L’Italia ha bisogno di tornare a crescere, soprattutto dal punto di vista economico e occupazionale.

Dopo quasi due anni di restrizioni e difficoltà dovute al continuo proliferarsi dell’emergenza pandemica da Covid-19, ora il Governo pensa a dare la spinta che serve per sollevarsi da terra.

Lo fà  non solo per i cittadini, ma anche per le realtà imprenditoriali che durante questo periodo incerto e pieno di ostacoli, hanno faticato per tenere aperte le porte, invece di chiuderle con un catenaccio.

Oltre a disporre del Reddito di cittadinanza per coloro che versano in forte disagio economico, ha deciso di regalare un bonus aggiuntivo per chi intenderà avviare (o hanno già avviato) un’attività lavorativa autonoma.

Come funziona e quanto si potrà ricevere al mese, lo scopriremo in questo articolo.

Reddito di cittadinanza: si torna a lavoro!

Il rapporto tra Reddito di cittadinanza e lavoro non è mai stato così intenso come lo è ora.

Fin dai primi interventi in materia, il Governo si era detto deciso nel mettere in atto una strategia che potesse risultare efficace ai fini del reinserimento lavorativo dei cittadini occupabili.

Sì, perché se da un lato la misura vuole essere un sostengo concerto per coloro che versano in stato di bisogno economico, dall’altro rischia di aumentare l’effetto divano.

Rimanere a casa e percepire comunque una somma di denaro senza fare nulla per cambiare la propria situazione, non è certamente lo scopo principale del sussidio, anzi. 

È proprio ciò che Mario Draghi e il ministro del lavoro Andrea Orlando vogliono evitare.

Purtroppo però, la questione non è così semplice.

Sebbene viga ancora il Patto per il Lavoro, con il quale il percettore del sostengo esprime la volontà di rendersi disponibile ad ogni offerta di lavoro congrua, sono più le volte in cui queste offerte vengono rifiutate che accettate.

Ed ecco che allora, il Governo sceglie di usare il pugno di ferro, riducendo l’importo dell’assegno mensile.

Spiega open.online:

“Chi rifiuterà di seguire dei corsi di riqualificazione proposti per i centri per l’impiego potrà perdere gradualmente un parte dell’assegno.”

Fino alla revoca immediata del beneficio.

Ovviamente questa manovra punitiva non ha generato entusiasmo nei diretti interessati che hanno espresso il loro parere in tutte le forme possibili, dalle manifestazioni ai social network.

Il controsenso di questo Reddito di cittadinanza per l’occupazione, sta nella convenienza del ritorno a svolgere un’attività lavorativa.

Il video di Radio UCI si pone una domanda comune e offre ripsote esaustive che potrebbero essere utili a tutti, dateci uno sguardo qui:

Non molto tempo fa, era stata presa in considerazione l’ipotesi di cumulabilità del sostegno con una parte del reddito da lavoro occasionale.

Spiega ilfattoquotidiano.it:

“La prima versione della manovra, entrata in Consiglio dei Ministri a fine ottobre, modificava la normativa sul reddito prevedento appunto che se un percettore avesse trovato lavoro, lo stipendio avrebbe concorso solo per l’80% alla determinazione del futuro sussidio, non solo nei mesi successivi ma anche dopo la presentazione del nuovo Isee, cioè l’anno seguente.”

Una percentuale che in molti hanno chiesto di riconsiderare e di diminuire fino al 60%.

Successivamente, il testo viene modificato e riscritto almeno una cinquantina di volte, limitando ancora di più i risparmi attesi dai percettori, che già lamentavano la mancanza di incoraggiamenti per rientrare nel mondo del lavoro.

Invece di trovare una copertura finanziaria da qualche altra fonte, il governo ha cancellato repentinamente l’unico modo di contrastare la povertà alla radice.

Reddito di cittadinanza: a chi spetta il bonus per l'imprenditorialità?

L’idea base è quella di ridare all’Italia una svolta dal punto di vista economico, in modo da riportarla in sella e farla diventare uno dei Paesi più produttivi dell’Unione Europea.

Detta così sembrerà un’impresa titanica, ma non per questo impossibile.

A ragione di ciò, si è già iniziato a fare qualcosa di concreto partendo proprio dall’auto-imprenditorialità, dalla volontà dei cittadini di iniziare una nuova attività lavorativa partendo da zero.

La circolare INPS n° 157 del 22 novembre 2021 parla proprio di questo, ovvero del sussidio integrativo disposto per tutti coloro che avvieranno una nuova attività professionale o commerciale ( o società cooperativa) entro i primi 12 mesi di fruizione del beneficio.

A poterlo richiedere saranno quei soggetti che, al momento di presentazione della domanda, saranno in possesso dei seguenti requisiti:

  • far parte di un nucleo familiare beneficiario del Reddito di cittadinanza in corso di erogazione
  • aver avviato un’attività lavorativa o aver sottoscritto una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale anche il socio presta servizio

Oltre a questi, potranno richiedere il bonus anche i soggetti che sono componenti del nucleo familiare percettore del Reddito di cittadinanza, eccezion fatta per il genitore non sposato e che non abita con il resto della famiglia.

