinanza non verrà abolito come invece volevano a gran voce la Lega e Italia Viva. Ma sarà oggetto di una importante revisione che potrebbe prendere vita nelle prossime settimane.

Intanto per settembre ci sono delle novità interessanti, almeno per quanto riguarda l'importo che dovrebbe essere più alto.

Reddito di cittadinanza: cosa cambia?

Le idee in campo per cambiare il reddito di cittadinanza e renderlo uno strumento di riqualificazione per accedere al mondo del lavoro, sono diverse. In campo è sceso il Comitato scientifico istituito presso il Ministero del Lavoro per mettere a punto i cambiamenti necessari a trasformare il reddito di cittadinanza da misura assistenziale a misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all'esclusione sociale. In pratica ritornare al suo originario obiettivo, ma con dei meccanismi di funzionamento diversi, ed un potenziamento di tutto il contorno, ossia centri per l'impiego, necessario a consentire ai beneficiari di potersi ricollocare e trovare una nuova occupazione.

Dei tre milioni di percettori, secondo l'ISTAT solo un terzo è in condizioni di essere occupato. Dunque se il reddito di cittadinanza deve combattere anche la povertà, come ha più volte tuonato l'ex presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, deve allora poter essere anche una misura di assistenza. Ma con degli aggiustamenti.

In queste settimane le proposte che sono circolate vanno sia nella direzione di modifiche sull'impianto del reddito di cittadinanza che nei meccanismi di ricerca del lavoro. 

Sul primo aspetto, si lavorerà per far si che il reddito di cittadinanza sia equo tra chi lo percepisce in funzione di un'analisi del costo della vita per area geografica e di una revisione della scala di equivalenza per non penalizzare le famiglie più numerose.

Sul secondo aspetto invece si fanno avanti gli strumenti di Gol, Garanzia di occupabilità dei lavoratori e Pnc, Piano nuove competenze.

Reddito di cittadinanza: ecco come sarà

Le proposte di come potrebbe essere il nuovo reddito di cittadinanza arrivano dal Comitato Scientifico, e si muovono su tre assi: proporzionalità dell'importo in base alla composizione del nucleo famigliare, revisione degli importi in funzione del costo della vita per area geografica, assegnazione del reddito di cittadinanza anche agli stranieri che risiedono in Italia da meno anni. Analizziamoli singolarmente.

Il trattamento economico del reddito di cittadinanza è basato su una scala di equivalenza che serve a far aumentare l'importo al crescere del numero dei componenti del nucleo famigliare. Ma gli attuali moltiplicatori non sono adeguatamente progressivi, favorendo di fatto i nuclei famigliari single. Analizzando i beneficiari del reddito di cittadinanza è emerso che il 44% dei percettori sono nuclei famigliari single, che ricevono un'integrazione al reddito maggiore delle famiglie numerose, in proporzione alla dimensione del nucleo famigliare. Pertanto il primo cambiamento che è stato proposto è quello d'innalzare la scala per i minori portandola a un valore maggiore di 0,2 con il conseguente innalzamento della soglia del reddito entro la quale è possibile ottenere il sussidio e così anche dell’importo del beneficio da destinare alle famiglie numerose.

L'altro elemento che non rende equiparabili gli importi del reddito di cittadinanza è il diverso costo della vita che c'è in Italia tra Nord e Sud. Due famiglie che vivono in una metropoli ed in un piccolo paese prendono lo stesso reddito di cittadinanza a parità di condizione. La proposta per calmierare questo effetto è quello di far leva sulla parte del reddito di cittadinanza collegata all'affitto.

Infine, c'è l'aspetto degli stranieri poveri che non percepiscono il reddito di cittadinanza. Per chi non è italiano, il requisito è la residenza in Italia da almeno 10 anni. Ma questo di fatto esclude circa 1 milione di stranieri in povertà che non percepiscono alcun sostegno. La proposta è ridurre da 10 a 5 anni il requisito degli anni di residenza in Italia per poter ottenere il sussidio.

Reddito di cittadinanza: rafforzare le politiche del lavoro

Il fallimento del reddito di cittadinanza, così come è stato pensato dal Movimento Cinque Stelle, è da ricercare nell'inefficienza dei centri per l'impiego che di fatto hanno reso praticamente impossibile far incontrare la domanda con l'offerta di lavoro. L'intervento da farsi è quello di mettere in campo nuovi strumenti di politiche attive del lavoro. 

Le proposte di nuovi strumenti per incentivare l'occupazione sembrano essere pronti e dovrebbero essere presentate nei prossimi giorni ai sindacati. Si tratta di una dote di 5 miliardi per supportare:

  • Gol, Garanzia di occupabilità dei lavoratori;
  • Pnc, Piano nuove competenze.

