Sul reddito di cittadinanza si sta parlando moltissimo, ma non tutto quello che si trova sul web è veritiero. Per esempio, ci sarà davvero un aumento dell’assegno a 1.730 euro al mese per tutti? L’idea di aumentare gli importi esiste davvero, ma non per tutti: ci si rivolgerà – probabilmente – ai nuclei familiari più numerosi, a quelli in difficoltà economica, o alle persone con disabilità.

Da alcuni mesi poi si sta cominciando a discutere la possibilità di modificare la misura grillina affinché possa raggiungere i suoi obiettivi (sostegno economico e occupazione). Di qui la necessità di implementare le politiche per il lavoro da un lato, e introdurre un taglio sull’assegno (di 5 euro al mese, ma non per tutti!) dall’altro lato.

Sono in ballo moltissime proposte e ancora nulla è stato confermato in Manovra 2022: che cosa cambia sul reddito di cittadinanza a partire dal prossimo anno? 

Ecco tutto quello che c’è da sapere sugli importi, sull’aumento e sul taglio dell’assegno, sui requisiti e sul lavoro. La stretta è assicurata…

Reddito di cittadinanza 2022: novità su requisiti, importi e lavoro

Non esiste ancora un testo definitivo della Manovra economica, dalla quale potrebbero uscire parecchie novità anche sul reddito di cittadinanza. Quel che è certo, è che la misura va modificata, in quanto non riesce a raggiungere gli obiettivi per i quali è stata introdotta nel 2019.

I beneficiari, in questi due anni, sono aumentati parecchio (anche a causa della pandemia) e ciò ha costretto lo Stato a pensare a delle soluzioni per rendere il beneficio meno oneroso.

Di qui l’idea di modificare alcuni requisiti e rendere il reddito uno strumento di avvicinamento al lavoro (motivo per il quale è nato), oltre che un sostegno economico per le famiglie in difficoltà. 

Proprio per mettere in contatto domanda e offerta di lavoro, gli occupabili (ovvero coloro che percepiscono il RdC ma potrebbero trovare un lavoro) saranno sottoposti a nuovi obblighi. E non solo: se rifiuteranno anche una sola proposta, saranno sottoposti al meccanismo del décalage.

Il décalage – come avviene per l’indennità di disoccupazione – è un meccanismo che porta alla decurtazione dell’assegno: per ogni offerta di lavoro rifiutata, quindi, verranno sottratti 5 euro al mese dall’assegno RdC.

Reddito di cittadinanza: aumento a 1.730€ al mese per tutti?

Sul fronte degli aumenti, invece, c’è la possibilità di ottenere 1.730 euro al mese? La proposta è giunta direttamente dal comitato di valutazione guidato da Chiara Saraceno. Ma esiste davvero questa possibilità?

In effetti sì, la proposta rientra tre le 10 modifiche che il comitato di valutazione del reddito (incaricato dal Ministro Andrea Orlando) ha presentato per migliorare la misura:

L’importo del reddito di cittadinanza dovrebbe essere aumentato alle famiglie numerose.

Bisogna fare attenzione, però, a non prendere la proposta come una novità confermata, in quanto nulla è ancora stato deciso.

Proprio le famiglie più numerose sarebbero al centro del dibattito, in quanto penalizzate dalla scala di equivalenza. Ma allora molti si chiedono: perché non modificare il meccanismo di calcolo del reddito anziché proporre un aumento dell'assegno fino a 1.730 euro?

Reddito di cittadinanza: l’importo aumenterà davvero?

Non sappiamo quando e soprattutto se ci sarà un aumento del reddito di cittadinanza a partire dal prossimo anno. Quel che è certo è che nella bozza della Manovra 2022 è stato disposto uno stanziamento di risorse maggiore rispetto a quest’anno: si parla di 1,06 miliardi aggiuntivi per il 2022 e altrettanti, per ciascun anno, fino al 2029.

Ricordiamo che, ad oggi, esistono già degli aumenti in caso di famiglia numerosa o in caso di affitto mensile. Riassumiamoli di seguito molto brevemente.

Anzitutto, per calcolare l’assegno RdC occorre considerare la scala di equivalenza che, come abba detto, sembra svantaggiare le famiglie numerose. Così, una persona che vive da sola, e possiede un reddito pari a zero, può percepire fino a 500 euro in più (ovvero 6.000 euro all’anno).

In caso di famiglia numerosa, invece, occorre moltiplicare 500 euro per la scala di equivalenza, che assegna i seguenti valori: 1 per il richiedente; 0,2 per i componenti del nucleo familiare con più di 18 anni; 0,4 per i componenti del nucleo minorenni. In qualsiasi caso, però, non si può superare la soglia di “2,1”, che corrisponde a un assegno da 1.050 euro al mese.

Nel caso di nuclei familiari con al loro interno soggetti portatori di disabilità, la scala di equivalenza può arrivare fino a “2,2”, ovvero un assegno mensile pari a 1.100 euro.

Se nella famiglia esiste anche una casa in affitto con un canone mensile da pagare, viene concesso un rimborso di 280 euro massimi.

Reddito di cittadinanza: nuovi requisiti per le famiglie numerose?

Dai calcoli sopra riportati ne consegue che l’importo massimo del reddito di cittadinanza può arrivare a 1.330 euro oppure a 1.380 euro, ma solo per i nuclei familiari al cui interno vi sono anche individui portatori di gravi disabilità.

