Il Reddito di Cittadinanza sembra essere in arrivo proprio in questi giorni, ma si parla di un possibile triplo pagamento nel mese di ottobre: è vero? Ma soprattutto: per chi e perché?

Innanzitutto cominciamo con il dire che sì, è vero. Alcuni beneficiari di RdC riceveranno un triplo accredito sulla carta nel mese di ottobre, uno a titolo di Reddito di Cittadinanza e con il solito importo, mentre gli altri due sono a titolo di Assegno Unico.

Proviamo a capire meglio come sono legate queste due misure e perché INPS vuole pagare addirittura tre mensilità nel mese di ottobre.

Anche perché si va incontro ad una riforma del Reddito di Cittadinanza, ma anche alla misura definitiva dell'Assegno Unico, dato che quella attualmente attiva è la versione temporanea.

Insomma, ci sono tanti cambiamenti all'orizzonte e INPS vuole farsi trovare pronta.

Le date sono in realtà ancora in bilico, per una serie di motivi, ma come vedremo i tre accrediti sono confermati.

Insomma, si potrebbe dire RdC ed Assegno Unico tra presente e futuro, con alcuni beneficiari che possono esultare ed altri che invece sono pronti a farlo in vista del mese di gennaio del 2022.

In particolare, vediamo il funzionamento delle due misure, le date di pagamento e gli altri aspetti tecnici che potrebbero interessare ai beneficiari dell'una e dell'altra misura, ma soprattutto ai beneficiari di entrambe!

Tutte le informazioni riportate sono verificate sulla base di quanto dichiarato da INPS stessa, che però ci ha abituati a cambi di programma anche repentini ed imprevedibili: conviene quindi restare aggiornati (su Trend-Online sarà sempre possibile trovare tutte le novità) e controllare quotidianamente il fascicolo previdenziale nella propria area riservata INPS.

Se fossi interessato o interessata ad approfondire questo genere di tematiche, ti suggeriamo il canale YouTube "Redazione The Wam" che pubblica ogni giorno un nuovo video in cui approfondisce tutto ciò che riguarda bonus, sussidi e lavoro. In questo video in particolare si parla di Reddito di Cittadinanza ed Assegno Unico:


Reddito di Cittadinanza: ecco il pagamento!

Cominciamo con il pagamento del normale Reddito di Cittadinanza: si sa che le due date previste sono il 15 ed il 27 del mese. A settembre, però, i pagamenti erano arrivati in anticipo, in particolare al 13 ed al 20 settembre.

Un anticipo giustificato dal fatto che INPS volesse pagare anche la prima mensilità arretrata di Assegno Unico e per fare in tempo ha preferito anticipare il RdC. Il pagamento della rata arretrata di luglio, la prima in assoluto, è arrivato il 27 settembre.

Si sospettava che ad ottobre potesse succedere altrettanto, ma le ultime informazioni fanno presupporre qualcosa di diverso.

Infatti, il 15 del mese riceve il Reddito di Cittadinanza chi è al primo pagamento in assoluto, al primo pagamento dopo il rinnovo (dopo lo stop di un mese) o chi ha integrato i documenti dopo la sospensione del sussidio per mancanza di requisiti.

Ad ottobre, però, questo pagamento anticipato non è arrivato, anzi è arrivato come sempre al 15 del mese, a partire dal solito orario (13.30 circa). INPS si prende tra l'altro qualche giorno per pagare questi soggetti, quindi qualcuno potrebbe anche riceverlo lunedì 18 ottobre.

Questo fa immaginare che anche il pagamento anticipato rispetto al solito 27 del mese non arriverà, motivo per cui ci si chiede cosa ne sarà del triplo pagamento: quando arriveranno gli altri due relativi all'Assegno Unico? Lo vedremo nel prossimo paragrafo.

Per ora ci atteniamo alle informazioni ufficiali, secondo cui il Reddito di Cittadinanza arriverà come sempre al 27 del mese e comunque entro il 31. INPS si è sempre presa fino alla fine del mese per concludere i pagamenti ed anche in questo caso sarà così, anche se la maggior parte dei beneficiari riceve quanto gli spetta già il 27 stesso.

Ricordiamo che l'importo del RdC viene caricato sulla carta dedicata e che deve sottostare come sempre alle regole relative al taglio dovuto all'inutilizzo delle risorse. Per non incorrere in tale taglio, bisogna concludere le risorse entro la fine del mese successivo a quello di erogazione.

Pagamento Assegno Unico: quando arriva?

Passiamo ora alle date di pagamento dell'Assegno Unico, partendo dal presupposto che delle date esatte non sono state definite ed anzi che ci sono parecchi dubbi sulla tempistica con cui verrà erogato.

L'Assegno Unico per i proprietari di RdC è completamente automatico (non era necessario fare domanda) e retroattivo a partire dal luglio scorso. Questi due aspetti hanno generato parecchia confusione, soprattutto per INPS che si è ritrovata a dover prima analizzare la situazione di ogni beneficiario e poi a dover erogare i pagamenti.

Infatti, accede all'Assegno Unico solo il beneficiario di RdC che possiede anche tutti i requisiti per avere l'Assegno Unico. Le due misure sono infatti compatibili e sono destinate ad esserlo anche nel 2022.

Al momento la misura temporanea è valida fino al 31 dicembre, ma la retroattività vale solo fino al 31 ottobre 2021.