Ma per farli funzionare sarà anche necessario rafforzare i Centri per l’Impiego incentivando le assunzioni con le risorse già previste per gli inserimenti dal 2019; prevedere una collaborazione tra CpI e agenzie del lavoro private visto il ritardo delle Regioni; rivedere l’assegno di ricollocazione; sviluppare la piattaforma per incrociare domanda e offerta di lavoro.

Reddito di cittadinanza: la novità di settembre

Per i pagamenti di settembre c'è però una importante novità. Dopo la fumata nera di agosto, in cui l'Inps avrebbe dovuto pagare gli arretrati di luglio insieme al mese di agosto, relativamente all'assegno temporaneo ai figli, a settembre ci si aspetta una ricarica del reddito di cittadinanza più ricca, perchè l'Inps dovrebbe pagare ben 3 mesi di assegno temporaneo ai figli.

Il decreto legge n.99 dell'8 giugno 2021 indica che anche i percettori del reddito di cittadinanza sono beneficiari dell'assegno unico temporaneo ai figli. Lo prevede espressamente l'art.4 che aggiunge che il titolare del reddito di cittadinanza, non deve preoccuparsi di presentare domanda. Infatti l'Inps, in base alle informazioni in suo possesso, provvede ad erogare nella ricarica, anche l'importo dell'assegno temporaneo, per ogni figlio minorenne e convivente nel nucleo famigliare beneficiario del reddito di cittadinanza. 

Il 27 settembre, i percettori del reddito di cittadinanza, riceveranno una ricarica con più soldi per effetto dell'assegno temporaneo ai figli, sempre che i requisiti per averlo siano rispettati. 

Reddito di cittadinanza: nuovo importo a settembre. Ma di quanto? 

L'importo dell'assegno unico che sarà ricaricato sulla carta del reddito di cittadinanza, non è corrispondente a quello previsto nella tabella allegata al decreto legge, ma come ha chiarito l'Inps nella circolare n° 93 del 30-06-2021 l'importo sarà rideterminato in base alla quota parte del reddito di cittadinanza spettante ai figli minorenni. Di seguito un esempio.

Nucleo familiare composto da due genitori maggiorenni e due figli minorenni. Scala di equivalenza Rdc pari a 1.8. ISEE pari a 7.000 euro. Scala di equivalenza riferita ai soli minori presenti nel nucleo 0.4; Rdc percepito dal nucleo 500 euro mensili.

L’importo teorico dell’Assegno temporaneo è pari a 335,00 euro (167,5 x 2).

In tale caso, si avrà la seguente formula per calcolare l’importo dell’Assegno temporaneo, che è già assorbito dal Reddito di cittadinanza:

500 x 0.4/1.8 = 111,1

Quindi, nell’esempio sopra descritto, la prestazione Rdc va integrata per un importo pari a 223,9 euro (335-111,1).

Assegno temporaneo ai figli: requisiti anche per RdC

L'automatismo di ricarica della carta del reddito di cittadinanza con l'assegno temporaneo ai figli è garantito dall'Inps, a condizione però che il beneficiario del RdC rispetti i requisiti previsti per poter avere l'assegno. Quali sono questi requisiti?

Il primo, che appare scontato, è quello di essere genitore di figli minorenni, che siano essi nati o adottati o in affidamento, purchè conviventi con il richiedente. Ciò significa che deve vivere abitualmente sotto lo stesso tetto del genitore o genitori e risultare nello stato di famiglia del genitore richiedente. Il beneficiario del reddito di cittadinanza dovrà quindi risultare genitore con a carico figli minorenni. In via temporanea l'assegno è erogato solo per i figli con età inferiore a 18 anni. Dal 2022, invece l'assegno potrà essere richiesto anche per i figli maggiorenni purchè seguano un corso di formazione.

Nel caso di genitori separati legalmente ed effettivamente o divorziati con affido condiviso disposto con provvedimento del giudice ai sensi della legge 54/2006, l’assegno può essere diviso al 50% tra i due genitori (salvo accordo tra gli stessi per il pagamento dell’intero importo al genitore richiedente che convive col minore). A tal fine l’altro genitore dovrà procedere al completamento della domanda per indicare l’opzione scelta.

Relativamente al requisito lavorativo invece, questo non è da considerare, perchè il percettore del reddito di cittadinanza è privo di occupazione. 

Infine, come requisito economico, il percettore di reddito di cittadinanza non deve avere un ISEE superiore a 50.000 euro. Ma anche questa condizione è rispettata visto che per avere il RdC, l'ISEE non deve superare 9.360 euro.