E’ arrivato il caldo e anche l’estate ma gli aiuti da parte dello Stato per i cittadini e le famiglie in difficoltà dopo un anno e più di pandemia Covid-19 e relative misure restrittive e anti-contagio non vanno in vacanza.

Lo stesso vale per il Reddito di Cittadinanza che prevede a luglio due date per l’erogazione da segnare sul calendario per chi è interessato: il 15 luglio per coloro che hanno richiesto l’Rdc per la prima volta o che ne hanno rinnovato la richiesta e il 27 luglio invece per coloro che devono ricevere l’importo spettante, a partire dalla seconda rata fino alla diciottesima.

Il Reddito di cittadinanza infatti viene corrisposto massimo per 18 mesi e consiste in un aiuto economico di vario importo ed è, in particolar modo, un tentativo per aiutare gli italiani a trovare lavoro. 

Se per molti infatti l’Rdc viene considerato a mo’ di indennità o come una sorta di sussidio di disoccupazione, in realtà nasce come aiuto a trovare lavoro e a essere re-inseriti nel tessuto sociale e professionale.

Reddito di cittadinanza: il doppio pagamento di luglio

Parliamo prima della doppia data di pagamento dell’Rdc. Abbiamo visto che le due date da considerare durante il mese di luglio sono il 15 e il 27 del mese.

Ricordiamo che la data del 15 luglio interessa quei soggetti che, per la prima volta, riceveranno il Reddito di cittadinanza e così anche la Carta del Reddito di cittadinanza che verrà consegnata e ritirata presso gli uffici postali già caricata dell’importo mensile di luglio.

Il 15 luglio come data sarà importante anche per chi ha chiesto il rinnovo dell’Rdc il quale termina dopo 18 mesi ma, se continuano a sussistere i requisiti economici e patrimoniali richiesti, potranno chiederne il rinnovo, passato un mese dalla fine del percepimento del beneficio.

La data del 27 luglio invece interesserà coloro che sono già al secondo pagamento o al successivo, fino al diciottesimo pagamento.

Reddito di cittadinanza: come richiedere il rinnovo

Per tutti coloro che volessero rinnovare la richiesta del Reddito di cittadinanza, una volta scaduti i 18 mesi, sarà di sollievo sapere che è piuttosto semplice come procedura.

Dovrete infatti procedere allo stesso modo di come avete agito quando avete richiesto l’Rdc per la prima volta. Se poi a richiedere il reddito di cittadinanza è sempre lo stesso componente del nucleo familiare, non ci sarà neanche bisogno di ricevere una nuova Card. Si andrà a riutilizzare la vecchia, senza alcun problema.

Potrete fare domanda del rinnovo sia sul sito ufficiale del Reddito di cittadinanza, sia sul sito dell’INPS. Se invece non volete ricorrere ai mezzi telematici, potrete anche recarvi presso un ufficio postale o presso un Caf.

Reddito di cittadinanza: come verificare il saldo sulla Carta Rdc

Per i beneficiari dell’Rdc risulta fondamentale poter controllare, ogni volta che vogliono, quanto hanno di saldo sulla loro Carta Rdc in modo da verificare anche se è avvenuto o meno l’accredito spettante per quel dato mese.

La soluzione più semplice è collegarsi al sito redditodicittadinanza.gov.it e accedere tramite le proprie credenziali SPID. Altrimenti si può anche telefonare al numero verde 800 666 888 che ha il vantaggio di essere senza costo sia se si paga da telefono fisso sia da cellulare.

Una volta composto il numero, dovrete poi digitare il tasto 1 e poi riferire le 16 cifre che sono sulla vostra Carta Rdc.

Un altro modo poi per controllare il saldo è recandosi presso uno sportello Postamat dove potrete sia prelevare sia appunto controllare il saldo.

Reddito di cittadinanza: un riepilogo delle finalità del sostegno

Se state pensando di richiedere il Reddito di cittadinanza, sarà bene fare una piccola ricapitolazione sui requisiti da avere ma anche sulle finalità di questo aiuto economico.

L’Rdc infatti è in primis una misura nata per contrastare la povertà e per aiutare i cittadini a trovare lavoro e a re-inserirsi nel tessuto sociale. Si tratta dunque di un passo verso un’integrazione sociale andata perduta o mai verificatasi. 

Oltre al sostegno economico, aderire all’Rdc vuol dire accettare di far parte di un vero e proprio percorso di reinserimento lavorativo personalizzato che si concretizza con il firmare un Patto per il lavoro o un Patto per l’inclusione sociale.

Dunque, una volta conosciute e analizzate le esperienze e le competenze del beneficiario dell’Rdc, gli verranno proposti dei lavori adatti quanto il più possibile a lui e alle sue possibilità.

Per tutti i richiedenti che hanno superato i 67 anni di età, sarà possibile poi ricevere la Pensione di cittadinanza che altri non è se non la denominazione che assume il reddito per coloro che ne hanno i requisiti anagrafici.

Reddito di cittadinanza: un riepilogo dei requisiti da possedere

Per quanto riguarda i requisiti da avere, bisognerà essere cittadini maggiorenni italiani o europei o con il permesso di soggiorno in regola.

Il valore ISEE del nucleo familiare dovrà essere inferiore ai 9.360 euro annui e il valore del patrimonio immobiliare non dovrà superare i 30.000 euro mentre quello del patrimonio mobiliare non dovrà essere oltre i 6.000 euro per coloro che sono da soli. Mentre potrà essere superiore a tale cifra nel caso di nuclei familiari più numerosi, tenendo anche conto della presenza o meno di disabili all’interno della famiglia.

