Reddito di cittadinanza, in aumento le domande e le consegne di nuove card prepagate. Sono ancora molti i beneficiari che hanno dubbi su come utilizzare il credito della carta postamat, nonostante la legge non sia  cambiata per quanto riguarda acquisti ammessi e vietati, ci sono alcuni aspetti da chiarire.

Le questioni più discusse riguardano non solo le spese vietate, ma soprattutto se, come e quando possono essere effettuati controlli sui movimenti. Molti beneficiari inoltre si chiedono se sia possibile che il reddito di cittadinanza possa essere bloccato in seguito proprio ad un acquisto non considerato in linea con le regole. 

Cerchiamo di riepilogare nel dettaglio alcuni consigli su come utilizzare al meglio la carta RdC, per non incorrere in problemi, transazioni negate, blocchi o revoche.

Come si utilizza la Rdc card?

La card reddito di cittadinanza è una carta di credito ricaricabile emessa dal gruppo Posteitaliane. Molto simile ad una postepay, anche nell'aspetto, ed appartenente al circuito Mastercard. Come gli altri mezzi di pagamento elettronici, è predisposta per la modalità contactless, che permette di pagare solo avvicinando la card al lettore. Entro i 25 euro non occorre digitare il pin. Per spese superiori invece, oltre al codice potrebbe essere richiesto anche di mostrare un documento. Tutto come una qualsiasi altra carta di credito o di debito emessa dagli istituti bancari.

Questo è un dettaglio molto importante per i pagamenti perchè teoricamente, potrebbe  funzionare in qualsiasi esercizio commerciale che dispone del POS per i pagamenti elettronici. Non è proprio così, in quanto come vedremo, in alcune tipologie di negozi e per alcune categorie di beni e servizi, la carta RdC non può essere accettata come metodo di pagamento.

Oltre a questo può essere utilizzata per prelevare soldi in contanti negli sportelli ATM bancomat, sempre nei limiti previsti dalle legge in base ai componenti della famiglia beneficiaria.

Nonostante non siano state effettuate recenti modifiche o integrazioni alla legge in vigore che regolamenta le spese ammissibili con pagamento tramite carta reddito di cittadinanza, ci sono alcuni aspetti da valutare attentamente perchè per alcune tipologie di beni e servizi, la spesa è a discrezione del titolare della carta ma può essere soggetta a controlli e successive contestazioni che potrebbero anche comportare un blocco del reddito, vediamo perchè.  

Cosa si può acquistare con il reddito di cittadinanza: le spese ammesse

Partendo dal principio di base che il reddito di cittadinanza è un trattamento economico per arginare la povertà. Dunque destinato a  beneficiari che possono dimostrare di avere un basso reddito o la mancanza di un'occupazione stabile, e non avere beni durevoli come risparmi in banca o immobili di proprietà, oltre a quello di residenza.

Detto questo, appare quasi scontato che l'utilizzo dovrà tener conto del concetto fondamentale di beni di prima necessità. Dunque la maggior parte dei soldi dovrà essere speso in supermercati per l'acquisto di cibo, farmacia,  per il pagamento delle bollette, e la quota per affitto o mutuo può essere utilizzate per fare il bonifico relativo al pagamento di questi servizi. 

Il resto delle spese ammesse è comunque molto ampio, non sono esclusi i prodotti per uso personale: abbigliamento, scarpe,  giocattoli, libri e accessori per la scuola, ad esempio. Oltre a questi acquisti possono tranquillamente essere utilizzati i soldi del Rdc per beni necessari alla casa e alla famiglia: mobili, elettrodomestici ed anche telefoni cellulari,  quando questi non siano considerati "di lusso".

Quindi nel riepilogo la regola generale da considerare è che a parte gli articoli espressamente vietati dalla legge, tutto il resto è ammissibile, nel limite discrezionale del beneficiario che utilizzerà il credito per le piccole spese quotidiane, ma anche per acquisti imprevisti e necessari per le quali occorre una spesa più consistente. 

L'importante è non scordare l'altra regola di base: cioè non risparmiare, nel senso che non è possibile accumulare credito sulla carta.

Occorre infatti spendere l'intero importo entro la ricarica successiva lasciando un massimo di 8 euro di residuo, per non incorrere in decurtazioni al pagamento successivo o alla sanzione dopo il controllo ogni 6 mesi

Come pagare le bollette con il reddito di cittadinanza

Ovviamente con la card RdC è permesso anche pagare le bollette che riguardano le utenze. Utilizzando il bollettino ricevuto e pagando presso sportello postale o ricevitoria. Per essere in regola occorre che la fattura sia intestata ad un componente del nucleo familiare al quale è stato assegnato il reddito di cittadinanza. Che siano riferite all'utilizzo di servizi come acqua luce e gas riferibili all'immobile che è stato indicato come abitazione di residenza del beneficiario.

Una situazione abbastanza controversa riguarda le bollette non riferibili ai servizi essenziali:  esempio più comune è quello del pagamento della fattura conto telefonico o per internet e telefonia mobile.

Queste rientrano tranquillamente tra i servizi che è possibile pagare con il reddito di cittadinanza. Anche perchè, il telefono e più nello specifico l'abbonamento ad internet è entrato tra i servizi fondamentali e di necessità delle famiglie.

