Prima di andare in vacanza per due settimane, il premier Mario Draghi ha salutato i ministri del suo governo ed in una conferenza stampa, in cui ha esortato ancora a vaccinarsi per sostenere una ripartenza che vede l'Italia in buona forma, ha anche lanciato una bomba che fa a pugni con quanto invece aveva detto in fase di insediamento alla guida dell'esecutivo. Non è il momento di riformare il reddito di cittadinanza, anzi il principio alla base dello stesso è condiviso da Mario Draghi. Uno schiaffo alla Lega e ad Italia Viva che invece scalpitano per togliere il reddito di cittadinanza, addirittura con Italia Viva che pensa di abolirlo con un referendum. Ma la bomba è stata lanciata, e quello che cambia è che non c'è l'intenzione di togliere il reddito di cittadinanza. Una scelta che va ancora nella direzione di non dovere chiedere agli italiani ma dare, e che va tutelata la dignità di chi ha perso lavoro. Idee condivisibili, che tuttavia devono bilanciarsi con politiche attive del lavoro, perchè in Italia non c'è bisogno di assistere ma di creare le condizioni per dare lavoro.

Reddito di cittadinanza: cancellato con il Referendum?

Mettiamo subito al sicuro chi sta leggendo! Non c'è alcun referendum che ha cancellato il Reddito di Cittadinanza. Ne ce ne sarà nell'immediato. La posizione di Mario Draghi sul reddito di cittadinanza è chiara, molto di più di quando si è insediato. Ed è una risposta a Matteo Renzi di Italia Viva che aveva paventato alcune settimane fa un referendum abrogativo del reddito di cittadinanza. Più che una reale possibilità, quella dell'ex segretario del PD sembra essere un assist a Matteo Salvini della Lega. E poichè in politica nulla è corretto, quella di Italia Viva potrebbe essere un primo tentativo di approccio alla Lega per far cadere il governo Draghi. Ma intanto il reddito di cittadinanza ha dato una concreta risposta a chi, durante la pandemia, ha fatto difficoltà a trovare lavoro o l'ha perso. Come ogni misura di sostegno al reddito, anche il reddito di cittadinanza ha alcune falle, come si sono viste soprattutto nell'ultimo anno con persone che pur non avendo diritto al reddito di cittadinanza lo percepivano. Se il referendum per cancellare il reddito di cittadinanza sembra più una sparata politica, c'è però da dire che, anche in base alle parole di Mario Draghi, qualche ritocco va fatto. Il principio alla base è condivisibile ed accettabile, ma nel tempo si è trasformato in mero strumento assistenziale che va bene in tempi di forte crisi sociale ed economica, ma che dovrebbe invece ora produrre le condizioni per trovare lavoro.

Reddito di cittadinanza: chi sono i beneficiari

Famiglie che vivono in una condizione economica di forte disagio. Ma anche giovani che non sono fiscalmente a carico dei genitori. Una platea che in realtà è delimitata da requisiti prevalentemente reddituali-economici. Perchè dal punto di vista di cittadinanza, anche i cittadini UE ed extra-UE possono chiederlo, purchè residenti in Italia ed in possesso di idoneo titolo per vivere in Italia.

Il requisito economico su cui è misurata l'accessibilità al reddito di cittadinanza è rappresentato dall'ISEE. Non si ha accesso al RdC se l'ISEE supera la soglia di 9.360 euro. Se questo requisito è rispettato, subentra poi il limite del reddito complessivo famigliare. Questo non deve superare, per un single, la soglia di 6.000 euro all'anno, fino ad arrivare a 12.600 euro per i nuclei familiari numerosi. Se anche questo requisito è soddisfatto, bisogna fare poi un'analisi della propria condizione patrimoniale. Si esclude la casa di proprietà adibita ad abitazione principale. In presenza di una seconda casa, questa rientra nel calcolo del patrimonio immobiliare ai fini della valutazione complessiva della situazione economica del nucleo famigliare. Per quanto riguarda invece il patrimonio mobiliare, quindi conti correnti, investimenti, fondi comuni, ecc, il valore non deve superare i 30.000 euro. Questi dati ovviamente sono rilevati dall'ISEE, in quanto vanno indicati per poter calcolarne il valore. Inoltre, si guarda anche alla capacità di acquisto. Quindi per poter fruire del reddito di cittadinanza, non si deve essere proprietari di alcuni beni come autoveicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi precedenti la richiesta del reddito di cittadinanza (ad esclusione di quelli acquistati dai o per i disabili) o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 immatricolati nei due anni precedenti la richiesta, o navi o imbarcazioni da diporto.

Reddito cittadinanza per i giovani: quali sono i requisiti

Il reddito di cittadinanza è concesso per nucleo famigliare, e per questo vanno considerati tutti i redditi presenti in famiglia (con esclusione delle pensioni di invalidità o assegni di invalidità). Il giovane che ha creato un proprio nucleo famigliare e non è fiscalmente a carico dei genitori, può richiedere il reddito di cittadinanza. Per non essere fiscalmente a carico, deve avere un reddito superiore a 4.000 euro. Riguarda all'età anagrafica questa deve essere inferiore a 26 anni. 