E’ bene sottolineare che il Reddito di cittadinanza è compatibile sia con la NASpI che con la DIS-COLL e con altre indennità di disoccupazione involontaria.

Ci sono poi dei casi ben precisi che fanno decadere la possibilità di percepire l’Rdc. Ad esempio:

  • non aver sottoscritto o non voler sottoscrivere il Patto per il lavoro;
  • non aver effettuato la Did (Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro);
  • non accettare almeno una delle tre proposte di lavoro che gli verranno fatte nel corso dei 18 mesi;
  • non aver presentato una DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) in corso di validità.

L’importo mensile del Reddito di cittadinanza poi andrà utilizzato per pagare le utenze domestiche, pagare la rata dell’affitto e acquistare ogni genere di beni di consumo tranne alcuni beni la cui lista completa è possibile consultare sul sito ufficiale dell’Rdc (beni come ad esempio armi, gioielli o pellicce).

Reddito di cittadinanza: la novità principale prevista da luglio

A parte il doppio pagamento di luglio da tenere a mente e da segnalare, luglio è un mese importante per chi percepisce il Reddito di cittadinanza o ha intenzione di richiederlo avendone i requisiti in quanto potranno ricevere un aumento.

Di che si tratta? L’aumento corrisponde all’assegno unico temporaneo che, a partire dal primo luglio fino alla fine del 2021 cioè il 31 dicembre, sarà corrisposto a quei soggetti che di solito sono esclusi dall’ANF (Assegno per il nucleo familiare) e cioè i lavoratori autonomi o i disoccupati.

Ecco le sue caratteristiche così descritte sul sito dell’INPS, nell’area dedicata all’assegno temporaneo:

“La misura, finalizzata a dare un sostegno immediato alla genitorialità e alla natalità, è stata adottata in attesa dell’attuazione dell’assegno unico e universale che dovrà riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli”.

Questo assegno temporaneo è una sorta di misura ponte dunque provvisoria in attesa dell’assegno unico e universale vero e proprio che dovrebbe partire dall’anno nuovo, il 2022. Essendo universale sarà destinato ad una platea molto più ampia di beneficiari e come importo massimo si arriverà a 250 euro al mese per figli a carico under 21.

Reddito di cittadinanza: la compatibilità con l’assegno unico temporaneo

E’ dunque davvero una bella notizia questa dell’assegno unico temporaneo per i percettori dell’Rdc in quanto è compatibile e cumulabile appunto con gli importi del Reddito di Cittadinanza.

Inoltre, per i beneficiari dell’Rdc provvisti dei giusti requisiti sarà possibile ricevere l’assegno unico temporaneo senza neanche farne domanda. Arriverà in automatico.

E come verificare l’accredito? Basterà fare un controllo sulla Carta Reddito di cittadinanza dove, da luglio in poi, sarà possibile ritrovarsi sia l’accredito della mensilità spettante dell’Rdc sia l’importo dell’assegno unico “ponte” per ogni figlio a carico che abbia meno di 18 anni.

C’è però da sottolineare anche che i percettori dell’Rdc potranno sì ricevere un aumento dell’importo grazie all’accredito in automatico dell’assegno temporaneo ma riceveranno anche una sottrazione relativa alla quota corrispondente ai figli minori appartenenti al nucleo familiare.

Come possiamo leggere nell’art.4 del decreto-legge dell’8 giugno 2021, n.79:

“Il beneficio complessivo è determinato sottraendo dall’importo teorico spettante la quota di Reddito di cittadinanza relativa ai figli minori che fanno parte del nucleo familiare calcolata sulla base della scala di equivalenza di cui all’articolo 2, comma 4, del decreto-legge n.4 del 2019”.

Reddito di cittadinanza: come calcolare la quota relativa ai minori

Quindi a quanto corrisponde la quota relativa ai figli minori in famiglia da conoscere in quanto verrà sottratta dall’importo?

Sul sito sostariffe.it leggiamo:

“la quota spettante al figlio si calcola moltiplicando 500 per il parametro di equivalenza. Nel caso di un solo figlio dunque, l’importo è pari a 500*0,2, ovvero a 100 euro. Questo importo è sempre valido, a prescindere da quello che è il reddito familiare”.

I parametri della scala di equivalenza da sapere per potersi calcolare quanto si otterrà come importo sono 1 che è il valore corrispondente al primo componente del nucleo familiare. Valore che verrà incrementato dello 0,4 per ogni membro della famiglia che sia maggiorenne o dello 0,2 per tutti quei componenti della famiglia che sono minorenni.

Il massimo della scala arriva a 2,1 che può passare a 2,2 solo nel caso in cui in famiglia ci siano persone affette da grave disabilità.

Dunque, ricapitolando, la somma da sottrarre all’importo dell’Rdc mensile sarà di circa 100 euro per ogni figlio minorenne che diventerà poi 50 euro per ogni figlio minorenne successivo al terzo, nella stessa famiglia ovviamente.

Reddito di cittadinanza: quali sono gli aumenti 

Dunque, se è vero che si andrà a sottrarre la cifra corrispondente ai minori, si potrà beneficiare del contributo in più dell’assegno unico temporaneo.

Chi ha un ISEE fino a 7000 euro, avrà un assegno di 167,50 euro per ogni figlio under 18 a carico e, a partire dal terzo figlio in poi, si avrà un aumento del 30% complessivamente.

Per ISEE che vanno dai 7000 al limite massimo previsto dell’Rdc di 9.360 euro, l’importo scenderà fino ad arrivare a circa 140 euro al mese per ciascun figlio a carico. A queste cifre bisognerà poi ricordarsi che andranno sottratte le quote destinate ai figli minorenni presenti in famiglia previste dal Reddito di cittadinanza.