Soprattutto dopo l'ultimo anno di emergenza sanitaria dove tutti i ragazzi in età scolare hanno dovuto seguire obbligatoriamente le lezioni in modalità didattica a distanza

Per quanto riguarda le ricariche telefoniche per il telefono cellulare, possono tranquillamente essere acquistate in tabaccheria o nei negozi specializzati abilitati alla vendita.

Come fare i bonifici con il reddito di cittadinanza

I bonifici ammessi sono esclusivamente di due tipologie: quello per il pagamento del canone di affitto e quello a favore della banca che ha erogato il mutuo per la casa di residenza. In un numero limitato di uno al mese. Possibile tramite sportello postale compilando il modulo apposito per il "Bonifico Sepa"

Per l'affitto occorre ovviamente avere contratto registrato a norma di legge e intestato ad uno dei componenti della famiglia beneficiaria di Rdc. Per il mutuo invece occorre inviare il bonifico a favore della banca erogatrice indicando nella causale "pagamento rata muto del mese". 

Reddito di cittadinanza: quali sono gli acquisti vietati

L'elenco degli acquisti vietati è molto chiaro e comprende veramente poche tipologie di merci e servizi. Quindi può essere ricordato con facilità dai beneficiari di RdC

La prima regola è evitare i negozi che vendono espressamente beni di lusso come pelliccerie,  gioiellerie e gallerie d'arte e negozi di armi. Non è possibile acquistare tabacchi, sigarette e beni e servizi per adulti come materiale pornografico o acquisti presso club privati. Servizi finanziari, assicurativi e noleggio di imbarcazioni.  Trasferimento di denaro. Si consiglia quindi di evitare di utilizzare la carta RdC in esercizi commerciali che hanno come attività prevalente la vendita di tali beni e servizi

Inoltre la card non risulta abilitata al pagamento online per l'acquisto di qualsiasi genere di articoli, e non può essere utilizzata al di fuori del territorio italiano neanche per il prelievo contanti. 

Un discorso a parte merita inoltre il divieto di acquisto di biglietti della lotteria e giochi che prevedono vincite in denaro. A tal proposito occorre fare attenzione anche se pagati in contanti.  Perchè in seguito a riscossione di vincite non dichiarate, il reddito di cittadinanza può essere sospeso e revocato per superamento del limite Isee. 

Una lista completa degli acquisti ammessi e vietati viene fornita anche dal canale YouTube di "MondoPensioni"

Reddito di cittadinanza: come funzionano i controlli sulle spese

Per i controlli sulle spese, viene fornita una chiara spiegazione sul sito Inps: per un paletto imposto dal Garante Privacy, non è possibile controllare singolarmente ogni voce di spesa della lista movimenti, ma solo "gli importi complessivamente spesi e prelevati". 

Dunque non è sufficiente un acquisto non consentito a far scattare un controllo. Tuttavia abbiamo visto in questi due anni, che a molte persone è capitato di vedersi sospendere il reddito a causa di spese non ammesse.

Intendiamo bene che sicuramente non è un singolo pagamento per una cena in pizzeria a far scattare il controllo. Quando la spesa si ripete più volte nel corso del mese sempre per servizi o beni considerati non di prima necessità, questo potrebbe far scattare ulteriori indagini sul tenore di vita del beneficiario. Qualora si verifichino le condizioni potrà essere sospeso e revocato il beneficio.

In pratica quando sussiste un legittimo sospetto da parte delle autorità, scaturito anche in seguito a segnalazione dell'esercente, del fatto che il titolare utilizzi il reddito in modo inappropriato.

Ad esempio per pagare, pranzi e cene al ristorante anche a terzi, e più volte nel corso del mese. O per un ripetuto acquisto di servizi non considerati essenziali.  

Quanto e come prelevare al bancomat con la carta reddito di cittadinanza

In base alla legge, si possono prelevare contanti fino al limite indicato in base al nucleo familiare. Questo fino a quando non cambi il numero dei componenti della famiglia, non cambia. Il limite di importo può anche essere inizialmente verificato all'atto della consegna della carta presso l'ufficio postale dove l'addetto comunicherà il massimo mensile.

Anche importante ricordare che il limite si riferisce al mese solare cioè dal 1 al 31. Non come erroneamente si potrebbe pensare, dal giorno della ricarica fino a quella successiva. 

Dunque se si riceve la ricarica il giorno 27 e già sono stati ritirati tutti i contanti previsti per il proprio nucleo familiare, non potrà essere effettuato un altro prelievo al bancomat fino al 1 giorno del mese successivo.

la commissione di prelievo ATM è pari a 1 euro dagli sportelli poste e 1,75 dalle altre banche. 

Per gli importi, questi sono suddivisi in questo modo, in base ad una semplice regola: 100 euro minimo per un singolo beneficiario e maggiorazione di 40 euro ulteriori al mese per ogni componente aggiuntivo adulto e 20 per i minorenni. 

Ad esempio una famiglia con due adulti e un figlio minore di 18 anni potrà prelevare 160 euro mensili.

Il massimo previsto è di 210 euro, che diventano 220 quando uno dei membri del nucleo sia in condizioni di non autosufficienza, o disabilità certificata.