Il Reddito di Cittadinanza ancora in revisione. La misura fiore all’occhiello del Movimento Cinque Stelle torna a far discutere per modifiche alla normativa.

Nel testo della Legge di Bilancio 2022, infatti, spuntano una serie di disposizioni per contrastare i “furbetti” del Reddito di Cittadinanza. Nel disegno di legge il Governo Draghi punta a potenziare i controlli e a introdurre nuove modifiche allo scopo rafforzare l’agevolazione anche come misura di politica attiva del lavoro.

Maggiori informazioni su come sarà il Reddito di Cittadinanza 2022 le trovate nel video YouTube della RAI.

Ma non è tutto, nei programmi dell’esecutivo ci sarebbe un aumento dell’assegno per i nuclei familiari più numerosi e tagli sugli importi da accreditare sulla card RdC se si bypassa più di un’offerta di lavoro congrua.

Vediamo subito quali novità ci attendono nel prossimo futuro.

Reddito di Cittadinanza: come cambia dal 2022

Il Reddito di Cittadinanza è da sempre nel mirino della politica e dell’opinione pubblica, ancora di più da qualche settimana a questa parte da quando si sta iniziando a parlare di una sua modifica radicale.

Non molti mesi addietro parevano chiare le intenzioni del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, di voler mettere fine alla versione attuale del Reddito di Cittadinanza (RdC) per dare spazio ad un nuovo RdC rinnovato da cima a fondo.

La necessità di dover mettere mani al Reddito di Cittadinanza è palese a tutti, sono tante le criticità rilevate e le discriminazioni sociali derivate dall’applicazione della misura: è indispensabile intervenire subito per apportando nuove migliorie non solo sul fronte controlli, ma anche per renderlo più equo e accessibili ad una platea di cittadini che si trovano effettivamente ad affrontare delle difficoltà economiche.

Sia chiaro, non c’è alcun rischio che la misura non venga riconfermata nel prossimo anno. Al contrario, la Legge di Bilancio 2022 ne modifica alcuni punti per poter renderlo operativo in una nuova veste a partire dal 2022.

Tutto questo mentre diverse parti politiche ne chiedevano a gran voce la cancellazione. Voci spente sul nascere: il Reddito di Cittadinanza ci sarà anche nel 2022 ma con una struttura più complessa.

Uno dei primi ritocchi da mettere in atto abbraccia i requisiti da soddisfare per poter ottenere il riconoscimento dell’agevolazione.

Rimarrebbero immutati i requisiti base di accesso al Reddito di Cittadinanza, vale a dire la cittadinanza italiana o europea e la residenza sul territorio dello Stato da non meno di dieci anni.

Discorso diverso, invece, per gli stranieri per i quali si sta valutando l’alternativa di ridurre la residenza dai 10 anni attuali a 5. Ad avere priorità su tutti, però, è il requisito ISEE.

Diventa di fondamentale importanza procedere all’aggiornamento del reddito ISEE del nucleo familiare richiedente prima che sia troppo tardi. 

Da metà gennaio 2022, infatti, i Centri di Assistenza Fiscale e i patronati si troveranno a disbrigare un numero importante di pratiche di calcolo e di aggiornamento dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente: si stimano ben 12 milioni di domande.

C’era comunque da immaginarselo. Stiamo parlando di un indicatore che parametrizza la ricchezza di una famiglia servendosi dei suoi dati reddituali e patrimoniali, ormai di uso quotidiano.

Si fa ricorso all’ISEE per accedere a moltissime prestazioni socio-assistenziali, per ottenere contributi e sussidi, oltre ai famigerati Bonus.

Insomma, l’ISEE è quel parametro che permette di studiare la condizione economica dell’intero nucleo familiare e di conseguenza stabilire se si ha effettivamente diritto ad una prestazione o contributo.

Quasi un requisito di “controllo” indispensabile anche per l’accesso al Reddito di Cittadinanza, la cui necessità è stata posta in risalto dai più recenti accadimenti

Nelle ultime settimane, infatti, non sono mancate notizie su blitz di Carabinieri che hanno scovato mega truffe milionarie operate dai “furbetti” dell’RdC accusati di appropriazione indebita.

Una minaccia da tenere a bada anche nel prossimo anno e che spiega le disposizioni date dal Governo all’INPS sull’attuazione di più rigorosi controlli a campione sui beneficiari dell’RdC.

Reddito di cittadinanza: aumenta l’assegno nel 2022, ma di quanto?

Se la relazione presentata dal Comitato scientifico venisse accettata, sarebbero migliaia gli italiani interessati da un aumento sostanzioso dell’assegno RdC.

Gli interventi correttivi al Reddito di Cittadinanza presentate da Chiara Saraceno, accademica italiana e sociologa che presiede il Comitato, potrebbero infatti riservare importanti novità ai fruitori della misura.

Un’ importante modifica potrebbe riguardare la scala di equivalenza, comune anche al Reddito di Emergenza, su cui si costruiscono gli importi della misura

Le proposte mirano ad aumentare l’importo mensile dell’RdC solo per le famiglie quantitativamente più numerose riducendo, come contropartita, quello dei nuclei familiari single formati da un solo componente.

Nello specifico, l’importo mensile di Reddito di Cittadinanza per un single passerebbe dai 500 euro al mese attuali ai 450 euro.

La soglia massima per una famiglia composta da più membri salirebbe da 2,1 a 2,8, fino a raggiungere il limite di 2,9 se all’interno del nucleo familiare sono presenti soggetti con disabilità.

