Finalmente il nuovo Governo guidato da Mario Draghi mette mano al reddito di cittadinanza e modifica radicalmente la fruizione del sussidio. Bene o male, che siate delle persone corrette, giuste ed oneste o più sfortunatamente se rientrate nella lunga lista dei cosiddetti furbetti o fannulloni, poco importa. Andrea Orlando, Ministro del Lavoro, ha istituito il nuovo comitato per la valutazionde reddito di cittadinanza. L'obiettivo di fondo del nuovo organismo è quello di stilare un elenco delle misure utili a migliorare lo strumento; ma, soprattutto, l'intento è quello di analizzare le misure necessarie per migliorare il reddito di cittadinanza.

In questi ultim mesi, intorno a quello che a tutti gli effetti è considerato il sussidio più famoso d'Italia, si sono create tutte una serie di polemiche. L'intento del nuovo comitato è quello di valutare se il reddito di cittadinanza abbia realmente funzionato, ma soprattutto definire quelle che potrebbero essere le misure per migliorarne l'impatto.

Il reddito di cittadinanza è da rifare!

A puntare il dito contro il reddito di cittadinanza ci ha pensato direttamente Andrea Orlando, il quale ritiene che sia necessario pensare ad una manutenzione del sussidio. Ma non solo, è necessario pensare ad una adattamento della misura. E' necessario, secondo il Ministro, andare ad individuare gli strumenti migliori per far fronte ad un fenomeno che ha coinvolto principalmente il ceto medio, che in questi ultimi dodici mesi si è impoverito repentivamente.

Questo nuovo Comitato, che dovrebbe analizare il reddito di cittadinanza, è nato a pochi giorni dalla pubblicazione dei preliminari dell'Istat, che mettono in evidenza come sia aumentata la povertà nel 2020: nel corso dello scorso anno le persone in povertà assoluta hanno raggiunto la cifra record di 5,6 milioni, ossia il 9,4% della popolazione. Sono aumentati di oltre un milione rispetto al 2019. 

Il comitato che andrà ad analizzare l'efficacia del reddito di cittadinanza è presieduto da Chiara Saraceno. Ne fanno parte anche:

  • Nunzia De Capite, sociologa dell’ufficio Politiche sociali della Caritas italiana;
  • Cristiano Gori, professore di Sociologia e Ricerca Sociale all’Università di Trento e responsabile scientifico dell’Alleanza contro la povertà in Italia;
  • Daniele Checchi, capo della Direzione Centrale Studi e Ricerche dell’Inps;
  • Maurizio Franzini, professore ordinario di Politica Economica all’Università La Sapienza di Roma;
  • Paola Bozzao, professoressa ordinaria di Diritto del lavoro all’Università La Sapienza di Roma;
  • Angelo Marano, direttore generale per la lotta alla povertà e la programmazione sociale del Ministero del Lavoro.

Più soldi per il reddito di cittadinanza! 

Il nuovo Decreto Sostegno ha stanziato qualcosa come un miliardo di euro per il reddito di cittadinanza. Verrà prorogato anche quello di emergenza. Stando ad una stima elaborata dal Governo, i beneficiari del sussidio protrebbero aumentare di un buon 25%. Stiamo parlando di almeno 500-700mila persone che nel corso del 2021 potrebbero avere bisogno del sussidio a causa della pandemia. Questa è la motivazione principale che ha portato l'esecutivo guidato da Mario Draghi a stanziare altri fondi per il sussidio.

Il grave impatto della pandemia è stato contenuto - ha detto il ministro Orlando - sia da misure strutturali di contrasto, quali il reddito di cittadinanza, sia a quelle realizzate durante l’emergenza. La platea dei beneficiari è cresciuta costantemente nei mesi dell’emergenza sanitaria fino a coinvolgere un milione e mezzo di nuclei familiari. Ad essa si sono aggiunti i beneficiari del reddito di emergenza che ammontano a oltre 300mila nuclei. Grazie a questi strumenti, la crisi sanitaria e la conseguente crisi economica non sono diventate ancora crisi sociale.

Reddito di cittadinanza, un cambio di rotta radicale!

Sicuramente uno degli obiettivi più importanti è quello di trasformare radicalmente il reddito di cittadinanza. La misura dovrà cessare di essere puramente assistenzialistica e deve essere in grado di promuovere la formazione e l'occupazione. Uno dei primi interventi che potrebbero essere fatti è quello relativo ai 10 anni per immigrati, dando la possibilità di accedere al sussidio a quanti abbiano un permesso di soggiorno da molto tempo. Dovrebbero, inoltre, essere ricalibrati i parametri per il reddito di cittadinanza non diventi penalizzante per le famiglie con più figli.

Sicuramente l'intervento più interessante sarà quello relativo al rinnovo dopo i 18 mesi: i percettori riconosciuti occupabili, non avranno la possiiblità di richiederne il rinnovo e quindi si dovranno dare da fare per trovarsi un'occupazione.