Cosa c'è di vero della tredicesima per i percettori del reddito di cittadinanza? Nulla. Sfatiamo subito questa falsa notizia. Chi percepisce il reddito di cittadinanza riceve una ricarica ogni mese per dodici mesi.

Non c'è un tredicesimo mese, nè una tredicesima ricarica. Quindi a Natale, purtroppo, diversamente dai percettori di pensioni o busta paga dei dipendenti non ci sarà la tredicesima mensilità.

E neanche è in previsione per il 2022 l'inserimento di una ulteriore mensilità per chi percepisce il reddito di cittadinanza.

Va anche precisato che il reddito di cittadinanza non è tassato e quindi anche le nuove aliquote Irpef che passano da 5 a 4, con l'abbassamento della percentuale di due aliquote (da 27% al 23% e da 38% a 35%), non potranno essere considerate per il RdC, che quindi rimarrà invariato in termini di importo base.

Invece si deve sottolineare che, in attesa che la legge di bilancio 2022 diventi ufficiale, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dal 2022 dopo il sesto mese di ricevimento del reddito di cittadinanza, l'importo sarà ridotto di cinque euro al mese, se ancora non si è trovato lavoro.

Buone notizie invece per dicembre e per i mesi successivi, perchè ci sarà l'assegno temporaneo ai figli, che è in pagamento dall'Inps già a partire dal mese di luglio, e che si trasformerà in assegno unico ai figli da gennaio 2022, con pagamento da marzo 2022. La buona notizia è che aumenterà l'importo della ricarica perchè si sommerà l'importo dell'assegno unico per ogni figlio di età inferiore ai 21 anni che ancora fanno parte del nucleo famigliare. 

Reddito di cittadinanza: nessuna tredicesima

Chi ha fatto circolare in questi giorni la notizia di un'ipotetica tredicesima per il reddito di cittadinanza, purtroppo ha dato una notizia non suffragata da verità. Per il mese di dicembre, l'importo del reddito di cittadinanza sarà aumentato solo della quota dell'assegno temporaneo, dovuto per i figli, e solo se spettante.

Perchè la tredicesima non potrà essere erogata per i titolari del reddito di cittadinanza? Essenzialmente perchè la cosiddetta gratifica natalizia, spetta solo a chi percepisce uno stipendio oppure una pensione da lavoro

Introdotta nel lontano 1937, la mensilità aggiuntiva è concessa dai datori di lavoro a chi appunto ha una busta paga. Ma è percepita anche da pensionati, a cui l'Inps continua ad erogare la tredicesima mensilità. Su questo punto però va fatto un chiarimento. Non tutte le pensioni possono usufruire della tredicesima ma solo quelle collegate all'attività lavorativa.

Quindi nessuna tredicesima per chi percepisce una pensione di invalidità civile o l'assegno di invalidità. 

Come si evince, i percettori di reddito di cittadinanza, finchè non trovano lavoro, non possono essere equiparati a lavoratori nè a percettori di prestazioni previdenziali. Infatti il reddito di cittadinanza è una misura di integrazione al reddito familiare e quindi di natura assistenziale. 

Con queste precisazioni, dobbiamo purtroppo ribadire che chi percepisce il reddito di cittadinanza non potrà avere per Natale alcuna gratifica.

Ma a questa brutta notizia, si aggiunge una bella. Quella dell'integrazione della ricarica di dicembre con l'assegno temporaneo.

Reddito di cittadinanza: ricarica aggiuntiva a dicembre

Dal 1 luglio 2021, nel panorama delle misure di welfare pensate per le famiglie italiane, c'è l'assegno temporaneo ai figli. Introdotto con il decreto legge n.79 dell'8 giugno 2021, l'assegno ponte o temporaneo è riconosciuto a chi non può percepire l'assegno al nucleo familiare. L'ANF è pagato direttamente dal datore di lavoro in busta paga, mentre l'assegno temporaneo è riconosciuto dall'Inps mediante accredito sul conto corrente indicato in fase di domanda.

Il decreto sopra menzionato rende l'assegno temporaneo compatibile con il reddito di cittadinanza. Ed anche il decreto attuativo varato dal consiglio dei ministri il 18 novembre, con cui si introduce definitivamente l'assegno unico ai figli, estende l'automatismo della misura ai percettori del reddito di cittadinanza.

Per loro non è previsto alcun onere, come la presentazione della domanda, in quanto l'Inps riconosce e riconoscerà in automatico l'importo previsto in funzione del valore dell'ISEE della famiglia che percepisce il reddito di cittadinanza. L'ISEE è già in possesso dell'Inps in quanto è stato richiesto per poter erogare il reddito di cittadinanza.

Il pagamento dell'assegno temporaneo, ora, e dell'assegno unico da marzo 2022, avverrà con ricarica sulla card gialla del reddito di cittadinanza, alla stessa scadenza del pagamento del RdC. 