Ciò determinerebbe un aumento dell’importo mensile del Reddito di Cittadinanza per le famiglie numerose che potrebbero arrivare a percepire, se con un contratto di locazione sulle spalle, ben 1.450 euro rispetto ai 1.330 euro attuali.

Ma facciamo un esempio per capire ancora di più come potranno lievitare gli importi nel caso le proposte venissero accettate. Per una famiglia composta da una coppia di adulti e quattro figli l’indice salirebbe a 3. Questa avrebbe diritto all’importo massimo dell’RdC così formulato, per un ammontare pari a 15.120 euro.

Una cifra già sostanziosa di suo a cui andrebbero ad aggiungersi i 280,00 euro al mese per il contratto di locazione, arrivando a sfiorare i 16.000 euro all’anno.

Una notizia che farebbe gioire milioni di famiglie allo stato attuale più penalizzate rispetto ai nuclei monocomponenti.

In ogni caso, tale modifica sarà solo una delle tante contemplate nella Legge di Bilancio 2022 a cui il Governo Draghi ha riservato uno stanziamento di circa un miliardo di euro all’anno.

Vediamo quali cambiamenti si prospettano all’orizzonte per il Reddito di Cittadinanza.

Reddito di Cittadinanza: dopo un lavoro rifiutato scatta la revoca. La novità

Ormai è risaputo, il Reddito di Cittadinanza è stato introdotto dal Governo Conte per limitare i disagi della mancanza di lavoro, ma soprattutto per favorire l’occupazione dei cittadini dopo un attento percorso formativo di inserimento.

In verità, su quest’ultimo obiettivo l’RdC ha fallito. Ciò non toglie che l’agevolazione rimane ancora oggi strettamente legata all’ambito lavorativo.

Troppo spesso si sente parlare del Patto per il lavoro, ma pochi ne conoscono la finalità. Il documento viene fatto sottoscrivere al richiedente il Reddito di Cittadinanza per mettere nero su bianco la volontà di essere disponibile a svolgere un lavoro non appena se ne presentasse l’occasione.

Purtroppo, anche su tale fronte RdC ha toppato nel corso degli anni. Non mancano, infatti, i casi di beneficiari del Reddito di Cittadinanza che hanno rifiutato più di un’offerta di lavoro proveniente dal Centro per l’Impiego.

Per bloccare tali comportamenti il Governo Draghi ha messo a punto una strategia che, seppur severa, a lungo andare farebbe cogliere i frutti sperati.

Dal 2022 chi bypassa i corsi di riqualificazione proposti dai Centri per l’impiego subirà un taglio graduale dell’importo mensile del Reddito di Cittadinanza spettante.

Nello specifico, non si potrà rifiutare più di una congrua offerta di lavoro, pena la decurtazione dell’assegno mensile di RdC.

Dal secondo rifiuto, invece, si dovrà dire definitivamente addio al contributo

Naturalmente, prima di giungere alla revoca del Reddito di Cittadinanza verrà richiesto all’INPS un meticoloso controllo sulla posizione del beneficiario al fine di accertare l’effettivo rifiuto dell’opportunità di lavoro presentata dal Centro per l’Impiego.

Reddito di Cittadinanza: ecco le date dei pagamenti INPS di novembre 2021

Sin dall’introduzione del Reddito di Cittadinanza non sono mancate le polemiche sui forti ritardi nell’erogazione dei pagamenti mensili da parte dell’INPS, dovuti forse ai lunghi tempi richiesti per il controllo e la verifica dei requisiti d’accesso all’agevolazione.

Ma veniamo ai pagamenti di questo mese. I già percettori del Reddito di Cittadinanza riceveranno il pagamento della mensilità il 26 novembre 2021.

I nuovi percettori, coloro che si apprestano a riscuotere la prima rata di RdC e che hanno provveduto ad inoltrare domanda all’INPS per il riconoscimento dell’agevolazione entro il 31 ottobre scorso, hanno ricevuto l’accredito delle somme spettanti già a metà mese.

I potenziali beneficiari che hanno inoltrato la domanda all’INPS in questi giorni, invece, dovranno attendere il mese di dicembre per incassare il primo assegno RdC.

Reddito di Cittadinanza: dal 2022 aumentano gli importi con l’assegno unico

Le novità per i beneficiari del Reddito di Cittadinanza non finiscono qui. Dal 2022 gli importi dell’assegno subiranno un aumento, ma solo tramite due modalità: l’aiuto imprenditorialità e l’assegno unico universale sui figli a carico.

Nel primo caso, i cittadini già percettori dell’RdC potranno richiedere un Bonus aggiuntivo sull’importo solo se hanno iniziato a lavorare in autonomia, o se hanno avviato un’impresa individuale o una società cooperativa.

L’aumento potrebbe raggiungere i 780 euro al mese, per 16 mensilità purché l’attività sia avviata entro 12 mesi dalla percezione del Reddito di Cittadinanza.

Spostando l’attenzione sull’assegno unico universale, invece, potranno vedere lievitare gli importi soltanto i beneficiari del Reddito di Cittadinanza appartenenti a specifiche categorie: coltivatori diretti, disoccupati, lavoratori titolari di Partita IVA, mezzadri e coloni.

L’importo dell’assegno verrà modulato sulla base dell’ISEE del nucleo familiare di appartenenza.

Potrà toccare i 167,50 euro se la famiglia è composta da uno o due figli, fino a 217,80 euro per quelle quantitativamente più numerose.