Per i giovani over 26 anni, che hanno una residenza anagrafica diversa da quella dei genitori, anche se sono fiscalmente a carico di questi ultimi, possono fare richiesta del reddito di cittadinanza. 

Reddito di cittadinanza: quando si perde

Per poter richiedere il reddito di cittadinanza, oltre a soddisfare i requisiti economici, il soggetto che ne fa richiesta deve anche impegnarsi a compiere alcune azioni volte a mettersi nelle condizioni di trovare il lavoro. Così chi ha fatto la richiesta del reddito di cittadinanza deve aver dato dichiarazione immediata disponibilità al centro per l'impiego e sottoscritto un patto per il lavoro, ovvero il Patto per l’inclusione sociale. Violare queste due disposizioni fa perdere il reddito di cittadinanza. Ma ci sono anche altre situazioni in cui il reddito di cittadinanza può essere revocato

  • mancata partecipazione senza giustificato motivo ai momento  di formazione o riqualificazione, o altra politica attiva del lavoro;
  • i PUC sono strumenti attivabili dai comuni e per i quali i percettori di reddito di cittadinanza possono essere chiamati ad aderire; se si rifiuta di prestare attività per un progetto utile alla collettività (PUC), si rischia di perdere il reddito di cittadinanza;
  • nell'arco dei 18 mesi di erogazione del reddito di cittadinanza si rifiuta almeno una delle tre offerte di lavoro congruo;
  • in caso di rinnovo del reddito di cittadinanza si rifiuta la prima offerta di lavoro;
  • in caso di ri-occupazione o nuovo lavoro non  si comunica la variazione reddituale;
  • non presenta una DSU aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare;
  • venga trovato, nel corso delle attività ispettive svolte dalle competenti autorità, intento a svolgere attività di lavoro dipendente, ovvero attività di lavoro autonomo o di impresa, senza averlo comunicato.

Reddito di cittadinanza: il pensiero shock di Draghi

Nessuno se lo aspettava, anche se da mesi si cerca di capire qual è il reale pensiero di Mario Draghi sul reddito di cittadinanza. In fase di insediamento da primo ministro aveva ribadito un concetto importante sulla sussidiarietà ed assistenza. Arriva prima o poi, il momento in cui i sussidi finiranno. Ed il riferimento era subito volato al reddito di cittadinanza. Poi durante i primi mesi di governo e l'erogazione di diversi bonus, aveva detto che era il momento di dare agli italiani e non di chiedere. Ed ancora una volta il pensiero era corso al reddito di cittadinanza. 

Dunque una posizione non chiara che era stata ulteriormente offuscata dal fatto che se il principio del reddito di cittadinanza, secondo Draghi, è corretto, i meccanismi non hanno funzionato soprattutto a livello di centri per l'impiego, in cui i navigator avrebbero dovuto far incrociare domanda ed offerta del lavoro.

Poi il 6 agosto, prima di andare in ferie, Mario Draghi ha espresso finalmente il suo pensiero sul reddito di cittadinanza.

È troppo presto per dire se verrà riformato, ridisegnato, se cambierà platea - dice sibillino - Quello che vorrei dire è che il concetto alla base del reddito di cittadinanza io lo condivido in pieno.

Questo cambia tutto nella posizione del premier sul reddito di cittadinanza. Leggendo tra le righe si può desumere che non c'è alcuna idea all'orizzonte di cancellare il reddito di cittadinanza. Inoltre la misura è importante, ma una revisione va fatta. Ma non adesso. 

Quindi il premier lascia aperta la porta del reddito di cittadinanza, che però con ogni probabilità dovrà essere meglio integrato con le politiche attive del lavoro.

Qui il video integrale della conferenza stampa di Mario Draghi del 6 Agosto.

Reddito di cittadinanza: i nodi da risolvere

Anche se non è la priorità del premier Mario Draghi, i campanelli di allarme sul reddito di cittadinanza sono stati lanciati su più parti e probabilmente su questi lo stesso Draghi sta ragionando.

L'Inps per mezzo del suo presidente, Pasquale Tridico, ha comunicato che due terzi dei 3,7 milioni di beneficiari del Reddito è costituito da soggetti non occupabili. Ovvero minori, disabili, persone con difficoltà fisiche o psichiche ed altre categorie minori. Quindi solo in pochi casi la povertà è causata dalla perdita del posto di lavoro.

Il focus va su quel milione di potenziali occupabili per i quali devono cambiare le modalità di ricollocazione nel mondo del lavoro. Su questo aspetto Mario Draghi è concorde sulla necessità che i centri per l'impiego vanno resi più efficienti.

Poi c'è l'aspetto dell'importo del reddito di cittadinanza che è uguale in tutto il territorio italiano a parità di condizione. Ma il costo della vita in Italia cambia, e per questo è importante che il reddito di cittadinanza di Milano sia ricalibrato rispetto a quello percepito in piccolo borgo del meridione.

Infine i limiti fissati sono sproporzionati tra single e famiglie numerose, anche se l'intervento dell'assegno unico ai figli dovrebbe ridurre questo gap.