Questo è il motivo per cui anche a dicembre, i percettori di reddito di cittadinanza, facenti parte di un nucleo famigliare con figli minorenni, avranno un'integrazione della ricarica. La quota parte del reddito di cittadinanza, connesso ai figli, sarà integrato della quota dell'assegno temporaneo.

Reddito di cittadinanza: quale importo sulla ricarica di dicembre

Per evitare di ingenerare confusione, si ribadisce ancora una volta che l'integrazione del reddito di cittadinanza con l'assegno temporaneo ai figli, spetta solo alle famiglie all'interno delle quali convivono figli di età inferiore a 18 anni. Con l'assegno unico universale, da marzo, l'importo sarà riconosciuto anche agli over 18 fino a 21 anni, ma a determinate condizioni.

L'importo dell'assegno temporaneo è graduato in funzione dell'ISEE.

Fino a 7.000 euro, l'importo dell'assegno temporaneo è pieno, pari a 167,5 euro per figlio fino al secondo figlio. Dal terzo figlio, c'è una maggiorazione del 30% per ogni figlio. Quindi l'importo dell'assegno temporaneo diventa di 217,8 euro a figlio.

In presenza di disabilità grave o non autosufficienza, gli importi sono ulteriormente maggiorati di 50 euro per ogni figlio in condizione di disabilità.

Con un ISEE a partire da 39.900 euro, e fino a 50.000 euro, l'importo dell'assegno temporaneo scende a 30 euro per figlio fino al secondo e 40 euro a figlio in presenza di tre o più figli.

Questi importi sono la base per l'integrazione del reddito di cittadinanza.

Poichè il limite ISEE per poter percepire il RdC è di 9.360 euro, l'importo dell'assegno temporaneo va da 167,5 euro a figlio e scende a 142,40 per figlio, cui si aggiunge la maggiorazione del 30% in presenza di tre o più figli.

A questo importo si sottrae la quota parte del reddito di cittadinanza erogato per i figli. La differenza è la ricarica aggiuntiva che l'Inps pagherà a dicembre.

Reddito di cittadinanza: novità in legge di bilancio 2022

In apertura dell'articolo si è scritto che il reddito di cittadinanza è stato confermato nel 2022, anche se si aspetta l'ufficializzazione con la pubblicazione della legge di bilancio in Gazzetta Ufficiale. Tuttavia, le pressioni di vari partiti politici sulla misura che è considerata più assistenziale che non di reinserimento nel mondo del lavoro, ha condotto il governo ad apportare alcune modifiche sostanziali che di fatto penalizzano coloro che non si attivano a ricercare un lavoro, oppure rifiutano una proposta di lavoro.

Le due grandi novità sono infatti la modalità con cui lavoreranno i centri per l'impiego e la riduzione del reddito di cittadinanza a partire dal sesto mese.

Sul primo aspetto, i centri per l'impiego dovranno presentare offerte di lavoro congruenti con il profilo degli occupabili di una famiglia che percepisce il reddito di cittadinanza. Non si potrà rifiutare un'offerta di lavoro, pena la decadenza dal reddito di cittadinanza. Al massimo è ammesso un solo rifiuto. 

Inoltre ogni mese il percettore del reddito di cittadinanza dovrà presentarsi al centro per l'impiego per aggiornamenti sullo stato di occupazione.

In assenza di lavoro, a partire dal sesto mese l'importo del reddito di cittadinanza è decurtato di cinque euro, tranne nel caso in cui ci siano figli minorenni oppure componenti familiari con disabilità. 

Reddito di cittadinanza: nuovi importi dal 2022 

L'introduzione dell'assegno unico universale ai figli, da gennaio 2022, ridisegna anche l'importo del reddito di cittadinanza. Non ci sarà alcuna tredicesima nel 2022, ma da marzo, la ricarica sarà più pesante, perchè l'importo dell'assegno unico ai figli, è più alto dell'assegno temporaneo.

Ecco gli importi che saranno riconosciuti, sempre in base all'ISEE

Per ciascun figlio:

  • 175 euro al mese co ISEE fino a 15mila euro, cui si aggiungono 85 euro a figlio in presenza di tre figli;
  • da 175 a 50 euro con ISEE da 15mila a 40mila euro, cui si aggiungono tra 15e 85 euro a figlio in presenza di tre figli;
  • 50 euro con ISEE oltre 40mila euro, cui si aggiungono 15 euro a figlio in presenza di tre figli

Per famiglie numerose con più di quattro figli, ci sarà un'integrazione fissa di 100 euro.

Per mamme giovani, sotto i 21 anni ci sarà una maggiorazione di altri 20 euro a figlio.

In caso di presenza di disabilità gli importi sono aumentati di:

  • 105 euro al mese in caso di non autosufficienza, 
  • 95 euro in caso di disabilità grave 
  • 85 euro in caso di disabilità media. 

Se il disabile è un figlio maggiorenne, e fino a 21 anni, gli importi sono di 50 euro al mese in più  mentre oltre i 21 anni si continuerà a ricevere un assegno in base all’Isee che andrà da 85 a 25 euro al mese.