Il reddito di cittadinanza, a distanza di parecchi anni dalla sua proclamazione ufficiale, è sempre stato un protagonista frequente di accesi dibattiti e discussioni. Questo, a causa dei continui dialoghi avvenuti tra le varie fazioni di favorevoli, e sfavorevoli.

Da ambedue le parti, le ragioni di tale divergenza di pensiero sono certamente motivate, soprattutto alla luce degli sviluppi effettivi di questo bonus. La poca chiarezza a riguardo, inoltre, non ha fatto altro che alimentare il gran parlare che si è fatto riguardo tale argomento.

Volendo dare una definizione, ufficialmente riportata dall'apposito sito governativo, si può concepire il reddito di cittadinanza come una misura mirata al voler contrastare la povertà. Citando quanto segue:

Il Reddito di cittadinanza è una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all'esclusione sociale.

Il sostegno economico in questione, viene destinato a varie categorie di persone, come spesso e volentieri accade per la distribuzione degli incentivi di questo tipo. Ovviamente, questo incentivo emanato dal governo, non ha solamente una funzione di sostegno economica.

Infatti, vi è anche un forte principio di ricollocazione lavorativa, per tutti coloro che sono stati esclusi (volontariamente e non) dal mercato del lavoro, al seguito del verificarsi di svariate condizioni. I beneficiari di questo reddito, sottoscrivono un accordo di comune interesse, volto al nuovo inserimento in un contesto lavorativo del tutto modernizzato, nonché principalmente finalizzato al mantenimento di tale status occupazionale.

Ufficialmente, è stato possibile fare richiesta di questo incentivo a partire dall'annata del 2019, periodo nel quale è stato proclamato in via ufficiale questo bonus. I richiedenti, come anticipato in precedenza, includono varie tipologie di cittadini, e riguardano un numero piuttosto ampio. Per avere un punto di vista pratico ed effettivo, è consigliata la visione di un contenuto appositamente pubblicato sul canale di RDC Channel.

Reddito di cittadinanza: cos'è e in cosa consiste

Il reddito di cittadinanza, come anticipato in precedenza, consiste in una serie di misure volte alla prevenzione della povertà e alla riqualificazione lavorativa dei soggetti richiedenti. Nonostante si possa apparentemente riassumere questa misura nella maniera seguente, è bene approfondire la tematica in ogni singolo aspetto, considerando che i dettagli a cui prestare attenzione sono molteplici.

In nostro soccorso, fortunatamente, è intervenuto Il Sole 24 Ore, con un articolo dettagliato a riguardo. Il sito in questione, ha indicato infatti la data ufficiale di rilascio dell'incentivo, corrispondente al 6 marzo del 2019:

Da mercoledì 6 marzo è possibile presentare le domande per ottenere il reddito e la pensione di cittadinanza.

Da quel momento in poi, l'ente dedicato dell'Inps ha aperto due modalità di richiesta. La prima, è quella tradizionale, per la quale è necessario recarsi agli sportelli adibiti al carico di determinate richieste. L'altra modalità di richiesta, invece, è quella inerente ai siti online dedicati.

Come al solito, sono stati coinvolti anche gli uffici dei CAF, appositamente adibiti alla gestione di tali modulistiche procedurali. Prima di poter presentare la richiesta apposita, è obbligatorio disporre di una dichiarazione sostitutiva unica, documento abbreviato con la sigla DSU.

Questo procedimento di breve durata, è propedeutico al rilascio dell'Isee. Ufficialmente, questa misura è finalizzata al duro contrasto della povertà, con conseguente re-inserimento nel mondo del lavoro, per tutte quelle persone che hanno avuto la malaugurata sfortuna di non poterne più usufruire.

Infatti, in questo contesto vengono incluse anche le politiche attive per il lavoro, che giocano un vero e proprio ruolo determinante in quest'ottica. Per esempio, una delle prassi richieste ai beneficiari, è quella di dichiararsi disponibili all'esercizio della pratica lavorativa, in modo tale da venir ricontattati il prima possibile.

Reddito di cittadinanza: quali sono i requisiti per ottenerlo?

Come ogni incentivo, anche il reddito di cittadinanza ha dei determinati requisiti per ottenerlo. Questo, in quanto questi bonus sono destinati ad una determinata categoria di persone, la quale rinchiude tutti i beneficiari a cui è rivolto l'aiuto economico in questione.

Secondo il sito della Gazzetta del Sud, il bonus è destinato a tutte quelle famiglie il cui richiedente ha raggiunto o superato la maggiore età. Oltre al requisito anagrafico, c'è anche quello geografico. Bisogna infatti essere residenti italiani, o quantomeno di uno dei Paesi facenti parte del complesso dell'Unione Europea.

In alternativa a questo singolo requisito, vengono conteggiati anche coloro che hanno un regolare permesso di soggiorno all'interno dei Paesi appartenenti all'Unione Europea. La propria residenza, deve essere dalla durata di dieci anni, con gli ultimi due anni trascorsi in maniera continuativa con lo status residenziale italiano. Di fondamentale importanza, sono anche i requisiti economici, oltre a quelli strettamente correlati alla persona richiedente.

