Il reddito di cittadinanza torna a far discutere, perché presto si assisterà a dei veri e propri tagli sulle erogazioni mensili, in base a quelle che sono state le decisioni prese sull'RdC e contenute nella Legge di Bilancio 2022. Si tratta di un sostegno al reddito di molte famiglie italiane al momento indispensabile, in particolare per superare la crisi economica, e il governo ha confermato il ritorno di questo sussidio anche per il 2022.

Sussidio che sarà caratterizzato da alcune modifiche e tagli, che ne miglioreranno l'efficacia. Tra le principali critiche a questa misura infatti, vi è quella del controllo sugli accessi: negli scorsi mesi sono stati moltissimi i cittadini a ricevere indebitamente questa erogazione, pur lavorando, molto spesso in nero. Come spiega Ilmessaggero.it sarà più rigido il controllo sugli accessi all'RdC:

"Le nuove regole sul Reddito di cittadinanza che sta per introdurre la prossima legge di Bilancio rendono più stretti i cordoni del sussidio statale. Stop all'assegno dopo due e non più tre rifiuti, decurtazione progressiva se l'aiuto si protrae troppo nel tempo mentre la persona è ritenuta occupabile, più controlli."

Il reddito di cittadinanza quindi sarà più stringente, anche perché verranno potenziate le politiche attive per il lavoro, in modo da garantire un inserimento nel mercato del lavoro in concomitanza alla ricezione del reddito. Un'altra critica alla misura infatti è proprio quella della mancanza di politiche attive strutturate per facilitare il ritorno al lavoro.

Infine, verranno proposti tagli importanti alle erogazioni mensili, specialmente a partire dal sesto mese di ricezione della misura, come incentivo anche in questo caso a non fermarsi a ricevere l'aiuto economico, ma a procedere con la ricerca attiva del lavoro. Si tratta di una diminuzione progressiva del reddito di cittadinanza per tutti i percettori delle mensilità. Vediamo in questo articolo in cosa consiste questo taglio, e come funzionerà il nuovo reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza: arrivano i tagli

Il reddito di cittadinanza è una delle misure più al centro delle critiche negli ultimi mesi, sia per i molti percettori indebiti, sia per le caratteristiche stesse della misura. Tuttavia arriveranno presto importanti novità su questo sostegno, in particolare arrivano tagli sulle erogazioni: la ricarica diminuirà di cinque euro al mese a partire dal sesto mese di ricezione, come spiega anche un video recente del canale Youtube Speedy News Italia, che propone notizie interessanti su tematiche come attualità, lavoro, incentivi alle famiglie:

Si tratta di tagli all'RdC che seguono quelli che già vengono applicati in altri sussidi, come la NASPI, che prevede una diminuzione degli importi via via che i mesi passano. Ogni mese infatti il reddito di cittadinanza verrà diminuito di cinque euro, a partire dal sesto mese di ricezione.

Tuttavia questi tagli non verranno applicati in casi particolarmente critici: nel caso in cui per esempio un componente frequenta un corso di studio, oppure è presente una donna incinta, oppure per nuclei famigliari in cui è presente un componente con deficit particolari.

In sostanza i tagli non verranno effettuati se i componenti della famiglia non sono occupabili oppure nel caso di presenza di situazioni particolarmente svantaggiate. Questa esclusione è stata decisa per garantire la ricezione piena del reddito di cittadinanza nel caso di condizioni critiche economicamente o svantaggiate.

RdC: i tagli non saranno per tutti!

Come visto sopra, il reddito di cittadinanza non verrà tagliato in diversi casi, non si tratta quindi di un provvedimento assoluto esteso a tutti. I tagli non verranno effettuati nei casi visti sopra, ma anche quando l'importo dell'RdC risulta piuttosto basso, intorno ai 300 euro.

Tutto dipende però dal numero di componenti presenti nel nucleo, perché nel caso di famiglia numerosa, questo limite viene ampliato. Per capire se la famiglia specifica che percepisce il reddito di cittadinanza subirà i tagli previsti, è consigliato analizzare nel dettaglio la situazione reddituale del nucleo famigliare, oltre alla composizione.

Come spiega un articolo di Money.it il taglio di 5 euro non è elevatissimo, tuttavia cumulato nei mesi, può generare una differenza sostanziale nella ricezione dell'RdC:

"La misura del taglio è esigua, ma il fatto che sia continua non va sottovalutato: considerando, ad esempio, una riduzione continua per dieci mesi, ne risulterà un importo più basso di 50,00 €."

Il taglio al sussidio non è per tutti, ma è applicato diversamente in base al nucleo famigliare, questo significa che il reddito di cittadinanza a partire dal 2022 non sarà universale, ma si differenzierà in base al caso. Si tratta di una delle misure che più di tutte ha subito modifiche con la Legge di Bilancio 2022, anche in risposta alle numerose problematiche registrate nella sua applicazione gli scorsi mesi.

Ricapitolando, le famiglie con bambini piccoli, oppure componenti che necessitano di particolari cure, o con deficit specifici, oppure le famiglie il cui reddito di cittadinanza risulta inferiore a 300 euro mensili, oppure ancora nel caso in cui tutti i componenti risultassero inoccupabili, non vedranno applicati i tagli previsti, e l'importo sarà uguale in tutti i mesi di erogazione.