Il comitato di valutazione starebbe pensando a nuovi massimi per la scala di equivalenza: si potrebbe passare da 2,1 o 2,2 (per le famiglie con componenti disabili) a un massimo di 2,8 o 2,9. 

Cosa ne consegue? L’importo massimo potrebbe arrivare a 1.400 euro (nel caso di scala a 2,8) e con il contributo sull’affitto raggiungerebbe i 1.680 euro al mese; mentre per le famiglie con disabili si parlerebbe di un assegno fino a 1.450 euro o 1.730 euro al mese.

Non solo, è stato richiesto anche una modifica della scala di equivalenza più radicale: l’idea è quella di equiparare gli individui maggiorenni a quelli minorenni, assegnando a tutti il valore “0,4”.

Un’altra proposta avanzata dal comitato prevede la riduzione degli importi del reddito per le persone che vivono da sole a favore di un aumento per le famiglie numerose e non. 

Sempre parlando di requisiti, sono previsti maggiori controlli per prevenire le azioni fraudolente: tramite uno scambio di dati tra enti italiani e stranieri, si andranno a verificare i requisiti di residenza e di soggiorno per i cittadini stranieri.

Reddito di cittadinanza: taglio di 5 euro al mese dal 2022

Una delle certezze – che ancora non è stata confermata, ma che appare ormai assodata – riguarda invece il taglio dell’assegno. Se per gli aumenti la discussione è ancora aperta, la maggioranza sembra d’accordo all’introduzione di un meccanismo di décalage sull’assegno RdC.

In che cosa consiste il taglio dell’assegno? Secondo la prima bozza approvata dal Consiglio dei Ministri alla fine del mese di ottobre, il taglio dell’assegno sarebbe diventato effettivo a partire dal secondo rifiuto di offerte di lavoro congrue, solo per coloro che percepiscono il sussidio da più di 6 mesi. Ma si sta valutando la decurtazione sin dal primo rifiuto.

Come hanno anticipato numerose testate giornalistiche e altrettante agenzie, si tratterebbe di un taglio di 5 euro al mese sull’assegno per tentare di avvicinare al lavoro tutti gli individui occupabili che percepiscono il reddito di cittadinanza da più di 6 mesi.

Stando sempre alla bozza del provvedimento, comunque, il taglio non opererebbe in presenza delle seguenti condizioni:

  • in caso di nuclei familiari con almeno un minore di età inferiore ai 3 anni,
  • in presenza di un componente con disabilità,
  • in caso di nucleo familiare considerato “non occupabile”.

Il taglio, inoltre, non si applica a quelle famiglie il cui importo dell’assegno RdC è inferiore a 300 euro al mese. Ma nulla è ancora stato definito con chiarezza: il Ministro Orlando ha assicurato che sarà un’apposita norma – eventualmente – a regolare il meccanismo di décalage. 

Come cambiano le offerte di lavoro con il RdC?

La Legge di Bilancio per il 2022 prevede anche un nuovo meccanismo di incontro tra domanda e offerta di lavoro. Per incentivare l’occupazione dei percettori del sussidio, occorre introdurre una stretta sul lavoro.

Come scrive un articolo di Ticonsiglio.com, la Legge di Bilancio 2022 prevede che:

le Agenzie per il lavoro iscritte all’Albo e autorizzate dall’Anpal possano svolgere attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro per i beneficiari di Rdc.

Il datore di lavoro che assume un individuo percettore del reddito di cittadinanza può ottenere un incentivo del 20%. Inoltre, cambiano le caratteristiche di un’offerta di lavoro congrua.

Per essere definita tale, secondo la bozza della Manovra 2022, la prima offerta di lavoro deve trovarsi entro un raggio di 80 km dalla residenza dell’interessato, o comunque deve essere raggiungibile in un massimo di 100 minuti con i mezzi pubblici.

A partire dalla seconda offerta, invece, il vincolo di distanza decade: è considerata congrua ogni offerta relativa all’intero territorio nazionale. E se si decide di rifiutare un’offerta (a partire dalla prima), scatta il décalage: 5 euro in meno sull’assegno per tutti.

Insomma, la stretta è assicurata: il Governo ha intenzione di mettere duri paletti al reddito di cittadinanza per combattere i furbetti che lo percepiscono senza requisiti e per aumentare l’occupazione degli individui considerati “occupabili”. 

Che fine faranno i navigator?

L’ultima questione da affrontare riguarda i Navigator: che fine faranno? La proroga dei contratti per queste figure – prevista dal Decreto Sostegni – è in scadenza a dicembre 2021. Nella bozza della Legge di Bilancio 2022 approdata in Senato in prima lettura, inoltre, non compare alcun rinnovo.

Che fine faranno, dunque, i circa 2.500 Navigator che negli ultimi anni hanno aiutato i percettori del Reddito di cittadinanza a trovare un’occupazione? Dovranno cercarsi un altro impiego, molto probabilmente. 

A sostenere i percettori del sussidio considerati “occupabili”, infatti, saranno i centri per l’impiego: il Governo ha aumentato le risorse ad essi destinate, che per il 2022 ammontano a 70 milioni di euro.

Ricordiamo che sino a dicembre, i Navigator continueranno a lavorare, per uno stipendio mensile di 1.700 euro, ma senza malattia, ferie, tredicesima. Sul futuro, invece, c’è solo ombra.