Chi a tale data è già beneficiario di RdC riceverà le mensilità relative a luglio, agosto, settembre ed ottobre stesso.

La mensilità arretrata di luglio è stata pagata al 27 settembre, come già detto in precedenza, mentre per la seconda mensilità i tempi paiono maturi: già dal 14 ottobre, infatti, alcuni beneficiari hanno reso noto di aver ricevuto la seconda integrazione e questo fa naturalmente ben sperare tutti.

Secondo le previsioni, INPS dovrebbe e potrebbe erogare il pagamento relativo ad agosto scorso (cioè la seconda mensilità di integrazione) entro una settimana circa

Per quanto riguarda invece il pagamento relativo a settembre, cioè la terza mensilità, sembra che si possa ricevere entro e non oltre il termine del mese di ottobre. Una stima che è parsa ottimista, ma che INPS sembra voler mantenere a tutti i costi per smaltire il prima possibile gli arretrati.

Ciò sta avvenendo probabilmente anche per far sì che INPS sia pronta ad implementare le nuove misure quando sarà il momento, cioè a gennaio 2022, momento in cui converrà non essere rallentati da tutte le misure arretrate.

Pagamenti INPS: due misure compatibili

Il Reddito di Cittadinanza e l'Assegno Unico sono compatibili e lo saranno anche nel 2022, quando entrambi andranno incontro a delle modifiche. In effetti, un elemento di incompatibilità c'è: la cosiddetta quota minori.

Infatti, i percettori di RdC che ricevono l'integrazione a titolo di Assegno Unico perché hanno tutti i requisiti, non ricevono la stessa cifra che spetta a chi ha fatto domanda per l'Assegno Unico ordinario, ma ricevono un importo più basso.

Questo perché l'integrazione è calcolata considerando sia il numero di figli sia la Dichiarazione ISEE, ma decurtando la quota che la famiglia già percepisce nel RdC relativa alla composizione della famiglia.

Se in famiglia ci sono, per esempio, due figli minori, ciò fa aumentare la quota di RdC spettante, proprio perché i minori sono a carico. Questa parte di RdC è esattamente quella che viene sottratta dall'Assegno Unico ordinario, con solo la parte rimanente che spetta a titolo di integrazione.

Per avere maggiori informazioni e per non creare confusione, suggeriamo sempre di far riferimento alle fonti ufficiali e di consultare le tabelle che INPS ha messo a disposizione per il calcolo di entrambe le misure.

Integrazione Assegno Unico: i requisiti

Per potere ottenere l'integrazione sul RdC a titolo di Assegno Unico bisogna rispettare i requisiti del normale Assegno Unico, con l'unica differenza che come detto non bisogna fare domanda.

Ma quali sono i requisiti che INPS analizza per ogni percettore di RdC? Li vediamo proprio in questo paragrafo.

Innanzitutto, è necessario essere cittadini italiani e risiedere in Italia da almeno due anni (anche non continuativi), oltre ad essere soggetti al pagamento dell'imposta sul reddito.

Il requisito più importante è però quello relativo alla Dichiarazione ISEE: è necessario averla aggiornata e per un valore inferiore a 50.000 euro.

Infine, dato che si tratta della misura temporanea, è possibile richiederla solo per chi faccia parte di queste categorie: 

  • lavoratori autonomi;
  • disoccupati;
  • coltivatori diretti, coloni e mezzadri;
  • titolari di pensione da lavoro autonomo;
  • nuclei che non hanno uno o più requisiti per godere dell’ANF.

Chi dovesse far parte di queste categorie e non avesse ricevuto l'integrazione (o avesse ricevuto una cifra errata) può comunicare con il Call Center INPS o recarsi in prima persona in una sede provinciale INPS.

RdC e Assegno Unico: come saranno nel 2022?

Entrambe le misure, come anticipato, andranno incontro a dei cambiamenti nel corso del prossimo anno, a partire proprio da gennaio.

Cambiamenti in parte preannunciati ed in parte sorprendenti: è infatti noto che il Reddito di Cittadinanza andasse incontro ad una riforma, mentre l'Assegno Unico, essendo appunto temporaneo, era più che noto che sarebbe stato modificato nella sua forma definitiva.

Le due misure rimarranno comunque compatibili, come nella situazione attuale, ma c'è da segnalare che dal gennaio 2022 potrebbe non essere più decurtata l'integrazione: chi ha i requisiti per entrambe riceverà semplicemente la somma delle due misure così com'è.

Una novità che renderebbe molto più ricca l'integrazione e che certamente farà felici tutti i soggetti interessati.

Tra le altre differenze c'è però anche l'allargarsi dei criteri per entrambe le misure: l'obiettivo è quello di ampliare la platea di potenziali beneficiari di entrambe, anche se per motivi differenti.

L'Assegno Unico si amplia perché da misura temporanea, dedicata solo ad alcune categorie viste in precedenza, diventa misura universale, rivolta quindi per definizione a tutti.

Il Reddito di Cittadinanza invece perché deve anche andare a colmare il vuoto lasciato dal Reddito di Emergenza, misura che non verrà più prorogata visto il buon evolversi della situazione pandemica.

In ultimo, l'Assegno Unico non farà più riferimento ai soli figli minori, ma secondo le indiscrezioni anche ai figli fino ai 21 anni che siano naturalmente a carico, come spesso capita per gli studenti.