Tuttavia i criteri per poter ricevere questo sostegno saranno ancora più stringenti, perché il sussidio si potrà perdere in diversi casi, specialmente quando i cittadini rifiutano un'offerta o più di lavoro. Il bonus viene perso soprattutto quando il cittadino non si presenta alla richiesta del centro per l'impiego.

Reddito di cittadinanza: si può perdere facilmente

Perdere il reddito di cittadinanza con i cambiamenti applicati dal 2022 sarà più semplice: basterà non presentarsi al centro per l'impiego, o rifiutare per due volte consecutive un'opportunità di lavoro proposta per perdere il reddito di cittadinanza. Al momento invece bisogna rifiutare tre offerte di lavoro per vedersi sospesa la misura.

Lo scopo delle modifiche al sostegno è quello di incentivare l'inserimento lavorativo, per questo motivo la prima proposta di lavoro offerta da un centro per l'impiego ha un limite massimo di 80 km di distanza, mentre la seconda proposta può considerare posizioni lavorative ovunque in Italia.

Dal 2022 quindi sarà più difficile accedere e ottenere per diversi mesi consecutivi il reddito di cittadinanza, e i percettori dovranno firmare fin da subito un documento in cui attestano la disponibilità immediata al lavoro, che saranno tenuti ad accettare nel caso di offerta dal centro per l'impiego.

Le modifiche interesseranno moltissimi cittadini italiani, perché sono state molte le famiglie a percepire questa forma di sostegno economico quest'anno. Alcuni dati relativi al 2021 sono proposti da Quifinanza.it:

"Nell’anno in corso sono stati 3,8 milioni i destinatari del Rdc, per circa 1,7 milioni di famiglie che hanno ricevuto il sussidio per almeno un mese, con una media di 578 euro ricevuti per 18 mesi."

Le nuove regole per accedere al sussidio sono più stringenti, e obbligano il cittadino ad impegnarsi attivamente, con l'aiuto dei centri per l'impiego e delle nuove politiche per il lavoro, a trovare una posizione lavorativa il prima possibile, per non usufruire unicamente del reddito.

In un certo senso, si può dire che la misura, soprattutto per quanto riguarda i tagli, viene equiparata ad altri sussidi già presenti come la NASPI, che riguarda la disoccupazione. Tuttavia rimane comunque una misura centrale per sostenere le famiglie italiane in difficoltà, che potranno richiederla anche a partire dall'anno nuovo.

RdC e lavoro: prospettive per il 2022

L'RdC è una misura considerata importante per le famiglie italiane, specialmente in questo periodo storico, in cui l'economia ha subito notevoli danni a causa della crisi legata all'emergenza sanitaria. Tuttavia vuole essere un ponte tra i cittadini disoccupati in difficoltà economica e il lavoro. L'intenzione della misura è sempre stata questa, ma nella realtà dei fatti pochi effettivamente hanno trovato un impiego stabile percependo questo sussidio.

Molti proprietari di attività nei primi mesi di riapertura e ripartenza economica hanno denunciato la mancanza di lavoratori, dando anche la responsabilità al reddito di cittadinanza: una misura che avrebbe disincentivato la ricerca attiva del lavoro per molti italiani.

Le prospettive per il 2022 sono quelle di una ripresa economica effettiva che garantisca anche la disponibilità di nuovi posti di lavoro. La Legge di Bilancio 2022 va anche in questa direzione, attraverso diverse misure per le imprese e per il lavoro. Oltre ad un ridimensionamento del reddito di cittadinanza e alla modifica di alcune misure come la NASPI, la Legge di Bilancio per il 2022 prevede una serie di misure per la ripartenza economica:

  • Nuove assunzioni nel pubblico impiego;
  • Proroga al 2022 e al 2023 del contratto di espansione;
  • Particolari agevolazioni per le imprese che assumono, soprattutto giovani e donne;
  • Nuovi fondi per l'autoimprenditorialità, anche femminile;
  • Tutele per le imprese in crisi;
  • Riforma fiscale;
  • Riforma delle pensioni.

Per il 2022 l'obiettivo generale è quello di una ripresa economica del paese, anche sulla base di quello che era il PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Alcune delle direzioni intraprese dal piano sono state riconfermate dalle misure previste dalla Legge di Bilancio: dalla digitalizzazione strutturale delle amministrazioni pubbliche e delle imprese, agli incentivi nella direzione di una maggiore sostenibilità ambientale.

I nuovi fondi messi a disposizione andranno in diverse direzioni, in base agli obiettivi prefissati, per garantire che entro qualche anno l'economia possa tornare agli stessi ritmi del 2019, precedentemente all'arrivo dell'emergenza sanitaria. 

Il reddito di cittadinanza è stato considerato come un tassello importante per il sostegno delle famiglie nella ripartenza, tuttavia non deve essere l'unica forma di reddito dei cittadini, per questo le modifiche attuali vanno nella direzione di una prospettiva di impiego lavorativo garantito per i cittadini.