Al contrario, tale contributo non spetta a quei nuclei familiari che hanno superato il periodo di fruizione del Reddito di cittadinanza, o che sono incappati nella sua sospensione o decadenza.

L'articolo di Federica Antignano offre un piccolo ripasso sul Reddito di cittadinanza, spiegandovi cos'é e come funziona. 

Reddito di cittadinanza e bonus imprenditorialità: quanto spetta?

Il bonus per l’auto-imprenditorialità è stato introdotto dal decreto legge n°4/2019, ma il suo avvio vero e proprio è stato sancito dal decreto ministeriale del 12 febbraio 2021 che ha spostato la procedura di invio delle domande solo il 24 settembre scorso.

A fornire i dettagli sulla modalità di richiesta e di erogazione del beneficio aggiuntivo è stato l’Inps in una comunicazione ufficiale.

L’importo spettante a coloro che avviano (o hanno già avviato) un’attività lavorativa autonoma o individuale, può essere corrisposto per 6 mensilità del Reddito di cittadinanza nella misura di 780,00 euro al mese.

Come precisa informazionefiscale.it:

“L’importo del beneficio fa riferimento a quanto riconosciuto a titolo di reddito nel mese in cui è stata avviata l’attività incentivata, non rilevando le eventuali variazione intervenute nel corso dei 6 mesi.”

Qualora il percettore si trovasse a ricevere un sussidio mensile superiore alla cifra appena vista, il contributo aggiuntivo non potrà e non dovrà superare la soglia d’importo stabilita per legge.

Ciò significa che se percepisce 800,00 euro di Reddito di cittadinanza, la cifra del bonus aggiuntivo rimarrà sempre di 780,00 euro mensili, senza eccezioni.

L’importo del bonus per l’auto-imprenditorialità funzionerà da aumento del sussidio già percepito per un totale di 4.680 euro annuali.

Poiché l’inizio un’attività lavorativa è un requisito fondamentale all'accesso del beneficio, occorre dare uno sguardo alle attività che danno diritto all’incentivo, ossia:

  • attività professionale: viene esercitata da liberi professionisti
  • attività di impresa individuale: sia essa commerciale, artigiana o agricola
  • attività con sottoscrizione di una quota di capitale sociale
  • società unipersonale: con un unico socio ( S.r.l, S.r.l.s, S.p.a)
  • ingresso in società di persone/capitali

La comunicazione dell’avvio di un’attività lavorativa autonoma è molto importante perché l’Inps avrò il compito di controllare l’effettivo possesso del requisito dell’imprenditorialità facendo due cose:

  • verificando la data di avvio dell’attività lavorativa
  • verificare che il richiedente del bonus non abbia terminato l’attività lavorativa in questione nei 12 mesi antecedenti la richiesta del beneficio

Nel momento in cui si palesino una di queste situazioni o anche solo la perdita del diritto al Reddito di cittadinanza, si perde ogni possibilità di accesso al beneficio aggiuntivo.

Reddito di citadinanza: come richiedere il bonus per l'imprenditorialità?

Ottenere il bonus per l’auto-imprenditorialità prevede la comunicazione da parte del soggetto interessato, dell’avvio dell’attività entro e non oltre 30 giorni dal suo inizio.

Per farlo, occorre che compili il modello “Rdc Com Esteso” in tutte le sue parti  e poi farlo pervenire agli uffici Inps che si occuperanno di erogare il beneficio in via telematica.

Per inoltrare la richiesta basterà entrare nel sito dell’istituto con l’autenticazione delle credenziali SPID, PIN, Carta Nazionale dei servizi o Carta d’identità elettronica.

Volendo, è possibile affidarsi ad un patronato intermediario o ad un Caf se ci dovessero essere dei dubbi sulla corretta procedura di invio.

Inoltre, spiega tg24.sky.it:

“Nel caso in cui il cittadino che ha diritto a questo sostegno abbia avviato e regolarmente comunicato l’inizio della sua attività autonoma per la quale la fruizione del reddito di cittadinanza sia ancora in corso, sarà necessario presentare una nuova comunicazione all’Inps mediante il nuovo schema di modello com esteso.”

Una volta terminato l’invio della domanda, il bonus potrà essere erogato in un’unica soluzione mediante bonifico domiciliato (entro due mesi), per il quale occorrerà rispettare i limiti di pagamento in contanti e quindi, prevedere la liquidazione in già rate.

Diversamente, potrà anche essere accreditato direttamente sul conto corrente indicato nel modulo, ma solo una volta verificati i dati dell’intestatario dell’IBAN e il codice fiscale.

Del resto, tutto deve servire per evitare spiacevoli irregolarità e ingorghi burocratici non necessari. 

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