Il valore totale dell'Isee, deve essere pari a 9.360 euro. Il valore del proprio patrimonio immobiliare, invece, non deve superare i 30.000 euro. Nell'articolo di riferimento, viene menzionato anche il requisito relativo al reddito familiare:

Valore del reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza.

Altri requisiti riguardanti il soggetto richiedente, obbligano costui all'assenza di condanne di vario genere per i dieci anni precedenti all'esibizione di tale richiesta. Il codice penale in vigore, sostanzialmente, non deve essere sottoposto ad alcun infrangimento di nessun genere.

I delitti commessi, o per meglio dire non commessi, hanno un forte peso per quanto concerne la spettabilità di certi incentivi. La selettività risulta piuttosto ampia, sostanzialmente.

Reddito di cittadinanza: cosa si può comprare? Ecco la lista ufficiale!

Gli aggiornamenti inerenti ai modi in cui si può spendere il reddito di cittadinanza, sono contenute in un articolo pubblicato sul sito di The Italian Times. Le spese ammesse e le spese vietate, saranno riportate interamente in questo articolo.

Tra i prodotti più in voga, soggetti all'acquisto, ci sono sicuramente le componenti tecnologiche. Infatti, spese destinate a elettrodomestici di piccole o medie dimensioni, sono perfettamente integrate in quello che è il sistema di pagamento del reddito di cittadinanza.

Tuttavia, rimanendo pienamente ancorati alla categoria tecnologica, le spese destinate ai servizi di abbonamento in streaming rimangono espressamente vietate, per ovvi motivi di destinazione di utilizzo e priorità di acquisto. Oltre ai telefoni cellulare, la spesa può essere destinata anche all'abbigliamento, essendo un bene di importanza prioritaria.

Anche l'arredamento è ovviamente incluso in questa speciale classifica, considerando la necessità di alcuni appartamenti ad essere resi più moderni con dei mobili. I libri, per qualsiasi destinazione di utilizzo, fanno parte della lista di beni acquistabili col reddito di cittadinanza. Un pensiero specifico, è stato rivolto anche a tutte quelle famiglie con dei figli a carico di tenera età, ai quali possono essere acquistati dei giocattoli appositi.

Gli elettrodomestici, oltre ad essere di piccole o medie dimensioni, possono anche corrispondere a delle ingenti dimensioni, quali lavastoviglie o lavatrici di uso essenziale. Per quanto concerne il discorso delle spese proibite, abbiamo già avuto modo di fornire delle anticipazioni riguardanti i servizi di streaming.

Infatti, determinati servizi quali Spotify o Netflix, non possono essere acquistati tramite questo reddito. Anche i superalcolici vengono esclusi dalla lista di beni che si possono acquistare con questo fondo di denaro in dotazione del tutto personale. La quasi totalità di servizi finanziari o di investimento, viene totalmente esclusa dai beni acquistabili. Menzione d'onore anche per oggetti lussuosi, automobili o mezzi in leasing e gioielleria di vario genere. 

Reddito di cittadinanza: a quanto ammonta l'importo finale?

Nel corso del seguente articolo, il quale è totalmente incentrato sulla tematica relativa al reddito di cittadinanza, non si era ancora parlato di cifre relative agli importi. Ebbene, i pagamenti ai soggetti richiedenti hanno un importo ben preciso a seconda del loro grado di appartenenza alle categorie.

Il sito del Corriere Comunicazioni, a tal proposito, ha dedicato un articolo interamente dedicato all'argomento in questione. Proseguendo con la lettura, si può infatti arrivare a sapere che l'importo da ricevere varia fortemente in base al reddito posseduto dal nucleo o dalla persona che presenta l'apposita richiesta.

Nonostante le variabili che entrano in gioco, l'importo dovuto non può superare la soglia dei 9.360 mila euro annuali, corrispondenti a circa 780 euro al mese. La scala di equivalenza per la quale si esegue il calcolo apposito, aumenta il suo valore a seconda del numero di soggetti maggiorenni che presenziano il nucleo familiare in questione.

Il sussidio mensile in questione, di conseguenza, non ha una vera e propria cifra di importo prestabilita. L'unico valore che presenta caratteri di certezza effettiva, è proprio quello riguardante il limite che non si può superare.

Reddito di cittadinanza: le conclusioni finali

Nonostante le varie vicissitudini riguardanti il reddito di cittadinanza, il principio di questo sussidio economico è sicuramente lodevole, considerando la sua volontà principale di abbattere ogni strascico di povertà. Oltretutto, anche la riqualificazione lavorativa dei soggetti richiedenti è un punto di enorme e assicurato vantaggio.

Le migliorie che verranno apportate a breve, potrebbero sicuramente rendere più agevole l'erogazione di questo incentivo, con un servizio indubbiamente migliore sotto ogni minimo punto di vista.